Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

IL TRACCIATO

 

IL TRATTO TORINESE

La ferrovia Airasca-Saluzzo costituiva un raccordo fra il tronco Torino-Airasca-Pinerolo-Torre Pellice (a Nord) e le linee convergenti su Saluzzo da Savigliano e Cuneo (a Sud) interessando, quindi, sia il territorio della Provincia di Torino che quello della "Granda".

Tagliava il basso Pinerolese e la pianura di Saluzzo fra estese coltivazioni e prati adibiti a pascolo inoltrandosi, di tanto in tanto, in folti ed ombrosi pioppeti. Affiancava grandi cascine padronali, talvolta precedute da lunghi viali alberati, e piccole borgate rurali strette attorno alla cappella frazionale. Attraversava il corso di canali irrigui che solcano la pianura e le numerose strade interpoderali, spesso scandite dalla presenza dei piloni votivi.

Risalendo la pianura da Nord verso Sud, la linea aveva origine in corrispondenza della diramazione che la separava da quella elettrificata per Pinerolo, situata all'estremità Ovest della stazione di Airasca. Quest'ultima, piuttosto distanziata dal centro del paese, è posta a 25 Km da Torino. In prossimità della biforcazione dei binari esisteva un capiente fabbricato all'interno del quale venivano ricoverate le vaporiere per la notte e dove anche i macchinisti potevano pernottare nell'attesa di ripartire all'alba. Vi si trovava anche un deposito di carbone. Sono ancora presenti una colonna per il rifornimento d'acqua ed una piattaforma girevole del diametro di circa 5 metri. A partire dalla diramazione, la linea descrive una curva con raggio di circa 400 metri dove s'innesta il raccordo ferroviario dello stabilimento S.K.F. In questo breve tratto curvilineo, il binario non è stato rimosso in quanto risulta ancora potenzialmente utilizzabile il collegamento ferroviario fra la stazione e lo stabilimento medesimo. E' tuttora esistente la vecchia stazione di Airasca, posta in prossimità dell'attraversamento della strada provinciale 139, fra l'abitato di Airasca e quello di Volvera. L'edificio è abbandonato e versa in pessime condizioni.

Oltre la suddetta curva, la ferrovia assumeva un tracciato per lo più rettilineo fino alla stazione di Scalenghe. Questa disponeva di un secondo binario per gli incroci e, sul lato Airasca, di un binario tronco affiancante il piano caricatore sopraelevato, per un totale di quattro scambi. Questo scalo merci, in origine più ampio, veniva utilizzato principalmente in funzione di una segheria collocata proprio a ridosso del piazzale ferroviario. Era presente la sagoma di carico.

Seguiva la piccola fermata di Cercenasco (con il solo binario di corsa) e, dopo l'attraversamento del torrente Lemina per mezzo di un ponticello in cemento armato, quella di Vigone. In prossimità del centro del paese e con un'ampia piazza alberata sul retro, la stazione di Vigone era servita da due binari in curva ed aveva al suo fianco, lato Saluzzo, una particolare costruzione in muratura detta "piccola". Costeggiata da un binario tronco per lo stazionamento dei carri ferroviari, quest'ultima era adibita a magazzino (vi si trovava anche il piano caricatore sopraelevato, la sagoma di carico ed il peso). Le operazioni di carico e scarico delle merci avvenivano, in taluni casi, tramite un'apposita gru fissa ad azionamento manuale, realizzata in ghisa e ferro. Gli scambi erano sei.

Attraversato il torrente Pellice per mezzo di un ponte misto stradale-ferroviario in muratura, s'incontrava l'ultima stazione della Provincia di Torino: Villafranca Piemonte. Anch'essa era dotata di doppio binario ed era affiancata, sul lato Airasca, da una "piccola" avente le stesse caratteristiche di quella di Vigone, con binario tronco, piano caricatore sopraelevato, sagoma di carico e peso. Gli scambi erano quattro. Risale al 1908 la costruzione di un raccordo ferroviario privato fra i "Mulini Vottero" di Villafranca e la stazione: ogni giorno si caricavano tre o quattro vagoni (da 170-180 quintali ciascuno) che raggiungevano la stazione stessa grazie ad un grosso cavo d'acciaio agganciato ai medesimi e, quindi, trascinato e raccolto da un argano elettrico. Il prodotto finito, per lo più farina di grano tenero, veniva inviato principalmente nel Sud d'Italia.

 

Linea Airasca-Saluzzo (1997): il binario nei pressi di Pieve di Scalenghe (foto C. Campana).

 

IL TRATTO CUNEESE

Ancora un'altro ponte misto stradale-ferroviario in muratura (quello sul fiume Po che, in quel punto, costituisce il confine naturale fra le due province), ed ecco Moretta, la prima stazione della "Granda". Disponeva del piazzale ferroviario più ampio di tutta la linea (se si esclude Saluzzo) per la presenza in loco di importanti insediamenti industriali, della Metalmeccanica Milanesio e, in ultimo, per essere stata fino al 1959 un rilevante nodo ferroviario grazie alla diramazione per Cavallermaggiore. I binari adibiti agli incroci erano due sul totale di una decina, mentre gli scambi erano circa venti. Vi si trovava un deposito locomotive con annessa una piccola officina (nel quale, successivamente, si è insediata la Milanesio), una "piccola" con struttura portante in legno e senza tamponamenti, una piattaforma mobile per girare le vaporiere, una colonna ed un serbatoio per il rifornimento d'acqua, il piano caricatore sopraelevato, la sagoma di carico ed il peso. Il fabbricato viaggiatori ospitava un bar-ristorante.

Ancora oggi, da Moretta il binario risale la pianura fra gli estesi frutteti del Saluzzese fino al capolinea Saluzzo, dopo aver oltrepassato la piccola fermata di Torre S. Giorgio (ultimamente servita dal solo binario di corsa ma, in origine, munita di binario tronco lato Saluzzo e sagoma di carico) e la stazione di Cervignasco. Quest'ultima, sperduta fra i campi ed al servizio di una piccola frazione di Saluzzo, era inizialmente dotata di un secondo binario per gli incroci, di due binari tronchi lato Airasca per un totale di ben sette scambi e di una sagoma di carico. Nelle vicinanze dell'area urbana di Saluzzo, la linea attraversa "a raso" la nuova tangenziale della città (per gli attraversamenti delle ferrovie Saluzzo-Savigliano e Saluzzo-Cuneo sono stati costruiti i rispettivi ponti). Infine, poco prima di entrare nel piazzale della stazione di Saluzzo, il binario affianca quello proveniente da Savigliano, descrivendo con esso una grande ansa di raggio variabile fra 250 e 305 metri.

 

Linea Airasca-Saluzzo (marzo 2003): il cippo del chilometro 13 in prossimità della stazione di Saluzzo (foto C. Campana).

 

TORNA AL SOMMARIO