|
6 aprile
“Rhapsodhy
… non solo in blu”
Recital del pianista Ferdinando MUSSUTTO
Musiche di J. Brahms, F. Liszt, G.
Gershwin
Domenica 6 aprile
2008, presso l’Auditorium della Cultura
Friulana di via Roma, si è tenuto il 5° appuntamento della Stagione
Concertistica “Domenica a Concerto” promossa dall'A.Gi.Mus. di Gorizia. Il
programma del pomeriggio domenicale ha evidenziato le capacità interpretative e
il virtuosismo del pianista udinese Ferdinando Mussutto, che ha vinto numerosi
premi internazionali e nazionali, tra i quali anche il Concorso A.Gi.Mus. di
Roma. Apertura del recital pianistico con le “Rapsodie op. 79 in si minore e in
sol minore”, elaborate da Johannes Brahms nell’estate del 1879 a Pörtschach: Mussutto ha qui valorizzato l’originalità
dell’invenzione tematica brahmsiana con
un temperamento di forte musicalità e di vibrante dinamica. A seguire le
Rapsodie di Liszt che sono una grande impresa per un pianista e Ferdinando
Mussutto ha presentato al pubblico goriziano due notevoli interpretazioni: la
“Rapsodie espagnole” viene affrontata con piglio grintoso e con effetti quasi
orchestrali che evidenziano i due temi, “Folies d’Espagne et jota aragonesa”, una
briosa danza popolare con una grande varietà ritmica diffusa in tutta la Spagna. Poesia, ampiezza di
fraseggio e virtuosismo impeccabile si fondono splendidamente per dare vita
alla “Rapsodia Ungherese n. 12”, pubblicata a
Berlino nel 1853 da Schlesinger (in programma c’era la “Pester Karneval”): al
“lento maestoso” della sezione introduttiva fa seguito un “allegro alla
zingaresca” che evoca la sonorità di altri strumenti come il caratteristico
cymbalom gitano. Mussutto – che si è assunto pure il compito di illustrare
personalmente gli aspetti più interessanti di queste opere significative della
letteratura pianistica – ha concluso il suo recital con la “Rhapsody in Blue” (1927)
di George Gershwin, resa in maniera sfolgorante con grande potenza delle
ottave, ribattuti strepitosi, ampi ed eleganti cantabili, riuscendo ad
alleggerire repentinamente il tocco nei passaggi in “piano” e “pianissimo”. Il
successo di Mussutto è stato coronato dai continui applausi che hanno accolto
anche il suo bis, il suggestivo “Preludio op. 23 n. 2” di Rachmaninov,
interpretato con padronanza tecnica e disinvoltura.
L’ultimo
appuntamento della Stagione Concertistica promossa dall'A.Gi.Mus. di Gorizia,
domenica 4 maggio, sarà all’insegna della musica per mandolino con l’orchestra
a plettro Sanvitese (PN), diretta da Elena Abolmazova.
Fiorenza Ozbot
4 maggio “Il
fascino del mandolino”
ORCHESTRA A PLETTRO SANVITESE (PN)
direttore m° Elena ABOLMAZOVA
Nell’arco della stagione concertistica 2008 l’A.Gi.Mus. di
Gorizia ha proposto, come sempre, una serie ben articolata di preziosissimi
appuntamenti atti a soddisfare tutti i gusti musicali del pubblico.
Entusiasmante e di notevole interesse anche il sesto concerto della prima
domenica di maggio che ha visto protagonista l’Orchestra a plettro di San Vito
al Tagliamento diretta da un’attenta, vitale e raffinata Elena Abolmazova,
concertista di rilievo e primo mandolino dell’Orchestra Regionale del Friuli Venezia
Giulia, di cui fanno parte anche altri componenti della Sanvitese. Di fronte ad
un pubblico attentissimo si è potuto ascoltare un ricco concerto che spaziava
dal Settecento - con l’esecuzione del brillante “Concerto in Re maggiore” di A.
Vivaldi - al Novecento con le note composizioni di A. Piazzolla, D. Kreidler,
D. Šostakovič, e degli autori italiani N. Piovani e A. Prenna. In programma
pure tre brani della tradizione popolare russa, intitolati “Troika”, “Romanza”,
“Valzer”, tratti dall’inedita Suite “La tempesta di neve” di Puškin, elaborata
nel 1975 dal russo G. V. Sviridov, allievo di Šostakovič dal 1936 al 1941:
queste composizioni, pervase da una vena dolcemente introspettiva, hanno
consentito all’Orchestra di sfoggiare una serie di passaggi di grande bellezza,
impreziositi da una suggestiva dinamica sfumata resa dagli strumenti a plettro
(12 mandolini, 5 mandole, 5 chitarre), e nel contempo sostenuti dall’intensa
espressività dell’abile oboista G. Sperandio e dall’esecuzione garbata del
valente contrabbassista C. Calligher. Un inconsueto fuori programma ha messo in
evidenza la chitarra di M. Zanotto, poi la fisarmonica di N. Milan, brillanti
interpreti che hanno presentato un dittico musicale accompagnati dal timbro
raffinato e malinconico della dom’ra di E. Abolmazova, strumento a plettro
dell’antica tradizione russa.
Altrettanto apprezzabili si sono rivelate le qualità vocali
e l’impegno interpretativo delle cantanti, il soprano M. Casagrande e il
mezzosoprano L. Battistella, che hanno affrontato le indimenticabili arie di
Lehar, Hoffenbach e Lombardo, riprese dalle loro più famose operette, con
l’eleganza di linee vocali, chiarezza estrema nella dizione, padronanza
assoluta dell’estensione acuta. Utilissimo il commento dell’avv. G. Brigida,
presidente della formazione Sanvitese, che ha guidato con chiarezza e simpatia esemplari
il programma del concerto domenicale. Applausi finali calorosissimi per il M°
Abolmazova e per la sua Orchestra a plettro che hanno offerto con grande
professionalità, con sicurezza interpretativa e con empito passionale una
serata musicale indimenticabile entusiasmando tutto il pubblico presente.
Fiorenza Ozbot
30 giugno Sognando
un Tango
Elia VIGOLO, violino - Tatiana DONIS, arpa
“Sognando un tango”: è questo il
suggestivo titolo dell’ultimo concerto della stagione Agimus 2008 tenutosi
lunedì 30 giugno all’Auditorium della cultura friulana di via Roma, del quale
sono stati raffinati interpreti il violinista Elia Vigolo e l’arpista Tatiana
Donis. Il programma si è snodato lungo i percorsi espressivi del tango
argentino, una danza per la quale si è diffusa, negli ultimi tempi, una
profonda passione. I brani scelti dal duo Vigolo Donis hanno permesso al
pubblico di scoprire quanto multiforme e vario sia il vocabolario espressivo
del tango: melodie ricche di differenti movenze musicali, irresistibili
accentuazioni ritmiche, impasti strumentali inusuali si assemblano, nel tango,
in modi sempre nuovi ed originali. Gli interpreti hanno saputo cogliere e
trasmettere con profondità e chiarezza proprio questa magica, a tratti
“sognante”, mutevolezza poetica, dimostrando di saper leggere, in un’ intesa
perfetta, tutte le sfumature di uno stile ricco e complesso. Ampia parte del
programma è stata dedicata al notissimo compositore argentino Astor Piazzolla,
definito nelle note di sala “il più illustre alfiere” del tango. Oltre ai brani
tratti dalle “Cuatro estaciones Portenas”, interpretati con precisione e duttilità
timbrica, hanno in particolare catturato il pubblico i travolgenti “Bordel
1900”, “Caffè 1930” e “Nightclub 1960”,
da “Histoire du Tango”. Il duo Vigolo Donis ha espresso con suono caldo ed
elegante il lirismo del grande autore argentino, mostrando altresì freschezza e
scioltezza negli episodi quasi improvvisativi che imperiosamente e
imprevedibilmente punteggiano le sue composizioni: è l’anima del tango che
rimane presente anche quando la musica si eleva allo stile classico. A
conclusione dell’affascinante programma, il duo ha offerto una struggente
interpretazione del famoso “Oblivion” , una melodia lirica ed introspettiva,
scritta da Piazzolla per l’ “Enrico IV” di Marco Bellocchio ed incisa
recentemente anche da Salvatore Accardo. L’incantevole esecuzione del duo ha
suscitato i sentiti e calorosi applausi del pubblico che ne ha richiesto il bis.
Antonella Miotto
|