I no-tav
non hanno le pozioni magiche, e i despoti romani gli
invadono la terraSe qui ci
fosse Asterix, vi avrebbe gia' fatto il culo
Non siamo contro le ferrovie: siamo
contro chi le costruisce facendo la cresta e ignorando i
cittadini del posto
Se
fossimo in un fumetto, in Val di Susa ci sarebbe
Asterix con la sua pozione magica. Avremmo visto elmetti
azzurri volare per aria, poliziotti mandati da Roma
scaraventati a fondo valle, scontri epici dove le mani nude
vincono su manganelli e lacrimogeni, ruspe demolite a
schiaffoni e feste notturne all'aria aperta per celebrare la
vittoria contro gli invasori.
Se
fossimo in democrazia, le grandi opere e le grandi
spese sarebbero state organizzate a partire dal basso,
invitando i cittadini di ogni territorio a presentare
proposte concrete per lo sviluppo delle infrastrutture,
affidando ai rappresentanti locali il compito di raccogliere
e valorizzare queste proposte, e al governo il ruolo tecnico
di esecutore materiale per realizzare quello che le comunità
richiedono, elaborano e progettano.
Se
fossimo in dittatura, ci sarebbero dei movimenti di
liberazione, pronti a rischiare in prima persona per far
fallire i progetti del dittatore gettando sabbia negli
ingranaggi con ogni mezzo necessario: scioperi, sabotaggi,
blocchi ferroviari, non-collaborazione, inviti alla
diserzione e alla disobbedienza rivolti alle truppe della
repressione.
Ma
purtroppo non siamo in un fumetto, né in democrazia, né in
dittatura: siamo in un regime invisibile dove la
libertà é solo formale, così come é formale l'esistenza di
una opposizione politica che rappresenti i cittadini più
deboli.
In questo
regime invisibile i diritti valgono fino a quando
non vengono sospesi da uno dei Kapò di turno, fosse anche un
pregiudicato ubriaco di potere. Il riferimento é a
quel Roberto Maroni che oggi fa picchiare i
cittadini ribelli, colpevoli di difendere la propria terra,
mentre ieri chiedeva voti al grido di "padroni a casa
nostra", e l'altro ieri veniva condannato con sentenza
definitiva per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.
Per la
Cassazione la resistenza praticata nel settembre 1996 da
Maroni e degli altri leghisti contro gli agenti che stavano
facendo una perquisizione nella sede della Lega "non
risultava motivata da valori etici, mentre la provocazione
era esclusa dal fatto che non si era in presenza di un
comportamento oggettivamente ingiusto ad opera dei pubblici
ufficiali".
Infatti
gli agenti erano stati mandati da Guido Papalia, procuratore
della Repubblica di Verona, che stava indagando sulla
Guardia Nazionale Padana, sospettata di essere
"un'organizzazione paramilitare tesa ad attentare all’unità
dello Stato". Poi però quella organizzazione si é fatta
Stato e le indagini furono sospese per il banale principio
che lo Stato non può indagare su se stesso.
Ancora una volta la democrazia e' sconfitta: vince la legge
del più forte. Asterix, salvaci tu!
Mai come oggi un fumetto può fare a livello
culturale quello che le opposizioni non riusciranno mai a
fare sul piano politico, per incompetenza, vigliaccheria o
connivenza.
(da
www.mamma.am)
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