Titolo:A Girl in Gaea
Nulla a che vedere con la serie tv. Per molti, moltissimi motivi. Innanzi tutto perché questa è l'intenzione esplicita degli autori: nessun seguito, nessuna eventuale storia parallela, e nemmeno un chissà quale prequel. Piuttosto, una storia totalmente diversa, che riparta da zero, che racconti tutto da capo: Hitomi, a scuola, le sue strane visioni, e, poi, il viaggio nel mondo di Gaia. Un mondo dove tutti i personaggi, che nella serie tv avevamo imparato a conoscere, ora impersonano ruoli totalmente diversi: Van, non più un giovane incerto tra i doveri della battaglia, i suoi sentimenti e il suo oscuro passato, diventa un guerriero disposto a tutto pur di vendicare la sua gente; Allen, una sorta di suo alleato, sparisce sullo sfondo, assieme a Millerna, che, da dama di corte un po' cicisbea, ora è un'amazzone decisa e spavalda; forse l'unico che conserva qualcosa della serie tv è Dilandau. Perché alla fine anche Hitomi, ora nient'altro che una ragazzina rosa dal dubbio se valga davvero la pena vivere, è non poco distante da quella a noi nota, quella convinta sino in fondo dei suoi ideali, per quanti ingenui.
P.S. Grazie Lord Yupa, qst recensione nn la speravo +....grazie ancora....se volete una recensione da Lord Yupa mandategli una e-mail, vedrete ke saprà rispettare le scadenze asseganteli!!!
Creato da:Hajume Badate,Shouju Kawamori
Direttore:Kazuki Akane
Script:Ryouta Yamaguchi,Kazuki Akane
Musiche:Yoko Kanno,Hajime Mizoguchi
Character Design/Direttore delle Animazioni:Nobuteru Yuuki
Mechanical Design:Kimitoshi Yamane
Mecha Director:Hirotosho Sano
Art Design:Shingo Takeba
Art Director:Junichi Higashi
Color Key:Shihoko Nakayama
Direttore delle Animazioni:Hiroshi Ohsaka
Produttore:Sunrise
Prodotto in cooperazione con:BONES
Presentato da:Sunrise Bandai Visual
Presentato in cooperazione con:A.F.D.F Bandai Entertainment,Inc.
Anno di produzione:2000(aprile)
E la differenza non si ferma certo sulla soglia di ruoli e caratteri: perché se è vero che l'abito non fa il monaco, ciò vale poco per un anime, dove è fondamentale l'aspetto, il design. Anche questo, radicalmente diverso: spariti tutti quei nasi stilettati che, specie nei profili, potevano dare tanto fastidio, tratti e fisionomie tendono qui ad una sorta di realismo particolareggiato che, però, stride non poco con gli occhi, invariabilmente enormi: un realismo leccato, quindi, e, alla fine, molto più difficile da accettare rispetto a quello della serie tv.
Ciò che nei personaggi va perso, lo si guadagna altrove: animazione ed effetti speciali curatissimi, al servizio di battaglie
spettacolari non deludono l'occhio esigente di chi voglia emozioni, di chi desideri sorprendersi di fronte ad un mondo fantastico. Ancora una volta la fanno da padrone il volo nei cieli azzurri di enormi macchine da guerra, e, poi, le battaglie tra gli sbuffanti guymelef. Rimangono sottotono, purtroppo, le visioni di Hitomi.
No, anzi, è Hitomi stessa, totalmente, a rimanere sottotono, e volutamente: lo s'è già
detto, rosa dal dubbio. Perché tutta la vicenda è costruita attorno alla sua depressione, attorno alla sua mancanza di desiderio di vita, una tensione morbosa e ammorbante verso la morte che permette a Folken di chiamarla su Gaia. Folken, signore supremo di Zaibach, ora, perché sia Dorn Kirk che il passato di Atlantide sono completamente spariti dalla storia... Folken, che, anch'egli, nel nome della pace suprema, desidera la distruzione totale del mondo di Gaia. Inutile dire che sarà grazie alla presenza di Van che Hitomi comprenderà la follia di tale progetto, scegliendo infine la vita: ma non è inutile dire che questa soluzione, banale e assolutamente non giustificata entro la storia, svacca un inizio che, dopotutto, poteva parere interessante, facendo precipitare il film molto più in basso rispetto ad una serie tv che aveva saputo affrontare determinate tematiche con molta più intelligenza.
Peccato: ma cosa si poteva chiedere di più da un film, dunque, un prodotto dalla lunghezza stretta, messo a confronto con una serie tv lunga ben ventisei episodî? Insomma, alla fine, il dilemma è sempre quello: si deve o no fare il confronto con l'Escaflowne televisivo? E se la risposta è sì, beh, il film risulta di gran lunga perdente, pur con tutte le buone intenzioni (che, però, verso la fine, ci si domanda veramente se ci fossero) degli autori; e se la risposta è no: ecco, un film divertente. Ma nulla di più. "Guerre Stellari", ma non certo "2001 Odissea nello Spazio".