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Gli scolari delle Elementari campioni di solidarietà Mercoledì, 13
febbraio Positiva e riuscita l'iniziativa
solidaristica promossa dal secondo circolo didattico nel periodo natalizio. "Sento
l'obbligo di ringraziare tutti i bambini, i docenti ed i genitori - afferma
il dirigente scolastico, prof. Giovanni Semeraro - per la collaborazione
data, che hanno consentito di conseguire apprezzabili risultati nella
raccolta di fondi da devolvere ad Emergency ed in favore della locale
associazione Aias". Soddisfazione per la sensibilità
dimostrata verso questioni di caratare sociale, con l'educazione alla
solidarietà verso quanti hanno necessità. Con il mercatino della solidarietà
il plesso della Giovanni Bosco ha raccolto la somma di quasi due milioni e
mezzo mentre il presepe vivente proposto dal plesso Giovanni XXIII ha fatto
registrare una raccolta di un milione e mezzo. Tutto il lavoro è stato
documentato in una videocassetta. Insomma, l'attivismo di questo circolo
didattico è più che mai tangibile e le attività programmate ed inserite nel
piano dell'offerta formativa si stanno rivelando di una inimmaginabile
utilità, sia dal punto di vista didattico che sociale. Ed il fatto ancor più
positivo è il coinvolgimento delle famiglie che così stanno dando un senso al
tanto declamato ed auspicato diretto rapporto scuola-famiglia-territorio. A
buon punto i progetti di inglese
avviati nella scuola dell'infanzia e quelli di informatica e musica nella scuola
elementare. Ma c'è un'altra iniziativa che viene vissuta con successo.
"Dono un libro per leggerne cento" è lo slogan scelto per
arricchire la biblioteca per i ragazzi della scuola e dell'intera città.
"Ai libri che già ci sono - ci spiega ancora il dirigente Semeraro -si
aggiungeranno tutti quelli richiesti dagli alunni alle varie case editrici ed
i genitori collaborano anche loro con il contributo di dieci euro o con la
donazione di un libro": I dieci euro serviranno sempre per l'acquisto di volumi che
andranno ad arricchire la biblioteca scolastica "che non diventerà un
museo del libro, ma un luogo di continua consultazione". Intanto anche
l'esperienza del "Teatro per crescere insieme" è un'altra occasione
del Pof. Domani, giovedì, gli alunni delle
classi terze, quarte e quinte, si recheranno presso il Teatro Italia di
Francavilla Fontana per assistere allo spettacolo "Il brutto
anatroccolo". Peccato che al momento della programmazione di questo
spettacolo era ancora incerta la data di apertura del teatro Comunale.
Sarebbe stata l'occasione giusta per la riappropiazione di questo bene, sul
quale la città conta molto per elevare il livello cultura. Non sarebbe stato
male, ad esempio, far coincidere la riapertura proprio con uno spettacolo dei
ragazzi a cui il teatro appartiene. Luca Dipresa
Poste, ripristinato il servizio pomeridiano Martedì, 12
febbraio E' da soli pochi
giorni che è stato riattivato il servizio pomeridiano delle poste che già si
nota, come del resto era prevedibile, l'utilità per la popolazione che ha
vissuto due mesi di vero ...inferno. Così, alla fine, a Roma, dove ha sede la
direzione nazionale, si sono resi conto della necessità di dare un segno di
attenzione a quelle proteste che pareva trovasse solo sordi. In tutto questo,
oltre all'impegno di amministrazione, nella fattispecie del commissario
prefettizio, e delle forze politiche una nota la merita anche il Codacons, l'associazione in difesa dei
consumatori, che da subito, sollecitata da moltissimi cittadini si era fatta
interprete del disagio e del disservizio in atto. Il responsabile locale, il
geom. Gaetano Suma, è soddisfatto dell'esito favorevole della protesta che,
potrebbe anche non esaurirsi qui. L'avvento dell'euro, come più volte
sottolineato, ha inasprito una situazione che già era precaria e che proprio
per questo avrebbe dovuto comportare una diversa organizzazione. Ed invece
niente: stessi sportelli, insufficienti ad una popolazione così numerosa e, soprattutto, niente apertura
pomeridiana. Così affollamenti,
nervosismi e spesso ricorso alle forze dell'ordine sono state scene frequenti
con, a farne le spese, oltre i cittadini, gli stessi operatori che si sono
sottoposti ad uno stress al limite della sopportazione (qualcuno ha dovuto
ricorrere persino alle cure mediche con la prescrizione di un periodo di
riposo). Ora la situazione si è un po' alleggerita. L'intervento del Codacons venne richiesto da moltissimi cittadini,
specie da coloro che al mattino lavorando non potevano perdere intere
giornate per effettuare un semplice versamento. E non potendolo fare al
pomeriggio, ora si vedranno appioppati le multe per il ritardato pagamento.
Ed è qui che l'azione del Codacons potrebbe avere un seguito. "Se
c'erano gli estremi - precisa il
responsabile comunale - opreremo una sorta di rivalsa". In pratica,
coloro che lavoravano al mattino, con le poste impraticabili per le lunghe
code fin dalle sette del mattino, prima dell'orario di apertura, con le poste
chiuse al pomeriggio tantissimi sono stati costretti a pagare le bollette a
...tempo scaduto. Conseguenza, l'addebito della multa per ritardo. Ci potrà
essere una richiesta di rimborso della multa? Il Codacons sta
studiando la questione. Ma quel che più contava era che l'orario si
prolungasse al pomeriggio. Cosa che è avvenuta e che si spera non sia un
fatto limitato nel tempo. A quanto pare, l'apertura pomeridiana è stata resa
possibile con il ricorso ai "vecchi" portalettere ai quali è stata
offerta la possibilità di passare agli sportelli. Per la distribuzione delle
poste si farebbe ricorso a lavoratori stagionali. A proposito della consegna
della posta, ci sono moltissime lamentele perchè‚ quando manca un postino la
consegna non viene fatta in tempo ed è accaduto che molta gente si è visto
consegnare la bolletta del metano o del telefono dopo la scadenza prevista.
Ma, si spera che le cose possano decisamente cambiare con un servizio che, a
quanto si dice, ha sanato i bilanci, ma sulla pelle della gente. E non va
dimenticato che si tratta di un servizio che la gente paga e non riceve
gratuitamente. (Luca Dipresa, La Gazzetta del Mezzogiorno)
Il teatro comunale riapre tra le contestazioni della platea Lunedì, 11
febbraio
Vediamo
le polemiche. Già nei giorni scorsi malumori erano serpeggiati per i criteri
d'invito attribuiti al commissario, funzionario di Prefettura originaria e
residente nella vicina Ostuni, che avrebbe scelto la formula della serata
inaugurale inserita in un programma di cartello. Si è gridato allo scandalo
contro i metodi di selezione "popolar-casarecci" e portavoce della
rabbia è stata ancge "La Gazzetta del Mezzogiorno". In molti, poi,
avevano sollecitato una "prima" simbolica aperta a tutti i
cegliesi, in modo da potersi tutti riappropriare di un tempio che appartiene
a ciascuno, e quindi in un secondo momento - e a pagamento per tutti - dar le
"polveri" agli spettacoli. E' successo invece che autorità,
"portoghesi" e paganti si siano trovati tutti in platea. Tra gli
invitati gli ex sindaci di Ceglie, ex capigruppo consiliari, consiglieri
provinciali, parlamentari rappresentanti religiose e civili e il
prefetto di Brindisi, ripreso da alcuni contestatori quando ha affermato:
"Dobbiamo ringraziare l'on. Gino Vitali per la realizzazione e
partecipazione in questo teatro". Il deputato Vitali, avvocato di
Francavilla Fontana eletto per la seconda volta nelle liste di Forza Italia,
è probabilmente meritevole di altre iniziative ma per il teatro di Ceglie non
ha mai fatto nulla semplicemente perché non c'era più nulla da fare. I
lavori di restauro del Comunale iniziarono negli anni Settanta Ottanta e furono
poi conclusi nel '99 durante l'amministrazione di Pietro Mita. E in effetti
dalla platea in molti hanno ricordato, urlando indispettiti, la circostanza
invitando il rappresentante del governo a Brindisi a dichiarazioni meno
ossequiose. E'
destino della storia italiana che la "febbre" sia misurata nei
teatri e senza scomodare il "Viva Verdi" urlato nel Risorgimento a
Milano (in realtà i patrioti inneggiavano contro gli austro-ungarici
intonando " Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia") o le uova alla Scala
lanciate nel '68 dall'allora giovanissimo Mario Capanna, anche
Ceglie stasera ha lanciato un chiaro segnale di insofferenza.
La candidatura di Rocco Cavallo spacca Forza Italia Venerdì, 8
febbraio La
candidatura nella Casa delle libertà a sindaco di Ceglie Messapica di Rocco
Cavallo, geometra cegliese, leader della lista civica «Forza Ceglie»,
continua a fare proseliti. Dopo gli imprenditori e cinque ex consiglieri
comunali, ora è la volta di Ciro Argese, assessore comunale nel corso della
breve esistenza della giunta di centrodestra guidata dal Pietro Magno.
«All'amico Rocco Cavallo - scrive Argese -, che forse vuole tentare, se i
vertici di Forza Italia e degli altri partiti della Casa delle libertà lo
candideranno, auguro di vincere perché l'ho conosciuto come persona seria,
capace, intraprendente». In
sostanza accadde che nel 1999 Pietro Magno, avvocato nativo di Ceglie ma
residente a Roma, viene candidato dal Polo a sindaco e vince contro Pietro
Mita, leader di Rifondazione comunista che per due legislature ha retto il
Comune. Ma la giunta Magno ha vita grama perché viene continuamente scossa
dalla sua stessa maggioranza e soprattutto dalla fetta maggioritaria di Forza
Italia. Gruppo che dopo poco più di un anno di amministrazione firma la
«condanna» di Magno con una mozione di sfiducia. Argese
non era con chi firmò contro Magno per mandarlo a casa. E giustamente ora si
chiede come sia possibile che si possa tornare tutti insieme senza confondere
ulteriormente gli elettori. «Se
si risponderà agli interrogativi posti - conclude la nota di Argese -,
bisogna che il centrodestra sia unito per vincere, chiunque sia il candidato
sindaco e trovi delle persone non ingenue e disoneste, ma intelligenti,
capaci e rispettabili da affiancare all'eventuale futuro sindaco». E quindi
augura a Cavallo di vincere se otterrà l'investitura dal centrodestra.
Candidati: tensioni nel Polo, l'Ulivo alla ricerca dell'unità Martedì, 5
febbraio Non
è solo nella città capoluogo che la Casa delle libertà non riesce ancora a
sciogliere il nodo del candidato sindaco. Anche a Ceglie - stando ad alcune
indiscrezioni - le cose, pare siano abbastanza ingarbugliate. Si dava per
scontata la candidatura di Mario Annese. Ma non tutti nel Polo sarebbero
favorevoli. Alleanza Nazionale, alla quale spetterebbe esprimere il
candidato, è in attesa. Qualche esponente di rilievo, ha più volte asserito
che di fronte ad una candidatura di rilievo, il partito rinuncerebbe ad un
proprio candidato. È Annese il candidato di rilievo? In caso contrario l'ex
vice sindaco, Mimmo Urso, sostenuto dall'ex sindaco Pietro Magno sarebbe
pronto a scendere in campo per la campagna elettorale. Qualche resistenza
sarebbe da addebitare solo a Forza Italia. E che le cose non vanno per il
verso giusto, lo dimostra anche il fatto che l'avv. Domenico D'Ippolito,
esponente degli Azzurri in passato, ora aderisce al Ccd. A complicare
la vita nel Polo ora c'è pure l'annuncio della posizione assunta da un gruppo
di imprenditori che ha «lanciato» la candidatura di Rocco Cavallo. Il
geometra, leader di «Forza Ceglie», assessore della giunta Magno, molto
vicino all'on. Vitali, veniva indicato come il nuovo dirigente di Fi a
Ceglie. La
sua indicazione, sostenuta da un gruppo di imprenditori, sarebbe indizio che
in quest'area politica ci sono ancora diverse cose da chiarire. Come il ruolo
che vorrà recitare il Ccd che nella passata amministrazione fu emarginato
proprio dai suoi partner, che lo accusavano di non aver portato alcun
consigliere in Municipio. Anche
nel centrosinistra l'aria è ...«ventilata». Mercoledì sera c'è stata una
riunione delle costituende forze dell'Ulivo. Si sarebbe dovuto ufficializzare
il tutto con l'indicazione di un coordinamento. Ma s'è deciso di attendere
qualche giorno. Il motivo? In casa Ds qualcuno non vorrebbe che si
partecipasse all'incontro proposto da Rifondazione. Una posizione
minoritaria, però, che non avrebbe sortito altro se non un ritardo
nell'incontro. Per opportunità, dunque, la Margherita (che si è già
incontrata con il partito dell'ex sindaco Mita) ha deciso di attendere
l'esito di quest'altro passaggio. Subito dopo ci si incontrerà per dar vita
all'Ulivo. La compagine, da quel momento, si dovrà preparare il programma
elettorale ed avviare le trattative ufficiali con Rifondazione per la
costituzione di un raggruppamento capace di ostacolare la Casa delle libertà
il prossimo 26 maggio, quando i cegliesi saranno chiamati a ridare alla città
un governo dopo un lungo periodo di commissariamento scaturito dalla
defenestrazione del sindaco Pietro Magno, eletto dal Polo e non più gradito a
Forza Italia. Al
momento le candidature ufficializzate sono quelle di Tonino Pepe, leader di
Uniti per Ceglie, ex assessore nella giunta Mita, che in una recente nota ha
bocciato «il ritorno del vecchio» ed ha promosso «l'esperienza amministrativa
che ha gestito Ceglie dal 1995 al 1999» (la giunta Mita) e di Antonio Suma,
leader di Alternativa per Ceglie.
Ragazzi in piazza per difendere la pace Lunedì, 4 febbraio Una
giornata ricca di iniziative quella di domenica scorsa curata dall'Acr,
l'Azione cattolica Ragazzi nella mattinata e nel pomeriggio, ed in serata
dall'Azione Cattolica della Chiesa Madre di Ceglie Messapica. I
ragazzi dell'Acr, a conclusione del mese della pace che si svolge ogni anno
in tutti i paesi della Diocesi di Oria, hanno animato con varie
manifestazioni ludiche e d'informazione la «Giornata cittadina della Pace». L'Acr
ha voluto così far parte di una catena di solidarietà che si propone di
aiutare i popoli in difficoltà non con un gesto isolato, ma creando le
condizioni di sviluppo durature e, allo stesso tempo, denunciando molte
situazioni di sfruttamento minorile. Con questo scopo, sono nate associazioni
come la «TransFair» italiana che senza fine di lucro gestisce i prodotti del
mercato equo in Italia. L'Acr ha voluto quindi far divertire i partecipanti
alla giornata, ma anche informare, affinché anche nei riguardi del commercio
nasca una cultura diversa. Nel
corso della mattinata i bambini hanno chiesto agli adulti di fermarsi e
scrivere su dei bigliettini dei messaggi di pace, mentre il primo pomeriggio,
sempre nella piazza del paese, è stato allietato da attività ludiche tra le
quali il gioco della Dama Vivente che ha visto divertirsi numerosi bambini.
Fra la gente fortemente sensibilizzata, il pensiero è andato ai tanti bambini
specie del terzo mondo che passano, invece le loro giornate lavorando e
realizzando oggetti che forse non potranno mai permettersi. La
serata è stata poi movimentata da musiche e «Chiacchiere» presso l'atrio del
Castello Ducale. Una festa organizzata dall'Azione Cattolica della chiesa
Madre finalizzata al puro divertimento. I cegliesi hanno avuto in tale
occasione la possibilità di far rivivere il centro storico e di constatare,
purtroppo, anche lo stato di degrado in cui riversa il Castello Ducale, ma
questa è un'altra storia.
Centinaia di cegliesi in udienza in Vaticano da papa Wojtyla Venerdì, 1
febbraio «Un'esperienza
bella? Entusiasmante? Straordinaria? Troppo riduttivo». (Pierpaolo Faggiano, La Gazzetta del Mezzogiorno)
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Da IDEANEWS.it |