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Capitolo 6

Il calore del sole sulla pelle. Come se veramente il sole avesse deciso di scacciare le nuvole.  Aprì gli occhi.  Raggi di luce penetravano dalla finestra,colpendo le tende e dando alla stanza un aspetto fatato.  Si mise a sedere sui cuscini. La testa gli girava. Si distese nuovamente e chiuse gli occhi. Ricordava solo di essere stato male. Si alzò e si sciacquò il viso. Aprì la porta e uscì nel grande corridoio. Si appoggiò alla balaustra e guardò Reya che istruiva i paggi nell'uso della lancia. Van sorrise e scese le scale,dirigendosi verso il giardino.
  "Allora,ragazzi,dovete riuscire a tenere la lancia in equilibrio nella vostra mano.Come se fosse una palla che dovete lanciare."Prese una delle lunghe lance che erano disposte lungo il muro.
  "Soppesatele quindi nella vostra mano e mettetevi a coppia con un vostro compagno."
  Tutti si schierarono su un'unica fila,ognuno con un compagno. Anche Reya si schierò con uno dei ragazzi. Tuttavia mancava un compagno ad un ragazzo con gli occhi verdi e i capelli neri.
  "Seaven tu ti allenerai con..."
  Van prese una lancia dal muro.
  "Sarò io il suo compagno."
  Reya si girò di scatto e rimase a bocca aperta.
  "Maestà,siete guarito!" Van annuì e fece per avvicinarsi al ragazzo.
  "Fermo, Van! Anche se sei guarito non puoi certo combattere!" Van lo guardò.
  "Credo che invece un po' di allenamento con questi giovani ragazzi mi rimetterà in forze."Reya fece per protestare nuovamente ma fu zittito dall'occhiata gelida del re.
  "Come volete"disse riluttante.
  "Pronti,soppesate le lance e non distraetevi durante il combattimento."
  "Rompete le righe e posizionatevi in spazi più ampi, in modo di avere più libertà nei movimenti!"
  La forte voce di Van risuonò nell'aria. I paggi non sapevano cosa fare. Reya scosse la testa rassegnato.
  "Rompete le righe!"
  La voce del re comandò e in un attimo tutti si trovavano sparsi per il giardino. Van e Seaven si mossero davanti agli altri, in uno spazio vuoto.
  "Date inizio al combattimento!"
  Tutti presero posizione e dopo poco si udì il rumore del legno e del metallo che si scontrava. Van fronteggiò il ragazzo,il quale inghiottì violentemente e chinò il capo.
  "Maestà,sono onorato di..."
  Van gli si avvicinò e tese la mano.
  "Non voglio essere temuto da voi solo perché sono il re. Potete chiamarmi Van,visto che da oggi mi allenerò anch'io qui."Disse in modo che tutti potessero sentire. Timidamente Seaven lo guardò e gli strinse la mano. Van si mise in posizione e annuì.
  "Quanti anni hai?"
  "Tredici, sire."
  Van sorrise e annuì ancora.
  "Allora non credo che dovrò combattere con cautela."
  Seaven sorrise.
  "Certo che no, Van."
  Si mosse in avanti e fece roteare la lancia. Rapidamente attaccò, velocemente, la lancia che era appena visibile mentre fendeva l'aria. Van schivava i colpi, cercando di decidere il punto in cui colpire. Seaven si spostò di lato, alzando la lancia. Van si mosse al suo fianco, portando rapidamente la lancia in alto e fu sorpreso nel trovare Seaven che si difendeva, scontrando la lancia violentemente contro di lui. Van spinse, mise la lancia in posizione orizzontale e caricò. Fece finta di colpire e Seaven si riparò da quel lato mentre Van si ritirava e rapidamente attaccava dall'altro lato. Seaven schivò, soppesò il tiro e lanciò. Van schivò,non accortosi che il ragazzo era già dietro di lui e che stava per colpire. All'ultimo momento lo vide e si girò,la sua lancia che fendeva l'aria e si scontrava con quella avversaria.
Seaven si scostò, ansando, e caricò nuovamente. Van attese, finalmente vedendo il varco. Si spostò impercettibilmente e colpì verticalmente la lancia del ragazzo. Questi resistette, nonostante la pressione che il colpo aveva inferto sul suo braccio. Van ritirò e colpì ancora, questa volta dal basso. Seaven resistette ancora, non volendo cedere.
Si liberò e colpì Van su una spalla. Quest'ultimo ignorò il dolore e si spostò velocemente. Colpì un'ultima volta la lancia dall'alto, facendo pressione sul braccio del ragazzo. Questo resistette e chiuse gli occhi, cercando di ignorare il dolore e ansimando. Van colpì ancora, con più decisione, lateralmente, ma Seaven resistette. Van si scostò, asciugandosi il sudore con il dorso della mano. Seaven colse la palla al balzo e si lanciò. Van sorrise, contento che lo stratagemma avesse funzionato e si preparò. Seaven scagliò la lancia con tutta la sua forza. Van lo contrastò, poi lo spinse ad indietreggiare ed infine colpì la lancia dal basso, facendola roteare in aria. Seaven cadde all'indietro ansante mentre Van gli puntava la lancia alla gola.
  "Davvero una forte resistenza" fece un leggera pressione sul mento in modo che il ragazzo fosse costretto a guardarlo.
  "Tuttavia hai avuto una reazione troppo prevedibile quando ho finto di distrarmi."
  La lancia si conficcò a terra.
  "Allenati di più e diventerai veramente bravo." Gli porse la mano e lo sollevò da terra. Vide che si teneva con una mano il braccio destro. Lo guardò, preoccupato.
  "Spero di non averti ferito."
  "No, affatto, sire. Anzi, gradirei scontrarmi nuovamente con voi" sorrise, malgrado il braccio dolorante.
  "Ora?" prese la lancia da terra.
  "Volentieri."Gliela lanciò. Seaven la prese al volo, ma dopo poco non riuscì a tenerla in mano e la lasciò cadere. Il braccio gli pulsava. Van gli si avvicinò e tastò l'arto. Seaven gemette quando questi fece pressione sul muscolo.
  "Reya,continua l'allenamento, io porto Seaven in infermeria." Reya annuì e condusse gli altri nel giardino accanto.
  "Ma... sire, io non ho bisogno di andare in infermeria, sto bene."
  Van lo guardò e prese la lancia da terra. Gliela porse e indicò un albero poco distante.
  "Lanciala."
  Seaven la prese con dita tremanti e senza guardarlo in viso. Le dita si strinsero attorno all'oggetto, lo soppesarono e lo alzarono. Tuttavia quando il muscolo si contrasse per lanciare Seaven gemette e lasciò la lancia cadere, sudando e tenendosi il braccio dolorante con la mano sinistra. Van lo guardò, gli mise un braccio attorno alle spalle e lo condusse verso l'infermeria. Lì uno degli infermieri dichiarò che Seaven aveva solo un semplice strappo. Diede a Van delle bende con l'ordine di fasciare il braccio infortunato e disse di aspettare. Van fece sedere Seaven sul letto e gli sollevò la manica della camicia. Applicò la fasciatura e la fermò con un nodo.
  "Mi dispiace averti ferito.Dovevo controllare la mia forza."
  Il ragazzo lo guardò negli occhi.
  "Sire, veramente ero io che non avrei dovuto resistere così tanto quando cercavate di togliermi la lancia"sorrise.
  "Potremmo concludere la cosa dicendo che abbiamo la colpa entrambi al 50%."
  Van si alzò e annuì.
  "Van!!!!" il re sobbalzò.
  La regina Millerna lo guardava con occhi furenti. Il ragazzo sbatté le palpebre, convinto di non vederci bene.
  "Van!! Sei uno sciocco! Sei stato a letto per più di una settimana e pretendi di allenarti con i paggi come se nulla fosse!" Avanzò, scuotendo la testa. "Solo Hitomi riuscirà a farti cambiare!" lo fronteggiò,rassegnata.
  "Allora, dov'è che ti fa male?"
  Seaven scoppiò a ridere. La regina lo guardò stupita.
  "Veramente,con tutto il rispetto Maestà, sono io che mi sono fatto male durante l'allenamento."
  Van sorrise.
  "Sono contento di vedervi così allegra e vivace, stamani, principessa... volevo dire, regina Millerna."
  "Cos' hai ?"
  "Un semplice strappo al muscolo del braccio." La regina andò verso uno scaffale e prese un barattolo quadrato. Lo porse al ragazzo.
  "Tieni. Mettilo questa sera prima di andare a dormire e domani mattina prima di cominciare ad allenarti. In un paio di giorni sarai guarito."
  Lui scese dal letto.
  "Grazie, Maestà."
  Van era improvvisamente diventato serio.
  "Seaven, dì a Reya che tornerò più tardi."
  Seaven raggiunse la porta e fece un inchino.
  "Come volete, Maestà." Uscì e si dileguò.
  Van guardò Millerna,preoccupato.
  "Millerna,ricordo solo di essere stato molto malato,ma Hitomi..."
  "Van, Hitomi...bè, non si è ancora ripresa del tutto, la febbre è scesa, però.."tenne gli occhi bassi. "Dovrebbe superare tutto con facilità,solo che ho paura che possa avere un ricaduta e che non riesca a guarire completamente."
  "Regina Millerna,voi..."Merle era sulla porta,gli occhi preoccupati.
  "Voi avevate detto a tutti noi che Hitomi si sarebbe ripresa! Avete dunque mentito?"
  "Io...no . Hitomi si riprenderà, è solo che non sono sicura che guarisca completamente. Questo certo non vuol dire che..."
  "Basta così" disse Van.
  "La regina farà tutto il possibile per aiutare Hitomi. Di questo ne siamo sicuri." Lasciò la stanza con passo deciso.
Un drappello di soldati si avvicinò. Un uomo-gatto si inginocchiò dinnanzi al re.
  "Maestà, siamo il plotone di guymelef che avete mandato a indagare a  Shantal."
  Van alzò le sopracciglia.
  "Un plotone? Se non erro avevo chiesto che un paio di uomini venissero inviati" dileguò ogni protesta del soldato con un gesto della mano.
  "Non importa. Ditemi, cosa avete trovato..."
  "Comandante del secondo plotone dell'esercito,Yuria Jiirano."
  "Sì, Yuria, cosa avete trovato?"
  "Abbiamo scoperto che nella città vi è un laboratorio dove conducono esperimenti sulle persone che hanno poteri magici. Abbiamo sentito dire che cercheranno di rapire Hitomi Kanzaki,perché credono che lei abbia il potere più grande. Cercheranno di sfruttarlo per conquistare Gaia."
  Van annuì.
  "Bene,ottimo lavoro. Andate a riposare. Questa sera a cena discuteremo il da farsi."
  Si incamminò lungo il corridoio e scomparve diretto in giardino.

  Merle guardò l'uomo che parlava al re. I capelli erano viola chiaro,legati in una coda di cavallo e i suoi occhi erano azzurri. Veramente bello, pensò. Guardò Van che si allontanava e solo allora si accorse che non l'aveva neanche salutata.

  Serena stava spazzolando i capelli color sabbia quando, guardando fuori dalla finestra si accorse che un uomo si stava allenando con i paggi. Non era Reya. Aveva la carnagione più chiara e i capelli erano neri. Posò la spazzola malamente sul comodino e questa cadde. Serena non ci badò minimamente. Van? Sorrise,vedendo come respingeva l'attacco di un ragazzo dai capelli neri e dagli occhi verdi. Non cambierà mai, pensò. Aprì l'anta dell'armadio ed indossò un paio di pantaloni, una camicia bianca senza maniche e si legò alla cintura la spada. Scese le scale ed entrò nel giardino,individuando Van che si allenava. Quando ebbe finito si avvicinò.
  "Van! Sono contenta che tu sia guarito!" Van sorrise.
  "Sono contento di vederti,Serena."notò la spada.
  "Vuoi allenarti anche tu?"
  Lei annuì.
  "Vorrei proporti una sfida."
  Van sorrise.
  "Con piacere." Si spostò, i ragazzi che erano a dieci metri di distanza per gustarsi il combattimento e riposare.
  "Bene. Avanti, dunque." Si spostò in avanti,la spada verso l'alto, Van schivò e tentò di colpirla di fianco. Lo contrastò,le spade che stridevano. Si separarono,Serena subito si fece avanti, alzò la spada e tentò di colpire Van, che all'ultimo momento schivò e la prese lateralmente. Lei indietreggiò,lasciando Van a mezz'aria. Lui si girò,avanzò,fece un semicerchio e la colpì lateralmente. Si difese,avanzò con potenza e lei lo schivò,facendolo cadere ai suoi piedi.
Serena sentì un tremito percorrerle la schiena.
  "Sei mio!" Le pupille di Van si dilatarono quando vide la spada calarsi su di lui e aspettò il colpo che non venne.
  "Seaven!" Il ragazzo spinse la spada di... Dilandou al lato,gli occhi furenti.
  "Doveva essere una sfida"disse con rabbia.
  "Non devi ucciderlo."
  "Tu,moscerino,come osi darmi ordini?" La sua spada colpì quella di Seaven,senza però piegarlo.
  "Lascia stare Van!" Seaven si portò in avanti, colpendo l'uomo sulla spalla.
  "Tu! Stupido moscerino!" Dilandou lo spinse a terra,la sua spada contro la gola.
  Seaven inghiottì violentemente,sudando. Van si alzò.
  "Lascialo andare"la sua voce fece tremare i presenti. Dilandou si girò.
  "Van,finalmente! Ho aspettato tanto questo momento!" Si lanciò contro di lui, le spade vicini, i loro visi che quasi si toccavano.
  "Seaven,vattene!" Van gridò, facendo indietreggiare il nemico. Seaven si alzò da terra.
  "No! Non ti lascerò da solo!" fece per avvicinarsi a Van ma questi lo spinse violentemente indietro.
  "Resta al tuo posto."sibilò,gli occhi pieni di rabbia.
  "Ma... Van... io..." Van lo guardò e Seaven fremette sotto quello sguardo furioso. Indietreggiò di pochi metri. Van affrontò Dilandou,che rise, sprezzante.
  "Van,ti ucciderò!" Si lanciò nuovamente,mentre Van lo evitava. Doveva fermarlo,a qualunque costo.
Si preparò a colpire.
  "Fermati, Van!" Allen gridò,quasi supplicando.
  Van lo guardò,cercando di decidere.
  "Van, fai attenzione!"
  Dilandou gli era sotto. La spada sibilò,ma Van non sentì dolore. Seaven aveva la spalla trapassata. Sputò un fiotto di sangue sull'erba.
  "Oh,il moscerino si è fatto male! Quanto mi dispiace!" rise.
  "Seaven!" Van era furioso. Dilandou estrasse la spada insanguinata e rise ancora.
Seaven s'inginocchiò,tenendosi il braccio. Dilandou vide il sangue.
"NO!" il tono di voce cambiò.
  "No! Io non volevo fare del male,no!" Serena si prese la testa fra le mani. Allen scese,Reya si avvicinò e Van si mise accanto a Seaven.
  "Seaven, Seaven, rispondi !" Van lo guardò ma il ragazzo aveva chinato il capo. Van provò a toccargli il braccio ma con sorpresa lui schiaffeggiò la sua mano.
  "Non toccarmi!" Si alzò e corse via.
  "Seaven!" Van gridò,preoccupato.
  Volse lo sguardo a Serena,che stava piangendo appoggiata ad Allen.
  "Van,mi dispiace, io non so cosa è successo... mi dispiace" sussurrò. Van le carezzò una guancia.
  "Allen,portala nella sua camera.Vado a cercare Seaven"disse. Corse verso l'entrata del giardino e scomparve.

  Sorrise,passeggiando lungo la balaustra di pietra. Nel giardino scorse due figure lottare. Una di esse stava ridendo. I suoi occhi si allargarono ,terrorizzati. No!,pensò,non può essere...
  "Van, fai attenzione!"
  Jajuka si precipitò lungo il corridoio. Lo devo fermare! - pensò - a tutti i costi!

  Seaven andò alle stalle. Sellò il suo pony, Grey, montò in sella e si diresse ai giardini fuori città. Sorpassò il cancello,la periferia della città e si inoltrò nel piccolo bosco. Fermò il pony vicino ad un albero, scese e si appoggiò al tronco, asciugandosi le lacrime. Si strappò una manica della camicia verde scuro e fece una fasciatura improvvisata alla spalla sanguinante. Non riusciva a capire perché era scappato. Si alzò e s'incamminò verso il folto del bosco.
Dopo aver camminato per un po' si accorse di essersi perso. Non aveva paura, il bosco era piccolo,non era difficile ritrovare la strada di casa,il problema era.. Un bramito risuonò nell'aria. Vicino. Il drago era troppo vicino. Seaven si gettò di lato, evitando una fiammata. Sudava. Aiuto, pensò, vi prego,aiutatemi! L'occhio del drago lo stava fissando.

  Van corse alle stalle,avendo visto da un balcone il pony uscire diretto verso la periferia della città. In fretta sellò Khan,lo montò e lo spronò al galoppo verso la città. Arrivato,vide delle impronte nel fango che si dirigevano verso il bosco. Le seguì e ben presto trovò il pony che brucava. Maledizione,pensò,potrebbe essere dovunque! Il bramito risuonò nell'aria. Van spronò Khan al galoppo verso la direzione del grido.

  Seaven estrasse la spada con mano tremante. Il drago avanzò e lui cercò di colpirlo. Il drago lo atterrò con una zampata .Aprì la bocca,bramendo ancora e Seaven chiuse gli occhi. Il drago bramì ferocemente, una freccia nel fianco e il ragazzo sentì un cavallo che si avvicinava. Un'altra freccia partì, prese il drago su una zampa. Questi si spostò in avanti e con una zampata spinse il ragazzo fino all'orlo di un burrone non lontano. Un'altra freccia partì e si conficcò nell'occhio del drago. Van smontò da cavallo,estrasse la spada e si lanciò contro l'animale. Lo colpì all'addome,ma il drago indietreggiò,velocemente si girò e fece cadere Seaven nel burrone. Van avanzò,colpì il drago mortalmente e si affacciò sul burrone.
  "Van aiutami!"
  Seaven aveva una mano tesa verso di lui. Van liberò le sue ali,ignorando lo sguardo scioccato dell'amico e saltò. Lo prese in braccio e risalì il burrone,Seaven che lo guardava come se avesse visto un fantasma. Van atterrò,richiamò Khan e fece per schiudere le ali quando Seaven lo fermò.
  "Aspetta...sono veramente belle... le tue ali..."Una piuma gli cadde accanto e lui la prese in mano. Van schiuse le sue ali e montò su Khan. Prese Seaven e lo fece sedere davanti a lui. Il ragazzo non parlò,andarono a prendere Grey e tornarono al castello. Van discese e portò giù Seaven.
  "Van, mi dispiace averti trattato così... io non volevo... cioè..." Van lo zittì con un'occhiata. Affidò i cavalli allo stalliere e lo portò nell'ala ovest,dove risiedevano i paggi e gli scudieri. Seaven indicò la terza porta a sinistra e Van entrò. Posò il ragazzo sul letto e si guardò attorno. Nell'angolo vi era una scrivania,al lato dei piccoli scaffali,poi una grande finestra,un tavolo,una bacinella d'acqua e il letto. Contro il muro c'erano una valigia,un arco,una lancia e un armadio. Un'inserviente entrò,fece un inchino,lasciò sul tavolo delle bende, alcune scatoline un foglio,s'inchinò nuovamente ed uscì. Van prese le bende,lesse il foglio su cui la regina Millerna dava istruzioni,prese del disinfettante ed un po' di cotone e tornò verso il letto.
  "Van, sei arrabbiato con me?"La voce gli tremava. Van lo guardò,i suoi occhi che non tradivano alcuna emozione.
  "Se non fosse per te a quest'ora forse sarei morto" disse. Seaven si morse il labbro. "Non sono arrabbiato, solo preoccupato."
  "Per quella ragazza?" Van lo guardò nuovamente. Seaven abbassò lo sguardo.
  "Seaven,guardami ." comandò. Seaven si morse il labbro e non osò farlo. Due dita fresche gli sollevarono il mento. Gli occhi di Van erano fissi su di lui .Seaven si morse il labbro, ancora.
  "M-Mi dispiace... io..."
  "Avevo paura potesse accaderti qualcosa. Serena starà meglio, è stato solo..." esitò. "Un attimo di debolezza."
  Prese il cotone e versò sopra un po' di disinfettante.
  "Grazie.Mi hai salvato la vita. Brucerà un po'." Premette il cotone sulla spalla.
  "Ahio! Sembra che la spalla mi stia andando a fuoco!" Van tolse il sangue raggrumato, pulì la ferita, ignorando le proteste e le lamentele e fece una salda fasciatura.
  "Volevo solo chiederti perché sei scappato."
  "Io... non lo so. Avevo paura, dopo che due anni fa..."si bloccò.
  "Cosa?"
  Abbassò nuovamente lo sguardo.
  "Niente, niente."Van non lo forzò a parlare.
  "Bene. Riposa. Qui c'è scritto cosa devi fare con le altre medicine. Se hai problemi vieni da me o vai in infermeria." Van stava per alzarsi ma Seaven lo prese per un braccio.
  "Van?" Lo guardò.
  "Sì?" era sorpreso.
  "Puoi restare finché non mi addormento?Per favore." Van sorrise.
  "Va bene." Si mise al bordo del letto,mentre il ragazzo si levava la maglietta e si metteva sotto le coperte.
  "Van?" Era preoccupato.
  "Non sei arrabbiato con me?"
  "No, Seaven, no ."
  "Puoi dirmi delle tue... ali?"
  Van annuì, gli occhi ridenti.
  "E,un'ultima cosa, posso... sì... posso tenere la tua piuma? Come... ricordo."
  I suoi occhi erano lucidi.
  "Sì,Seaven."
  Seaven prese la mano del re e... la baciò,lacrime che gli rigavano le guance.
  "Grazie,sire."
  Van lo abbracciò,dicendogli che tutto andava bene, poi lo fece stendere e iniziò a raccontare fino a che gli occhi del ragazzo si chiusero e lui non si accorse del sole che tramontava,colorando il cielo di un arancione intenso,intenso come il coraggio del giovane guerriero che ora dormiva.

  Io non volevo! Non volevo! pensò,disperata, lacrime che le rigavano gli occhi. Allen si avvicinò.
  "Sorella..." Lei lo guardò,furente.
  "Ho paura, Allen. Se dovessi trasformarmi nuovamente... Io sono orribile! Non avrei mai dovuto chiedere a Van di combattere! Per colpa mia ora Seaven è ferito..."Si prese la testa tra le mani.
  "Serena,chiederò ai medici di Asturia di trovare un modo che tutto questo non accada di nuovo."Millerna sospirò. Non era certo quella la situazione più favorevole perché Serena si trasformasse nuovamente. Merle guardò il sole, che non sembrava volesse partecipare al loro stato d'animo. Oh, Hitomi - pensò - se solo tu ti riprendessi...

  "Ah! Prestate più attenzione!" La freccia mancò il bersaglio di pochi centimetri. Yuria gettò a terra l'arco con rabbia. Dannazione! Ora che abbiamo il problema con Serena siamo vulnerabili e... Uno squillo di tromba. La sua testa si alzò di scatto. Due!Tre! Balzò in piedi.
  "Presto!Ai vostri posti! Che un plotone mi segua!"
  "Lun,avverti il re! Fai in fretta!"
  Montò sul suo Guymelef. Truppe. Due truppe,di circa venti guymelef si stavano avvicinando. Partì,venti uomini con lui.
  "Che i guymelef con le tre lame si dispongano davanti! I guymelef con la spada nel mezzo e i guymelef magici ci coprano le spalle! Muovetevi!"
  E così, iniziò, ancora una volta.

  "Fate qualunque cosa . Uccideteli, non so.  Ma non fate in modo che la prendano. Conto su di voi."
  Salì sull'Escaflowne,che si alzò in volo. Mentre Van si avviava Hitomi,dal suo letto iniziò ad agitarsi.

  "Van!" si svegliò di soprassalto,madida di sudore. Van... No, per fortuna era stato solo un sogno... o forse un'orrenda visione? Doveva sapere dove si trovava Van. Scese dal letto. Nel corridoio non trovò nessuno. Che strano...forse c'è una fiera in città o qualcosa del genere, a meno che... scosse la testa scacciando il pensiero. Si mise a correre per le scale. Ma dov'era Van? Qualcosa volò via nel giardino. Si precipitò fuori,pregando che non fosse... Un Drago, un bianchissimo Drago.
  "No..."gemette.
  "No...Van fermati!" gridò, in preda al panico. Ma ormai lui non poteva più sentirla. S'inginocchiò in terra. Doveva fare qualcosa. In fretta.
  "Hitomi..." Millerana, Merle,delle guardie e le ancelle della regina la guardavano. Si alzò in piedi.
  "Che qualcuno fermi Van!" tutti la guardarono.
  "Ma Hitomi..." Merle era sorpresa.
  "Fermate Van!" gridò.
  "Se lui combatterà morirà!" Una delle guardie andò dentro l'hangar. Un guymelef blu si stagliò nel cielo,seguendo Van. Millerna raggiunse la ragazza e la prese, impedendole di cadere.
  "Vieni, ti porto dentro. Merle prepara del tè, per favore."
  Merle annuì,guardando il cielo e sospirando.
  "Merle, per favore, sbrigati!"
  "Arrivo!" si precipitò dentro,nelle cucine e mise a far bollire l'acqua, ricordando.
  "Voi siete lady Merle, giusto?"le aveva chiesto, i suoi occhi che non la lasciavano un istante.
  Aveva annuito,poi aveva sentito Dilandou.
  "Van,sei mio!" Merle era corsa alle scale, ma lui l'aveva fermata.
  "Lasciami andare! Il signorino Van è in pericolo!"
  "Non puoi fare niente. Van non si lascerà sconfiggere da..."
  "Dilandou Albatou!" Lui la guardò, sorpreso.
  "Lui, è..." Jajuka in quel momento apparve,correndo,apparentemente avendo le stesse intenzioni di Merle. Si fermò quando vide Seaven che fermava il combattimento e udì Serena piangere. Van corse dietro a Seaven, Merle restò a guardare Jajuka che raggiungeva Serena e che guardava Allen, preoccupato.
  "No, per favore non ancora." Merle era sull'orlo delle lacrime.
  "Lady Merle,state bene?" Yuria la guardò.
  "Sì, sto bene, sì." Le lacrime non colsero momento migliore per arrivare. D'improvviso Yuria,vedendola così,ricordò Elise,la sua ragazza che era stata uccisa dall'impero di Zaibach sei anni fa. Prese Merle,le accarezzò la testa,cercando di confortarla,mentre lei arrossiva. Poco dopo imbarazzata si era sciolta da lui e aveva detto che aveva un
compito importante da svolgere. Poco prima l'aveva salutata, prima di partire alla volta delle truppe nemiche. Sospirò,lasciando scorrere l'acqua bollente in una tazza e versandovi delle foglie di tè. Le portò a Hitomi, che era seduta su una sedia,nella sua stanza,sorvegliata da Millerna. Le mise la tazza tra le mani e la ragazza,con un sospiro bevve pochi sorsi.
  "Madre,madre!" un bambino all'incirca di cinque anni,capelli biondi, occhi azzurro cielo si aggrappò alla gonna della regina.
  "Ikaru,ma come..." Un'ancella era sulla porta.
  "Mi dispiace Maestà,non voleva dormire e ha voluto che lo conducessi da voi..."balbettò. Millerna sorrise.
  "Non preoccuparti,va pure a dormire, mi occuperò io di lui." L'ancella se ne andò. Intanto Ikaru si era avvicinato a Hitomi.
  "Perché piangi,bella signorina?" Hitomi lo guardò,lacrime che le scorrevano lungo le guance.
  "Perché una persona a cui tengo molto potrebbe non tornare..."
  Ikaru la guardò,accigliato.
  "Mi dispiace, signorina."
  "Chiamami Hitomi." Le prese la mano.
  "Vedrai che però lui tornerà,perché sa che tu lo stai aspettando." Hitomi guardò fuori dalla finestra.
  "Già,sa che lo sto aspettando."
  La sua visione. Van atterrava su un altopiano e per un po' riusciva a combattere, ma poi veniva colpito mortalmente. Fanelia sarebbe bruciata ancora una volta... lei sarebbe stata rapita,condotta a Shantal e esaminata. Sarebbe morta dopo poco tempo... Oh,destino crudele,pensò,sei forse tu a far accadere tutto questo?

  Van atterrò su un altopiano. Spruzzi di luce invadevano l'aria. Si diresse in basso, piombando su tre guymelef che stavano aspettando qualcosa, riuscì a distruggerne uno grazie all'effetto della sorpresa. Gli altri due si mossero, lanciando rispettivamente due missili, che puntarono verso di lui. Volando riuscì ad evitarli, dirigendosi verso il nemico che d'improvviso caricò energia e fece esplodere una fiammata colpendo l'Escaflowne al viso. Van alzò la spada e colpì, ignorando la bruciatura sulla guancia. Virò velocemente a destra, alzò nuovamente la spada e colpì l'energist,facendo cadere il guymelef in terra. Volò in alto,passando sventrò un guymelef e si mise in piedi su una roccia, cadendo all'indietro e conficcando la spada nell'energist di un quinto robot. Si girò, alzò la spada e colpì, ansimando. Di colpo cinque, sei guymelef lo circondarono. Fece roteare la spada,ne colpì uno ma venne colpito, alzò la spada e colpì ,facendo esplodere un energist alla sua destra. Si alzò in volo, i quattro guymelf che lo seguivano. Atterrò, ne sezionò uno e fronteggiò i tre rimanenti. Questi alzarono le spade e cercarono di colpire, mentre lui schivava. D'improvviso con la coda dell'occhio vide i due missili di prima arrivargli da dietro. Non avrebbe potuto schivarli così li fronteggiò.

  Ebbe un sussulto.
  "No, Van! Van!"esclamò.
  Una luce rosata l'invase,portandola a pochi centimetri da terra.

  "Van!"lo stava chiamando. Il cuore dell'Escaflowne s'illuminò, il ciondolo brillò e Van fu circondato da una luce rosata. Quando questa scomparve i missili cambiarono rotta.
  "Dov'é? L'Escaflowne è scomparso!"
  Van era allibito. Era lì davanti a loro eppure non lo vedevano... Tanto meglio, si disse. Si portò al loro fianco e li fece esplodere. Squarciò il petto di un ottavo guymelef e poi di un altro. Era come se non lo vedessero, come se fosse diventato invisibile! Ben presto si fermò, ansante. I loro missili non lo intercettavano, i nemici non lo vedevano... Scosse la testa. Non era il momento per pensarci, non adesso. Si buttò nella mischia, colpendo e uccidendo. Non riusciva a capire come, ma era diventato invisibile! Dopo all'incirca un'ora di combattimento sul campo di battaglia non si scorgeva che fumo e macerie. I plotoni non avevano riportato ferite gravi, pochi erano i caduti, anche se
non era stato facile. Van uscì dall'Escaflowne, Allen che lo guardava allibito, quasi avesse visto un fantasma. Saltò giù dall'abitacolo, osservando la zona circostante.
  "State tutti bene?" Allen annuì, Yuria, Reya e Jajuka al suo fianco.
  "Maestà,"proferì quest'ultimo.
  "Ma... dov'è l'Escaflowne?" Van lo guardò.
  "E' qui dietro." Si girò e rimase a bocca aperta. L'Escaflowne non c'era più! Scomparso, svanito! Van deglutì, chiuse gli occhi e si concentrò, creando l'immagine del Drago nella sua mente. Il ciondolo si illuminò, e come d'incanto l'Escaflowne comparve in una luce rosata davanti ai suoi occhi. Van scosse la testa.
  "Escaflowne, come..." Una freccia gli passò accanto. Van si girò di scatto, vedendo che colpiva Allen.
  "Allen!" sangue iniziava a bagnargli la camicia.
  "Dannazione."
  "Oh, Maestà, a quanto pare vi abbiamo sorpreso!"
  "Cosa?!"
  Van saltò sull'Escaflowne.
  "Maledetto! Come hai ..."
  "Vuoi sapere come sono scappato dal castello?"Rise,sprezzante.
  "No,voglio che tu non lo sappia. Chissà se Hitomi è ancora in vita? Van, pensi che sia morta? Oppure credi che l'abbiamo rapita? Non posso dirlo, mi spiace,vedi è... top secret." rise ancora. No! Hitomi potrebbe essere stata rapita, ma in questo caso avvertirei la sua energia! Deve essere al castello!
  "Reya,porta Allen al castello!"
  "Ma, Van..."
  "Fa come ti dico! Io starò bene,non preoccuparti!" riluttante il sergente si avviò.
  "Cosa credi di fare, Van! Una volta morti voi Fanelia brucerà e nessuno potrà salvarsi!"
  Se solo riuscissi a divenire nuovamente invisibile... il suo cuore iniziò a battere all'unisono con quello del Drago. Quando aprì gli occhi quelli del Drago brillarono. Bene, Escaflowne, diventa invisibile! Il ciondolo s'illuminò, il Drago
scomparve.
  "Non credere di farmi paura,solo perché usi qualche sporco trucco per renderti invisibile!" sudore iniziava a colargli giù per la fronte. Hai paura, puoi anche iniziare a tremare! L'Escaflowne si portò in avanti, la sua spada sibilò nell'aria e prima che potessero dire ah due guymelef erano a terra. Alessandro si portò lateralmente al gruppo,cercando un'apertura. Il braccio del guymelef cadde a terra,quando poi prese con due mani la spada e l'affondò nel fianco esplose, fumo che gli faceva lacrimare gli occhi. Tuttavia non vedeva Van,era forse scomparso? Van riuscì a far esplodere due guymelef, missili che lo cercavano e che non lo trovavano,i nemici erano intimoriti dal guerriero che non vedevano. Sorrise. Riuscì a far esplodere un altro trio di guymelef,poi vide alzarsi in volo Shinji e vedendo che gli altri se la cavavano bene anche senza di lui lo seguì. Atterrarono su una collina rocciosa.
  "Bene,ora possiamo giocare ad armi pari."Van fece tornare l'Escaflowne visibile e sorrise,vedendo quanto Shinji era spaventato. Alzò la spada e con due mani si preparò a colpire. Ma Shinji non si muoveva.
  "Combatti,avanti! O forse hai troppa paura?"Il nemico non si muoveva. Ad un tratto Van scorse un liquido che scorreva ai suoi piedi. Era... sangue. Alzò la testa di scatto. Andò vicino al guymelef e lotoccò. Questi cadde inerte e dopo pochi secondi esplose.
  "Ma cosa?!"
  Una risata arrivò dagli alberi più avanti.
  "Fatti vedere! Chi sei?"
  Un forte vento lo fece indietreggiare. Un guymelef verde scuro lo fronteggiò. Aveva una pietra verde incastonata nel petto,due ali che gli spuntavano dalla schiena.
  "Il mio nome è Lanthis,Guardiana del Vento, e questo è il mio guymelef, Windheart." Fece un inchino.
  "Lieta di conoscervi, Re di Fanelia."
  "Io sono Sephirot,Guardiano del Fuoco, e questo è il mio guymelef, Fireheart."
  Un altro guymelef apparve dagli alberi. Era rosso cupo, con una gemma rossa incastonata nel petto ed anche lui aveva due ali, rosse come il fuoco. Anche lui fece un inchino.
  "Siamo entrambi lieti di conoscerti,Van Fanel."
  "Da dove venite? Cosa volete da me?"
  "Ora andiamo al castello. A dopo le spiegazioni." Si alzarono in volo,divenendo due splendide fenici, una rossa l'altra verde. Van tornò a vedere come stavano gli altri e tutto andava bene, tutti coperti di sudore e stanchi ma sani. Tornò al castello,lasciò l'Escaflowne nell' hangar e si assicurò che non ci fossero feriti gravi. Appurato ciò trovò i due ragazzi ad aspettarlo nella sala da pranzo. Sospirò,non avendo nemmeno la forza di domandar loro chi fossero o cosa volessero,sedendosi stancamente e chiedendo qualcosa di caldo. Lei,Lanthis, aveva capelli nero-blu,portati sciolti sulla schiena, profondi occhi azzurri e indossava un paio di pantaloni ed una maglietta senza maniche verde. Al polso portava un braccialetto con una pietra simile a quella del suo guymelef, mentre Sephirot aveva capelli viola scuro,occhi verdi e indossava anche lui un paio di pantaloni,una maglietta a maniche lunghe e aveva un braccialetto con la stessa pietra di Fireheart. Van non voleva discutere, voleva solamente andare a dormire.
  "Cosa volete?" I due si guardarono,capendo che non voleva perdere tempo.
  "Vogliamo trovare il Guardiano della Luce."
  Van prese il suo tè e porse le due tazze fumanti ai due ragazzi, che avranno all'incirca diciotto e diciannove anni, si disse.
  "Non so di cosa stiate parlando. Chi mi dice che voi due non siate delle spie mandate da Shantal?"
  "Comunque ne parleremo domani."Si alzò ma Lanthis lo fermò.
  "Non capisci! Dobbiamo trovare il Guardiano della Luce! E'..." Van scosse la testa.
  "No. Capisco che è molto importante, ma ho una cosa da fare, mi dispiace"la guardò meglio e scorse una macchia sulla spalla sinistra. Era sangue.
  "Avvertirò la regina Millerna di guardarti questa ferita. Andate a dormire,sarete stanchi. Rimandiamo tutto a domani. E poi, pensandoci bene, se aveste voluto uccidermi l'avreste già fatto, quindi non credo di dovermi preoccupare."
  Uscì dalla stanza e andò a vedere come stava Allen. Riposava tranquillamente nella sua stanza,la spalla fasciata. Andò più avanti,aprì la porta e vide che Hitomi era ancora incosciente, Merle che le dormiva accanto. Piano la scosse.
  "Merle! Merle!" sussurrò.
  "Signorino Van!" Lo abbracciò.
  "Siete tornato!" Sorrise.
  "Merle, per favore,và a chiamare Millerna, dille che giù in sala da pranzo vi è una ragazza che deve essere curata. Fai preparare anche due stanze per gli ospiti"lei annuì,anche se non capiva cosa stava succedendo.
  "Domani - Van sussurrò - Ti spiego tutto domani."
  Quando fu uscita, Van poggiò la sua mano su quella di Hitomi, Le si mise accanto sul letto e si addormentò.

  Si sdraiò sul letto,ripensando alla sera prima. Appena l'aveva visto in viso ne era rimasta colpita. Sorrise. E poi i suoi occhi erano così... misteriosi,sembrava quasi triste. La sera prima aveva fatto conoscenza con la regina Millerna Aston, che le aveva spiegato che Van teneva molto a una persona che ora stava male, dunque si spiegava il motivo della sua preoccupazione. Forse era un'amica o la sorella. Si alzò,avendo udito qualcuno che bussava alla porta. Quando aprì vide il volto sorridente di Sephirot che la guardava. Era già vestito, lei annuì, prese la spada e lo seguì giù in giardino. Iniziarono a riscaldarsi, compiendo ampi movimenti con le spade e poi diedero il via al combattimento, l'aria che si rischiarava, preannunciando la venuta dell'alba. Aveva conosciuto Sephirot nel suo villaggio, una provincia del principato di Freid, quando era piccola. Era il suo migliore amico, quasi un fratello. Insieme avevano trovato Windheart e Fireheart, e avevano ricevuto i bracciali magici. Loro avevano il compito di salvaguardare il pianeta da eventuali pericoli causati dalla magia. Quando,cinque anni prima, nel luogo un tempo chiamato "il luogo della fortuna assoluta" si erano iniziati a manifestare i primi effetti della grande energia che fu sprigionata alla sconfitta di Zaibach, quando due persone avevano capito di amarsi profondamente, appunto, sotto forma di magia di quattro elementi, Acqua, Fuoco,Vento e Luce, erano stati nominati i quattro Guardiani, che dovevano aiutare Gaia in caso di bisogno, dato che loro possedevano la vera essenza della magia ed erano, quindi, i soli in grado di poter proteggerla, nel caso fosse stata attaccata da qualche strano tipo di magia. Durante una battuta di caccia, dietro ad alcune querce loro avevano trovato i loro guymelef e ricevuto i bracciali, da una voce misteriosa che li aveva incaricati di proteggere il loro mondo. Ora, che era iniziata una nuova guerra dovevano riuscire a trovare il Guardiano della Luce,che aveva il potere magico più potente di tutti loro. La Voce li aveva anche informati che non avrebbero trovato il Guardiano dell'Acqua, dicendo che il tempo non era ancora venuto per lui di essere chiamato. E così loro avevano imparato ad usare i loro poteri,a non esagerare nella potenza, a contenersi, a meditare. Le spade si scontravano, i due Guardiani si dibattevano, mentre il sole nasceva, dando luce ad una nuova era... chi solo l'ignoto e il Destino sceglieranno,trionferà riuscendo a capire finalmente la verità.