L’ateo del villaggio

 

Voi giovani che discettate sulla dottrina
dell’immortalità dell’anima,
io che giaccio qui fui l’ateo del villaggio,
loquace, polemico, versato nelle dispute
dei miscredenti.
Ma durante una lunga malattia
mentre la tosse mi uccideva
lessi le Upanishad e la poesia di Gesù.
Ed esse accesero una fiaccola di speranza e intuizione
e desiderio che l’Ombra,
guidandomi rapida per le caverne di tenebra,
non poté estinguere.
Ascoltatemi, voi che vivete nei sensi
e pensate soltanto attraverso i sensi:
l’immortalità non è un dono,
l’immortalità è una conquista;
e solo coloro che lottano allo stremo
la possederanno.