arte e cultura
Vitulazio
Provincia di Caserta
Abitanti: 5332 Superficie: Kmq 22,72 Altitudine m. 57
Denominazione abitanti Vitulatini
Distanza da Caserta: Km 19 Autostrada. Casello A1 Capua
Feste patronali: S. Stefano S. Maria dell’Agnena S. Michele
Comuni Limitrofi: Pignataro Maggiore, Pastorano, Camigliano, Bellona, Capua, Grazzanise
Percorrendo la via Appia in direzione di Roma, a tre chilometri da Capua si incontra il rivolo dell’Agnena. Qui a destra della via consolare, si diparte una strada che, attraverso una campagna rigogliosa, arriva dopo cinque chilometri a Vitulazio.
Il paese ha origini storiche: Vitulazio è infatti sorto come vicus romano, cioè come unità minima insediativa, non murata, con carattere di esclusivo servizio agricolo. Ne fanno fede alcuni reperti di età romana rinvenuti sul territorio: vasellame anfore, ogetti di terracotta ed altro, ascrivibili probabilmente a un singolare artigiano denominato “Pittore di Vitulazio”, attivo nella zona alla fine del III secolo d.C. si tratta di un ceramografo sulla cui opera primeggia sempre lo stesso tema, costituito da un grande volto femminile di profilo, tracciato con abbreviata sommarietà e campeggiante su un fondo a squame con un chiaro riferimento a motivi vegetali.
L’antica configurazione di vicus è forse presente nello stesso nome del paese che, fin dalle prime fonti, viene chiamato Vitulaccius. Secondo la versione popolare, la denominazione sarebbe derivata dal latino vitulus, vitello e apius comparativo di aptus. Il toponimo indicherebbe quindi “luogo molto adatto all’allevamento di vitelli”. Questa interpretazione troverebbe conferma, secondo alcuni nella rappresentazione di due vitelli sul gonfalone del comune. Appare maggiormente fondata di chi ritiene che Vitulaccius derivi dal nome personale latino Vitulus, diminutivo di Vitus, e da accius che significa “campo coltivato”. Sarebbe, quindi da dedursi che il primo agglomercato di case si sia formato su un terreno di proprietà di un certo Vito.
Il centro del paese si è sviluppato lungo un antico asse viario che collegava Teano e Cales al passo di Triflisco, in posizione pedamontana rispetto ai rilievi di Monte Maggiore, sia per non togliere prezioso terreno all’agricoltura, sia per proteggersi dai venti. Lo sviluppo successivo si è orientato in direzione di Capua, lungo la via Ruggiero, in posizione perpendicolare rispetto all’asse dell’originaria formazione.
La vicina Capua annovera Vitulazio, gia alla fine del x secolo, tra i suoi casali traduzione medievale del vicus romano. E di Capua Vitulazio segui le sorti e la vita amministrativa finche con decreto di Giacchino Murat dell’8 agosto 1807, divenne completamente autonomo. In tutti questi secoli il paese ha continuato a chiamarsi “Vitulaccio”. Solo con il decreto regio del 3 dicembre 1882, a firma del re Umberto I, ha assunto l’attuale denominazione a partire dal primo gennaio successivo.
Con il fascismo, nel 1928, un anno dopo la soppressione della provincia della Terra di Lavoro, Vitulazio fu unita a Bellona per formare un solo comune col nome di Villa Volturno, un pessante tributo dovette pagare il comune di Villa Volturno in occasione del secondo conflitto mondiale. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 Villa Volturno venne a trovarsi sulla linea di ritirata delle truppe tedesche, mentre l’esercito alleato avanzava da Salerno verso Roma. Il 7 ottobre i tedeschi, per rappresaglia contro l’uccisione di un loro soldato, fucilarono 54 persone presso una cava di tufo. Oggi puei martiri sono onorati con un monumento eretto a memoria del loro sacrificio: nei pressi della cava, a meta strada fra Bellona e Vitulazio, è infatti una stele che riporta un’epigrafe di Benedetto Croce. Solo nel 1946 con la ricostruzione della provincia di Caserta, furono ripristinate l’antica struttura e denominazione dei due comuni.
Tra le espressioni architettoniche del paese, un posto premunente assume la Parrocchiale di Santa Maria dell’Agnena, costruita tra il 1774 e il 1803 sui resti di una precedente chiesa più piccola. Restaurata di recente, presenta un impostazione a croce latina con volta a botte e a padiglione, e una rigorosa contentezza delle colonne e degli elementi decorativi interni. La facciata neoclassica si sviluppa su due ordini ed è tripartita da paraste binate. Il campanile, inizialmente forse separato dalla chiesa, si erge su tre ordini con guglia finale. L’interno è ornato da vari dipinti setteottocenteschi, tra i quali spicca un particolare dell’Ultima cena, opera di Gaetano Gigante, del quale si conserva nei locali della sacrestia un quadro di notevole dimensione, che raffigura Santa Maria dell’Agnena con Santo Stefano (protettore di Vitulazio e della Diocesi di Capua) e San Giovanni Battista. Nell’abside è la statua lignea settecentesca della vergine dell’Agnena. Forse della stessa epoca è la statua lignea di Sant’Anna che si trova entrando sulla destra, mentre ottocentesche sono le statue dell’Addolorata, nella terza cappella di destra, di Sant’Antonio da Padova, nella quarta cappella a di destra, del Cuore di Gesù, nella quarta cappella di sinistra. Nella seconda e nella terza cappella di Sinistra si trovano rispettivamente i dipinti raffiguranti la Madonna di Montevergine e la Morte di San Giuseppe, risalenti all’epoca della realizzazione della chiesa.
Notevole interesse riveste il palazzo attualmente di proprietà dei conti Capace Galeota alla periferia del paese. Posto in un ampio parco, la costruzione, nata nei primi anni dell’ottocento, presenta i caratteri propri della casa padronale di una economia contadina. Nelle vicinanze, alle prime falde collinari, si trova il Casino di Caccia dello stesso periodo, frequentato dai borbone per le loro evasioni venatorie e che ancora oggi si presenta in buone condizioni.
L’economia del paese, un tempo preminentemente agricola, si presenta oggi alquanto differenziata. Si registra una vasta rete commerciale e artigianale e insediamenti industriali. L’agricoltura si basa sopratutto nella coltivazione di tabacco e nella produzione di particolari tipi di frutta e verdura. La campagna vitulatina inoltre è ricca di oliveti per la produzione dell’olio. Inoltre Vitulazio è famosa per i suoi vigneti e per la produzione del “Greco Terre del Volturno” prodotto dall’azienda Villa San Michele Dai terreni di origine vulcanica che dalla provincia di Caserta si aprono verso il Vesuvio provengono le uve di questo Greco, allevato con moderni sistemi colturali. Il vino conquista con la sua bella struttura floreale, gradevole e fine, l'Oscar qualità/prezzo. Ma interessante è risultata un po' tutta la gamma dei vini prodotti, un aspetto che conferma la scelta di qualità fatta negli anni precedenti dai responsabili dell'azienda.
Antonio Russo
ANTONIO RUSSO nasce a Vitulazio (CE). A 14 anni si stabilisce in Piemonte dove inizia a dipingere sotto la guida del maestro Mario Gilardi. Frequenta la scuola libera del nudo all’Accademia Albertina di Torino, si iscrive a vari gruppi artistici e partecipa a numerose manifestazioni.
Allestisce mostre personali in varie città italiane incontrando sempre i favori del pubblico e della critica.
"…In
ANTONIO RUSSO ritroviamo una dote che oggi appare fuori del comune: il gusto dell’esprimersi con semplicità. Sin dall’inizio egli avvia il suo discorso pittorico con un linguaggio puro ed insieme logico e poetico, tuttavia pronto ad accogliere il "nuovo credibile" proprio perchè devoto ad una tradizione che interpreta in chiave originale, con colori naturali, misteriosamente ispirati, liberi comunque dagli equivoci di tecniche artificiose…".ANTONIO RUSSO vive e lavora nella provincia di Cuneo.|
|
|
|
"Il parco" - Olio su tela - cm. 80x60 |
"Vigneti al castello" - Olio su tela - cm. 80x60 |
Per informazioni scrivere a: Valema@mdsnet.it
Elena Aiezza
Elena Aiezza nacque a Vitulazio (CE) il 15-1-1947,dove e' maggiormente vissuta. Si impegno' prevalentemente nel settore dell'educazione,insegno' materie letterarie nella scuola media statale e curo' rubriche della scuola su varie riviste. Si impegno' per un lungo periodo per l'integrazione degli svantaggiati e per questo acquisi' lo specifico titolo di specializzazione. Fu redattrice di "Cronache Italiane" di Salerno, di "Miscellanea" di Lancusi (SA), pubblicista de "Il Pungolo" di S. Maria Capua Vetere. Fu specialista in studi storico-politici e diverse sue ricerche di storia locale sono state ridotte, a scopo didattico, per la stampa provinciale e nazionale. Vincitrice di numerosissimi premi letterari fu autrice delle raccolte di poesia: "Poesie", ed. Gabrieli, Roma, 1975; "Il Culto di Noi" ed. Gabrieli, Roma, 1978;"Poesie", ed. Gabrieli, Roma, 1983; "Transazionale",ed. ISTEU, Catanzaro, 1985;"Sottoscrivo i Silenzi",ed. Loffredo, Napoli,1989. Mori' prematuramente il 26-05-1999.

consulta il sito dedicato alla poetessa e pittrice Elena Aiezza, prematuramente scomparsa
Nessun germoglio a sera nello sguardo;
sei spento come il giorno;più inasprito
di una siepe di rovi dopo il sole.
La sedia cerchi.
Una misera sedia che già basti
al tuo sospiro vasto finalmente,
che si scioglie coperto e un po' respinto
da scontri insani.
Colpì anche noi per altro verso il giorno
e il tuo ritorno giunge senza attesa;
nessuno accoglie il passo tuo di legno,
ma come piange
di noi il culto valido che perde
e lascia il posto solo all’amarezza;
rasenterebbe il sacro questo incontro
e lotta appena.
E che si scioglierà sui piedi tuoi?
Chi tergerà la polvere e il sudore?
Sta immobile l’accordo, vergognoso,
gelato ai cuori.

Bernardetta Di Rubbo
attrice
maramovie@usa.net sms 0333.7077090

© VITULAZIO è prodotto da OSCAR2000 - 2002 tutti i diritti riservati
'); //-->