Francis Melvin Rogallo


Durante la prima metà degli anni 40 ad Hampton, una cittadina della Virginia, Francio Melvin Rogallo era impiegato come ricercatore e direttore della galleria del vento nei laboratori NACA di Langley; il NACA (National Advisory Committee on Aeronautics) era un importante ente pubblico di ricerca, che in seguito sarebbe diventato NASA (National Aeronautics and Space Administration). Rogallo è stato uno dei primi ingegneri aeronautici regolarmente laureati negli USA, avendo conseguito il proprio diploma di laurea a Stanford nel 1935; durante le sue ricerche di aerodinamica su componenti di aeroplano e progetti vari in galleria del vento, maturò l’idea della possibilità di utilizzare un’ala flessibile per poter sviluppare velivoli economici alla portata di tutti. Prima di Rogallo, era possibile ottenere portanza solo da profili alari per così dire “solidi”, aventi forma propria: l’ala flessibile si basa sull’idea di un tessuto che assume la giusta forma portante proprio grazie al vento relativo. In realtà gli elementi strutturali che sono alla base dell’ala di Rogallo sono stati a disposizione dell’uomo fin dai tempi più antichi, ma nessuno era stato capace di metterli assieme nel giusto modo: la soluzione di questo problema ha richiesto le idee geniali e l’abilità tecnica e sperimentale di Rogallo.


In quel periodo, cioè durante la II Guerra Mondiale, i laboratori governativi erano completamente impegnati in ricerche ed esperimenti, ed inoltre era vietato usare laboratori pubblici per ricerche private. Così Rogallo, una volta convinto che l’ala flessibile rappresentasse una effettiva possibilità per il volo, costruì una piccola galleria del vento artigianale nella propria abitazione, con la quale condurre ricerche sperimentali nel tempo libero; in queste, trovò l’aiuto e lo stimolo in sua moglie Gertrude: in particolare lei si occupò di tagliare e cucire i tessuti per i modelli di ali da sperimentare. Con il passare del tempo, i coniugi Rogallo costruirono modelli sempre più grandi e perfezionati, che vennero sperimentati sulle colline della Carolina del Nord, sfruttando le stesse condizioni e gli stessi luoghi che videro gli esperimenti dei fratelli Wright agli inizi del secolo. In particolaRE I Rogallo furono abili a sfruttare sia i successi che gli insuccessi dei propri esperimenti; test dopo test scoprirono la forma più efficiente dell’ala, il giusto punto in cui attaccare il carico utile, il numero di attacchi necessari e le giuste configurazioni per una accettabile stabilità in volo. In pratica impararono come usare la forza del vento per creare un profilo alare capace di mantenere la giusta forma e trasportare un carico pagante. Ogni test rappresentò una scoperta di qualche caratteristica particolare, e con il tempo vennero introdotti elementi di rinforzo e tiranti per migliorare le prestazioni dell’ala. L’ala flessibile venne brevettata nel 1948, a nome di Gertrude Rogallo.


Durante gli anni 50, quando iniziò la corsa allo spazio tra Russi ed Americani, negli USA si iniziarono molte ricerche nel merito, ed in particolare ci si interessò anche delle solizioni tecniche per garantire il rientro in atmosfera delle capsule spaziali in sicurezza: tra i vari sistemi sperimentati, ci fu anche l’ala flessibile di Rogallo. Nell’ambito di queste ricerche, su questo sistema di rientro vennero condotti esperimenti a tutto campo: ali di dimensioni enormi vennero costruite per trasportare grossi veicoli militari; vennero anche condotti esperimenti con ali di Rogallo ad alta quota, con ottimi risultati. Negli anni 60 questa enorme mole di dati sperimentali cominciò a circolare ed a diffondersi anche tra i non addetti ai lavori, e molte persone capirono che l’ala flessibile ben si prestava ad essere usata come veleggiatore o aliante, facile ed economica da costruire, senza necessità di materiali particolari. I veleggiatori funzionavano bene, e l’ala di Rogallo da volo libero si diffuse rapidamente e ne vennero costruite molte unità. Ciò pose un grosso problema ai coniugi Rogallo: difendere il proprio brevetto e quindi pretendere il pagamento dei diritti per ogni ala costruita, oppure lasciare a tutti la possibilità di costruire ed usare la propria invenzione liberamente. I Rogallo, in un gesto di generosità che non trova altri riscontri nella storia dell’aviazione, decisero di non rivendicare i propri diritti e lasciare a tutti l’uso gratuito della propria invenzione, in modo che in tutto il mondo fosse possibile godere di questo modo economico e divertente di volare: nella storia dell’aviazione nessuna invenzione ha portato così tanto divertimento a così tanta gente nel mondo.

Si ringrazia per la stesura di questo articolo, l'ingegnere, professore e dottore in ingegneria aerospaziale, Angelo Raffaele Bibbo


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