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Tratto dal notiziario FIDAS “Noi in Fidas” anno VIII n° 2 (giugno-luglio 2008)
La
Liguria è una terra ricca di bellezze e di risorse. Difficile per la sua
conformazione, riservata per la natura dei suoi abitanti.
Dal punto di vista trasfusionale ciò si è tradotto nella necessità di creare una
serie di centri trasfusionali (9) e di raccolta, probabilmente eccessivo
rispetto al bacino dei potenziali donatori.
Nell'articolo pubblicato nel 2006 su questa stessa rivista, facemmo il quadro di
una Regione che con grandi difficoltà, ma con determinazione, si avviava ad
oltrepassare il traguardo dell’autosufficienza. Ad oggi, sono da segnalare
alcune iniziative che hanno in parte modificato quella situazione.
In particolare il Cambio di direzione del CRCC ha consentito la realizzazione di
importanti iniziative sia attraverso il monitoraggio delle diverse realtà
locali, sia attraverso la formulazione di nuove proposte tese ali'
ottimizzazione del lavoro delle diverse componenti del sistema.
L'informatizzazione ha naturalmente consentito una migliore conoscenza
dell'esistente ed ha favorito, mediante l'elaborazione dei dati l'inizio di un
percorso di programmazione e di coordinamento della raccolta associativa sul
territorio. Inoltre, sempre grazie ad una rapida disponibilità di informazioni
precise relative a raccolta e consumo nei diversi distretti regionali, è stato
possibile individuare criticità nel rapporto donazione-utilizzo, ed ipotizzare
soluzioni "locali" funzionali al sistema regionale.
Il CRCC (con la partecipazione di tutte le Associazioni operanti in Liguria, di
tutti i Responsabili dei Servizi Trasfusionali e dei funzionari regionali
preposti), si è quindi occupato soprattutto di:
1) Coordinamento di tutte le strutture e di tutti gli attori del sistema
trasfusionale regionale
2) Raccolta nel territorio
3) Incentivazione alla donazione di Plasma - Piastrine
4) Organizzazione di un efficiente interscambio regionale.
La Commissione Regionale Attività Trasfusionali, al contrario, è stata convocata
con molta (troppa) parsimonia. I Comitati per il buon uso del Sangue, quasi in
ogni distretto, esistono si riuniscono solo occasionalmente.
La Liguria rappresenta, nel panorama nazionale, la Regione dove l'età media dei
suoi abitanti è la più alta. Un bene, se si considera lunghezza e qualità della
vita. Un problema se si pensa ad un piano di incremento della donazione di
Sangue, e soprattutto di Plasma.
Una Regione laboratorio, quindi, dove tutte le componenti del sistema
trasfusionale sono impegnate in una collaborazione a tutto campo.
La scarsità dei mezzi economici a disposizione, insieme al già citato problema
dell'alta età media della popolazione, il numero delle strutture trasfusionali e
la distanza che pure intercorre tra queste ed alcune località di residenza dei
donatori, costituiscono il "core" del problema con cui il sistema deve
confrontarsi quotidianamente.
L'importante impegno delle Associazioni nella raccolta sul territorio,
rappresenta solo una delle soluzioni che ad oggi ha consentito alla Liguria di
allinearsi nella media delle altre Regioni.
La campagna di propaganda estiva, infatti, finanziata dalla Regione ormai da
anni e gestita dalla Fidas a nome e per conto di tutte le Associazioni operanti
nel territorio e di tutti i Centri Trasfusionali, è diventato un appuntamento
fisso.
Il Sistema, grazie a questa iniziativa, si confronta con il territorio e ad una
sola voce ricorda alla popolazione, a tutti i donatori, l'importanza di una
donazione prima delle ferie. In un periodo che da sempre, per la partenza dei
donatori e per l'arrivo di migliaia di turisti, rappresenta uno dei momenti più
critici di tutto l'anno.
Ma è nel recepimento e nell'applicazione delle nuove normative, italiane ed
europee, che si pone la vera sfida della Liguria per l'immediato futuro.
L'accreditamento delle decine di sedi di raccolta, l'autorizzazione del
personale che su queste raccolte opera, con la relativa formazione, dovrà
necessariamente tenere conto della difficoltà che esiste anche solo a reperire
il personale necessario per queste attività.
Le norme che limitano la possibilità ai medici specializzandi di operare al di
fuori della loro specialità, la mancanza di infermieri professionali, ci
obbligano a studiare soluzioni diverse. Parte proprio dalla Fidas di Genova, la
proposta della creazione di un pool di medici interassociativo che possa
garantire una continuità di prestazioni ed una alta qualità delle stesse.
Una proposta attualmente allo studio della Regione che in tempi brevi dovrà
esprimere un parere e fornire le necessarie indicazioni.
Se si considera che la raccolta gestita direttamente dalle Associazioni, in
Liguria vede impegnate soprattutto AVIS e FIDAS e copre circa il 35% del
fabbisogno regionale, si comprende facilmente l'importanza della soluzione di
questi problemi.
Il futuro, per noi come per tutti, passa attraverso un processo di
stabilizzazione dell'esistente. E di ricerca di razionalizzazione e di qualità.
Un sistema da perfezionare, nel quale la generosità dei donatori e dei volontari
che si impegnano quotidianamente non può e non deve più fare a meno della forza,
della credibilità e dell'impegno dei Servizi trasfusionali e della Regione, che
devono operare per mettere le Associazioni ed i donatori nelle condizioni di
esistere, di agire al meglio delle loro possibilità. Le 70.000 donazioni di
oggi, devono costituire, per la Liguria, la base di partenza di questo impegno.
La nuova convenzione, le nuove regole dovranno costituire la base sulla quale
costruire, con la disponibilità e l'entusiasmo del popolo dei donatori, il
futuro del sistema trasfusionale della Liguria.
Emanuele RUSSO
(Presidente Fidas Liguria)
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