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Capitolo 3

Il re di Fanelia era seduto a capotavola nella sala delle riunioni, ascoltando con attenzione il re Alessandro di Valat, chiamato anche Alexander, che gli stava spiegando minuziosamente la situazione nella quale si trovavano ora Fanelia e Valat.

“ Potete quindi comprendere, Maestà, che la situazione nella quale i nostri due regni si trovano,è molto precaria e che se non interveniamo, cercando di fermare questa setta nel suo piano, potremmo trovarci a rischiare nuovamente l’incolumità di Gaia, tanto più che ora non ci potrà aiutare la ragazza della Luna dell’Illusione di cui narrano molte leggende. Maestà, si narra inoltre che la ragazza sia innamorata di voi, e che prima di partire vi abbia donato un ciondolo, tramite il quale voi potreste chiamarla, e così potremmo evitare il pericolo di un’altra guerra.” Gli occhi verde acqua del re si fissarono su Van, il quale stava pensando a come poter fermare il nuovo pericolo. Questa setta aveva molti seguaci sparsi per il mondo, e tutti volevano poter avere il potere assoluto su Gaia; sembrava che gli errori di Donkirk fossero stati dimenticati del tutto, l’unica soluzione era quella di fermare con la forza le truppe che cercavano d’invadere i regni più potenti quali Asturia, Fanelia, Freid, Valat. Il re sospirò e volse lo sguardo verso la porta della grande sala, da dove sopraggiungevano Allen e Hitomi, la quale era molta preoccupata per lui. Quando arrivò gli corse incontro.

“Van!” Lui si alzò, come fece anche re Alessandro.

“Hitomi, non ti preoccupare io...” Il fiato gli si mozzò in gola quando lei gli si gettò tra le braccia, poggiando la sua testa sopra la spalla di Van. “Ero preoccupata, Van.”

Sussurrò, quasi sull’orlo delle lacrime “Ero tanto preoccupata per te; ho avuto una visione: ti ho visto mentre venivi ferito e poi quei guymelef argentati, quell’uomo che ti ha salvato è...”

“Sì Hitomi,” disse lui, stringendola a sé per rassicurarla, “Lui è re Alessandro di Valat.” Rimasero così, noncuranti delle altre persone presenti nella stanza che li guardavano, poi, con un sospiro Hitomi si scostò da Van e si volse a guardare il re che li osservava incuriosito dall’atteggiamento altamente confidenziale della ragazza nei confronti del re.

“Van, cosa è successo? Perchè quei guymelef ti hanno attaccato? Che cosa vogliono da noi ?”

“Hitomi, ti presento il re di Valat, Alessandro. Lui sarà in grado di spiegarti tutto.” La ragazza guardò con più attenzione lo sconosciuto. Aveva lunghi capelli castani che gli arrivavano fino alle spalle. I suoi occhi erano di un intenso verde acqua. Hitomi rabbrividì, pensando che non le sarebbe piaciuto per nulla avere quell’uomo come nemico. Era alto e magro, molto affascinante. Portava un paio di pantaloni neri con sopra una camicia bianca senza maniche. Appariva piuttosto robusto, al fianco non mancava certo un spada dall’involucro rosso, sull’impugnatura vi era un dragone blu scuro, contornato da un’aureola dorata. Lei fece un inchino.

“Lieta di conoscerla, re Alessandro. Sono Hitomi Kanzaki.” Van si sedette e fece un cenno del capo a Hitomi e ad Allen che era rimasto in disparte, che fecero lo stesso.

“Re Alessandro, questi è Allen Schezar, cavaliere celeste di Asturia. Costei è Hitomi Kanzaki, la ragazza che proviene dalla Luna dell’Illusione.” Re Alessandro li osservò entrambi, poi chiamò una delle sue guardie e questi gli diede una pergamena.La srotolò sull’imponente tavolo di legno, in modo che tutti potessero vedere.

“Bene, signori. Questa è una mappa di Gaia e dei suoi territori a noi conosciuti. Qui è situata Fanelia.” Indicò un grande appezzamento di terra sulla carta,”mentre qui si trova Asturia. Più in là vi sono il regno di Freid, altri piccoli regni a noi alleati ed infine il regno di Valat. Più a ovest vi era l’impero di Zaibach, dove però ora vi è la città di Shantal, nella quale risiedono i più importanti capi della setta nemica. Il loro uomo più potente è Toshiro Nukawa. È stato lui che ha istigato il resto della setta ad attaccare. Ma procediamo con ordine. Quando, un anno fa, l’impero di Zaibach, fu sconfitto, mentre noi ci preoccupavamo di rimettere in sesto i nostri regni e la nostra economia, la setta di Shantal stava organizzandosi per riuscire a sottomettere Gaia come aveva tentato di fare Donkirk. A mano a mano la setta ha conquistato più fedeli e si è ingrandita sempre più. Nel corso di quest’anno hanno organizzato il loro piano nei minimi particolari, in modo da essere pronti per qualsiasi imprevisto. Le loro armi sono molto più potenti delle nostre, hanno diverse basi ad Asturia e a Valat. Abbiamo cercato di distruggerle ma sono molto più resistenti di quanto pensavamo. Oggi hanno attaccato Fanelia per avere modo di dare l’allarme, un avvertimento per voi e il vostro popolo, Maestà. Dobbiamo purtroppo prepararci al peggio, dobbiamo soprattutto riuscire a capire quando e dove faranno la prossima mossa, cosicché potremmo tentare di neutralizzarli. Prego sua Maestà di preparare un plotone di guymelef pronti per combattere, in modo da riuscire a resistere all’imminente attacco. Credo che in ogni modo, dopo la sconfitta subita oggi agiranno con più cautela.”

“Vi prego di spiegare a Hitomi e ad Allen cosa è successo oggi.” Il re annuì e iniziò nuovamente a parlare.

“Evidentemente oggi, come ho già detto, Toshiro Nukawa ha voluto mandare un plotone di guymelef in “avascoperta”, in modo da potersi regolare su quante forze impiegare per attaccare Fanelia. Sovrano di Fanelia, cosa è successo prima del mio arrivo?” Alessandro volse lo sguardo verso Van.

“Quando sono arrivato un uomo è sceso dal suo guymelef e mi è venuto incontro. Gli ho chiesto il perché di quell’attacco improvviso e lui mi ha sorriso, dicendomi apertamente che il mio regno non ha alcuna via di scampo dall’essere sottomesso alla setta di Shantal. Allora con assoluta freddezza gli ho risposto che non avrebbero vinto tanto facilmente e per tutta risposta mi ha fatto circondare. Subito i miei uomini hanno preso le armi, e hanno combattuto, decimando le guardie presenti. Mi sono difeso come potevo, tuttavia eravamo in svantaggio numerico. Ben presto mi hanno ferito. Con odio guardai verso l’uomo. Aveva lunghi capelli neri, occhi verdi diabolici, e un sorriso maligno. D’un tratto gli uomini mi si gettarono addosso e sentii un frastuono di spade che si scontravano. Vidi guymelef argentati che distruggevano i guymelef arancioni nemici. I soldati attorno a me si diedero alla fuga. Poco dopo non v’era più traccia dei nemici. Il resto suppongo lo sappiate.” Guardò Hitomi, che ricambiò il suo sguardo con un’immensa tristezza. Il ragazzo la guardò.

“Hitomi cos’hai?” Lei distolse lo sguardo.

“Niente, Van. È solo che è successo ancora. Sono tornata e la guerra è venuta con me. Non voglio più vedere la gente che muore solo per la presunzione di altri uomini, non voglio vedere le persone a me care ,il signor Allen, Serena, la principessa Millerna, e soprattutto tu, soffrire così tanto per una stupida guerra. Se il corso degli eventi è dipeso dal mio ritorno qui su Gaia, non sarei mai voluta venire.” Si prese la testa tra le mani.” Se tutto questo, la prima guerra, la separazione tra te e il signor Folken, gli alchimisti e i loro esperimenti,la morte del signor Folken, tutto il dolore che è stato causato dal... dal...” Alzò la testa di scatto e li guardò dritti negli occhi. “ e se io fossi un messaggero del destino? Se io dovessi venire qui solo per far causare morte e distruzione? Se io fossi veramente l’elemento determinante che fa avverare il lato più oscuro del destino?”

“Hitomi, Hitomi, rispondimi” La ragazza si guardò intorno. Era tutto bianco e attorno a lei volteggiavano piume. Piume bianche.

“Hitomi, Hitomi, rispondimi.” Ancora quella voce. Hitomi iniziò a correre incontro alla voce che la chiamava. Poi la vide. Era Varie. La madre di Van.

“Non aver paura Hitomi.” C’era anche la nonna di Hitomi. E il Sempai, Yukari, il signor Allen, Merle, Van. Lui camminò verso di lei, le ali spiegate come sua madre. La prese in braccio e insieme a sua madre e agli altri disse.

“ Non aver paura, Hitomi, non sarai sola. Sono io qui con te. Ricordati che i desideri delle persone possono cambiare il destino. Possono far avverare un futuro migliore per Gaia. Se uniamo i nostri desideri, vinceremo. Insieme. Ancora una volta.”

“ Si, Van.” Si lasciò trasportare, poi scorse dei visi ansiosi che la guardavano e, prima di perdere i sensi disse.

“Ma ce la faremo. Insieme. Ancora insieme, Van.”



Toshiro camminava nervosamente per la sala dell’ hangar, aspettando il ritorno dei suoi uomini, invano. Nel cielo scorse un puntino che si avvicinava. E riconobbe un guymelef arancione. Quando questi atterrò nell’ hangar e un uomo ne scese, Toshiro gli piombò addosso.

“Cos’è successo, Hikeda? Dove sono gli altri?” Il guerriero lo guardò con preoccupazione.

“Sono morti, comandante. Stavamo attaccando Fanelia come previsto, e stavamo per catturare Van Fanel quando un plotone di guymelef provenienti da Valat sono intervenuti e ci hanno circondato, facendoci arretrare. Solo io sono riuscito a scappare. Mi dispiace, comandante. Ho in ogni modo riferito a Van Fanel che ben presto assedieremo il suo regno.” Toshiro sogghignò.

“Bene, ora Van starà in guardia. E non sospetterà nulla del nostro piano.” Sorrise a Hikeda.

“Dobbiamo solo aspettare il momento propizio. E alla fine avremo il controllo assoluto su Gaia.” Rise e congedò Hikeda. Guardò il cielo e la lontana terra che si stagliava all’orizzonte.


“Aspettaci, re di Fanelia.”



Van sedeva su una sedia davanti alla finestra della camera di Hitomi ripensando alle parole dette da re Alessandro.

“Dobbiamo fare attenzione, Maestà, Toshiro ci potrebbe attaccare in qualunque momento, ma l’importante è che non scopra che Hitomi è qui. Potrebbe rapirla e usarla per scopi malvagi a danno dell’intero pianeta.” Il re aveva insistito perchè Alessandro rimanesse per qualche tempo a Fanelia,così da poter avere un aiuto immediato nel caso di un attacco improvviso. Il ragazzo guardò verso il letto dove giaceva la ragazza e si chiese cosa aveva voluto dire con quelle parole.

“Ma ce la faremo. Insieme. Ancora insieme, Van.”

Prese in mano il medaglione di Hitomi e per un attimo pensò seriamente di farla tornare a casa. Sarebbe stata al sicuro, fuori da quella guerra. Se fosse rimasta lui non avrebbe potuto proteggerla sempre. Sarebbe stato molto rischioso.Eppure...il pensiero che la ragazza lo potesse lasciare una seconda volta gli diede i brividi. Non sarebbe riuscito a soppotarlo, vedere lei che tornava a casa, ancora. Non avrebbe sopportato nemmeno il pensiero che lei potesse rimanere ferita. Perchè lui l’amava. Ed era certo che anche lei amava lui. Il pendente iniziò a brillare di luce propria.

“No!”

Una mano lo fermò. Quando lui guardò in su vide Hitomi.

“No,Van.” Lui la guardò.

“Hitomi qui non sarai al sicuro. Farti tornare a casa è la decisione migliore. Non voglio che tu rimanga ferita o che perda la vita per questa guerra non tua, ragazza della Luna dell’Illusione. Una volta a casa sarai al sicuro, fuori da ogni pericolo.”

“Non è necessario, Van. Sarò al sicuro con te. Non potrà accadermi nulla di male.”

“Non potrò proteggerti per sempre, lo sai. Credimi, è meglio così.”Lei lo scosse, prendendolo per le spalle e guardandolo negli occhi.

“Van, perché secondo te sarei tornata qui? Quella volta che tornai a casa, e tu mi venisti a prendere, se non avessi voluto tornare non sarei stata lì. Van io ti proteggerò. Non ti lascerò. Io non voglio tornare a casa. Io voglio rimanere perché...perché io...” Lui la guardò,e dolcemente le prese la testa tra le mani, spostando una ciocca di capelli che le copriva parzialmente un occhio.

“Lo so, Hitomi, ti ho regalato la statua appunto per farti sapere che noi saremmo felici come lo eravamo nella figura, un giorno, quando la guerra finirà. E, insieme sconfiggeremo il male. Ancora una volta, insieme.”

Gli ultimi raggi di luce penetrarono dalla finestra, tingendo d’oro i capelli di entrambi. Van avvicinò il suo viso a quello di Hitomi, sentendosi circondare dal un mare verde. Lei lo guardò, e sorrise, mentre Van si faceva sempre più vicino e con delicatezza posava le sue labbra su quelle di lei; Hitomi sentì la dolce fragranza dell’odore del ragazzo aleggiarle attorno, mentre i due si scambiavano un altro tenero bacio e venivano inondati da una luce arancione che li faceva sembrare creature divine; la luce di un ultimo sole, o forse di due lune.



Re Alessandro guardava le due lune che si stagliavano nel cielo di Gaia, ripensando a tutto quello che aveva passato.Era successo troppo in fretta. L’improvvisa morte del padre, l’incoronazione e poi, dopo pochi mesi, un’altra guerra. E quella ragazza. Così all’apparenza fragile, come una sfera di cristallo, ma dentro aveva un potere straordinario, così almeno narrava la leggenda. E proprio per questo non voleva che Shantal ne fosse al corrente. Sarebbe potuta accadere qualsiasi cosa, se solo Toshiro avesse rapito Hìtomi. E per di più ora che il regno di Valat, come d’altronde quello di Fanelia, avevano appena riacquisito stabilità economica potevano correre il grave rischio di essere distrutte di nuovo. “Non lascerò che questo accada.” Pensò fermamente, lo sguardo che si rivolgeva deciso verso l’orizzonte, dove le stelle splendevano, una luce folgorante nelle tenebre.



Serena stava parlando con Allen, seduta nella sua camera, in attesa della cena.

“Fratello, a cosa pensi? È da quando hai saputo che saremo coinvolti in una nuova guerra che sei pensieroso. Posso capire la tua preoccupazione, ma ancora non abbiamo ricevuto nessun attacco vero e proprio, solo una minaccia, ma sono sicura che il nostro esercito con Van a guida dell’Escaflowne saprà sconfiggere questo nuovo nemico. Sopratutto ora che Dilandou non tornerà.” Allen guardò la sorella, che purtroppo ricordava chiaramente cosa era accaduto quando era ancora Dilandau.

“Spero sia come dici tu, sorella, spero sia così.” Una campana suonò. Era ormai ora di cena. Allen e la sorella si alzarono e si avviarono per il lungo corridoio.


Hitomi guardava il soffitto,pensando con sollievo che finalmente era certa che Van l’amava. Dopo quel bacio, lui, con rammarico aveva dovuto tornare nel suo studio, per parlare con Alessandro per riuscire ad escogitare qualcosa di efficace per sviare il nemico. Si erano guardati sorridendo, si erano abbracciati con sollievo e avevano guardato le stelle abbracciati, raccontandosi paure e riflessioni durante quell’anno di lontananza. Hitomi sobbalzò, sentendo la campana della cena e dal bussare alla sua porta. Andò ad aprire e trovò Van ad aspettarla. Si guardarono e nel bel mezzo del corridoio si baciarono, incuranti di possibili sguardi indiscreti.

Proprio allora entrambi Merle, Allen, Serena e Alessandro stavano attraversando il corridoio, e la ragazza-gatto fu la prima ad accorgersi della coppia. Fece un cenno agli altri che sorrisero, cercando di non farsi notare. Si nascosero dietro un pilastro e quando i due furono separati, sopraggiunsero, senza proferir parola, e Van e Hitomi li affiancarono, come un gruppo di amici che andava incontro ad una festa, anziché ad un mondo che entrava in guerra.