Gughi, la mascotte di Agnola

Gughi è una femmina di pavone capitata ad Agnola, non si sa come, un po' di tempo fa [giugno 2007]. All'inizio è stata guardata con qualche diffidenza: che voleva? chi l'aveva mandata? avrebbe distrutto gli orti o litigato con gli altri animali azzannandoli con il suo lungo becco? Ma poi abbiamo pensato che se voleva fermarsi scegliendo il nostro borgo per residenza l'avremmo accettata, come si fa con un qualsiasi pellegrino che venga a bussare alla tua porta, lei poi, dal canto suo, ha conquistato tutti con la sua simpatia ed eleganza. Di notte emette un urlo abbastanza lugubre ma ormai ci siamo abituati e per tutti è, ormai, un personaggio caratteristico ed irrinunciabile di Agnola.

   

Come tutti i pavoni Gughi è onnivora ma le donne del paese la coccolano con ghiottonerie tipo noci, croccantini per gatto, ciliegie. Dorme sull'albero di noce sulla piazzetta, su cui vola, regolarmente, all'imbrunire, con qualche difficoltà  a causa della sua mole ragguardevole, ma senza perdere la maestosità che contraddistingue il suo modo di muoversi e quest'inverno da quella posizione dominante ha resistito alle intemperie sopravvivendo persino ad una nottata di galaverna. Presenza costante sulla piazzetta e nel carrugio del paese, in quella circostanza Gughi, provata dall'esperienza, è poi sparita per un giorno intero e tutto il paese s'è ritrovato a cercarla in mezzo alla neve...

Non potevamo perdere la nostra mascotte!

 

(19 agosto 2008)

 

Gughi è scomparsa improvvisamente un giorno di giugno. E' stata cercata ovunque ma di lei nessuna traccia. Vogliamo sperare che così come è arrivata, un giorno il richiamo dell'amore l'abbia condotta altrove... E' una speranza remota ma vogliamo nutrirla. Ce la ricorderemo sempre quando per compensare la sua voglia di maternità frustrata sostituimmo le sue grosse e  vuote uova con uova di gallina, lei le covò ed allevò mirabilmente tre pulcini. Ci sembrerà di vederla mentre sulla piazza della Noce avanza maestosa e piena di orgoglio con la sua insolita prole tenendo lontani con il becco i gatti curiosi che facevano la posta. Indimenticabili i suoi sguardi perplessi ed amorevoli quando inutilmente cercava di insegnar loro a volare. Sarà sempre la nostra mascotte.

 

(22 luglio 2014)