Il partigiano Pietro

 

"Nel sogno giovanile d'un domani sereno sono caduto per la liberta'"

Sopra Agnola, lungo la strada che collega la provinciale al paese di Castello un piccolo cippo ricorda un triste avvenimento avvenuto in tempo di guerra, la fucilazione del partigiano Pietro Ambrosiani, il 4 agosto 1944.

La lapide, con una cerimonia commemorativa, presenti autorità ed associazioni, è stata collocata nel 1996, a giusto e doveroso (anche se tardivo) ricordo dell' episodio. Nessuno dei giovani aveva in quel momento la più pallida idea che il piccolo borgo di Agnola fosse stato teatro di un avvenimento così cruento: gli anziani del paese lo ricordavano invece molto bene, ma "sulla noce" [la piazza di Agnola] non se ne parlava, era un episodio tanto lontano, foriero di così tanto dolore anche nel borgo (avendo tra l'altro coinvolto, con gravi conseguenze, anche un agnolese) che forse si voleva solo dimenticare. Ma da quando il cippo è stato collocato, nel luogo preciso in cui è avvenuto il fatto, questo mesto monumento è diventato un luogo significativo alla memoria dove magari ogni tanto recare un fiore o un pensiero commosso.

La signora Angela così lo racconta:" Pietro era un giovane partigiano, come poi si scoprì, di Mulazzo. Un giorno mentre era a Carro chiese un passaggio a un camionista chiamato" u Rumme" che era diretto con il suo mezzo di trasporto verso Castello. Sul camioncino viaggiava Emilio Franceschini (Milio), un uomo abitante in Agnola. Pietro, che non poteva stare nell'abitacolo, si sedette sul cassone. Quando arrivarono al bivio per Agnola Emilio scese e si diresse verso casa prendendo la mulattiera. Intanto da Castello dove si erano acquartierati gli Alpini videro il camioncino arrivare e incominciarono a sparare. Rumme dopo il bivio si fermò per capire cosa stava succedendo. Incominciò a sentire dei lamenti e capì subito che sotto strada Milio doveva essere stato ferito; il camionista si mise a gridare: "Non sparate! Non sparate! ma gli spari non cessavano. Emilio era stato raggiunto da un proiettile a una gamba e la ferita fu così grave che in seguito dovettero a più riprese amputargliela, fino all'inguine. Intanto Pietro, sceso dal camion, incominciò a correre, forse cercando una via di scampo o forse cercando i compagni. Nessuno lo potrà mai sapere! Ma " Survagnua", (sopra Agnola), lo raggiunsero. Gli alpini incominciarono a incalzarlo di domande e il povero Pietro cercò di difendersi come meglio poteva cercando motivazioni convincenti, ma il comandante freddamente rispose:" Le tue ragioni te le farai con il Padre Eterno." E spararono! Un uomo di Agnola, Giulin, che stava lavorando nei campi sottostanti, si era nascosto dietro un cespuglio ad osservare la triste scena, e ce l'ha poi riferita. Pietro fu lasciato lì coperto di sole foglie.

Come ricorda Inaco Bianchi nelle sue "Notizie degli annali parocchiali" di tale avvenimento si ha nota anche nel registro "Liber mortuorum", conservato nell'Archivio Parrocchiale di S. Giorgio di Castello, dove si legge che il 4 Agosto 1944, in Agnola, "veniva fucilato dagli Alpini" il partigiano "Ambrosiani Pierino di Ernesto", nato a Lusuolo di Mulazzo il 15 Luglio 1921. Il ragazzo veniva " lasciato insepolto. La sepoltura è stata fatta dai parrocchiani tra i quali Padre Giulio Maestroni allora ancora studente di teoiogia". Il cadavere fu riconosciuto dai parenti "in seguito a presentazione di fotografie il 27 maggio 1946 come il partigiano ucciso in Agnola il 4 Agosto 1944 e seppellito nel camposanto vecchio della parrocchia di Castello". Dopo il riconoscimento, i familiari portarono i resti mortali del giovane nel paese di origine.