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Se solo tu potessi vedermi
non come sono per tutti gli altri,
mascherato da me stesso
durante il mio forzato carnevale,
nascosto, seppellito
dietro la coltre dittatoriale
delle convenzioni.
Potresti
tu vedere un uomo,
soltanto un uomo
e non un poeta senza poesia
ne un intellettuale senza intelletto
ne un sognatore senza più sogni.
Ma
solo un uomo:
carne e sangue,
un ingranaggio recalcitrante
della macchina sociale.
Un oppresso,
che per le leggi
di quella stessa macchina
è anche un oppressore.
Potessi
io incontrarti
lontano da tutte le maschere
lontano da tutte le macchine.
Io carne.
Io sangue.
Io spirito.
Io uomo.
E tu donna.
E tu stella.
E tu rivoluzione.
E tu che hai il potere
di distruggere la macchina
dentro me.
Vorrei
annegarmi
nei tuoi occhi,
là dove non serve parlare
e solo il mio cuore può capire,
e dove nessuna macchina
e nessun carnevale di ghiaccio
potrà più imprigionarmi.
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