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Capitolo 7

Imprevisti

 

  E’ stato un sogno o forse un’illusione?

  Van è venuto a prendermi alla stazione e mi

  ha afferrato tenendomi stretta al suo petto

  mentre milioni di piume bianche delle sue ali

  ci avvolgevano riportandoci sul suo mondo:

  Gaea…

 

  Hitomi aprì gli occhi e capì di essere nel palazzo: al suo fianco c’erano Van e Allen. La ragazza delle carte, invece, riaprì gli occhi contemporaneamente alla sua amica, ma non ebbe quella stessa piacevole visione: realizzò che si trovava sospesa in aria. Neanche il tempo di respirare che si ritrovò a precipitare su Fanelia nel cielo di Gaea. Chiuse gli occhi stringendoli forte, ma non successe quello che la ragazza aveva pensato dovesse accadere, quindi spinse piano sul margine destro del ciondolo dorato per aprirlo e ve ne uscì un altro rosa, molto simile, se non per la forma rotonda, a quello di Hitomi. Il ciondolo si illuminò fortemente di luce rosa e la fanciulla si ritrovò su di un Guymelef. Riconobbe che era l’Escaflowne e si girò verso il senso in cui andava, cioè verso sinistra. Il ciondolo brillò un po’ meno dato che la ragazza aveva già espresso il desiderio di essere salvata, ma si accorse che, davanti a lei, una grossa montagna avrebbe fermato la sua corsa. I riflessi pronti, portarono la mano sinistra verso il volante dalla medesima parte del Guymelef e spinsero il manubrio verso di lei cosicché il robot si alzò bruscamente verso l’alto scampando il pericolo imminente. Tirò un sospiro di sollievo e cercò di afferrare il volante destro, poi si resse in piedi e dopo lasciò andare un po’  i fili che guidavano l’Escaflowne che cadde verso il suolo ad una velocità inaudita. Stavolta però la ragazza sapeva che fare e riuscì a sfuggire al nuovo pericolo, poi decise di dirigersi verso il palazzo, dove avrebbe incontrato Van e Hitomi. Guidò il robot come se fosse la sua padrona e lo fece atterrare nel giardino del castello senza far troppo rumore, affinché i cittadini non si spaventassero più di quanto non dovesse essere necessario. Van l’attendeva con in volto grande rabbia. La ragazza delle carte lo vide e mise la custodia del ciondolo intorno al pendente, poi scese e il re la sgridò facendola sentire un po’ in colpa.

  "Mi dispiace aver risvegliato l’Escaflowne, me ne pento: so quanto dolore ha provocato su Gaea, ti prego…se puoi perdonami!" disse guardando il Guymelef , la pietra rosa che era illuminata e accarezzando il suo manto metallico.

  "Voleva solo salvarti, perdona me piuttosto per il mio comportamento – disse Van calmandosi e sorridendole - sono contento che tu sia giunta qui dopo tanto tempo, ma…"

  "Escaflowne! – gridò con tono di comando la ragazza – Ritorna a riposare! E… grazie!"

  Il Guymelef ispano fece un gesto, quasi volesse inchinarsi verso di lei con un insolito rispetto, poi si alzò in volo e andò via allontanandosi in una radura poco distante. La ragazza lo guardò giungere nella radura per memorizzare il luogo, strinse un po’ il fiocco celeste che aveva tra i capelli e si voltò verso Van sorridendo. Hitomi guardava tutto dalla finestra: rimase sorpresa ed allibita. Come mai l’Escaflowne era giunto per aiutarla? Inoltre Van aveva rimosso il drag–energist da esso un anno fa e non si sarebbe potuto muovere da dove l’aveva lasciato riposare. La ragazza delle carte notò che Hitomi la stava osservando dalle grandi finestre del magnifico palazzo e la salutò alzando il braccio sinistro, l’altra sorrise, poi scomparì. Merle sbucò da dietro un albero e le saltò addosso leccandole il volto. La ragazza delle carte le disse di smetterla cercando di assumere una faccia disgustata, ma in effetti era molto felice di vederla dopo tanto tempo, infatti, quando la gattina ebbe finito, le sorrise accarezzandole i capelli e promettendole un dono. La donna- gatto saltò sulle finestre del palazzo raggiungendo quasi una posizione strategica. I rimanenti entrarono nel castello con gran stupore di Erick che guardò la fanciulla impressionato e li seguì curioso. Pochi passi e si giunse nella camera dove Hitomi e Allen l’aspettavano impazienti. Il cavaliere celeste si inchinò verso di lei senza dire una parola e, come il galateo comportava, le fece il cenno del baciamano. Hitomi aggrottò le ciglia in senso di stupore: Allen non avrebbe mai fatto così con lei. La fanciulla lo salutò a sua volta, poi, insieme a Van, si sedette ai piedi del letto accanto ad Hitomi, ma prima che potesse dire una parola, Erick entrò furioso nella stanza spalancando la porta chiedendo cosa stesse succedendo.

  "Erick, ho l’onore di presentarti Naria Eriya Angel PF Skusupjinu e la veggente della Luna dell’illusione Hitomi Kanzaki" rispose con tono calmo il ragazzo dai capelli corvini alzandosi in piedi e indicando le ragazze.

  Per Hitomi il fatto di essere presentata per ultima era come un disonore. Non ci fece più tanto caso però quando Van le chiese di seguirlo. Notò che il fatto era serio dalla tensione che regnava nella stanza. I due uomini si avviarono verso la stanza di raduno mentre le due si guardarono in volto preoccupate. Uscirono tutti dalla stanza mentre Celestial li osservava da un filo della porta che aveva aperto per ascoltare. Erick andò via ad allenarsi. I quattro si sedettero al tavolo cercando di non mandare le ospiti in preda al panico: Van a capotavola, Allen alla sua sinistra, Hitomi dal lato opposto e la ragazza delle carte accanto a lei. Gli uomini esposero il problema. Hitomi ed Angel PF si guardarono nuovamente, poi cercarono di non far vedere che erano estremamente preoccupate.

  "Sempai Skusupjinu… - cercò di chiamare Hitomi, quando la ragazza la fermò e le domandò di chiamarla per nome – Naria… Eriya…" cercò di continuare.

  "Ti prego, chiamami semplicemente Angel PF. Comunque penso che il caso sia grave: se Dilandau riuscisse a tornare a Zaiback troverebbe il suo Guymelef rosso e probabilmente incomincerebbe a devastare Fanelia come un anno fa…" disse la ragazza.

  Van le spiegò che lui aveva distrutto in parte il Guymelef l’anno prima, ma Allen rispose prontamente che avrebbe potuto chiedere a chiunque di darle una mano. Fu allora che Angel PF affermò il nome di Folken. Van la guardò come se lui avesse dimenticato di dirle qualcosa, ma il ragazzo dai capelli corvini distolse subito lo sguardo da lei, davvero triste e, appoggiando i gomiti al tavolo e incrociando le dita delle mani tra di loro, incominciò a pensare. Poi sussurrò abbastanza forte perché si sentisse, che se avessero saputo dove fosse finita la sorella del cavaliere celeste di Asturia si sarebbero potuti organizzare meglio e se fosse stato necessario avrebbero organizzato l’esercito di Fanelia e avvertire Gaea. Fu in quel momento che Celestial entrò nella stanza e li avvertì di sapere dove fosse. Angel PF si alzò in piedi di scatto nel vederla e sussurrò piano il suo nome. Van chiese se la conoscesse e lei non fiatò continuando ad osservarla. Hitomi scartò qualunque idea le stesse passando per la testa e chiese al ragazzo dai capelli corvini chi fosse la sconosciuta che le stava davanti con tono soffocato. Il ragazzo non rispose abbassando lo sguardo e Allen rimase affascinato da quella stupenda fanciulla. Caos generale: nella stanza ormai era calato il silenzio tombale e un po’ imbarazzante. Il re di Fanelia si alzò dalla sedia, le disse con un filo di voce che quella era la principessa del regno di Cesario e sperò che in quel momento non entrasse Erick per continuare ciò da cui lui aveva lasciato, poi calò nuovamente il silenzio per qualche secondo. Lui, stringendo gli occhi e aspettando una rimprovero da parte della sua amata, continuò la frase dicendole che quella ragazza doveva diventare la regina di quel regno. Hitomi emise un leggero “Cosa…?” in modo da farsi sentire esclusivamente da Angel PF continuando a guardare Celestial. La ragazza delle carte posò lo sguardo su di lei e capì cosa stesse provando: tanto dolore, tanta rabbia, tanto odio, tanta sofferenza che si mescolavano tutti insieme per dar vita ad una vera tempesta dentro di lei. Si trattenne per qualche secondo, poi si alzò di scatto dalla sedia e passò al fianco del re e della principessa in lacrime correndo più velocemente che poteva. Van tentò di raggiungerla, ma Angel PF glielo impedì fermandolo per un braccio e gli disse che sarebbe andata lei a calmarla, poi corse veloce nel corridoio per raggiungerla. Uscì dal castello e la vide che si dirigeva verso il boschetto della gigantesca villa che si trovava nel retro con le grosse lacrime che le scendevano dal dolore e che lei non riusciva proprio a fermare. Assunse un atteggiamento serio e continuò a correre nella direzione della sua amica. Lei si fermò nel mezzo del parco e si appoggiò contro un tronco scivolando lungo esso e portò il viso alle ginocchia piegate continuando a piangere, ora più forte però. Angel PF restò a guardarla per qualche minuto che piangeva per farla sfogare un po’, in seguito la raggiunse e ancora in piedi bisbigliò il suo nome per chiamarla. Ma Hitomi le saltò al collo abbracciandola forte continuando a piangere senza riuscire più a fermarsi.

  "La vostra lettura… la vostra lettura si è avverata – affermò tra le lacrime – voi…"

  "Shhhhh…!"  le sussurrò dolcemente.

  "Angel PF voi…" cercò di parlare nuovamente Hitomi.

  "Shhhhh…! – le mormorò ancora una volta accarezzandole amorevolmente i capelli – non preoccuparti per ciò che è accaduto! …Ricordi quello che ti ho confidato ieri mentre tornavamo a casa quando i tuoi genitori non c’erano? Ti ho detto che Van doveva dirti una cosa ma non l’aveva ancora fatto perché ti amava, giusto?" le chiese proprio quando Van giunse nella radura e si nascose per non farsi vedere.

  "Si lo ricordo… ma anch’io lo amo e non sopporto di dividerlo con qualcun altro! Perché non mi ha detto di Celestial quando è giunto sulla Terra?" chiese Hitomi cominciandosi a calmare.

  "Lo sai, Van è timido nel confidare i propri sentimenti specialmente a te… perché è innamorato di te… perché ti ama! …Ora capisci?" le disse continuando ad carezzare i capelli.

  "Ma io…!" esclamò Hitomi esausta.

  "Shhhhh…!" le ordinò piano la ragazza delle carte.

  Quello stare con Angel PF la faceva sentire al sicuro, come se fosse protetta da un angelo custode e si calmò quasi subito, poi cadde senza accorgersene in un sonno più o meno profondo mentre un paio di calde lacrime le scendevano ancora dagli occhi e si accasciò per terra tenendo ancora abbracciata in modo molto forte la ragazza. Van che aveva sentito il discorso sbucò fuori e aiutò la sua amica a portare nel palazzo, su di un comodo letto, la fanciulla della luna dell’illusione. I due ragazzi continuarono a starle accanto mentre Celestial e Allen discutevano nella stanza vicina. Merle accorse vedendo ciò che era successo ed accomodandosi ai piedi del letto. Hitomi si svegliò qualche ora più in là con un sorriso sulle labbra e trovò al suo fianco Van che le stringeva la mano e Merle che si era addormentata. Slacciò la presa e voltò lo sguardo dall’altro lato del letto dove la sua amica le sorrideva e le chiese cosa avesse sognato di bello. Lei rispose che era sulla Terra e che aveva vinto le finali di corsa, più tardi si rese conto che era arrivata all’ultimo anno delle superiori e che le avrebbero dato uno splendido diploma. C’era anche Yukari con lei ed il Sempai Amano che da tempo aveva concluso le scuole e ora frequentava con profitto l’università di Londra. La ragazza affermò che era uno splendido sogno, ma proprio in quel momento piombarono nella stanza il cavaliere celeste e la principessa seriamente preoccupati. Allen attraversò la stanza a passo svelto e si fermò sul lato sinistro del letto dove la ragazza della Luna dell’illusione era voltata e, stringendole una mano le chiese appoggio con aria triste. Hitomi si sedette sul letto, poi gli rispose che per lui avrebbe fatto qualsiasi cosa: Van spalancò gli occhi a quelle parole. L’uomo si rivolse anche alla fanciulla e le domandò la stessa cosa. Poi prese una cartina di Gaea e indicò dove si trovavano in quel momento poi dov’era sua sorella secondo le indicazione della principessa: nel regno di Cesario, vicino la sua capitale. La ragazza delle carte fece notare che Dilandau avrebbe dovuto attraversato il principato di Freid e il regno d’Este prima di arrivare dal nemico. Hitomi chiese cosa  fosse questo regno. Van le chiarì i dubbi spiegandole che il regno d’Este all’inizio era alleato con l’impero di Zaiback, ma poi venne meno al patto quando seppe che questi voleva attaccare Fanelia. Si dichiarò perciò neutrale. Fu per questo che non partecipò alla sanguinosa guerra, ma fu lo stesso distrutta per metà da Dornkirk dato che avevano tradito la sua fiducia. Hitomi lo stette ad ascoltare finché non finì di parlare. Chiese a Van il suo ciondolo prese la cartina e si concentrò. Riuscì ad individuare il punto dove la sorella di Allen si trovava in quel momento: si trovava davvero dove la principessa aveva indicato e Allen la ringraziò andando via dalla stanza. Van gli chiese dove stesse andando e lui gli rispose che voleva portarla a casa.

  "Non è sicuro – affermò Angel PF alzandosi dal letto con il volto accigliato – bisogna aspettare che sia giunta ai confini dell’impero di Zaiback, solo allora potremo allontanarla."

  "E se non riuscissimo a portarla via da lì e non farla tornare Serena, com’è nelle nostre intenzioni?" chiese Celestial rimasta ad ascoltare.

  "La porteremo via con la forza e riuniremo per sicurezza l’esercito di Fanelia avvertendo i nostri alleati: so che il regno d’Este possiede un esercito molto potente" dichiarò Van.

  "Sono d’accordo, male che vada potremo risvegliare l’Escaflowne, non dimentichiamoci del potere di Atlantide!" disse Hitomi.

  Tutti decisero. Calcolarono che Dilandau per arrivare a Zaiback avrebbe impiegato circa due settimane e mezzo, anche perché era senza cibo e senza soldi e avrebbe dovuto fermarsi spesso. Il gruppo, ormai al sicuro per il momento si sciolse: Allen sarebbe tornato ad Asturia per riferire i piani prestabiliti alla regina Millerna, Celestial avrebbe chiesto alla sua guardia del corpo, Titan, di raggiungere il regno il più velocemente possibile e di avvertire suo cugino, Angel PF sarebbe corsa con Merle, che aveva appena svegliato, ad avvertire i quattro samurai del regno. Nella camera rimasero Van e Hitomi da soli. E fu allora che partirono le scintille ed i due litigarono. Van iniziò il discorso dicendole che gli dispiaceva, mentre Hitomi ribatteva che avrebbe dovuto smetterla di nasconderle le cose.

  "Maledizione, perché non capisci?" urlò il re nella stanza.

  "Mi spiace, ma sei tu quello che non riesce a comprendere i miei sentimenti…e mi fa soffrire."

  "Sei proprio cocciuta, allora! Io… io avrei voluto spiegartelo ma…" disse Van cercando di trovare le parole.

  "Avevi troppo da fare! Dovevi pensare al benessere della principessa, non è così?" chiese la ragazza della luna dell’illusione alzando la voce.

  Van si sentì morire e salì inginocchiato sul letto: si chinò su di lei e l’abbracciò calorosamente stringendola fortemente a sé e prendendola alla sprovvista. Hitomi spalancò gli occhi nel senso di stupore tenendo le braccia piegate, come chi avesse voluto abbracciare l’altro, ma non aveva il coraggio di farlo. La ragazza sentì che la maglia che aveva indosso si stava bagnando e capì che Van stava piangendo, così mormorò tra le labbra il suo nome.

  "Perdonami! Sono stato uno sciocco, non pensavo ti saresti ferita in questo modo! Comprendimi Hitomi, ti prego! Io… io ti voglio molto bene, non voglio vederti soffrire!" disse tra le lacrime e i singhiozzi il ragazzo dai capelli corvini.

  "Van… tu… tu mi ami?" osò con timidezza la fanciulla abbracciandolo.

  "Più… più della mia stessa vita, io non voglio sposare Celestial, voglio sposare te!" disse continuando a piangere.

  La ragazza della luna dell’illusione si mise a piangere dalla gioia. L’abbraccio si fece ancora più forte ed i due si calmarono. Poi si staccarono per qualche secondo e si asciugarono le lacrime a vicenda. Dopo poco i due si riabbracciarono nuovamente.