Capitolo 5
Questione di fortuna
E’ stato un
sogno o forse un’ illusione?
Van è giunto sul mio pianeta per stare
finalmente con me e di questo non so chi
ringraziare. Angelo della Luce… ora potremo
stare insieme…
"Van…" fu l’unica cosa che Hitomi
riuscì a dire in quell’abbraccio così caloroso.
Yukari e Susumu erano davvero sbalorditi: come
poteva quel ragazzo essere apparso davanti a tutti? Con facce allibite si
stropicciarono gli occhi e li riaprirono poco dopo. Era davvero una cosa incredibile!
La ragazza delle carte sorrideva ed era contenta nel vedere tutto ciò. A Hitomi
fu consegnata una splendida medaglia mentre Van la guardava compiaciuto di lei.
Egli avrebbe gradito passare del tempo con la ragazza, ma i giornalisti
scolastici non permisero a nessuno di avvicinarsi. Hitomi si sentì a disagio
vedendo tutte quelle persone che la bombardavano di domande. Van era geloso,
come se quelli avessero potuta portarla via. Stava per estrarre la spada quando
Yukari e Susumu la portarono via a forza.
"Van, no!" esclamò la ragazza delle
carte.
Van vide la sua amica e ripose la spada. La
ragazza si allontanò dal gruppo e si diresse verso di lui, tendendogli la mano
destra e sorridendogli. Il ragazzo dai capelli corvini la squadrò da capo a
piedi guardandola con aria interrogativa, poi le prese la mano e si avviarono
verso gli altri. Hitomi rimase sbalordita nel veder quello, batté le ciglia un
paio di volte, Yukari e Susumu non parlarono. Debolmente Hitomi chiese di
recarsi in qualche chiosco della scuola dato che quel giorno era la festa degli
atleti ai quali tutto doveva essere offerto gratis. La festa aveva luogo nella
scuola una volta all’anno, in occasione delle finali sportive e alla fine della
serata, quando i chioschetti chiudevano, tutti si preparavano per assistere ad
una rappresentazione teatrale. I ragazzi si avviarono verso le bancarelle e
comprarono qualche caramella, un paio di biscotti, la bibita tanto attesa.
Hitomi e la ragazza delle carte non la pagarono, non solo perché famose in
tutta la scuola, ma anche perché loro erano state ammesse alle finali
scolastiche. Stanchi, si sedettero ad un tavolo rotondo e Yukari e Susumu si
insospettirono: iniziarono a fare domande a Van. Gli chiesero il suo nome e Van
guardò Hitomi dispiaciuto, come si aspettasse qualcosa di più. Poi, sconfitto e
triste, abbassò lo sguardo per terra. Rispose agli amici di Hitomi con il suo
nome e quegli si incuriosirono molto. Gli chiesero allora l’età e il re di
Fanelia li guardò con aria interrogativa ripetendo la parola età confuso. La
ragazza delle carte intervenne in suo aiuto dicendo loro che aveva sedici anni
e mezzo. Yukari e Susumu si guardarono intorno, poi chiesero da dove venisse.
Van toccò la spada. La ragazza incominciò a fare collegamenti strani.
"Spada…? Van…? Hitomi…? Yukari…? Susumu?…
SPADA?… NO! LA GARA DI SCHERMA! - disse dopo poco alzandosi di scatto dalla
sedia, poi guardò l’orologio e continuò tranquilla sedendosi – Ci vuole ancora
tempo!"
Van notò che aveva appeso al collo il ciondolo
di Atlantide, ma che l’aveva nascosto sotto la maglia. Lui aveva ancora tra le
mani quello di Hitomi. La chiamò con voce calma e lei si girò verso di lui. Le
ridiede il ciondolo momentaneamente. Susumu ricordava il ciondolo che Van aveva
tra le mani, perché Hitomi glielo aveva dato per cronometrarlo quando gli
chiese di dargli il suo primo bacio e aveva visto il ragazzo che era apparso
con una colonna di luce e che l'aveva portata via dalla Terra. Fece per parlare
quando fu interrotto dal gridare di un ragazzo dell’età di diciotto anni circa.
"Skusupjinu!" chiamò a gran voce la
ragazza che rabbrividì e i suoi occhi si riempirono di tristezza.
"Skusupjinu, ho saputo che oggi hai le
gare di scherma e di tiro con l’arco" chiese con il fiatone a causa della
corsa che avevano fatto per raggiungerla.
La ragazza delle carte si fece scura in viso
e, triste, abbassò la testa per poi rispondere con un “si” secco e freddo. Van
e Hitomi rimasero ad occhi aperti: il ragazzo era identico a Folken Fanel! Si
stavano rivelando troppe cose troppo presto e all’improvviso perché capissero.
Nello stesso istante gli occhi dei due innamorati incontrarono quegli della
ragazza delle carte. “Perché voi…” le sussurrò debolmente Van senza farsi
sentire dagli altri. La ragazza delle carte si alzò dal tavolo e si voltò verso
il suo amico, sorridendo.
"Fajen come hai fatto a sapere a quali
gare parteciperò?" le chiese gentilmente guardandolo in volto.
"Fuori la scuola sono appesi i quadri con
i nomi degli iscritti alle gare e dei vincitori fino a questo momento. E’ in
continuo aggiornamento!" rispose il ragazzo.
"Bene, mi accompagni a vederli, Francy?
Van, Hitomi, venite anche voi: penso che Yukari e Susumu debbano stare un po’
da soli."
Il gruppo salutò i due fidanzati e si diresse
verso la meta a gruppi di due. Van azzardò a prendere la mano di Hitomi e lei
all’inizio si scostò, poi, pentita, gli prese la mano e poggiò la sua testa
sulla spalla del re. Egli ne fu soddisfatto, ma era comunque timoroso di un
semplice rifiuto e allo stesso tempo molto preoccupato per la sua amica. Hitomi
si chiese cosa si celasse dietro quella ragazza tanto buona, dolce, simpatica…
Non voleva pensarci più di tanto, voleva semplicemente trascorrere una giornata
sul suo mondo con il ragazzo che amava. Hitomi alzò la testa dalla spalla del
ragazzo dai capelli corvini e chiamò la ragazza. La sfiorò con la mano libera
ed ebbe una visione. No, ancora, non un’altra volta…! pensò con le lacrime agli
occhi. Si ritrovò per la terza volta nella stanza nera con la luce. I gesti che
compì furono sempre gli stessi, perché si trovò sempre nella stessa visione.
Stava per mettersi a piangere, quando Van la abbracciò da dietro. “Van…!”
sussurrò. Gli chiese dove si trovasse e lui le rispose di non saperlo. Il
ragazzo si girò attorno e vide le piume. Dopo poco si risvegliarono bagnati
fradici e videro la ragazza delle carte con una grosso secchio vuoto in mano.
Hitomi e Van erano distesi per terra, ancora mano nella mano. Hitomi si chiese
come mai avesse incontrato Van nella sua visione. Egli intervenne e le sfilò di
mano il ciondolo. Le spiegò che dato che lui e Hitomi si tenevano la mano, dove
c’era anche il ciondolo, che scaturiva le visioni di Hitomi, aveva fatto si che
anche lui partecipasse e vedesse la visione. Cosa sta succedendo? pensò allora
Hitomi. Non ho mai avuto queste viste tutte insieme! Basta, devo andare in
fondo a questa faccenda! Hitomi si alzò da terra e si diresse verso la ragazza
delle carte e arrabbiata la guardò negli occhi. Divorava le lacrime quando
aveva tanta voglia di sfogarsi, era in silenzio, quando aveva voglia di
parlare. Lo sguardo fece capire tutto alla ragazza delle carte. Si sentì
sopprimere il petto e sospirò, continuandola a guardare negli occhi senza
timore. Van e l’amico della ragazza le divisero. Stavolta Hitomi aveva lanciato
una sfida e la sua amica la raccolse senza esitare. Si voltò molto irritata da
tutto ciò e si avviò per leggere i quadri. Il re di Fanelia fece alla sua amica
un massaggio dietro le spalle. Hitomi si voltò con la testa chiedendogli cosa
stesse facendo e lui rispose che serviva per scaricare la tensione. La ragazza
della luna dell’illusione ricordò la visione e si chiese a chi potessero
appartenere quelle ali: lo chiese a Van che non rispose. Ma… - si arrese – ci penserò
più tardi! Hitomi passò a cambiarsi negli spogliatoi, poi ancora per le
bancarelle. I due innamorati passarono il pomeriggio insieme, con le mani che
si stringevano e i loro corpi che sembravano formare una cosa sola. Presto le
bancarelle chiusero e Hitomi si era calmata. Chiese al suo amato se per lui
andava bene poter andare a vedere la recita finale. Van ci rifletté un po’ su
poi le chiese se ci fosse stata la ragazza di prima. Hitomi lo osservò calma e
distesa rispondendogli che non le importava. Si avviarono verso la palestra
grande dove era stato costruito un palco apposito per mettere in scena la
storia.
"Mettono in scena 'La bella addormentata
nel bosco'(Nd. Autrice lo so che un po’ infantile, ma non sapevo quale
mettere^^Perdon^^): è una fiaba occidentale molto antica" spiegò Hitomi a
Van.
"Di cosa tratta?" le chiese
incuriosito il re.
"Beh, non voglio toglierti la curiosità!…
Guarda, ci sono Yukari e Sempai Amano… che dici li raggiungiamo?"
Proprio in quel momento Susumu e Yukari si diedero
un bacio appassionato e Hitomi si intristì abbassando la testa.
"Meglio di no… stanno bene anche senza di
noi…" affermò Hitomi con voce quasi spezzata.
Van la vide, ed aveva ragione ad essere così
malinconica, lui la comprendeva. Si spensero le luci. Van chiese cosa stesse
succedendo con tono calmo. Hitomi gli spiegò che in quel modo erano meglio
visibili le scene. Van sospirò senza che lei potesse sentire. Poi la attirò
verso di sé e la strinse in un calorosissimo e tenerissimo abbraccio.
"Van… - gli bisbigliò in un orecchio -
io…"
"Shhh…" Van la zittì mettendole
dolcemente l’indice della mano davanti alla bocca.
La mano passò prima alla guancia, poi, dolce,
dietro ai capelli. I loro volti si avvicinarono, i loro occhi si chiusero, le
loro bocche si sfiorarono… neanche si baciarono e furono interrotti da un paio
di costumisti [Nd.Autrice Che rompiscatole! ^_^]. Van si infuriò moltissimo: e
se fosse stata la prima e l’ultima volta che avrebbe provato a baciarla?
"Sono contenta lo stesso – gli disse
piano Hitomi sorridendo – lascia perdere, va bene così. Lo spettacolo è
cominciato da pochi istanti: sediamoci, dai!"
I ragazzi trovarono due sedie qualche fila
avanti. La sala era gremita e all’appello mancavano solo loro. Il re di Fanelia
permise ad Hitomi di poggiare la testa sopra la sua spalla e i due ascoltarono
la fiaba con attenzione. Poco tempo dopo balzò in scena la loro amica. Era
davvero splendida: era avvolta da un vestito lungo e bianco abbastanza
semplice, che la faceva assomigliare davvero ad una regina, il pendente con il
drago inciso sopra che aveva utilizzato per mandare il messaggio a Van, i suoi
occhi erano diventati verdi alla luce dei riflettori che erano davvero
accecanti, i suoi capelli parevano biondi e l’inseparabile fiocco bianco che
raggruppava la chioma e che faceva scendere da essa due ciuffi uno per ogni
lato del volto, ne faceva una protagonista davvero eccezionale, anche se i
requisiti della principessa non erano proprio questi. Van nel vederla si
meravigliò della sua bellezza e alla mente rievocarono ricordi del passato.
Anche Hitomi rimase molto sorpresa e la osservò. La ragazza delle carte la
guardò e le sorrise poi attaccò con le sue battute. Passò del tempo, finì il
primo atto con la principessa che era caduta in un sonno profondo. Le luci si
riaccesero per qualche minuto. Van chiese nuovamente ad Hitomi cosa stesse
accadendo e lei gli spiegò tutto confessandogli anche che la seconda parte era
la più bella della fiaba. Hitomi si alzò dalla sedia e disse che sarebbe andata
per qualche minuto dietro le quinte per scusarsi con la ragazza. Passò dietro
le quinte e la cercò, poi le chiese perdono per quel pomeriggio. La ragazza
delle carte sapeva di averla stressata: il viaggio, il ritorno, quei misteri…
alcuni ragazzi la chiamarono e quella salutò la sua amica. Hitomi tornò al
proprio posto mentre Van l’attendeva impaziente. Assisterono con ancora più
attenzione al secondo atto, dove notarono che la parte del principe azzurro era
stata affidata al sosia di Folken. Egli sconfisse con abilità tutti gli
avversari e la strega cattiva grazie ad una spada di cartapesta che sembrava
vera ed arrivò in breve tempo dalla principessa, impersonata dalla ragazza
delle carte. Francy si chinò dalla principessa per baciarla come la favola
narrava, ma Van intervenne sfoderando la spada. Balzò dalla sedia nel corridoio
e saltò con la spada fra le mani sul palco. Con la spada riuscì a colpire con
la punta il fianco di Francy e gli causò una ferita. Lui cadde in terra come
morto. Van si trovò in un attimo di smarrimento, cercò Hitomi tra la gente e la
trovò che ridacchiava contenta con la mano destra sulle labbra. Anche altre
persone si misero a ridere anche se lui continuava a non capire il perchè. La
ragazza della luna dell’illusione smise quasi subito e gli indicò la guancia.
Lui la sfiorò con le labbra la guancia e lei si risvegliò sognante. Hitomi fece
cenno a Van di portarla via in braccio e lui fece come ordinato. Il narratore
finì raccontando l’ultime scene. Gli applausi erano davvero tanti e facevano
capire agli attori che la fiaba era piaciuta. Il tendone si chiuse, la ragazza
delle carte scese dalle braccia di Van e tutti i partecipanti salirono sul
palco, poi il sipario si riaprì e tutti si presero per mano entusiasti.
“Skusupjinu! Skusupjinu!” gridarono gli spettatori. La ragazza delle carte si
sciolse dal gruppo e alzò le braccia all’altezza delle spalle con le mani
aperte, sorridendo. Ringraziò di cuore il pubblico così caloroso e il sipario
si chiuse definitivamente. Hitomi raggiunse le quinte continuando a
ridacchiare. Lo vide dietro le quinte che stava parlando con i suoi amici. Si
avvicinò e si scusò con la sua amica, guardò Van negli occhi, poi ridacchiò
contenta. La ragazza delle carte stava fasciando Francy che strillava dal
dolore come un forsennato. Aveva in mano una bottiglietta di acqua ossigenata e
una rotolo di garza lunga per avvolgere la ferita. Il sosia di Folken chiese se
a quel ragazzino se fosse un pazzo a portare quella spada così affilata e
pericolosa. La ragazza delle carte lo giustificò dicendo che si usa fare così
nel suo mondo, ma proprio nel vero senso della parola. Van notò che Hitomi era
un po’ assonnata e la prese per un polso tirandola a sé e, abbracciandola, la
cullò dolcemente mettendo il suo mento sopra i capelli. Sentì la fragranza
della pesca e la ispirò buttandola giù come se non volesse perderla. La ragazza
delle carte fasciò in fretta ma molto bene la ferita del suo amico che andò via
ringraziandola. Van le ribadì che assomigliava molto al fratello e lei rispose
di saperlo. Hitomi cadde in un leggero sonno ristoratore e il ragazzo dai
capelli corvini le disse cosa aveva visto nella visione di Hitomi. La ragazza
delle carte gli rispose che si sarebbe andata a cambiare così ne avrebbero
discusso meglio in strada verso la pista d’atletica dove lui sarebbe ritornato
su Gaea. Pochi istanti e quella fu da loro con la borsa di scherma sulla spalla
destra. Chiese di portarla senza farla destare fino alla pista di atletica, poi
l’avrebbe svegliata per salutarlo. Van accettò e le parlò nei minimi
particolari della visione che Hitomi aveva avuto. La stanza buia con la luce
azzurra, le piume, il loro colore…
"Mi ha anche chiesto di chi erano le
piume perché era tormentata da questa visione" le disse poi Van con tono
triste senza perdere le staffe.
"E tu che le hai risposto?"
"Che non lo sapevo…"
Van e la ragazza delle carte la guardarono
disperati, poi i loro sguardi si incrociarono. Lei gli chiese di svegliare
Hitomi e così fece. Era ora della partenza. Hitomi gli ridiede il ciondolo e
Van la salutò con un forte abbraccio. Gli chiese di tornare presto sul suo
mondo e lui le diede un bacio sulla fronte. La ragazza della luna
dell’illusione arrossì un poco poi i due si guardarono negli occhi. Van andò ad
abbracciare la ragazza ringraziandola per tutto, poi desiderò
ardentemente di tornare su Gaea e così accadde: una colonna di luce investì il
ragazzo e poi scomparve all’improvviso.
"E’ ora di tornare" le disse
porgendole la sua borsa.
"Sei stata tu a portarlo qui?"
chiese debolmente Hitomi.
"No, io l’ ho solo invitato…" le
rispose triste l’amica.
"E’ più o meno la stessa cosa…!"
Videro in lontananza Yukari e Susumu che
stavano indirizzandosi verso di loro e il discorso terminò lì. Yukari spiegò che
il suo ragazzo doveva partire. Chiese così alle due ragazze di accompagnarli e
loro accettarono: li seguirono in silenzio fino all’aeroporto, poco distante
dalla loro scuola, dove il Sempai avrebbe preso un volo diretto a Londra e
sarebbe tornato a casa.
"E’ davvero brutto avere il tuo ragazzo
che dista centinaia di chilometri da casa tua" aprì il discorso Yukari.
"E’ solo questione di fortuna
Yukari" disse la ragazza delle carte.
"Già… solo fortuna…" ribatté Hitomi.