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Kubrick
Dream

Una sera fui invitato ad una festa, spudoratamente mondana, e noiosissima.. Dalla quale cercai di fuggire alla prima occasione.. Quello era un periodo in cui non mi andava proprio di passare le mie serate con un falso sorriso appiccicato sulla faccia, intento a fare e ricevere complimenti fasulli ed inutili.. Ma questo non è il racconto di quello che accadde a quella festa..
Ma piuttosto è il racconto di una mia esperienza per certi versi singolare, che mi capitò appena ritornai a casa..

Dunque...
Finita la festa, feci appena in tempo a tornare per vedere che, ancora una volta, luna rossa (era il periodo della coppa america in Nuova Zelanda) non era partita, stavolta il vento era troppo forte.. Onde di due metri.. Roba da romanzo di Defoe.. Non ho ancora capito se sono più pazzo io o il vento di Ouckland.
E quindi non mi restava altro che andarmene a letto sconsolato, pensando che una serata incominciata male, non poteva che finire in questo modo..
Non ci misi molto per prendere sonno, in verità ero veramente stanco..
Quella notte sognai.. beh, che c'è di strano?.. Ecco io so di sognare, ma di solito non ricordo mai nulla dei miei sogni.. Ma stavolta questo sogno mi è rimasto impresso nella memoria, così chiaro e nitido, che le sensazioni che ho provato, in questo momento mi appaiono come una parte della mia vita reale...

Ora mi chiedo perché sto scrivendo questa roba, forse spero che mettendolo per iscritto, riuscirò a capirci qualcosa, o almeno ad esorcizzarlo, a staccarlo da me..

Comunque questo fu il mio sogno...
***

Era notte fonda, e mi ritrovai su di un molo di un porto fumoso e deserto, al quale era attraccata una nave enorme, gigantesca, che occupava tutto l'orizzonte.. Una nave di classe transoceanica, qualcosa di molto simile ad uno dei grandi transatlantici degli inizi del 900..
Potevo vederne la poppa blu scura, alta come un palazzo di dieci piani, su cui era scritto un nome, ma con caratteri in un alfabeto strano, tipo ebraico o indiano, che io non riuscivo a leggere..
Salii su una scaletta che mi portava a bordo.. Mi accorsi che ero vestito con un impermeabile anni 30, tipo quello degli ispettori di polizia americani, e che avevo in mano una valigetta, una specie di 24 ore di cuoio, piccola e leggera... Ero arrivato in cima alla poppa e da lassù vedevo nella nebbia, le luci di una città che si allontanavano, infatti ora la nave si muoveva e lentamente andava verso il mare aperto e scuro...

Scesi per delle scale di ferro, e mi ritrovai in un ambiente chiuso che somigliava ad una cambusa o una stiva, con oggetti da marineria appesi alle pareti, cose tipo ancore, funi ed ingranaggi giganti, ecco forse la prima cosa sorprendente erano proprio le immagini che vedevo...

Infatti questo sogno, aveva immagini e luci quasi cinematografiche, vedevo le cose attraverso vere e proprie inquadrature e piani sequenza, insomma mi pareva di vivere in un film di Kubrick.. Con un'atmosfera a metà fra quella di "Shining" e quella di "Eyes wide shut"..

Al centro della cambusa, dietro ad un bancone era seduto un vecchio con una barba bianca (classico freudiano?), che era vestito da marinaio e parlava con la voce sorniona e le movenze di uno dei miei clienti più antipatici, anche se, a dire il vero, non gli somigliava affatto..
Il vecchio tirò fuori da uno scaffale delle scatole di cartone dipinte con colori molto accesi e appariscenti, una era rossa e un'altra gialla, erano luminosissime, quasi fosforescenti.

Il vecchio non faceva altro che vantarsi delle qualità di quelle scatole, ed io, ad un tratto, sapevo che ero stato mandato su quella nave proprio per comprarle, ed ora trattavamo sul prezzo...
Non ricordo precisamente le cose che dicevo, ma ad un tratto il vecchio sbottò quasi infastidito, che per avere le scatole avrei dovuto dargli la valigetta che avevo in mano..
A queste parole, fui come terrorizzato, gridai un "NO!" fortissimo sulla faccia del vecchio, strinsi forte fra le mani la valigetta e scappai fuori dalla cambusa, ritrovandomi in un lungo corridoio buio al cui termine vedevo una luce vivissima.

Mi incamminai verso quella luce, e mi ritrovai in un salone enorme, anche questo gigantesco, largo come uno stadio da calcio, tutto addobbato a festa, con poltrone, arazzi sontuosi e lampadari di cristallo, le luci venivano da una fila lunghissima di candelabri d'argento..
Il salone era molto affollato ci saranno state centinaia, anzi migliaia di persone, e con mia grande sorpresa mi accorsi che nonostante fosse una folla numerosissima, io li conoscevo tutti, infatti c'erano i miei genitori e tutti i miei parenti, poi tutti i miei amici più cari e anche quelli meno frequentati, ma poi c'erano anche divi del cinema, della televisione, e poi vidi miei vecchi professori dell'università, e poi compagni di scuola, di lavoro, alcuni erano ancora bambini così come li avevo conosciuti.. Qualcuno di loro, io sapevo che era anche morto da anni, eppure ora io li vedevo li.. Insomma, avevo la netta sensazione che tutte le persone che ho visto, anche solo di sfuggita, nella mia vita fossero lì in quel salone..

A questa vista rimasi come sconvolto, e poi mi accorsi di una cosa ancora più bizzarra, infatti tutti ma proprio tutti in quella sala erano vestiti da gala.. Portavano smoking, cravatte e vestiti da gran festa, le signore avevano diademi e pellicce.. Era tutto così strano, ad un tratto vidi pure un mio vecchio amico che è un muratore, vestito come un ambasciatore di una superpotenza..

Ma la cosa che mi sconvolgeva, era che io riconoscevo tutti loro, ma nessuno di loro sembrava conoscermi, nessuno aveva notato la mia presenza, nessuno mi diceva qualcosa, parlavano e ridevano fra di loro, alcuni ballavano, altri bevevano, ma nessuno, proprio nessuno sembrava vedermi.. Ero come invisibile.. Ad un tratto mi diressi verso il centro della sala, che sembrava sempre più affollata, mi infilai dritto nella calca di persone, ero ansioso, mi guardavo intorno, sempre più angosciato, sentivo che stavo cercando qualcuno in mezzo a tutta quella folla..
A spintoni mi feci largo verso il punto in cui tutti sembravano affollarsi, infatti al centro della sala c'era una piccola orchestra jazz, con un pianoforte e un tizio che suonava una tromba molto simile a Luis Armstrong.. Tutti si accalcavano intorno a questa orchestra ed anche io cercavo di avvicinarmi ad essa con tutte le mie forze, sentivo come un richiamo, come se avessi una missione di estrema importanza da compiere...

Alla fine riuscii ad arrivare vicino all'orchestra, ero stremato e sudato, ma anche felice, anche se non sapevo perché.. Sentii qualcosa che mi spingeva a voltarmi verso il lato sinistro, infatti mi girai e rimasi estasiato, come se avessi appena avuto una visione..

Ecco a questo punto inizia la parte più confusa del sogno… La visione, era quella di una donna, anzi forse una ragazza, insomma vidi una figura femminile bellissima, una persona che io sapevo di conoscere, ma della quale non saprei dire il nome, la vedevo e sentivo che era stupenda ma non saprei descriverla.. Perché più che un'immagine, di lei ho avuto solo una sensazione, come se stessi guardando la donna più bella del mondo, anche se adesso non so chi era o come era fatta…
Ricordo che incominciai di nuovo a spingermi nella folla, con sempre più furore, cercavo di raggiungerla a tutti i costi.. Stringevo ancora fra le mani la valigetta, ed ora sapevo che il mio compito era consegnarla a quella donna, che quella valigetta conteneva qualcosa di preziosissimo che le apparteneva, e che se fossi riuscito a dargliela, forse il salone, la nave e il mondo intero avrebbe riacquistato un senso nuovo...

Sempre più stanco e schiacciato dalla calca, riuscii a raggiungere la ragazza..
Ma con angoscia e dolore, mi resi conto che neanche lei mi vedeva, io mi agitavo, cercavo di porgerle disperatamente la valigetta, volevo chiamarla ma non sapevo neanche il suo nome, e lei anche se guardava nella mia direzione, non mi vedeva, ma ad un tratto si avvicinò e passo senza accorgersene, attraverso il mio corpo, come se io non fossi altro che un fantasma.
Mi voltai verso di lei, e cercai di gridare, ma anche se la mia bocca si apriva, dalla mia gola non usciva alcun suono… Io mi sforzavo più che potevo, sentivo che stavo gridando, sentivo la mia gola che bruciava ma non sentivo la mia voce.. Sfinito caddi al suolo, disperato senza più forze mi accasciai sulla valigetta.. Vidi che la donna stava uscendo dal salone, e spariva in un altro corridoio buio.. Allora per un istante riacquistai le mie forze, e mi misi ad inseguirla tenendo la valigetta sempre più stretta..

Correvo lungo un corridoio ancora più buio, sentivo i miei passi rimbombare sul pavimento metallico… Al termine del corridoio c'era una luce fioca, tenue come quella delle stelle di notte..
Io correvo sempre più forte, sentivo che quella donna era laggiù e volevo raggiungerla a tutti i costi.. Ma il corridoio finiva proprio all'esterno sulla murata della nave.. E quando me ne accorsi io ero gia saltato fuori, ed ora precipitavo nel vuoto…
Sentii una vertigine fortissima e poi caddi inesorabilmente in mare… La sensazione del tuffo nell'acqua fu molto realistica, sentivo la corrente e le bollicine d'aria che mi circondavano, ma non fu una brutta sensazione, lentamente stavo risalendo a galla e mi ritrovai in superficie, fuori dalla nave che ormai era lontana nell'orizzonte.

Nuotavo e vedevo le stelle e la luna riflesse sull'acqua.. Ad un tratto mi accorsi che non avevo più la valigetta.. Fui preso da un'angoscia terribile e subito mi calai con la testa sott'acqua cerando di ritrovarla.. E la vidi, era proprio sotto di me che lentamente scivolava verso il fondo oscuro dell'oceano.. Allora presi un grosso respiro e mi immersi senza esitazioni cercando di afferrarla..
Nuotavo sott'acqua ad occhi aperti e la sensazione del mare che scorreva sui miei vestiti in quel silenzio mi infondeva una strana calma, vedevo chiaramente la valigetta che non era molto lontana da me, e proprio mentre stavo per raggiungerla mi accorsi che da essa proveniva una luce pallida, tenue e calda al tempo stesso, un bagliore che mi rasserenava, e che fu l'ultima cosa che vidi prima di svegliarmi..

***

Infatti mi svegliai, forse a causa del suono della campana di una chiesa, mi ritrovai nel letto tutto sudato, con le coperte e le lenzuola sconvolte come se avessi fatto una battaglia, e con la gola che mi bruciava come se avessi veramente gridato.. Ero troppo intontito per pensare… L'unica che riuscii a fare fu alzarmi e spogliarmi meccanicamente per poi infilarmi sotto la doccia..

Oggi ripensando a quel sogno e alle sue svariate interpretazioni possibili, mi chiedo solo se dovrei trovare un bravo psicanalista, o forse è meglio che mi procuro direttamente una robusta camicia di forza...


HIDEOUT