Il 25 dicembre, giorno che oggi tutti festeggiano come nascita del Cristo, in realtà è stato 'strappato' al culto di Mitra.
Il dies natalis Solis, giorno della nascita di Mitra appunto, era difatti proprio il 25 dicembre.
Nella cristianità primitiva si celebrava solo una festa: la Pasqua, e infatti fino al IV secolo la Pasqua e la Pentecoste erano le uniche festività ufficiali della Chiesa (a quanto pare, allora ci si ricordava ancora che Gesù non aveva mai predicato l'introduzione di feste!).
Per molto tempo la nascita del Cristo non fu celebrata, e in seguito per altro, venne determinata in modo estremamente diverso, dato che non era certa neppure la determinazione dell'anno della nascita (per non parlare poi della storicità dell'evento).
Intorno al 200, secondo quanto si sa da Clemente Alessandrino, per alcuni era il 19 di aprile, per altri il 20 di maggio, mentre lo stesso Clemente credeva che la data esatta fosse il 17 novembre (Clemente Alessandrino strom. 1,21,147).
Il natale sorse in Egitto nel II secolo, festeggiato il 6 gennaio (11 Tybi), giorno della nascita del dio Eone ovvero Osiride (vedi Plutarco: Iside e Osiride 12,355 E.).
Fu solo a partire dal 353 che la Chiesa indicò il 25 dicembre, nel quale ricorreva la festività di Mitra, l'invitto dio del Sole, e tale scelta si proponeva soltanto di cancellare dalla coscienza popolare la ricorrenza pagana!
L'Avvento, festa preliminare alla celebrazione del Natale, venne introdotto addirittura solo nel VI secolo.
La nuova solennità ecclesiastica divenne ben presto assai popolare proprio perché altro non era se non la trasformazione e l'adeguamento della festa pagana del solstizio, della festività dell'Eone, cioè della mitica rappresentazione della nascita del nuovo sole. In tale circostanza, nella notte fra il 24 ed il 25 dicembre gli iniziati si raccoglievano in un adyton sotterraneo, per compiere i riti iniziatici intorno alla mezzanotte. All'alba i fedeli lasciavano in processione il luogo sacro, portando con sé la statuetta di un bambino, simbolo del Figlio del dio del Sole appena nato dalla Vergine, la Dea Caelestis, e non appena sorgeva il sole recitavano in coro la formula liturgica: «La Vergine ha partorito, la luce cresce».
Il racconto cristiano del Natale è talmente popolare, che molti credono che esso si trovi in tutti i Vangeli, mentre, al contrario, è presente soltanto in Luca, il quale ha rielaborato una tradizione veterotestamentaria e più ancora un patrimonio culturale pagano.