Il TG-3 D.A.W. Schweizer


La ditta Schweizer si è distinta già nella prima metà del '900 per la costruzione di alianti. In particolar modo ha costruito tutta una serie di alianti addestratori, utilizzati dai piloti di aerei da combattimento della II guerra mondiale. Uno di questi è stato il TG-3, cioè Trainer Glider (cioè aliante addestratore). Ne sono state fatte varie versioni. Il TG-3 della DAW è una semiriproduzione che riprende le linee del noto addestratore.

Penso di essere stato uno dei primi italiani (forse il primo) ad avere questo modello.
Con questo modello ho imparato a volare!
Per questo gli sono un po' affezionato. Quindi NON parlate male di questo anatroccolo, di questo cigno mancato. ;-)
E' un aereo robustissimo, onesto e simpatico. Vivamente consigliato ai neofiti, consente qualche divertimento anche ai piloti più esperti, se non altro per la sua possibilità di volare, o meglio atterrare, nei posti più assurdi (pietre, masiere, canaloni).
Più sotto troverete le istruzioni per il montaggio. Una specie di Manuale di costruzione, scritto però da me.

 

 

 

Il TG-3 D.A.W. (il mio modello, ancora con il nastro bianco sul muso per calibrare il centro di gravità)

 

Questo sono io e il mio Tg-3 (eravamo un po' sottozero!)

 

Questo è Dan con il suo TG-3

 

TG-3 Schweizer D.A.W.

Presentazione

Il TG-3 della DAW è un aereo molto importante. Direi quasi una pietra miliare nel mondo EPP.
Perché si tratta del trainer forse più utilizzato dai principianti statunitensi.
"Che ci importa?" -direte voi!
Niente, non ci importa niente! Solo che questi americani, pur con i loro difettacci e le loro esagerazioni, sono dotati di un certo pragmatismo che li rende (mica sempre!) in grado di analizzare i problemi e trovare le soluzioni ottimali.
Quando si tratta di trovare soluzioni valide, non guardano in faccia a nessuno.
Così non hanno guardato in faccia alle tecniche tradizionali di costruzione degli aerei radiocomandati e hanno inventato una categoria a sé stante. La categoria degli aerei indistruttibili. In barba ai puristi e agli esteti.
Con questo spirito nasce il TG-3, la replica di uno storico aliante addestratore, utilizzato durante la II guerra mondiale per formare i piloti da caccia degli Usa.
Così il TG-3 ha queste forme un po' goffe, arrotondate ma simpatiche. Quest'ala bassa, tutta d'un pezzo da infilare nella fusoliera, queste forme quasi caricaturali.
Ma il Tg-3 vola in modo onesto, ha un profilo alare Clarke Y, e consente ore di divertimento spensierato in pendio. Inoltre sopporta un peso anche superiore a quello di progetto, per cui trasporta volentieri macchine fotografiche o motori elettrici.
Purtroppo non sono previsti da costruttore dei Kits di motorizzazione.
Nei links potrete vedere presto nel sito di Giops una proposta di motorizzazione, ma è ancora da collaudare e da pubblicare.
L'unica vera pecca del TG-3 è il nome, che, ricordando un telegiornale, mi ha procurato infinite prese in giro nei campi di volo. Del tipo:
"Ehi! Vola basso che sentiamo le notizie"
"Ci sono novità in borsa? Vola da questa parte che sento!"

 

Il Kit DAW

Quando vi arriverà la scatola di montaggio, non preoccupatevi. Perché vi sembrerà piccola di dimensione e vi sembrerà strano che possa contenere un aereo di media corporatura.
La scatola misura cm 31x12x90 .
Come si può vedere dalla foto, il Kit Daw per il TG-3 comprende praticamente tutto.
Se volete costruire la versione con singolo diedro alare e con gli alettoni, caldamente consigliata, non troverete nella scatola i 2 connettori che collegano i servi alari con gli alettoni stessi. Mancano insomma quei due pezzi di filo metallico, che piegherete a baionetta, che trasmettono il movimento dai servi, aloggiati nelle ali, agli alettoni. Troverete le ali (in 4 pezzi da unire). Alla fine l'ala sarà tutta d'un pezzo, da infilare nella fusoliera.
Poi c'è la fusoliera, ma tutta un po' spigolosa, i cui angoli vanno arrotondati con carta vetrata.
Poi ci sono il timone e i piani di quota, in Coroplast di colore bianco.
E ci sono i vari pezzi in balsa e i longheroni in legno. Ci sono anche le guaine per trasmettere il movimento al piano di quota e al timone direzionale.
Il TG-3 andrà appesantito con del piombo nella punta. Per cui conviene montare i componenti più pesanti proprio in punta.
Così metteremo più vicino alla punta le batterie ricaricabili, i servi e la ricevente. Nonostante questo servirà aggiungere piombo.
L'apertura alare del TG-3 è di circa cm 180.
Prenderlo in mano dà una sensazione di compattezza e di solidità. Cioè se prendete in mano uno Zagi e poi il TG-3, vi rendete subito conto che l'aliante DAW è una cosa seria, il peso è il doppio del tuttala!
Il peso a modello finito varia da 1Kg a 1,4-1,5 Kg.
Dipende anche dal tipo di servi utilizzati.
Io vi consiglio di usare servi standard, perché ci stanno bene e sono più robusti dei miniservi.
Ci tengo a vantarmi del fatto che finora non ho rotto nemmeno un servo (neanche sgranato) e nemmeno una ricevente! ;-)))
Però uso solo e rigorosamente servi standard.
Se costruite l'aereo con:
* Timone direzionale
* Piano di quota
* Alettone destro
* Alettone sinistro

Vi serviranno ovviamente 4 servi standard. Con servi standard dovrete perforare completamente le ali per incassarli, ma la robustezza non verrà meno! Garantito!


Costruzione.

Il TG-3 è abbastanza semplice da costruire. Il manuale è molto esauriente, ma purtroppo è in inglese.
Noi terremo in considerazione la costruzione con singolo diedro alare, perché è senza dubbio la migliore.

Colla: come colla si intende solo colla epossidica a 5 minuti o meglio a 30 minuti di indurimento. Quindi: colla epossidica sempre, se non altrimenti specificato.


Si inzia incollando la parte interna delle ali con la parte esterna. Per far questo conviene spianare un po' con la carta vetrata le superfici di contatto che andranno poste testa a testa. Vanno spianate perché le troverete tagliate un po' angolate, perché servirebbero per l'ala con il doppio diedro
Provate il loro reciproco aggiustamento accostandole, e infilando il longherone alare nell'apposito solco. Così vedrete subito se sono bene allineate e se le superifici sono compatibili, scartavetrate fino a che l'adattamento vi soddisfa. A questo punto incollate il longherone (che sarà tutto un pezzo) dentro il solco della parte interna alare, mettete la colla sulla superficie di contatto con la parte esterna alare e sul solco per il longherone e giustapponete il tutto.
In pratica il longherone guida l'incollaggio dei 2 pezzi che compongono ciascuna semiala. Mettete la colla epossidica su tutte le superfici che vedete!!!
Invece no!
Ricordate che è meglio non mettere la colla nel longherone alla base dell'ala perché lì dovrete scavare via dell'EPP per farci stare un pezzo di legno (già pretagliato e presente nella scatola) che vi darà il diedro alare definitivo.
Il pezzo di legno si chiama "plywood dihedral brace" , ha la forma di un piccolo boomerang ed ha il medesimo spessore del longherone. Serve per dare rinforzo all'ala proprio nel punto di unione delle 2 semiali. Se ci mettete la colla anche lì, farete più fatica a tagliar via l'EPP per creare questa sede. La sede andrà creata tra il longherone e il bordo di uscita.
Non tagliate i longheroni. Se ne lasciate uno un po' più lungo, potrete farlo entrare dentro l'altra semiala e ottenere un incolaggio più solido.
Naturalmente abbiate cura di mettere l'ala in piano e di fare un lavoretto accurato.
Fate la stessa cosa per l'altra ala.
Mentre l'epossidica rapprende, potete iniziare a sgrossare la fusoliera. Conviene montare della carta vetrata su un blocco di EPP o di legno per avere una miglior presa e carteggiare in modo uniforme. Smussate gli spigoli e cercate di ottenere una superficie più regolare possibile. Farete un po' di "neve" di EPP!
Fate una bella fusoliera, con gli spigoli arrotondati e sarà la gioia degli occhi vostri!
Se vi avanza un po' di tempo, potete (se volete) fare un piccolo scavo per alloggiare la tavoletta che reggerà il gancio di traino per l'elastico. Negli schemi la basetta in legno da inglobare nella parte bassa della fusoliera si chiama "tow hook plate".
Procedete così: appoggiate la basetta in legno esattamente dove andrà collocata nel modello. Segnata con una biro o un pennarello il contorno della basetta. Regolate nel vostro cutter la profondità di taglio che corrisponde alla profondità a cui volete posizionare la basetta (il solo spessore del legno va bene). Incidete con il cutter tutto il profilo che avete disegnato sull'EPP alla profondità preordinata. Con un dito cercate di allontanare la rima del taglio. Cioè cercate di allargare il taglio. La zona che va asportata, può essere sottominata con un cacciavite o un cutter. Cioè allargate il taglio con un dito e cercate di tagliare al di sotto della zona che va asportata.
Oppure strappate con i denti l'EPP che va tolto e aiutatevi con un cacciavite o un coltellino strappando le celle un po' alla volta. Potete aiutarvi anche con un saldatore per stagno, dopo che avete tracciato e inciso col tagliabalsa per bene i confini della zona da scavare. Provate ad inserire la basetta per vedere se va tutto bene. Ritoccate e sistemate lo scavo.
Questa tecnica va usata anche per incassare i servi, la ricevente e le batterie.
In pratica si traccia il contorno dell'oggetto da incassare, si regola la profondità del cutter, si incide e si toglie con i mezzi che preferite la zona delimitata dal vostro taglio.
Sembra facile e lo è!
Sì! Una volta fatta la mano è veramente semplice.
Per tutte queste cose, consultate bene i disegni. Perché ci sono molte vedute, anche in scala 1/1 dell'aereo.
Il disegno aiuta molto. Studiatelo bene!

Torniamo alle ali.

Ora avete le 2 semiali. Bisogna però incollare il sub-trailing edge, che sarebbe un listello che va incollato sul bordo di uscita.
Incollatelo bene, magari appoggiando la semiala al tavolo di lavoro e adattando bene questo listello al banco. Sporgerà un po' in altezza, ma almeno così lo taglierete e carteggerete da un solo lato. Cioè curatevi che sia esattissimo almeno da un lato (l'inferiore) in modo da fare meno fatica.
Poi prendete il bordo di uscita. Ha sezione triangolare. Segnate con una matita la zona che corrisponde all'alettone. In questa zona, che misura 16 pollici e dista dal terminale alare 4 pollici, non andrà messa la colla. (vedi piano di costruzione "Top view for alileron wing setup")
Incollate il bordo di uscita, avendo cura di non mettere la colla sulla parte che diventerà l'alettone.
Fate la stessa cosa con l'altra ala.
Ora avete le 2 semiali con il longherone, il listello e il bordo di uscita incollato.
Ritagliate l'estremità alare secondo lo schema che troverete nel manuale (disegno "Top view for rudder/elevator setup" specificato come "tip shape template"). Perché le estremità alari vanno fatte arrotondate, stile anni 30-40!
Ricopiate la sagoma su un cartoncino. Tagliatelo con la forbice. Sovrapponete all'ala e tracciate la zona che va tagliata. Girate sottosopra il cartoncino e tracciate la sagoma sull'altra ala (avrete le 2 forme simmetriche e speculari!). L'EPP tagliatelo con il cutter e la balsa con un seghetto. Arrotondate il tutto con cartavetrata.
Ora è il momento di carteggiare per bene tutte le ali.
Il bordo di entrata, come avete visto, è solo accennato. Va carteggiato con cura.
Il listello sul bordo di uscita e il bordo di uscita stesso vanno carteggiati, raccordati e rifiniti alla perfezione. Attenzione. Perché la carta vetrata "mangia" meno la balsa e più l'EPP. Proteggetelo, per fare un lavoro fatto bene, con del nastro di carta o altro.
Ora si possono unire le semiali.
Provate senza colla la precisione del tutto!
Provate ad inserire quel pezzo di legno che darà la solidità al diedro, "plywood dihedral brace". Tutto deve combaciare bene.
Poi prendete una semiala. Appoggiatela perfettamente al banco da lavoro. Mettete un supporto sotto l'altra ala in modo da creare un diedro alare, cioè un certo angolo tra le semiali. Misurate con un metro la distanza del terminale alare con il tavolo.
Il diedro (l'angolo tra le semiali) è perfetto se l'estremità alare rialzata si trova a 7,5 pollici dal banco, come illustrato dal disegno "Wing dihedral for aileron setup". Guardate i disegni!
Mettete la colla e unite le 2 semiali, avendo cura di appoggiare perfettamente una semiala al tavolo e misurando la distanza del terminale alare dell'altra come specificato sopra.
Chiaro?
Ora l'ala è tutta di un pezzo.
Avete un'ala da 180 cm, ma non avete ancora ritagliato gli alettoni.
Tagliate via gli alettoni dal bordo di uscita. Come? Ma con un seghetto, va bene anche un seghetto da ferro. Tagliate la zona di bordo di uscita su cui non avevate messo la colla. Quella zona che per comodità avete rifinito assieme a tutta l'ala, va tagliata via. E' lunga 16 pollici. Due tagli dritti e via. Sia a destra che a sinistra. Ora avete l'ala senza gli alettoni.


Mettiamo via l'ala e pensiamo alla fusoliera.
L'avete smussata tutta, no?
Pensate che con il Ka6E c'è tanto di quell'EPP da smussare, che troverete la neve di polipropilene per qualche mese (o andate all'aperto o avete un ottimo aspirapolvere!).
Se andate al disegno "Fusolage detail", troverete uno schema in scala 1/1 su come e dove mettere le componenti del radiocomando.
Ah, perché? Non lo sapete? Le componenti della radio vanno tutte incassate, e potete dire loro addio fino a che non smembrerete l'aereo. Cioè la radio va messa tutta dentro la fusoliera. Vanno creati gli scavi e gli alloggiamenti per le varie componenti.
Quindi dovete usare batterie ricaricabili e la ricevente e i servi vanno dedicati esclusivamente a questo modello. E' una conditio sine qua non per ottenere l'assoluta robustezza che i veri modelli in EPP garantiscono.
Cioè le riceventi non si scassano MAI solo perché rivestite completamente da EPP!
Come vedete nello schema, le batterie vanno incassate dall'alto nel punto più anteriore della fusoliera. Mettete pure batterie con buona capacità, perché tanto l'aereo andrà piombato anteriormente. Se usate la batterie da 6 volts, i servi girano un po' più rapidamente e vi sentirete più intelligenti.
Allora fate gli scavi dall'alto, per la batteria. Dal basso per la ricevente. Poi dovete tagliare la fusoliera di fianco, esattamente dove volete mettere i servi per timone e quota. Seguite gli schemi, che sono fatti bene e dicono la verità!
I 2 servi occupano praticamente TUTTA la larghezza della fusoliera, per cui dovete scavare nel fianco a tutto spessore. E state un po' abbondanti in altezza, perché tra un servo e l'altro, sovrapposti verticalmente, metterete un pezzo di Epp come distanziatore.
Come suggerisce il manuale, girate il servo inferiore a sinistra (Quota) e il servo superiore a destra (Timone direzionale).
I servi vanno rivestiti con nastro di carta e vanno fissati all'EPP con colla epossidica. Se non vi piace l'idea, potete usare silicone, colle viniliche, sputo di cammello, quel che vi pare. Basta che i servo siano ben fissi.
Poi dovete decidere dove mettere l'interruttore batterie e il cavetto di ricarica, che sarà messo in una spezie di pozzetto per tirarlo fuori per la ricarica e infilarlo dentro in volo.
Dopo aver scavato gli alloggiamenti, create i canali che metteranno in comunicazione le varie cavità. Provate a portare i fili dalla ricevente alla batteria ai servi. Create anche uno scavo per portare i cavetti dei servi degli alettoni all'altezza delle ali (per connetterli con i cavi che provengono dalle ali stesse). Controllate che il tutto corrisponda. Lo verificherete meglio quando avrete installato anche i servi alari.
Poi collegate i cavi e provate il tutto.
Ricordate che tutto l'apparato radioricevente deve funzionare al 100% prima di ricoprire l'aereo.
Se tutto funziona, potete creare il solco sulla fusoliera per portare le guaine per i cavi che daranno il movimento al timone e al piano di quota.
Io uso un saldatore, lo appoggio ad un listello in alluminio, e lo faccio scorrere scavando alla profondità giusta. Ci vuole pratica, e di solito devo passare e ripassare per ottenere un solco come si deve. Si prova l'alloggiamento della guaina. Per vedere esattamente dove deve arrrivare, conviene tirar fuori il timone e l'elevatore, e vedere esattamente dove andrà a cadere la squadretta. Conviene provare l'assemblaggio in modo empirico, almeno per sapere dove e come far passare la guaina, le squadrette, ecc.
Allora, dopo aver provato il tutto, collegate il cavo, e controllate che il movimento del cavo nella guaina sia libero per tutta l'escursione del servo. Coprite ora con del cartoncino i servi, dalla parte del movimento, in modo che quando li rivestirete il movimento non venga bloccato ma sia scorrevole.

Riprendete in mano l'ala.
Andate al disegno "Wing section at aileron" .
Come vedrete, bisogna smussare la parte inferiore dell'alettone.
Perché dovrete nastrarlo-incernierarlo in alto. In alto si muoverà liberamente, ma in basso si muoverà solo in dipendenza della smussatura che avete creato ora, seguendo l'esempio del disegno. Lo smusserete con carta vetrata a grana grossa e poi a grana fina. Spruzzate un po' di colla spray sull'alettone e sull'ala. Mettete 4 o 5 pezzi di nastro rinforzato da 2,5 cm (o tagliate quello da 5!) tra l'ala e l'alettone, in senso antero-posteriore. Avrete creato le cerniere degli alettoni. Se preferite usate il nastro da 5cm e fatelo su tutta la lunghezza dell'alettone, in senso trasversale. Usate il sistema che preferite.
Ora mettete la squadretta agli alettoni e incassate i servi alari. Lavorerete a tutto spessore nell'ala. Nessun problema! Collegate i servi con gli alettoni con le uniche 2 cose che non c'erano nella scatola (Wire pushrod).
Con il cutter fate un taglio tra i servi e il centro dell'ala per metterci dentro il cavetto che porta la corrente ai servi alari. Insomma, annegate il cavetto nell'EPP alare.

Ora guardate il disegno "stabilizer template" , sovrapponetelo allo stabilizzatore e fategli il buco rettangolare esattamente come segnato.
In quel buco entrerà il timone direzionale, incastrandosi alla perfezione.
Prendete quel pezzo di acciaio armonico che serve per unire il piano di quota destro con il sinistro e piegatelo ad "U" come il disegno.
Fatelo entrare nella struttura (nello spessore) del Coroplast e bloccatelo con colla cianoacrilata.
Provate ad infilare l'ala nella fusoliera. Non ci riuscirete, perché la squadretta dell'alettone non ve lo consente. Dovete fare uno scalfo (piccolo scavo) nella fusoliera, in modo da poter inserire ed estrarre l'ala. Verificate il tutto. Funziona?
Mettete a posto tutta la radio. L'antenna potete alloggiarla nello scavo di una delle guaine.
Accendete e il tutto deve funzionare: cioè dovete collegare anche i cavi e alloggiare le guaine. Tutto deve funzionare. Aspettate a fissare quota e direzionale. Si farà dopo il rivestimento. Ripeto: controlate che tutto combaci, che tutto sia perfetto e soprattutto che tutta la parte radio funzioni. Perché, una volta rivestito, non è facile rimetterci mano.


ll rivestimento

Bene! Il più del lavoro l'avete fatto. Bravi.
Ora viene una parte ancora molto importante nella costruzione del modello.
Bisogna rivestire il modello con nastro rinforzato (vedi capitolo "materiali").
Il nastro rinforzato è fondamentale. Ed è fondamenatle applicarlo esattamente come specificato nelle tavole del manuale. Perché quel nastro è stato calcolato per rinforzare i punti più critici senza dare peso inutile al modello. Non prendete spunto dal disegno, ma fate esattamente COME il disegno. Infatti provate a prendere in mano la fusoliera prima di essere rivestita e con le batterie dentro. Provate a piegarla. Avete visto come si flette di lato? Sembra di gomma, è troppo flessibile. E non volerebbe, così!
Allora guardate ben bene lo schema 1 del "fusolage taping".
Applicate la colla spray su tutta la superficie dove andrà messo il nastro, di lato alla fusoliera. Quel nastro da 5 cm è un vero e proprio longherone. Aspettate che la colla sia asciutta e stendete, senza grinze, il nastro sulla fusoliera. Copiate esattamente dal disegno. Poi applicate il nastro-longherone sull'altro lato e sul bordo inferiore. Procedete con lo schema 2 e copiate esattamente. Non è difficile. Sarebbe anche divertente se quella maledetta colla spray non si appiccicasse alle mani a quel modo!
Poi procedete con lo schema 3, che spiega come nastarre il muso dell'aereo. Partite da dietro e proseguite verso il naso dell'aereo. In questo modo avrete una sovrapposizione del nastro a squama di pesce. Così si strappa meno quando colpirete qualche ostacolo e l'aerodinamica sarà migliore. Potete vedere anche nella foto come lo ho nastrato io. E' importante fare meno grinze possibili. Se fate una grinza enorme, tagliatela via e rimettete sopra del nastro.
Qui il nastro da 2,5 cm aiuta nel fare meno pieghe. Potete tagliare quello da 5 cm!
Attenzione: quando sovrapponete nastro al nastro, ricordate di grattar via leggermente e con delicatezza, usando della carta vetrata finissima, quella leggerissima pellicola che serve a srotolare il nastro, cioè quel minimo strato che riveste il dorso del nastro stesso.
Questa manovra serve a facilitare l'adesione del nastro sul nastro. In questa fase non preoccupatevi del fatto che avete chiuso completamente, con il 2° longherone della fusoliera l'apertura per infilare le ali. L'aprirete poi. Segnatevi e ritagliate la parte dell'interruttore (on-off) e il pozzetto per lo spinotto di ricarica e relativo cavo.
Attenzione ancora: quando stendete il nastro, tendetelo bene ma non tiratelo troppo. Perché non dovete introdurre tensioni sulla fusoliera (e nemmeno sulle ali successivamente!), perché potete provocare uno svergolamento dei pezzi che state rivestendo.
Ora provate la rigidezza della fusoliera! Sorpresi eh?
In pratica il nastro funge quasi da "esoscheletro" portante! ;-)))
Ora passiamo alle ali. Andate all'ultima pagina del manuale: "aileron wing taping".
Comiciamo dallo schema 1. Mettere nastro da 5 cm sopra il longherone. Si comincia dal lato inferiore dell'ala. Poi si mette il nastro sul longherone nel lato superiore. Poi si aggiunge, sovrapponendolo leggermente, del nastro sul lato inferiore, proseguendo verso il bordo di entrata. Si prosegue sul lato superiore. E così via, finchè si arriva a coprire il bordo di entrata. A questo punto si copre interamente il bordo di entrata con del nastro, facendolo finire metà sopra e metà sotto le ali. Avremo così tutta la parte anteriore dell'ala rivestita di nastro rinforzato, dal longherone in avanti, sia sopra che sotto, e con il nastro disposto come le squame di un pesce (cioè da davanti a dietro senza scalini sul nastro = difficile da spiegare ma si capisce subito vedendolo). Io non lo scrivo, ma va sempre messa la colla spray!



Assemblaggio

Ora l'aereo è tutto rivestito in nastro rinforzato. Potete vedere nella foto il modello rivestito di nastro, non ancora assemblato. Ora dovete provare tutte le componenti, dovete infilare l e ali ed provare che tutto l'apparato radio-servi funzioni, compresi gli alettoni. Irruvidite la "stabilizer saddle" (alloggiamento per lo stabilizzatore) con carta vetrata e provate l'incastro tra stabilizzatore, timone e fusoliera. Dovrete tagliare il nastro in eccesso e provare l'incastro. Già che ci siete, montate le squadrette per il timone e il piano di quota, collegatelo ai cavi che fuoriescono dalle guaine e controllate che anche queto funzioni.
Se tutto è a posto, incollate con colla tipo bostick il timone, incastrandolo nel piano di quota (va incollato tutto assieme). Prima di incollare queste parti, vi conviene rivestirle già con Oracover o nastro in Mylar in modo da far meno fatica, ma è lo stesso.
Ok!
Ora montate anche le ali e cominciate a controllare il baricentro. Aggiungete peso anteriormente, fino a che questo arriva circa a livello del longherone alare. Incidete il nastro rinforzato e scavate l'EPP davanti alle batterie (proprio in punta all'aereo). Inglobate il piombo e metteteci sopra altro nastro rinforzato a chiusura.



Rivestimento esterno

Ora che tutto funziona, si può rivestire il modello con Oracover. Per le ali è ben accetto anche il nastro autoadesivo in Mylar. In Italia ho trovato anche del nastro simile, in Sylene. Ma il Mylar è più leggero, sebbene simile.
Con Oracover non sbagliate mai!
I colori del TG-3 sono: fusoliera grigia (o blu) ed ali gialle. Il timone, nella parte mobile, è a righe bianche-rosse. Per fare le righe, visto che il coroplast è bianco, usate un pennarello indelebile rosso! ;-)
Per sapere come usare l'Oracover, vedere capitolo materiali.





FAQ sul TG-3 (domande stupide e intelligenti e risposte appropriate)

>Se ho capito bene tu hai un foro da dove esce il filo per la ricarica delle batterie?

Certo! Bisogna scavare un pozzetto nella fusoliera, che conterrà il cavetto per la ricariva delle batterie. Quqndo rivestirai il modello, devi fare una fessura per poterlo estrarre dalla fusoliera. In volo, con il cavetto infilato nel pozzetto, non avrai nessun disturbo estetico ed aerodinamico.


>Quindi dovresti avere un cavetto a Y collegato alla batteria, alla radio e il terzo pezzo verso l'esterno?

Certo! Ma non è verso l'esterno, perché lo avrai incassato al'interno di un pozzetto. Io faccio addirittura fatica ad estrarre il mio cavetto di ricarica. Infatti uno una pinzetta da medicazione (pinza per le ciglia delle nostra compagne di vita!) per estrarlo.


>Hai scritto di batterie da 6V. Io ho quelle della ricevente Graupner C17, sono 4 stilo 800 mA da 4,8V. Che differenza ci sarebbe?
Quali sono i vantaggi con pile da 6V ( a parte la velocità dei servi, comunque da non sottovalutare, credo).

Non hai vantaggi particolari. Hai un elemento in più, che pertanto ti dà una maggior autonomia e un maggior peso; così caricherai minor quantità di piombo. I servi girano più veloci, ma non è detereminante. Usa le batterie che hai! ;-)

>Perchè invece di zavorrare con piombo non si aggiungono batterie per avere più autonomia?

Appunto! Vedi risposta sopra!


>Con quanto vento sta su questa meraviglia?

Essendo un farfallone il TG-3 gradisce anche i venti deboli. Basta poco, per volare con questo aereo. Dà il meglio con venti moderati. Accetta anche venti abbastanza forti, perché è molto robusto strutturalmene. Con buoni venti è un aereo veloce. Con venti deboli svolazza ma sta su. Il maggior divertimento è con venti medi e ottime termiche. Lì vai alla grande!!! Se fa troppa quota lo metti in vite larga (tutto cabrato e tutto timone da un lato) e lo tiri giù facilmente.



>Le ali sono non sono fisse alla fusoliera, come le agganci per volare?

Le ali sono ad incastro nella fusoliera. Non hai bisogno di fissarle con niente. Anzi, le prime volte farai una fatica micidiale ad infilarle, per l'attrito. Poi, con gli schianti, le ali acquistano un po' di gioco, che ti rende più facile il lavoro. Quando recupero il modello, soprattutto dopo uno schianto, devo sempre ricentrare le ali. Per questo conviene centrarle bene la 1° volta, in costruzione, e poi tracciare con un pennarello i 2 lati delle ali vicino alla fusoliera, in modo da centrarle facilmente, ad occhio, sul campo di volo


>Perché il TG-3 è così robusto?

Innanzitutto per il materiale. Poi perché la fusoliera, essendo in EPP, assorbe le botte più tremende, assorbendo anche l'energia cinetica delle ali. Essendo un modello non troppo pesante, la forza d'urto non è così tremenda. Il TG-3 può essere lanciato alla velocità massima e poi recuperato cabrando tutto, e le ali non cedono. Resistono anche alla forza delgi elastici più tremendi.

Altre domande e tentativi di risposte:

>1) Quanto arrotondare la fusoliera? (Più è tonda meno pesa ma... meno materiale c'è e quindi è ... meno robusta)

La fusoliera è già preformata, per cui vanno solo arrotondati gli angoli.
Bisogna smussare gli spigoli, cercando di dare al muso dell'aereo la forma
più omogenea e regolare possibile. Non asportare troppo materiale, perchè il
muso lo dovrai appesantire comunque, e poi, per quel che pesa l'EPP! Qui è
più importante dare una forma aerodinamica, con superfici raccordate. Ecco,
forse la parola giusta è raccordare gli angoli.

>
>2) lo scavo (o meglio lo scavo ed il taglio) per il piano di coda verticale
>(timone): farlo prima o dopo il rivestimento con il nastro adesivo
>rinforzato?

Fallo prima del nastro, giusto per vedere l'assemblaggio. Poi lo nastri e
inevitabilmente dovrai incidere il nastro rinforzato. Io ho fatto così!

>3) Gli eventuali buchi sui piani di coda: solo sulla parte mobile o anche
>sulla parte fissa? solo sull'orizzontale o anche sul vericale? (ovviamente
>poi andranno rivestiti con Oracover..!)


I buchi, se li vuoi fare, falli SOLO sulle superfici mobili, sia del timone
che del piano di quota. Perchè altrimenti indebolisci troppo una componente
importante, e ti diventa tutto troppo flessibile.


>
>4) Ancora per i fili dei servi per gli alettoni: che ne dici riguardo la
>realizzazione di due sportellini (uno per lato della fusoliera)
richiudibili
>ove nascondere la connessione durante il volo?

Intanto è sufficiente farli solo da un lato, perchè l'ala la infilerai da
una parte sola. Poi c'è da dire che puoi fare un bello scavo sulla
fusoliera, ma lasciare molto rivestimento in nastro e Oracover in modo da
occultare l'ingresso alla nicchia. La nicchia la puoi fare passante, cioè da
una parte all'altra della fusoliera. Da una lato la lascerai completamente
chiusa dal nastro e dal rivestimento. Dall'altro lato, quello di "lavoro",
lascerai più rivestimento possibile, tanto dopo infilerai i cavetti dentro
la nicchia. Lo sportellino non sarà richiudibile. E' difficile mettere un
vero sportello rigido nell'EPP, anche perchè si staccherebbe e si romperebbe
presto. Devi fare più una fessura che un buco. Idem, più in piccolo, va
fatto per il cavetto di ricarica delle batterie e per lo scavo di passaggio
della squadretta del servo dell'alettone nella fusoliera (però quest'ultimo
va fatto in basso).
Quando monterai l'ala assemblata nella fusoliera, capirai dove fare lo
scavo! :-)



>5) Se idealmente uno desiderasse motorizzare il TG3, e considerato che
>l'eventuale motore andrebbe su una pinna mobile posta (presumibilmente)
>sopra il baricentro e quindi sopra le ali (al di sopra della fusoliera
>ovviamente) che ne dici di un analogo sportellino ove far giungere i fili
>dalla ricevente (e quindi all'altezza + o - della parte posteriore della
>"carlinga") per poter connettere l'eventuale motore?


Certo! E' una buona idea. Conviene sicuramente, se si pensa di motorizzare,
portare un cavetto prolunga anche per il motore, inserendolo nella ricevente
(che poi non potrà più essere estratta) e portandolo fin sopra la fusoliera,
alloggiandolo in una nicchia. La piccola cavità andrà ricoperta con nastro
e con Oracover e poi si farà un piccolo taglio, per creare una fessura per
recuperare eventualmente il cavetto o per nasconderlo nel volo in pendio.


>6) Problema pinna mobile: Ti allego uno schizzo "brutale" di come si
>potrebbe realizzarla (è più facile disegnare che descrivere...) Che ne
>pensi?
>(ovviamente se va realizzata va fatto tutto "prima" di completare la
>fusoliera, annegando nellEPP un bullone (di plastica) ed un tubetto (di
>plastica) incollati con epossidica.


Puoi farlo anche dopo! L'unica cosa che devi fare prima, è portar fuori
dalla ricevente un cavetto prolunga già inserito nello slot della ricevente
nel canale dedicato al motore. Il resto lo puoi fare anche dopo.


>La pinna mobile, costruita con balsa,
>plastica, alluminio o quant'altro permetterebbe di sperimentare la
posizione
>migliore del motore portandolo avanti o indietro. Per il pacco batterie
>questo sarebbe aggiunto ex novo (lo so che così aumento il peso, ma non
>vorrei togliermi la possibilità di volare "veleggiato e senza motore".
>Inoltre in tale maniera mi toglierei dai piedi tutti i problemi connessi
con l'uso di un solo pacco batterie (BEC)

Altra idea: perchè non prendere un blocco di polistirolo (stante la
difficoltà di recuperare l'EPP), piantargli un paio di tondini in legno, uno
all'inizio e uno alla fine. Far passare un elastico dal tondino anteriore,
poi sotto le ali, fino al tondino posteriore. Così si blocca il blocco!
:-)))
Poi, nel blocco di polistirolo, gli schiaffi dentro il motore, le batterie e
il regolatore di tensione.
Arrotondi il tutto, rinforzi col nastro e fai le tue prove.
Però Giops ha in mente un bimotore, con i motori alloggiati sulle ali. Ne
volano già tanti, di TG-3 modificati con motore elettrico, negli USA.
Molti sono bimotori.
Non so dirti altro.





 

 

 

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