(27 febbraio 2015)  Possa il vento...

       

 

Il nostro caro "prevosto" voglio ricordarlo così. Ho tante immagini di lui da essere innumerevoli... ma alcune sono più di altre indimenticabili. Come quella volta che lo vidi aggirarsi tra le tombe del cimitero di Castello come il Foscolo in Santa Croce tra le tombe dei Grandi. Non era il periodo dei Morti, e lui non era presso le tombe dei suoi cari. Ma le guardava ad una ad una e su ognuna, lungamente, si soffermava . Avrà avuto già novant'anni, e io pensai tra me: forse sente la morte avvicinarsi, ci sta facendo i conti... era così intenso, così turbato... è un'immagine che mi porterò dentro, sempre. Immagini legate a cose per cui non mi stancherei mai di ringraziarlo, ed ammirarlo per la sua apertura mentale e straordinaria intelligenza, come quando, da adulta, mi ha confessato ed ammesso al sacramento della Cresima dopo essersi sorbito venti minuti di mie perplessità, tintennamenti e tentativi di farlo desistere, o quando al funerale di mio padre ha scelto di fare l'omelia parafrasando il nostro manifesto funebre... Ma ormai mi resterà soprattutto quella legata al giorno dei festeggiamenti per il suo centesimo anno, giusto un mese fa esatto, l'ultima volta che l'ho visto in vita, in cui consegnandogli la mia pergamena l'ho salutato ed abbracciato cogliendolo in un momento di straordinaria serenità e dolcezza...

Io persona schiva, e pure assai trafelata in questo periodo, pur avendolo amato molto, non avrei mai di mia iniziativa letto un pensiero, mi sono presentata alla celebrazione all'ultimo momento, ma per una felice combinazione il diacono Inaco mi ha messo in mano una poesia irlandese chiedendomi di leggerla. Era una poesia di sublime bellezza ed io l'ho letta con la sola voce strozzata che mi permetteva l'interpretarla inesorabilmente come una sorta di struggente, inconsapevole, viatico per il suo imminente ultimo viaggio. Ed è per questo che considero un privilegio averla potuta leggere in quella circostanza e che voglio qui riprodurla come estremo saluto ed affettuoso augurio. Buon viaggio, don Lavagnino, il vento alle sue spalle!

(Cristina Gallino)