Madagascar 4x4 2017

 

A febbraio abbiamo iniziato a contattare numerose agenzie per cercare di trovare dei 4x4 in affitto; la cosa sarebbe stata banale se avessimo voluto auto con autista, ma non lo è stato per nulla volendo girare per i fatti nostri senza autista e senza guide. Ho avuto decine di offerte di 4x4, ma nessuno voleva darle per quello che volevamo noi, ma il mio discorso era “o trovo le auto, o vado da un’altra parte”. Alla fine, dopo molti tentativi abbiamo finalmente trovato un corrispondente affidabile disposto a farci guidare i fatidici “Fuoristrada!!”. Trovate le auto è partita la ricerca dei voli, ove per agosto c’era un gap dai 900 ai 1800€ per cui abbiamo optato per volo da Torino con Etyiopian airline. Ci siamo resi conto subito che girare laggiù, in periodo di afflusso turistico, non sarebbe stato facile per la disponibilità alberghiera, per i numerosi fiumi che richiedono un bac, per i possibili guasti, insabbiamenti e forature.  Per cui alla fine abbiamo contenuto le adesioni e siamo partiti in 8 con due auto.

Arrivo a Tana il 10/8 alle 14, disbrigo delle pratiche e visto rapido, poi parte l’operazione del cambio di valuta,  si fa un rapido conto e considerati 20 giorni, dormire, mangiare, benzina ecc cambiamo 1200€ a testa…. Considerate che la banconota disponibile più grande è da 10.000ariari che corrisponde a 3€!!! Immaginatevi  il mezzo metro cubo di spazio occupato da  circa 30.000 biglietti di banca!!!  Fatto il cambio siamo andati a fare un minimo di spesa per sopravvivere un paio di giorni  in autonomia, dopo di che cena al lodge a nord di Tana.

11/8 Si parte discretamente presto, solo che il traffico attorno alla capitale è mostruosamente caotico e i 5km/ora sono una buona media; lasciata la città puntiamo a ovest verso Tsiroanomandidy, strada asfaltata buona, morale alto, e per pranzo siamo in città in un grazioso ristorante sulla strada principale. Riempiamo le due taniche di scorta e si riparte trovando la pista dopo pochissimi km,  procediamo su colline degradanti e a mano a mano la pista inizia a deteriorarsi portando la velocità ad una media ridicola tanto che all’imbrunire, verso le 17 abbiamo percorso a malapena un centinaio di km. Facciamo il campo sulla sommità di una collina,  accanto alla casetta di due giovani che ci accolgono con  sorpresa non avendo mai visto turisti; si cena con scatolette e a dormire alle 21.

12/8 Sveglia all’alba ( aiutati dai galli ) e si riparte: la pista diventa veramente terribile, è stata travolta dalle piogge primaverili e a volte dobbiamo materialmente trovare un passaggio per aggirare ponti crollati o frane,   si tocca sotto spesso quindi si deve procedere molte volte in prima o seconda ridotta. Alle 15,30  siamo al bivio verso nord per Morafenobe, Daniele fora, e mentre stiamo aggiustando il pneumatico arrivano due in moto, uno ha il kalashnikov, qualche secondo di timore, ma è un gendarme che pattuglia la strada per prevenire attacchi da parte dei “ladri di zebù” . Ci dice di fare ancora 15 km verso il villaggio. Proseguiamo, arriviamo alle 16, c’è una “barre de pluie” con dei gendarmi, chiediamo di sollevarla per farci passare, ma si stupiscono quasi della domanda, e ci spiegano che tra un’ora scenderà la notte, per strada ci sono “i ladri di zebù” e per arrivare a Maintirano ci sono almeno 6 ore di viaggio (120km) e quindi  dobbiamo rimanere nel villaggetto. Apriamo le tende in un locale della gendarmeria, mangiamo qualche cosa di nostro e del riso in un baraccotto, spesa di circa 5€ in 8.

13/8 Si parte presto, pista veramente distrutta, velocità consona alle 6 ore preventivate,  a un certo punto vedo una grande mandria di zebù, accompagnata da persone con kalashnikov, avviso in auto che se succede qualche cosa devono sdraiarsi sul fondo della macchina e che non mi fermerò per nessun motivo: arrivato all’altezza degli uomini ci salutano, e al limite sono loro che hanno paura, se accenno a fermarmi loro scappano… boh!!! Saranno stati guardiani armati, ma come si fa a capirlo?

 Alle 13 siamo a Maintirano, all’unico hotel decente, ordiniamo da mangiare degli stupendi gamberoni, ci metteranno un’ora a preparare il pranzo, nel frattempo trovo un omino che ci ripara due pneumatici. Nel pomeriggio vado a fare un bel giro sulla spiaggia con il 4x4, e inizio a cercare gasolio. In città non ce n’è!!! Nella migliore delle ipotesi la cisterna dovrebbe arrivare tra 36/48 ore, giro un po’ ma nessuno ha taniche da vendere.

14/8 Al mattino decidiamo di partire, forse non ce la faremo ad arrivare al prossimo distributore, ma confido di comprarne qualche litro per strada nelle capanne,  dopo 20 km ne compriamo 15 litri, poi più nulla, la pista è impegnativa, meno rocciosa dei giorni precedenti, punta a 170° in direzione di Antsalova.

Numerosissimi ponti crollati ci costringono ad un continuo zig-zag accanto alla pista, la zona è molto meno arida e molto più popolata, si attraversano decine di piccoli villaggi, piccoli guadi e fiumiciattoli, incontriamo una decina di posti di blocco dei locali che tentano di spillare del denaro per farci passare, ma regolarmente scendo sposto il palo e proseguiamo. Dopo Antsalova la pista diventa una traccia nella savana, veramente poco trafficata, perché tutti i turisti e i contatti arrivano da sud verso gli Tsingi, e nessuno prosegue più a nord, comunque intorno alle 1630 rientriamo nella “civiltà” arriviamo a Bekopaka, dove c’è un hotel lussuoso e dove compriamo 2 taniche di gasolio.

Il 15/8 Al mattino relativamente presto andiamo alla biglietteria del parco, ma ci sono decine di guide che comprano i biglietti, ogni biglietto è per un giro specifico, deve essere assegnata obbligatoriamente una guida locale, si deve pagare l’ ingresso e la guida… morale della favola una cosa da dieci minuti  si rivela una rottura di almeno 2 ore, alla fine intorno alle 10 finalmente saliamo sulle piroghe per escursione sul  fiume, in seguito andiamo ancora al piccolo Tsingi e nel pomeriggio prendiamo il bac per attraversare il primo grande fiume. E puntiamo su Belo Sur Tsiribihina, la pista è decisamente migliore delle precedenti, peccato che a 10km dall’ arrivo scanso per un pelo un frontale con un Patrol senza freni, il cui autista non ha patente ed assicurazione... pazienza, passerò una parte della serata  a fare la denuncia alla stazione della polizia, ma senza esiti. Albergo squallidino, ma passabile.

16/8 Il bac non è dove tutte le mappe lo descrivono, perché il fiume è basso, e si trova a 3 km ad ovest della città, invece che dalla parte opposta, carichiamo i due fuoristrada sul traghettino e partiamo per mezz’ora di navigazione, fino all’approdo delle mappe;  la pista è ampia e punta a sud, facciamo un pranzo volante con scatolette e nel primo pomeriggio  vediamo i baobab Les Amoureux, due baobab avvinghiati che intrecciano i loro fusti, poi si prosegue sull’Avenue des Baobab, dove decine di Baobab costeggiano la strada, e in una ventina di km siamo a Morondava, città grande piena di gente e di turisti arrivati o in aereo o dalla strada principale che collega la nazionale 7. Il nostro hotel è molto bello si mangia bene, passiamo il pomeriggio a zonzo per la città, comprando qualche vettovaglia e facendo giro in spiaggia. La sera abbuffata di aragoste.

17/8 Lasciamo la folla di Morondava e ci ributtiamo su una pista secondaria che ci porta intorno a mezzo giorno a Belo Sur Mer. Il lodge è molto bello proprio sulla spiaggia, di fronte a un mare bellissimo e il tramonto sarà memorabile; saremo a cena in 20 italiani e due francesi, cena gustosa con ottima cernia alla griglia.

18/8 La partenza è al mattino prestissimo  perché ci aspettano 10  ore di viaggio ( i locali parlano di 14)  e noi per portarci avanti ci piantiamo nel fango di una salina dopo nemmeno 4km, mentre inizio a spalare arrivano dal paese almeno 80 ragazzi che hanno trovato come arrotondare il bilancio famigliare; per farla breve elargiamo circa il corrispondente di 50€  ( meno di un € a testa) e tutti assieme, tirando la strops e spingendo ci disimpantanano. Un paio di ore perse, pazienza!!!  Ripartiamo e puntiamo su Manja,  che raggiungiamo dopo molti guadi, barre spilla soldi che non abbiamo mai pagato, e a pranzo arriviamo nell'unico ristorante dove ci cucinano uno splendido filetto di zebù, che costava molto meno del piatto di patate fritte, nel frattempo Daniele fa riparare un altro pneumatico... per fortuna io ho il mio compressore se no avrebbero dovuto tallonarlo con la pompa a mano.

Nel pomeriggio la pista è stretta ed impegnativa, spesso si perde per ruscelli da irrigazione che obbligano ad aggirare i pantani. Poi cerchiamo il bac sul fiume, ma anche qui è stato spostato di 5/6 km per deviazione del fiume, quindi arriviamo verso le 16 al punto di imbarco. Il battello è a circa un km  ancorato sull’altra sponda, suoniamo il clacson, cerchiamo di attirare l’ attenzione con i fari e  circa alle 17,15 finalmente il battello arriva, discussione per il pedaggio, poi si carica; l’approdo è su una ripida scarpata di sabbia molle, e purtroppo Daniele si pianta con il Pajero, io parto da solo in auto riesco a passare la maggior parte del sabbione, poi nel tentativo di guardare dove sono tutti, alla fine mi insabbio anche io, sgonfio i pneumatici e con una spinta dei compagni di viaggio riparto, ma oramai è notte per cui decidiamo di fare il campo, e paghiamo dei ragazzi che resteranno tutta la notte a farci la guardia e a tenere lontani le decine di bambini curiosi arrivati.

 19/8  e 20/8 Si parte dopo frugale colazione , e puntiamo su Morombe e poi verso sud fino ad arrivare intorno a mezzogiorno al Laguna Blu Resort, 3 km dopo Andavadoaka.

 Il resort è bellissimo, ma quello che è incredibile è la cucina, con lo chef emiliano che cucina in modo fantastico, proponendo piatti ottimi. Ci fermiamo due notti e nel frattempo andremo a vedere l’ospedale italiano in paese, l’eccellenza del Madagascar, il villaggio e la foresta dei baobab.

21/8 Partiamo al mattino verso sud  su una bella pista di sabbia  anche se difficile con sabbioni impegnativi ove è relativamente facile piantarsi, ma ci va bene e dopo un centinaio di km, arriviamo in mattinata al Salarybay, altro bell’albergo con vista stupenda... ma siamo ancora innamorati della cucina dei due giorni precedenti e tutto ci sembra più scadente, comunque trascorriamo ancora una bella giornata di mare.

22/8 Sempre verso sud  costeggiando le bellissime spiagge, non ci sono particolari difficoltà di guida ma l’ attenzione non deve mai cedere,  e dopo centinaia di km di piste sbuchiamo improvvisamente sull’asfalto, ancora una quindicina di km e arriviamo a Ifaty dove abbiamo prenotato al Moroloko, grazioso posto, senza pretese, ma ad un costo veramente irrisorio; abbiamo i bungalow che danno sulla spiaggia e passiamo una piacevole giornata,  e ceniamo in un locale tipico.

23/8 Al mattino appena dopo colazione partiamo con una lancia a motore e andiamo a vedere le megattere: stiamo con loro per almeno 2 ore e si rientra prima della bassa marea, il pranzo sarà a base di aragoste  in un baraccotto sulla spiaggia, quindi si riparte nel primo pomeriggio per arrivare a Toliara, la attraversiamo e arriviamo all’hotel dove abbiamo due notti prenotate. Andiamo a cena in città dove un italiano ha una pizzeria e gelateria.

24/8 Mentre Daniele torna in città per fare sistemare alcune grane di meccanica sul Pajero, noi in 6, sfoderata la terza fila di sedili, puntiamo a sud fino a Sarodrano, dove un italiano Andrea, che vive li da 30 anni ci fa provare la ricciola arrosto e in carpaccio, dopo aver fatto il bagno in un mare spettacolare. Daniele ci  raggiunge per pranzo e nel tardo pomeriggio facciamo ritorno all’hotel. La cena sarà a base di zebù presso il ristorante  italiano Corto Maltese.

25/8 Andiamo ancora a passare 2 ore in spiaggia, prima di lasciare il mare definitivamente, poichè d’ora in avanti saremo sulla dorsale centrale del Madagascar sulla nazionale 7. A pranzo ristorantino a Sakaraka e raggiungiamo un grazioso hotel alle porte del parco di Isalo, dove organizziamo con la guida obbligatoria per il parco l’escursione del giorno dopo.

26/8 In giornata compiamo due distinte escursioni, niente di drammatico, ma scarpiniamo in totale 8 ore: posti molto belli, vediamo insetti stecco, scorpioni, oltre a camaleonti e a molti tipi differenti di lemuri. Nel pomeriggio facciamo il bagno in due laghetti con l’acqua particolarmente gelida, ma l’esperienza è positiva.

27/8  il mattino seguente ci prova emotivamente, siamo in piena stagione secca e i pozzi dei villaggi sono secchi, vediamo centinaia di persone spingere carretti per arrivare ai villaggi dove arriveranno le autobotti; per strada i bambini ci fermano per chiedere acqua, fortunatamente io riempio sempre le bottiglie per lavarsi le mani ecc e queste bottiglie ci vengono utili per regalarle. Sosta a metà giornata alla riserva di Anja, dove ci sono lemuri e camaleonti. Verso sera scolliniamo verso est dove arriva l’aria umida dell’oceano indiano, in serata vediamo piovigginare, cena in hotel e escursione notturna a vedere gli animaletti, camaleonti, anche microscopici, raganelle arboricole, il piccolo lemure topo, e altre curiosità notturne.

28/8 entriamo nel parco di Ranomafane, dove si vedono molti lemuri, compreso quello dorato, un bellissimo geco-foglia e altri animaletti mai visti prima, alle 10.30 l’escursione termina. Puntiamo a nord, e invece dell’asfalto facciamo un taglio su una pista secondaria,  pur e4ssendo a 30 km dalla zona turistica, evidentemente nessuno passa mai di li e ci guardano come fossimo dei marziani. Presto ritorniamo sull’ asfalto e  nel primo pomeriggio siamo ad Ambositra, hotel grazioso e pulito ad un prezzo irrisorio. Pomeriggio in giro per comprare i primi souvenir di artigianato locale.

 29/8 nella notte è piovuto leggermente, ripartiamo, a pranzo arriviamo ad Antsirabe dove lavorano l’alluminio con stampi a perdere e il ristorante, con il caminetto acceso offre escargot, fois gras, e timballo d’anitra.  In serata raggiungiamo Tananarive con il suo traffico caotico, per arrivare in Hotel Le Chalet des Roses ci mettiamo oltre un’ora per 5 km. L’hotel è al centro della città, grazioso, di un italiano gentile che ci fornisce informazioni, tutti parlano di delinquenza, ma non è una cosa percepita, certo non si va in giro con catenine e portafogli in vista. Al pomeriggio faccio un giro per comprare un sacco di juta, e non ho alcun problema.

30/8  Partiamo sul presto per andare al mercato dell’artigianato, abbastanza interessante, dove vedi lavorare il legno in diretta. Poi andiamo a vedere l’allevamento dei coccodrilli, dove li si può anche mangiare a pranzo, ci sono bellissimi lemuri e Camaleonti di grosse dimensioni raganelle di colori incredibili e serpenti.  Contattiamo il touroperator che ci ha affittato i 4x4 per organizzarci per l’ indomani.

31/8 l’aeroporto è lontano una quindicina di km, partiamo presto, ci fermiamo in un centro commerciale a comprare del rum tipico del paese e a passo d’uomo procediamo, facciamo sosta dal touroperator, anche per accordarci per la cauzione della franchigia in seguito all’incidente, e ripariamo sempre a passo d’uomo verso l’aeroporto. Qui ricambiamo gli Ariari avanzati e entriamo verso il controllo bagagli, tutto semplice e persino veloce. Tra poco si riparte!!!

 Lasciamo un paese che ci ha affascinato per tante piccole cose, ci ha divertito con le sue piste impegnative,  non abbiamo certo visto i grandi animali africani, ma a sua maniera è stato un viaggio interessante e positivo.

 

Se qualcuno che ha avuto la pazienza e l’interesse di leggere fino a qui, e fosse interessato ad andare in Madagascar, mi contatti, intanto ci sono amici già interessati per il prossimo anno, poi posso fornire il contatto sia per chi vuole ripetere la nostra esperienza, sia per chi desidera fare il viaggio con autista e guida.

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