1551 - mappa
parziale Friuli - Carniola e Istria
1560 - mappa del
territorio di Trieste
copia di originale in Archivio Diplomatico Trieste, pubblicata anche su
Archeografo Triestino, trattasi di una delle rarissime che sono giunte
sino a noi, compilata dal vicedomino Justo de Girardis probabilmente in
un caso di confinazione (grandi dimensioni)
1571
- Trieste,
Istria, coste del Friuli
1573 - mappa Forum
Julii
1684 - Histria Croatia e Dalmatia
17°
sec. - Ivan Lučič - Dalmazia e Balcani (+ grandi dimensioni)
1700 - mappa di
Trieste
1719 - particolare mappa Righetti -
campo marzio
1719
-
Valvasor - ducatus
Carniolae
1744
- mappa del territorio
1764 - mappa
di Trieste in francese
1765 - piazza grande o s. Pietro
1780
- mappa della
città col progetto di una diga a protezione del b.go
teresiano [ è presente ancora un
pezzo del canal piccolo che verrà coperto poi dall'edificio
della borsa poi Camera del Commercio - l'odierna via Carducci non
esiste ancora, al suo posto il torrente e sul fianco solo campagne - in
alto a ds. è visibile il forte della Sanza sul colle di s.
Vito]
1795 - mappa Trieste, citta' vecchia e
citta' teresiana (la marcatura in violetto indica alcune chiese)
1806 - porzione della pianta cittadina
vorrei farvi notare che Donota è diventata Donata, la
copertura del teatro romano del rione di Rena, il n° XXIV
è la colonna oggi in p.zza della Borsa quand'era nel sito
originale, la piazza grande è ancora chiusa sul lato mare e
noterete che è la metà di quella odierna
1806
- porzione della pianta cittadina
è parte della mappa precedente, la chiesa segnata
in giallo è l'antica di s.ta Lucia, come noterete si trovava
in quella che ora chiamiamo via Ciamician, e lì c'era anche
la piazza, oggi dall'altra parte - il punto rosso che vedete in via del
fontanone, è proprio l'antico fontanone, oggi coperto e
nelle cantine della casa lì
presente
1819 - mappa di Trieste scritta in
cirillico da un ammiraglio russo
1819
- mappa della
città antica
1827 - sitauzione via Cattedrale,
come vedete il museo lapidario e' ancora
adibito a chiesa e il giardino che fu' del Capitano, e' un cimitero
18°
secolo -
veduta della città -
- a sin il lazzaretto Maria Teresa, alla ds. lo Zucco ancora senza
lanterna e vicino il lazzaretto s. Carlo, come noterete non esiste
ancora il porto vecchio, il borgo teresiano è già
operativo, in fondo al canale è
visibile la prima chiesa di s.
Antonio con
campanile a cipolla
1820
situazione
p.zza s. Pietro (dal nome della chiesa) poi Grande
1840 - via del
torrente (oggi Carducci)
confluenza tra il torrente Klutsch e lo Staribrek all'ora all'aperto,
quella che oggi si chiama v. Battisti era allora divisa in 2 dal
torrente
primi
'800, situazione zona giardino pubblico
la
stessa situazione sopra, oggi
1827 - rive
zona poi stazione
non esiste ancora la stazione ferroviaria, al suo posto ancora il mare,
dove oggi c'e' il giardino, c'era il macello e la casa per i poveri,
non esiste nemmeno la strada che oggi usiamo per uscire dalla citta' a
lato della stazione stessa, si passava per quella che oggi chiamiamo
via Udine. Le rive non sono ancora allargate e il torrente era
all'aperto, oggi sopra di lui ci sono le case che dividono la via Geppa
e via Ghega, a lato il cantiere Panfili
1828 - situazione
Rojano
1828 - costa,
zona Nabresina
1830
-
barriera vecchia
- il torrente oggi e' completamente coperto
e scorre sotto la strada, al posto dell'edificio della vecchia barriera
(dogana) oggi si trova la colonna con la madonna d'oro
barriera vecchia
- l'edificio della barriera (dogana) detta vecchia, quello
nero al centro, come vedete siamo nella ora, piazza Garibaldi
1836 - piazza della legna
(oggi Goldoni)-Pondares, situazione dei cimiteri allora presenti, in
viola le cappelle (grande dimensione)
notate che sia il cimitero che la cappella dei greci si trovava
nell'odierna via Pellico
1838 - progetto della via Fabio Severo
dopo
il 1846
- progetto
originario del sito oggi giardino pubblico di v. Giulia
il terreno era un bene delle monache di Trieste, venne ceduto a
condizione si erigesse una chiesa dedicata a s. Francesco, cosa che
invece non si fece mai, come neppure la scuola