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E poi svegliami,
in uno di quei giorni..
In uno di quelli che non contano niente,
uno tra i tanti,
soliti, numeri sul calendario.
E
poi aprimi gli occhi,
su di un paesaggio inutile:
lamiere e calcestruzzo,
rottami abbelliti,
per chi non vuol più vedere.
E
poi mostrami le bestie padrone
che dominano sugli angeli.
E ti prego,
suona
ancora per me,
quella Musica nuova,
per chi non vuol più sentire.
Cantami per l'ultima volta
la poesia dell'eterno rimpianto.
E
poi dimmi la verità,
dimmi se questa è la mia vita.
E se è proprio così,
allora lasciami dormire.
E non tornare più.
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