Capitolo 9
E fu felice di rivederlo
E’ stato
un sogno o forse un’ illusione?
Elevando una preghiera, Angel PF è riuscita
ad evitare che l’ Escaflowne andasse nelle
mani dei nemici, ma non sa che ora, grazie a
quella preghiera, riusciremo a ritrovare Van,
catturato dai nostri rivali
Hitomi si svegliò nel cuore della notte: aveva avuto un incubo.
L'Escaflowne che perdeva la pietra rosa, Van al quale gli sparivano
misteriosamente le ali, Folken che dava la mano ad un bambino… Si mise a piangere
finché non ebbe una quarta visione. Folken era davanti a lei che le chiedeva di
calmarsi. Hitomi cercò di farlo, ma non ci riusciva. Il fratello di Van le
accarezzò il viso molto piano, poi scomparve. La ragazza sentì dei colpi fuori
la porta. Hitomi si alzò e si diresse verso la soglia della sua stanza, quindi
abbassò la maniglia ancora con le lacrime agli occhi. Vide Merle che piangeva
seduta sull’uscio. La veggente bisbigliò il suo nome, si asciugò le lacrime e
si chinò accarezzandole i capelli, chiedendole cosa le fosse accaduto.
"Io l’ho visto!!!" disse la gatta in lacrime.
"Visto cosa, Merle?" domandò Hitomi.
"L’Escaflowne! Si è alzato in volo seguito dai nemici!"
esclamò la gatta guardandola in viso.
Hitomi spalancò gli occhi e corse alla porta accanto [Nd.Autrice
Se si può definire corsa!^___^] per bussare. Angel PF, assonnata e ancora
distesa sul letto, chiese di entrare. Hitomi aprì la porta e si piazzò
sull’uscio con una faccia sconvolta. La ragazza delle carte si sedette sul
letto completamente addormentata e le domandò cosa fosse successo. La veggente
le domandò cosa sarebbe accaduto all’Escaflowne e a Van se quest’ultimo avesse
pronunciato la formula di Atlantide. Angel PF si stropicciò un poco gli occhi e
le rispose ciò che aveva appena sognato: il Guymelef avrebbe perso la pietra
rosa e Van le ali, perché solo chi discendeva dalla stirpe degli Uomini –
Draghi Divini poteva conoscere quella frase rituale nella lingua originale.
Hitomi le narrò ciò che Merle aveva visto poco prima. La ragazza delle carte si
svegliò di scatto, come se l’avessero sottoposta ad un elettroshock, la fissò
per qualche secondo, si alzò in fretta dal letto e si allacciò la spada per
bene, poi scese a rompicollo le scale trascinando con sé la sua amica. Giunse fino
al luogo dove l’armatura riposava, ma purtroppo non la trovò lì e si spaventò
tantissimo. Cadde inginocchiata sul terreno umido, poi fece cadere il peso
delle corpo in avanti, poggiò le mani in avanti per non cadere e abbassò la
testa.
"Oh, no, non questo! Ed ora… che ne sarà di Gaea?"
riuscì a mormorare piano, ma in modo che Hitomi la sentisse.
"Angel PF, voi... voi potete cambiare la situazione!
Elevando una preghiera, siete riuscita ad evitare che catturassero l'Escaflowne
la prima volta… potreste riuscire a farlo tornare indietro…" disse Hitomi
con voce nervosa cercando di tranquillizzarla, senza ottenere risultati.
Anche Celestial si era svegliata e, seduta per terra, tremava
come una foglia, tenendo in mano il diadema. Sapeva cosa era successo
all’Escaflowne, se lo sentiva: era stato catturato. Probabilmente sapeva anche
dove era stato portato, ma non riusciva a dirlo in quel momento. Anche lei
aveva fatto un brutto sogno quella notte: aveva sognato Dilandau che uccideva
Van senza pietà, senza guardarlo in faccia. Erick stava girando per i corridoi
e trovò le stanze delle due ospiti stranamente aperte con Merle che si
disperava sull’uscio di Hitomi. Non badò alla gatta, ma andò più avanti e bussò
alla porta della principessa di Cesario per accettarsi che stesse bene. Quando
la vide, diede l’allarme, fece chiamare immediatamente un dottore da alcune
guardie di turno, poi, chiedendosi dove fossero sparite le ospiti, andò nel
luogo dove l'Escaflowne riposava e non lo vide. Trovò solo le due ragazze della
Luna dell’illusione a pregare una accanto all’altra, di spalle alla lapide
grigia e rivolte verso il regno di Fanelia non completamente visibile dalla
piuttosto fitta radura. Preso dalla rabbia credendo che la scomparsa del
Guymelef dipendesse da loro, senza neanche chiedere spiegazioni, sfoderò la
spada e si mise a correre verso le vittime che pregavano. I ciondoli che
entrambe avevano appeso al collo si illuminarono ed una luce rosa le protesse
perché non si ferissero. Erick fu fermato e scaraventato via da loro. Ci
riprovò per la seconda volta, ma il risultato fu lo stesso, quindi, sconfitto e
adirato, andò al castello. Celestial aveva nascosto nuovamente il diadema sotto
il cuscino e stava distesa sul letto aspettando un medico. Questi arrivò quasi
subito in una carrozza che velocemente attraversò il giardino del palazzo
e si diresse in camera della principessa. Per fortuna si scoprì il motivo di
quella brutta cera e il medico andò via quasi subito. Gli abitanti del castello
si rasserenarono un poco. Hitomi intanto non era riuscita nel suo intento e
dopo poco tempo si era accasciata per terra addormentandosi profondamente.
Angel PF distolse per qualche attimo il pensiero della preghiera, sollevò
l’amica poggiando la sua schiena ad un robusto e piuttosto comodo albero di
quel luogo e togliendosi la maglietta verde posandola temporaneamente su Hitomi
per non farla raffreddare inutilmente. Rimase con una specie di canotta bianca
- azzurrognola che era del tutto scollata dietro la schiena e che aveva come
aggancio un sottilissimo filo dello stesso colore della maglia. Sul davanti
c’era una stampa con il suo nome. Restò così a pregare fino al mattino seguente
quando tutti si svegliarono. Anche Hitomi si destò, molto più tardi di tutti, e
si trovò addosso la camicia della ragazza delle carte. La guardò e le vide
indosso solo la canotta, quindi andò da lei per rimproverarla. Vide il ciondolo
ancora illuminato: aveva passato tutta la notte a pregare e stava continuando a
farlo. Si sentiva in colpa: l’aveva lasciata a pregare da sola e le aveva
perfino tolto la camicia per proteggerla. Angel PF! – pensò Hitomi stringendo a
sé la camicia – perché…? Il suo pensiero si posò per un attimo a quando lei era
sulla Terra, a quando l’aveva conosciuta. Si ricordò di tutte quelle strane
visioni che aveva avuto e in particolare quella di quando il signor Folken le
aveva parlato di quella persona che sarebbe riuscita a farle capire i
sentimenti del vero amore nei confronti di Van [Nd.Autrice gentile lettore, se
non lo ricordi, vai al Capitolo2!]. Sei tu? Sei tu quella persona di cui il
signor Folken mi parlava? continuò a riflettere Hitomi. In quel momento
Celestial saliva le scale che portavano allo spiazzo con un grosso panierino al
braccio. Hitomi appena la vide si alzò in piedi e dirigendosi velocemente verso
di lei.
"Buongiorno principessa Celestial, avete dormito bene questa
notte?" le chiese gentilmente Hitomi sottovoce.
"Salve veggente della Luna dell’illusione Hitomi! Purtroppo
non bene, ho avuto uno strano incubo – le rispose malinconicamente la
principessa, poi continuò cambiando discorso – Ho visto che non siete scese a
fare colazione questa mattina, così vi ho portato qualcosa da mangiare. Non è
certo come quello che avreste trovato in tavola, ma è comunque soddisfacente, o
almeno penso!"
"Ve ne sono grata, ma in questo momento Angel PF non può
servirsi: sta cercando di rintracciare l'Escaflowne da ieri notte, mi
dispiace" le disse Hitomi guardandola afflitta.
"Voi credete che l’abbiano liberato?" le domandò
Celestial triste.
"Io… io credo di si. Anche perché se non fosse stato così,
il Guymelef sarebbe tornato qui a riposare, anzi, non si sarebbe proprio mosso…
Ma se davvero l’ hanno liberato, perché tenere ancora prigioniero Van?"
rispose Hitomi mentre un paio di lacrime le iniziarono a scendere sul volto.
Celestial la distrasse un poco chiedendole di assaggiare ciò che
le aveva portato. Hitomi si asciugò le lacrime e si sedette poco più distante
dalle scale sotto un albero con la futura regina di Fanelia. Celestial aprì il
cestino e chiese ad Hitomi di prendere ciò che voleva. Hitomi non fece
complimenti, data la fame: la sera precedente non aveva neanche cenato! Le due
rimasero a fissarla per tutto il pomeriggio senza pranzare nonostante le
pressioni dei sudditi che le invitavano nella sala. Hitomi raccontò all’amica
della vita sulla Terra e quest’ultima ne rimase affascinata. Le narrò anche il
suo passato, Yukari, Sempai Amano, i suoi compagni di classe… Celestial la
stette ad ascoltare per tutto il tempo rimanendo davvero stregata da tutto ciò.
Ad un tratto, però, si vide tra gli alberi una carrozza che si dirigeva
all’ingresso del castello. Le due si chiesero cosa stesse succedendo e curiose
andarono a vedere. Scesero le scale velocemente e si diressero nel giardino.
Era Millerna che era arrivata con Allen a Fanelia. Poco distante da lei infatti
si vide il cavaliere celeste di Asturia che parlava con Erick. L’uomo raggiunse
le tre.
"Hitomi – la chiamò quasi comandando lui – è vero che hanno
catturato l’Escaflowne?"
"Per la verità, non l’hanno semplicemente catturato Signor
Allen…"
"Lo vogliono liberare" interruppe i due Celestial.
Allen ci rimase di sasso. E anche Millerna. Nessuno dei due
sapeva ciò che era accaduto durante l’assenza del cavaliere celeste. Angel PF
intanto stava ancora pregando quando l'Escaflowne le atterrò davanti agli occhi
senza che nessuno del castello se ne accorgesse. La ragazza delle carte vide
che questi non aveva più la pietra rosa e si rattristò. Gli andò comunque incontro
parlandogli.
"Escaflowne, puoi aiutarmi? Van è in pericolo ed io non
posso aiutarlo, non so neanche dove sia… Saresti disposto a tornare il nostro…
'servo'?" le chiese quasi con le lacrime agli occhi.
L'Escaflowne rimase immobile come se stesse pensando, poi le fece
cenno si salire per guidarlo. Angel PF lo osservò e gli sorrise ringraziandolo
ed abbracciandolo, accarezzandogli il manto metallico. Hitomi divenne davvero
tristissima mentre Celestial, Allen e Millerna continuavano a parlare. La veggente
della luna dell’illusione si staccò un po’ dal gruppo finché non si sentì
chiamare. Riconobbe subito la voce: era quella di Angel PF. Hitomi alzò lo
sguardo e vide che era in groppa all’Escaflowne e lo stava guidando. Il
Guymelef si abbassò e l’amica le porse la mano per farla salire. Questa la
afferrò: aveva capito che stavano andando a liberare Van. Salì anche lei sul
robot e insieme spiccarono il volo sotto gli occhi increduli di tutti.
Viaggiarono nel cielo di Gaea per qualche minuto, poi scesero sul principato di
Freid. Era lì che Van era stato portato la sera prima. Dilandau stava in piedi
in una radura con il suo esercito vicino al corpo di Van con un bicchiere di
vino in mano sinistra e gli stava parlando. Il ragazzo dai capelli corvini era
stato legato ad un lunghissima stanga con le braccia tese verso l’alto e i
polsi legati al palo. Ora Dilandau non aveva più paura del Drago bianco perché
senza l’armatura e senza le sue ali non avrebbe potuto contrastarlo. Una voce
però gli disse che non doveva esserne certo perché il destino avrebbe potuto
riservargli delle cose molto spiacevoli. L'Escaflowne atterrò improvvisamente
nella radura ed Angel PF sfoderò la spada scendendo con Hitomi da quest’ultimo.
Van alzò gli occhi, molto stanco e vide ciò che avrebbe voluto vedere. Sorrise,
ma le forze gli mancavano ed egli abbassò la testa. Dilandau si beffò della
guerriera e le rispose che il suo scopo era farla giungere in quel luogo. Ella
affermò di sapere che quella era una trappola, poi esclamò il nome del
Guymelef e lui riprese in mano la pietra rosa che si trovava poco più
distante: i pendenti delle ragazze si illuminarono in modo accecante nello
stesso momento e la ragazza pronunciò nella lingua di Atlantide un strana
formula. Anche la pietra dell’Escaflowne si illuminò e si incastonò nuovamente
al robot. Dalle spalle di Van spuntarono due candide ali, ma lui era ancora
legato. Dilandau approfittò della situazione per ordinare ai soldati di
attaccare le due ragazze della Luna dell’illusione. Così, i guerrieri
sguainarono tutti le loro spade e attesero gli ordini: ucciderle o catturarle
vive? La ragazza delle carte disse all’amica di andare a liberare Van mentre
lei distraeva il nemico. Quest’ultimo, fece un cenno con le dita e i
combattenti si lanciarono verso le due. Le ali di Van scomparirono dal suo
dorso quasi subito dato che era completamente senza forze ed Angel PF se ne
accorse. Si preparò quindi a ricevere i nemici con la spada nella mano destra,
facendo indietro la gamba ed il braccio sinistri, alzando quest’ultimo e
piagandolo all’altezza della spalla, come in una semplicissima gara di
scherma, dove lei sarebbe risultata sicuramente vincitrice. Ella, infatti, si
aprì un varco tra i soldati e riuscì a batterli ferendoli tutti, ma non mortalmente.
Hitomi nella confusione scappò via in direzione del re di Fanelia per
liberarlo. Dilandau non se ne accorse e solo quando le guardie caddero a terra,
Angel PF corse di scatto davanti a lui con la spada in posizione orizzontale.
Dilandau lasciò cadere per terra il bicchiere di vino oramai finito e sguainò
anche lui la spada. Angel PF ebbe quasi subito il sopravvento sull’avversario,
Hitomi intanto, grazie ai poteri di Atlantide, riuscì a sciogliere il nodo e a
liberare Van che ricadde a terra quasi come se stesse per morire. Hitomi
mormorò il suo nome e abbracciandolo felice di rivederlo ancora. La ragazza
delle carte però ora era davvero nei guai: si era distratta per un attimo e
Dilandau ora le teneva la spada alla gola, minacciandola. Un altro Guymelef atterrò
improvvisamente nella radura e ordinò al capo delle guardie di ritirarsi. Il
“ragazzo” ebbe paura e a bordo di uno dei robot, si alzò in cielo per poi
scomparire. Dal Guymelef che aveva aiutato la ragazza delle carte, ne uscì un
ragazzino dell’età di Van con i capelli neri e gli occhi celesti. Era vestito
con un abito uguale a quello di Allen, in tutti i particolari e si avvicinò
correndo alla spadaccina. Si inginocchiò e le parlò.
"State bene, Angel PF? Stavo per sopraggiungere a Fanelia
quando ho pensato di avvertire il principato e mi sono diretto dal principino
Cid Zar Freid, poi ho sentito lo sfregare delle spade e sono sceso a
vedere."
"Sto bene: per fortuna siete passato di qui principe Anthony
James De Cesar cugino di Celestial Misty De Cesar. Scusate ora."
La ragazza andò da Van e Hitomi per chiedere come stessero. Poi
chiese ad Anthony di scortarli fino al castello. Il principe si alzò da terra e
si diresse verso la veggente, quindi le chiese il suo nome. Ella rispose e lui
le disse che gli avrebbe fatto immensamente piacere se fosse venuta con lui sul
suo Guymelef. Hitomi lo guardò obliquamente e gli rispose che doveva vegliare
sul re di Fanelia. Angel PF svegliò il ragazzo dai capelli corvini e, insieme
all’amica lo trasportò fino all’Escaflowne, per poi ritornare al castello. Il
ciondolo della ragazza si illuminò nuovamente e Hitomi si sedette accanto a
Van. Lo strinse a sé come non mai, con la voglia di piangere dalla felicità e
gli sussurrò che l’avrebbe aiutato a guarire. Era ormai buio quando i quattro
giunsero nella capitale del regno addentrandosi nella radura per far riposare
l’armatura [Nd.Autrice e fa pure rimura! ^___^]. Scesero piano le scale ed
entrarono nel giardino. Erick si trovava all’entrata ad impartire ordini ad
alcuni sottufficiali, quando vide le ospiti, il re ed il principe avvicinarsi.
I ragazzi entrarono e chiesero al capo delle guardie di avvertire il cavaliere
celeste e la regina di Asturia. Egli non chiese nulla e obbedì senza discutere.
Angel PF, facendosi aiutare da Anthony, portò Van nella sua stanza e lo distese
sul letto. Il suo corpo era pieno di ferite e lei si diresse nella sua stanza
prendendo il borsone di ginnastica e aprendolo per prenderne una bottiglina
colorata. Ritornò dai suoi amici e con lei anche Celestial, Merle, Allen e
Millerna che erano sopraggiunti per vedere come stava il loro amico. Angel PF
prese un fazzoletto di stoffa dalla tasca e ve ne versò sopra il
contenuto della bottiglina, quindi chiese al cavaliere e al principe di tenere
fermo il ragazzo. Gli sussurrò che avrebbe bruciato un po’, ma l’avrebbe fatto
guarire, chiese ad Hitomi di tenergli la mano e lei fece come detto. Tutti si
fidavano dei quella ragazza della Luna dell’illusione e, sapendo ciò,
cautamente lei mise il fazzoletto sulla prima ferita. Van gridò forte. Non
aveva mai curato la ferita in quello strano modo, ma non gli faceva più male di
quando aveva combattuto con l'Escaflowne e si era leso gravemente, facendo
scoprire a tutti che aveva le ali. Poco dopo Angel PF richiuse il contenitore,
chiese ai due uomini di lasciarlo e di prendere delle bende per fasciare la
ferite. Celestial e Merle tirarono un sospiro di sollievo e si girarono verso
Hitomi. La gatta aprì la finestra e uscì fuori, Anthony andò vicino alla
veggente per consolarla e le accarezzò la schiena come per farla
tranquillizzare. Millerna e Allen uscirono poco dopo dalla stanza e Celestial
spinse Anthony ad uscire da lì. Rimasero in tre nelle stanza, solo in tre, solo
loro tre…