Martedì 22 Maggio 2012 07:20

 
Chi si ostina a non capire

Ad ascoltare la valanga di parole riversataci addosso dai canali televisivi (accavallandosi tra loro nella rituale orgia logorroica, con politici e opinionisti che saltavano disinvoltamente da una rete all’altra) si è avuta la netta misura di quanto in questo paese si ignori la storia, anche recente, e quanto, al tempo stesso, sia scarsa la capacità di adeguarsi serenamente alla realtà uscendo dagli schemi delle analisi tradizionali. Pensate all’enfatizzazione con cui è stata registrata e catalogata – con infantile esultanza o con allarmata preoccupazione, e comunque come “straordinaria novità” - la vittoria a Parma del grillino Pizzarotti e la sua promessa (...mai sentita prima, vero?) di voler “consultare i cittadini” e di voler “premiare il merito”. Si dimentica che la storia dell’Italia repubblicana è percorsa da una serie di exploit elettorali, soprattutto nei momenti di crisi politica, che poi si sono frantumati, magari dopo aver avuto un certo peso e una lunga stagione oltre che una funzione dirompente prima di dissolversi.

Basta citare “l’Uomo qualunque” di Giannini, i radicali di Pannella, e, da ultima, la Lega di Bossi. Pochi hanno fatto notare il piccolo particolare che Parma ha un elettorato Pdl-Lega (cui appartenevano gli amministratori uscenti, travolti dagli scandali), che, pur di non far vincere il candidato di centrosinistra, ha riversato i suoi voti su Pizzarotti. Lo stesso disprezzo per la storia lo si è colto nella insistenza con cui politici ed opinionisti hanno continuato a usare schemi anacronistici per analizzare l’esito di queste elezioni amministrative, dando prova di non sapersi adeguare alla realtà in evoluzione.

Cioè non ha alcun senso la consueta distinzione tra destra, centro, sinistra e loro derivati se a questi termini non corrispondono visibili e nette diversità di programmi nella gestione della cosa pubblica che si richiamino a ideologie e principi nettamente distinti. Le differenze tra questi valori si stanno appannando sempre più su scala nazionale (ed è la vera causa, oggi, della crisi dei partiti): immaginate, quindi, quanto scarso rilievo esse finiscano per avere in materia di amministrazione locale, dove le unità di misura immediatamente valutabili, e valutate, dai cittadini sono l’onestà, la correttezza e l’efficienza. Ma di ciò in tv non si è parlato.

di Ennio Simeone (l'altro quotidiano.it)


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