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A.C.D.V.S. - Associazione Chiavarese Donatori Volontari di Sangue

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Tratto dal notiziario della FIDAS “Noi in FIDAS” (n° 3 anno VII)

  • SOTTILI EQUILIBRI

L‘azione dell’uomo minaccia il pianeta terra. Questo grido di allarme, ormai da diversi anni, riempie le cronache dei giornali e viene ripetuto con forza dagli studiosi di tutto il mondo. Inquinamento, emissione di gas nocivi, surriscaldamento del pianeta sono alcune tra le principali conseguenze dell’attività industriale e dello sfruttamento delle risorse naturali volute dall’uomo. Dietro queste scelte si delineano inequivocabilmente grandi interessi economici e importanti decisioni politiche. Il livello di attenzione e di allarme del rapido deterioramento dell’ecosistema del pianeta sta inducendo la comunità scientifica internazionale e le grandi Potenze della Terra ad adottare importanti misure di riduzione nelle emissioni di gas inquinanti e di strategie necessarie per contenere i danni provocati. Le conseguenze di questo sfruttamento eccessivo delle risorse della Terra sono ben note: effetto serra, inquinamento, innalzamento della temperatura, modificazioni del clima, cambiamenti della flora e della fauna, scioglimento dei ghiacci, desertificazioni di grandi territori.

I ricordi della mia gioventù sono pregni di inverni rigidi, quando la pioggia e la neve erano eventi ricorrenti e bastava salire dietro le montagne di casa in Piemonte per provare il piacere di una giornata sugli sci. Negli ultimi anni durante le escursioni estive non si incontrano più nevai e d’inverno per trovare una pista innevata, anche artificialmente, bisogna spingersi oltre i 2000 metri di quota.

Ormai mangiamo le fragole in inverno, le piogge hanno le caratteristiche dei monsoni e fastidiosi insetti, prima sconosciuti, tormentano le nostre giornate. Tra questi è ormai nota a tutti la cosiddetta zanzara tigre, Aedes albopictus in termini scientifici, causa di irritanti punture e di estese lesioni della cute. Disinfestazioni e campagne di informazione contro la sua diffusione hanno avuto scarsi risultati, a causa del mite inverno dello scorso anno e della sua diffusione in tutta la penisola.

L’uomo viaggiatore ha inoltre implementato la trasmissione di patologie ad origine batterica o virale da zone endemiche in altre esenti, causando l’insorgenza di nuove infezioni fino ad alcuni anni fa poco conosciute o considerate limitate a zone tropicali. Solo negli ultimi anni abbiamo sentito parlare di West Nile Virus, di Dengue ed in Italia da pochi mesi i media hanno dato notizia dell’insorgenza di infezioni da Chikungunya.

La febbre chikungunya quasi sempre ha remissione spontanea ma, in soggetti defedati o con un sistema immunitario debole, può generare complicanze severe, con quadri clinici ad interessamento del sistema nervoso centrale, e raramente può rivelarsi fatale. Certa e dannosa è la trasmissione perinatale materno fetale. L’agente eziologico di tale malattia è un virus ad RNA della famiglia dei Togavirus che si trasmette e si mantiene in numerose specie di zanzare tra cui la nostrana zanzara tigre. Come tutti i microrganismi che si replicano nel torrente ematico (es. malaria), il virus Chikungunya si può trasmettere tramite il sangue infetto.

Dall’inizio del 2005 una epidemia di Chikungunya, tipica malattia tropicale, ha colpito una vasta area dell’Oceano Indiano e l’isola de La Réunion, infettando più di 200.000 persone pari al 20-25% della popolazione, con l’80% dei casi asintomatici. In Europa nel 2006 sono stati segnalati sporadici casi di tale infezione e solo 11 sono stati confermati in Italia.

Nei recenti mesi estivi, l’accertamento di una zona epidemica da virus Chikunguya in Emilia Romagna ha comportato l’adozione di criteri altamente precauzionali nella fase più intensa dell’esordio, vista anche l’assoluta novità ed unicità del fenomeno a livello europeo. E’ stato anche disposto il criterio, stabilito dagli esperti epidemiologi, di sospendere totalmente la donazione di sangue e di emocomponenti dai donatori residenti nei Comuni interessati dai focolai epidemici.

Importanti città come Ravenna, Cervia e Rimini sono stati interessate e decine di migliaia di donatori periodici sono stati esclusi dalla donazione con le immediate ricadute sulla pronta disponibilità di terapia trasfusionale per gli ammalati. Le autorità sanitarie regionali ed il sistema sangue emiliano-romagnolo hanno saputo dare una risposta di efficienza e competenza soddisfacendo le necessità trasfusionali degli ospedali romagnoli, ad eccezione del rinvio di un numero limitato di interventi chirurgici elettivi.

Dovendo, comunque, oggi considerare il bilancio fra il beneficio di prolungare misure altamente precauzionali contro una perdita prospettica di donazioni di rilievo non indifferente (che potrebbe avere ricadute significative anche in termini di autosufficienza nazionale), considerando opportunamente il rischio residuo di trasmissione del virus per via trasfusionale, con particolare riferimento al problema rappresentato dalla quota di soggetti viremici asintomatici, le autorità nazionali competenti dovranno adottare nuovi indirizzi di prevenzione.

L’equilibrio dinamico di risposta alle necessità trasfusionali del Paese per emocomponenti labili rischia di rompersi. E’ bastato un virus tropicale, che usa come vettore un fastidioso insetto fino a pochi anni fa a noi sconosciuto, ad impedire a decine di migliaia di donatori periodici di compiere generosamente la propria donazione volontaria e responsabile.

Non sappiamo se nel prossimo futuro, nonostante tutte le azioni di prevenzione adottate, le conseguenze di tale endemia saranno limitate e circoscritte, certo è che l’autosufficienza di sangue nel Paese rischia di essere seriamente compromessa. A fronte delle necessità trasfusionali del S.S.N. un evento nuovo ed imprevisto ha evidenziato la fragilità del sistema che richiede una programmazione seria e una attenta armonizzazione della donazione volontaria su base solidaristica, non solo negli scambi intraregionali ma soprattutto nelle compensazione interregionali. Tutto ciò riguarda le autorità nazionali e regionali, il Centro Nazionale Sangue e le Strutture di coordinamento regionali. Ai donatori volontari e periodici, fondamento di certezza e garanzia di sicurezza e qualità del sistema trasfusionale nazionale, rivolgo un invito accorato: siate sempre pronti e disponibili nella solidale donazione di sangue e di emocomponenti, ma prestate quotidianamente attenzione nel compiere le scelte piccole ma importantissime per rispettare l’equilibrio del pianeta su cui viviamo a garanzia del futuro nostro e dei nostri figli.

Aldo Ozino Caligaris


Questo sito, ideato e curato da Giuseppe Berlese, è stato aggiornato sabato, 03 marzo 2012