Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

Capitolo 5

Merle non voleva credere che Fanelia fosse ancora una possibile preda dei nemici. Erano passate due settimane ormai e ancora non vi era traccia di un altro attacco.

Sospirò. Ormai il signorino Van diventava sempre più cupo e triste, pensando alla guerra.

Scese dalla sedia e s’avvicinò al grande letto a baldacchino. Hitomi riposava, mentre una fitta pioggia cadeva.

Merle le poso una zampa sulla fronte e la ritirò in fretta.

Scottava. Prese un panno dal catino pieno d’acqua e lo posò sulla fronte incandescente.

Era da una settimana che si era ammalata. Il tempo non migliorava e così non migliorava neanche lei.

“Pioggia, pioggia, pioggia. Odio la pioggia.” Hitomi si mosse, sognando.

La gatta sospirò nuovamente e si sedette sul bordo del letto, accarezzando i capelli dell’amica.

“Hitomi, riprenditi. Non voglio che sia tu sia il signorino Van stiate male.”

Purtroppo anche Van aveva una forte tosse e non poteva uscire né allenarsi, proibizioni che provenivano da Reya, per paura che si ammalasse sul serio.

Il vento fece sbattere la finestra e le tende verde acqua. Appena le chiuse, Merle notò qualcosa per terra. Era un pezzo di carta rettangolare...

Uno dei tarocchi di Hitomi!

Rappresentava il Pazzo. Merle se la rigirò tra le mani e questa con un fruscio cadde vicino a Hitomi.

“Il Pazzo. Inizio, energia, ottimismo, felicità e forza. Circostanze o accadimenti inaspettati o fuori programma.” Sussurrò.

“Uh? Hitomi? Sei sveglia?” Le si avvicinò.”Felicità e forza? Ottimismo,energia? Vuoi forse dire che presto guarirai? Hitomi !”La carta scomparve, mentre lei continuava a dormire.



Serena guardava fuori dalla finestra, sorseggiando il suo tè e pensando.

“Il ritorno di Jajuka, la guerra,l’improvvisa malattia di Hitomi...sembra tutto collegato, forse siamo stati manovrati dal Destino?”

Sospirò. Era felice che Jajuka fosse tornato, che il re gli avesse affidato il compito di farle da guardia del corpo, l’ultima cosa che in quel momento desiderava era la guerra. Prese la tazza con due mani per riscaldarsi.

Hitomi e Van stavano male, i medici dicevano che era solo una banale influenza,tuttavia si pensava all’ipotesi della magia: una persona che avesse posseduto poteri magici (e non erano in pochi, erano aumentati specialmente durante gli anni) avrebbe potuto facilmente creare un virus e farlo arrivare al castello, ma solo in modo che Van e Hitomi lo prendessero.

Il tempo, poi, non aiutava di certo. Nelle ultime due settimane non aveva fatto altro che piovere,grandi tempeste che non lasciavano il minimo spazio a i raggi del sole.

Sentì delle voci che provenivano dal cortile e si sporse sul davanzale della finestra per vedere.

Ma cosa ci facevano il re e la ragazza di fuori, con questo tempo?!

Aprì la finestra.

“Van, Hitomi, rientrate! Starete ancora peggio se non rientrate immediatamente!” I due parvero non sentirla.

Serena si precipitò fuori, in corridoio.

“Jajuka!Jajuka!” Lui accorse.

“Cosa vi turba, signorina Serena?”

“Il re e Hitomi sono fuori in giardino! Ho detto di rientrare, ma non mi hanno ascoltata! Ti prego, vai tu, riportali dentro, altrimenti si ammaleranno seriamente!” Lui annuì e corse giù per le scale.

Arrivato all’entrata si fermò. I due ragazzi volteggiavano felici, uno nelle braccia dell’altra, come se non si vedessero da tanto tempo. Ridevano.

Jajuka si avvicinò, scuotendo la testa. Prese Van per un braccio.

“Van, andiamo. Ti ammalerai se rimarrai qui fuori. Vieni, Hitomi.” Van si girò. I suoi occhi erano vacui, privi di espressione. Sorrise, come Hitomi.

“Sì, fratello.” Disse.

“Certo, Van.”Disse lei.

“Van, Hitomi, io non sono…” Loro erano giaà dentro. Quando entrò li trovò seduti su una panchina, svenuti.

Li toccò, erano entrambi in preda alla febbre. Portò prima il re nella propria stanza, dove lo adagiò sul letto,poi prese Hitomi e la portò nella sua stanza.Chiamò Merle e le chiese di sorvegliarla, poi fece lo stesso per Van, chiedendo a Reya.

Rassicurò Serena, infine bussò alla camera di Alessandro.

“Avanti.” Si chiuse la porta alle spalle. Era con le spalle alla finestra, le braccia incrociate.

“Maestà, ho paura che la malattia che hanno contratto il re e la ragazza non sia normale. Tuttavia spero di sbagliare. Appena qualche minuto fa erano in giardino, sotto la pioggia, a ridere allegramente. Quando li ho richiamato Van credeva fossi Folken e Hitomi credeva fossi Van. Forse queste allucinazioni sono normali, tuttavia suggerisco di farli visitare.” Alessandro si volse verso la finestra, le mani sul davanzale.

“Suppongo che tu abbia ragione. Per ora facciamoli visitare dai medici locali,se non riusciranno a comporre una diagnosi soddisfacente li faremo scortare entrambi ad Asturia.”

“Sarei lieto di farlo io stesso, se lo permettete, una decina di navi dovrebbe…”

“No. Li scorterà Allen, con la Crusaide.Li farò seguire da due navi nelle quali posizioneremo una ventina di guymelef armati,forse anche l’Escaflowne, camuffate da normali mercantili. Non daremo nell’occhio e in un paio di giorni saranno ad Asturia. Se non vi dispiace vorrei che rimaneste con Reya a palazzo, in caso di un possibile attacco. Mi raccomando, sia fatto tutto con la massima segretezza, non voglio pensare a cosa potrebbero fare i nemici se scoprissero che mancano il sovrano e la ragazza.” Jajuka annuì e si congedò.

Passando davanti alla stanza di Hitomi entrò per controllare che tutto fosse a posto e vide Merle seduta sul letto, la testa poggiata sul cuscino, accanto a quella della ragazza. Sorrise malgrado la preoccupazione e chiuse lievemente la porta.

S’incamminò giù per le scale e sentì delle voci concitate che parlavano velocemente.

“Maestà, non potete! Non state bene,datemi ascolto!” Reya cercava di tenere fermo Van che però si dimenava,cercando di sfuggire alla presa del sergente.

“Lasciami andare, lasciami! Posso pilotare l’Escaflowne quando voglio! Devo riuscire a capire chi è che far star così male Hitomi!” Van avanzò verso la stanza che custodiva il guymelef.

Lentamente aprì la porta, faticosamente avanzò verso il robot e tentò di saltargli sopra.Quando riuscì a salire sul ginocchio, nonostante le proteste d Reya si alzò e dopo un momento vacillò,spostò le braccia in avanti, infine, stremato, cadde all’indietro.

Prontamente Reya lo prese, ma lui non si diede per vinto. In un atto disperato si sollevò sui gomiti.

“Voglio...sapere...chi ha fatto ...male ad Hitomi!” S’alzò liberando le ali e barcollando in avanti.

“Maestà fermatevi!”Reya tentò di fermare il ragazzo, che avanzò ancora, poi, sfinito, cadde e le ali scomparvero.

Jajuka lo raggiunse.

“La ama alla follia. Se solo riuscisse a tenere più a freno le sue emozioni...” Portatolo dentro la stanza lo adagiarono nuovamente sul letto.

“Vorrei proprio sapere cosa farebbero se uno dei due venisse a mancare.”Reya sorrise.

“Già.Ma d’altronde, l’amore è così.”

Il rumore di una carrozza in avvicinamento li fece voltare.

“Chi può voler viaggiare con questo tempo?”

“Già, avete ragione, credo che solo io potrei farlo.” I capelli biondi erano leggermente bagnati,regalando alla donna una perfetta corona illuminante;il vestito blu scuro s’intonava perfettamente con il colore degli occhi. Fece un inchino.

“Mi spiace non avervi avvertito, ma appena ho saputo che il re e la regina stavano male sono voluta accorrere.

“Scusate, principessa Millerna, non credo di aver capito. Sua Maestà non ha ancora preso moglie.Di chi parlate, dunque?” La principessa sorrise, quasi divertita.

“Cosa vi fa credere che appena finita la guerra Van e Hitomi non si sposeranno? Dalle informazioni di Allen sembra che non riescano a stare separati, quindi suppongo che per la fine di quest’anno potremmo vederli regnare felicemente su Fanelia, non pensate?”

Con aria esperta si avviò verso la camera di Van, scortata da due medici.

“Visiterò Van e poi cercherò di darvi un rimedio per farli stare meglio. Per favore, potreste chiamare Allen e dirgli che sono qui?” Reya s’inchinò.

“Certo, principessa Millerna.”

Gocce di pioggia si riversarono sul pavimento,mentre Millerna s’avviava ad aprire la porta della camera di Van e vi entrava, chiudendosela alle spalle.

Jajuka andò a chiamare Allen, chiedendosi chi fosse la principessa. Poi si ricordò.

Millerna Aston! Ecco chi era ! La principessa che era stata abbandonata da Dryden Fassa!

Tuttavia dopo un paio d’anni aveva sentito che lui era tornato e le aveva chiesto di sposarlo nuovamente.

Lei aveva accettato e dopo un anno era nato Ikaru Aston, l’erede al trono.

Bussò alla porta e l’aprì.

“Allen, la regina Millerna Aston è venuta in aiuto di Sua Maestà e di Hitomi e desidera vedervi.” Allen posò il suo libro e guardò Jajuka, sorridendo all’inaspettata notizia.

“Siate così gentile da dire a Millerna che sto arrivando.”

Jajuka annuì, uscì dalla stanza e guardò istintivamente verso la camera di Hitomi.

Sorrise al pensiero della bella ragazza vestita in abito bianco. La regina di Fanelia. Perché no ?

Hitomi Fanel, regina del regno di Fanelia. Fece un inchino fantasioso e scese le scale.



“Allora?” Allen tamburellò con le dita sopra il tavolo.

Millerna sbuffò, stanca dell’apprensione che il cavaliere le trasmetteva.

“Insomma, Allen! Non mettermi fretta! Voglio aspettare che tutti siano qui.”

La porta si chiuse e Reya entrò. Si sedette e si scusò con i presenti per il ritardo,spiegando che era andato a discutere con alcuni soldati una formazione difensiva da posizionare alle mura,in modo da poter avvertire in caso di attacco.

La principessa si guardò intorno,i grandi occhi che perlustravano la stanza delle riunioni di palazzo. Guardie sostavano lungo i pilastri mentre le ancelle della principessa sostavano vicino alla porta.

Il grande tavolo era posto al centro della stanza,inondato dalla luce del primo pomeriggio. Erano tutti lì,in attesa del suo responso riguardo la salute del giovane re.

Intrecciò le mani,poggiandovi sopra il mento e assunse un’aria rilassata.

Abbracciò con lo sguardo quei visi preoccupati che la scrutavano ansiosi.

“Bene,ora che siamo tutti qui posso dirvi con certezza che se Van prenderà le medicine prescritte in pochi giorni si sentirà meglio. Fortunatamente la loro è una banale influenza, non dovuta certamente all’effetto di una magia.”

In molti sospirarono. La principessa sorrise,felici che tutto si fosse chiarito.

“Un’ultima cosa.Tra tre o quattro giorni arriveranno dei rinforzi per l’esercito ed insieme a loro verrà mio figlio, Ikaru Aston.”

Di nuovo in molti rimasero senza parole.

“Così, Regina, vi siete nuovamente sposata con Dryden Fassa, se non erro.”

Allen chiese,in cerca di una conferma.

“Esatto. Mi dispiace che Van non sia venuto al matrimonio,mi ha detto che era molto impegnato nel ristabilire l’ordine a Fanelia.”

“Infatti. Vi è stato un contrattempo dell’ultimo minuto per il quale non ha potuto partecipare.”Reya annuì.

“Vorreste dire che finalmente avete capito di amarlo?”Merle non riusciva a trattenere la sua curiosità.

“Sì.Dopo qualche mese di riflessione ho capito di amarlo veramente.”Si alzò.”Vogliate scusarmi,devo somministrare le medicine ad Hitomi.”

Tutti la guardarono uscire,scortata dalla servitù.

Appena chiusa la porta Serena si alzò.

“Vorrei chiedervi un consiglio...”disse,mentre sorrideva con aria di mistero.



“Cosa?!”Sbatté furente i pugni sul tavolo.

“Comandante,non potevamo immaginare...”un boato riempì l’aria mentre la parete veniva distrutta. Una decina di guymelef entrarono.

“Fermateli!”

I guymelef distrussero in breve la base,sotterrando tutti coloro che vi erano dentro.

Le fiamme avvolgevano la città.

I guymelef si allontanarono.

Dopo aver viaggiato per ore si fermarono e smontarono. Un uomo-gatto con i suoi capelli viola chiaro legati in una coda di cavallo sorrise ai compagni.

“Credo che per un po’ non avremmo problemi.Potrebbe occorrere un mese per ricostruire la base e ora non possono seguirci perché abbiamo distrutto anche la base militare.” Agilmente montò sul suo guymelef.

“Torniamo a casa,meritiamo di riposare.” Gli altri annuirono e presero il volo,diretti a sud,verso la terra protetta dai draghi.