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...una satira, di Roberta Gallino

Roberta Gallino vive ad Agnola con la famiglia. Educatrice di professione, come delegata alla cultura del Comune di Carro, nell'estate 2005 ha curato le serate di poesia in biblioteca con lettori madrelingua su percorso a tema. Coltiva diversi hobby e ha vari interessi artistici: compone decoupages, colora pietre marine, si diletta a scrivere poesie. La sua silloge Ricordi e stagioni ha partecipato al Concorso Nazionale Val di Vara collocandosi al terzo posto. Ma al suo paese ha riservato la sua vena satirica, dedicandogli un lungo componimento ad argomento goliardico in occasione di una mangiata estiva svolta sulla piazza del paese il lontano 12 agosto1993... In esso, spesso sulla falsariga di versi danteschi, sono tratteggiati con ironia ma con grande efficacia i caratteri, vizi e debolezze, di tutti gli abitanti del luogo, riportando tic e battute di loro stessi e senza escludere nemmeno il parroco, abituale frequentatore dei banchetti, allora assai frequenti, del borgo. La satira, letta durante la cena, piacque e divertì moltissimo; oggi, se poco perspicua per chi non è del posto, è un omaggio sicuramente gradito e prezioso a tutta la popolazione, perché immagine e simbolo di un tempo e una gioia di stare insieme irrimediabilmente perduti. Molte persone, citate in quelle rime baciate, nel frattempo ci hanno lasciato, troppo giovani! E oggi ad Agnola è decaduta l'abitudine ai conviti paesani. Riproduciamo quindi il testo, con molta nostalgia...

 

Siamo tutti riuniti questa sera                   e la porchetta crea l'atmosfera.

Siamo insieme, che bella circostanza         si mangia, si beve, si ride ad oltranza.

Le sagre e la Messa ci riuniscono un pochino               perché le presiede sempre Don Luigi Lavagnino.

Sicuramente il suddetto sarà qui presente           dove si mangiò e si bevve non fu mai assente.

Al Don piace e pensa che non è peccato           e chi l’ha detto che un prete non si è mai ubriacato?

A lui piace possibilmente controllato..               lo dicono anche i santi che non è peccato!

Ma quando beve e salta sul ronzino accelerato            il primo muretto è suo - questo è dimostrato.

Adesso di voi parlo persona per persona            poi però voglio il lauro che funga da corona.

Questo è un paese di geni mancati            poeti, pittori e fotografi mal pagati!

Ah, dimenticavo: abbiamo anche musicisti             che san suonare per gli allegri e per i tristi.

Abbiamo Carmelo che suona il mandolino         per far ballare la Scìa Gianna insieme al cagnolino.

Abbiamo Roberto che suona il clarinetto        per far ballar la Mati, è lui che me l'ha detto!

Ma qui cominciano le dolenti note a farmisi sentire        e se Dante lo concede incomincerei a dire.

Non vorrei incominciare a raccontare          mentre gli altri incominciano a mangiare.

Non vorrei saltare la cena, saltare la porchetta,             guardare nel piatto e trovare solo la forchetta!

Ma comincerò a parlare di quei due che insieme stanno:           ma come fanno a esser così magri? Mangeranno?

"0 anime affannate e magre" - dissi io a Italo e consorte          "ma voi di che vi nutrite: di bacche di cipresso e foglie morte?

E loro a me "Cicciona non ti crucciare           non tutti son così grassi da scoppiare!"

E vedendo Italo con gli occhi furenti che tu sai              quieta me ne stetti e più non dimandai.

Mi trovai quasi paura - roba da pazzi        ma quando lui si arrabbia sono cazzi!

Aggiunse ancora risentito "Guardati intorno, datti una mossa              non sol io, ma anche mio fratello è pelle e ossa!"

Io guardai in quale direzione mi indicava               e vidi così il fratello magro di cui parlava.

Non vidi però l'inseparabile metà con la gonna              che era con Mafalda, come sempre, colla nonna.

Stavo già per continuare la novella             quando un grido mi fa perder la favella...

Ah, ecco il grido, era di Armando seduto là             che impreca, chiama, vuole la Lià.

Quando vidi la Liana un po' scocciata            dissi "Zia, non ti è piaciuta la serata?"

"Oh sì, se sapessi... che sollievo esser qua              e non sentir sempre "Mi a mezugiurnu veggiu mangià"

Poi mi rivolsi a loro e parlai io:               "Avete visto voi la Ada e Silvano, mio zio?"

E quelli a me "Nessun maggior dolore           che veder mangiar tanto da chiamare poi il dottore!"

"Eccoli, - dissero - eccoli a meditare              che per stare un po' meglio bisogna digiunare."

Eh sì, per la salute e per un corpo sempre intatto          bisogna eliminare la forchetta ed il tabacco!

Silvano ci prova a non fumare con il lecca-lecca         poi ti incontra sulla piazza e ti chiede la sigaretta!

Ma qualcuno ha detto che se vuoi goderti una fumata             non deve esser tua la cicca, deve essere scroccata!

Ma riconosco una voce gioiosa tra una e l'altra forchettata:           è il geometra Gian Carlo con la consorte affezionata.

Che dice "Sai qui ci sono cose buone, golose e belle          e io sono abituato solo a mangiar dell'acacia le frittelle!"

Anche Angela e Amelio sono qui a mangiare          ma loro alla porchetta preferiscono danzare!

Loro sono sempre felici e contenti      specialmente se Amelio ha i calzini fosforescenti!

E quando vuole far pendent con i calzini             si compra anche arancioni degli orologi i cinghini.

Ma tra i presenti non scorgo però la Cristina               che mangia solo pizza e beve olio di vasellina!

La vasellina perché?, ci si chiederà:                che lubrifica l'intestino qualcuno lo saprà.

Anche Amelio é di questo pensiero:            non si può stare al cesso un giorno intero!

La Lory infatti dice: "Fate come me              mangio solo verdura e bevo qualche thé"

E io a lei: "Lory non me la raccontare           le carote e i piselli non fecero mai ingrassare!"

E lei stizzita, alzando bene l'audio               disse risentita: "Mal comune mezzo gaudio!"

Anche la Angela dice che peso come lei            che intorno al corpo chili ne ha più di 86!

Ma non vedendola tra gli altri, ormai era già buio             dico "Avete visto voi la Angela di Giulio?"

E loro a me: "Noi mangiavamo un giorno la porchetta per diletto          sazi eravamo e facevamo anche qualche petto...

ma quando vedemmo la Angela Regati            su quelle carni cotte sulle braci

guardammo con visi preoccupati             i cuscini delle sedie ormai sporcati!"

Galeotta fu la porchetta e chi la cucinò                Nestino disgustato se ne andò!

Chi ci vorrebbe per far tornare l'allegria?            Ma qualcuno dei Diamanti, chicchessia!

Ecco la Marisa, mi sembra di sentire:            "Ma come sei bella, lasciatelo dire...

non c'è nessuna bella come te!              che gambe, che occhi, ma che decolleté !"

Mentre la Marisa continua a pennellare               sento improvvisamente che me ne devo andare.

E se qualcuno non l'ho nominato è solo per affetto              parlo di Giuliano, di Agnola il prediletto.

Che poi è vero: io sono come sono              ma che palle sentire sempre "Giuliano com'è buono..."

La sua bontà è senz'altro cosa vera             ma sono stufa di essere io la pecora nera!

Lui dice "So perché sei così: sei troppo litigiosa                ti lamenti sempre, ce l'hai con tutti, sei noiosa.

Quando sei in casa si ode solo la tua voce         la sentiamo tutti, quando siamo sulla 'Noce'!

Se vivere contenta veramente vuoi             porta pazienza e fatti sempre i cazzi tuoi!"

una festa in piazza (1980)