co
Creative Commons License
Trieste.Storia ® is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

TOPONOMASTICA
e altro

Software Grafica Photoshop


nomi e ubicazioni case, vie, pozzi, ponti, moli ecc...

website translation


per chiudere il MENU
premere "<" sopra la
scritta        

Hosting gratuito



NB: per i toponimi sloveni del territorio, consultare “ Trzasko Ozemlje” 1978 - proff. Samo Pahor - (RP MISC 4-6762) con cartina

  per veder meio, 'ndè sora la figura e frachè el tasto sin. dela pantigana  -
 
translation : per una migliore visione delle immagini, puntare il mouse sulla figura e cliccare col tasto sin.

Tergeste al tempo della dominazione romana

Hosting gratuito





Hosting gratuito
ricostruzione di Tergeste del 1300, dal libro di L. Grassi, abbastanza affidabile


10/6/1364 - libre 6 a due uomini e un notaio che scrissero in 4 quaderni le contrade cittadine di Trieste [libro dei Camerarii e Procuratori generali- p. 56]

27/8/1383 – libbre 4 a Nicolo Gremono e Nicolo de Genano che scrivono contratas civit Tergesti [libro dei Camerarii e Procuratori generali- vol. VI - p. 70b]

di questi documenti purtroppo, nulla ci è rimasto



Di prima del 1300 troppo poco sappiamo per fornire dati certi, ma da questa data è possibile ricostuire una certa forma di toponomastica, sia all'interno della città medievale, che all'esterno, non precisissima, ma comunque attendibile, per molti nomi invece, rimane ancora il mistero della loro collocazione, in quanto le notizie sono troppo scarne. Molti si sono cimentati in questo meandro, dallo Jenner, al Cavalli e altri ancora, senza parlare poi di quelli che hanno cercato origini ancestrali ai vari nomi, ipotizzando radici dal celtico al venetico al latino al ladino e via, vedi il Doria, ma ricordo a voi lettori, che trattasi pur sempre di ipotesi e basta. La gran parte di voi, leggendo le varie forme di nomi ancora oggi in uso, scoprirà che alcuni erano situati in tutt'altra parte, ma errori di lettura, o solamente per mantenere la memoria, hanno fatto sì che questo succedesse, I rioni cittadini, erano detti contrade ed erano 4, anche se in realtà, erano molti di più, ma andiamo con ordine :
 Riborgo = andava da circa l'odierno Corso Italia, dove scorreva il torrente Pondares, sotto le mura cittadine, dall'inizio dell'antica via Donota, ovvero da dove cominciava una volta, sino alla via Malcanton, salendo per la piazza vecchia sino alla via Donota nuovamente. Al suo interno racchiudeva un sotto-rione chiamato Rena, costruito interamente sui resti del teatro romano, questo rione era tagliato in due da una contrada chiamata Pozzacchera. Riborgo era abitato dalle famiglie più importanti della città, c'erano negozi, alberghi, taverne, nel 1700 al suo interno nasce il "ghetto degli ebrei", demolito quasi interamente insieme a Rena negli anni '30.
 Mercato = partiva dalla via Malcanton sino al Pozzo del mare, comprendeva la piazza grande, che però a quel tempo era solo la metà di quella che vediamo oggi, la piazza piccola, ch era all'incirca dietro all'odierno palazzo comunale e dove si trovava l'edificio della Vicedomineria (dove si conservavano i libri registri degli atti notarili), e nel XVI° sec. la chiesa di s. Lorenzo, arrivava poi sino all'inizio di Crosada, qui si trovava un alta concentrazione di negozi sparsi.
Cavana = andava da Pozzo del mare sino alla porta cittadina omonima, ovvero oggi via delle mura, due lati erano racchiusi appunto dalle antiche mura, tranne dopo le guerre con Venezia, che le demoliva, onde avere facilitato l'accesso via mare,. Il rione a quel tempo, era più basso dell'odierno, di ben 1 metro e mezzo, tanto che le alte maree, spesso inondavano le strade (praticamente come Venezia), nel 1568 finalmente il comune esegue dei lavori di sbarramento. Nel 1300 esiste già la contrada di Sporcavilla, oggi smantellata, ma che alcuni di voi ricorderanno transitabile sino agli anni '80, e nonostante ciò ch erroneamente venne scritto, il rione era abitato dalle famiglie nobili cittadine, al suo interno c'era la scuola della città, la chiesa di s. Sebastiano, non esisteva la piazza, solo nel 1435 prima e nel 1465 dopo il comune compra i terreni e allarga la strada principale. Si usciva dalla porta omonima che era sovrastata da una torre, si scavalcava un ponte levatoio, c'era infatti il fossato e l'acqua del mare si insinuava sotto le mura, fuori la porta, esternamente, c'erano altre case, che ricadevano anch'esse sotto lo stesso rione-contrada.

»»  abitazioni - abitatori - di Cavana
Castello = nome ambiguo per questa contrada, potrebbe anche indicare un'antica presenza di un maniero, ma non ci è dato sapere, era forse il rione più grande, confinava a sud con Cavana e Riborgo, saliva sino alla cattedrale, al suo interno racchiudeva una serie di sotto-rioni, Zudati che si rifaceva probabilmente all'antico sito abitato dagli ebrei, questo sicuramente prima del 1300, e andava dalla chiesa di s. Silvestro sino al monastero noto come s. Cipriano, Prelaser che andava dalla via Donota verso sù, sino al colle, Caboro che si trovava sulla cima del colle di s. Giusto e che includeva il primo monastero di s. Benedetto e l'antichissimo vescovado, demoliti poi dai veneziani, Pusterla che era posizionato tra Zudati e le mura del lato via s. Michele, dove appunto una porta comunicava con l'esterno. Era forse il rione più popolare della città. Esternamente alle mura , nella parte alta di quella che oggi chiamiamo via s. Michele, crebbe un piccolo borgo che verra' poi circondato da nuove mura e conglobato alla cerchia cittadina, si chiamava s. Lorenzo, a precisazione occorre ricordare che esternamente alla cinta muraria esistevano vari caseggiati, chiese, conventi, ma anche abitazioni, spesso seconde case dei nobili tergestini, dai doc. del 1300 sappiamo che non erano certo poche. Fuori la porta di Riborgo, esisteva un piccolo rione, era situato nei pressi delle zudecche (non la via di oggi!), erano laboratori dei conciatori di pelli, magazzini, ma anche abitazioni e un albergo, alcune chiesette con il cimitero. Naturalmente, intorno alla città, correvano le alte mura, intervallate da varie torri, e son i camminamenti per la guardia, ma questa è un altra storia.




la cartina venne pubblicata dal Caprin nel suo libro, ci sono alcuni errori di posizionamento, mancano molte androne, qualche errore in merito alle torri, ma comunque accettabile, i toponimi in rosso li ha aggiunti il sottoscritto e si riferiscono alle contrade adiacenti alla città, tranne Prelaser e Zudati che si trovavano all'interno, manca la segnatura di Sporcavilla (in Cavana), Pozacchera (in Rena), Gusion (dietro l'odierno palazzo comunale) ecc...
Hosting gratuito




Hosting gratuito
altra mappa del 1300, con i dintorni della città, i toponimi in rosso sono aggiunti dal sottoscritto, sono solo alcuni, in quanto la cartina non concede spazio.







unica immagine che abbiamo dell'antichissimo palazzo della vicedomineria, al suo posto ora, palazzo Costanzi




il primo palazzo del comune

Il palazzo è il simbolo del Comune, venne eretto in due tempi distinti, con l'allargamento della piazza, si trovava esattamente di fronte a quello odierno, dava le spalle al mare e la facciata verso la piazza, era posizionato all'incirca alla metà di quella odierna, infatti, lo spazio davanti il palazzo del Governo odierno, era già mare. Il Kandler ci dice che il primo palazzo comunale, venne costruito nel 1252 (storia del Consiglio), ma da un documento del 10/4/1237 rileviamo la dicitura ...sub portico com. ...il chè indicherebbe già un edificio preesistente, il 7/4/1258 altro documento, conferma ....sotto il palazzo comunale .., dalla rubrica 165 dello Stauto del 1318, si evice la presenza nel palazzo della "basta" ovvero carcere, in un addizione datata 1321 dello stesso Stauto, si menziona il leone all'inizio della scalinata (forse retaggio greco, non credo trattasi di quello veneziano, sarebbe stato specificato), il 23/6/1322 il comune paga un certo Francesco pittore, che dipinse la vergine Maria nella sala del palazzo (Hattinger), in un addizione del 1327 si ordina la costruzione di una terza campana da aggiungere alle 2 già esistenti sulla torre del comune, affinchè col suo suono, dia inizio ai lavori dei muratori, dei marangoni ecc..., sempre il Kandler ci dice che la torre venne eretta nel 1295 (? dalla forma architettonica delle finestre, appare chiaro che fosse coevo del vecchio palazzo da lui così datato), da un doc. del 24/4/1328 sappiamo che la scalinata portava alla parte vecchia del palazzo ..super scala veterem palati com. ..., il 22/6 dello stesso anno, un documento ci racconta della .. camera del D.no Vicario nel nuovo palazzo com. .. per nuovo si intende la parte più recente, il 2/10 altro doc. ci rammenta che dietro al palazzo, c'era la pescheria, e nel 11/8/1330 sappiamo che dietro c'era anche la casa dei bottai, lo stesso anno, si restaura una sala del palazzo e si dipinge il simbolo del Podestà (l'arma gentilizia, cosa che verrà fatta spesso, il palazzo era forse tutto affrescato), si lavora inoltre al fossato dietro al palazzo (NB: tra il retro del palazzo, e le case, c'era una divisione dovuta ad un fossato, forse resti del vecchio esterno alle più vecchie mura), il 26/2/1331 si parla del molo nel porto, dietro al palazzo, il 7/5/1332 viene fatta una serratura alla porta posteriore del palazzo, e si specifica, quella di mezzo, il 13/6 dello stesso anno, il comune paga un pittore (?) che dipinse la madonna e i santi nella sala. Nel 1334 sappiamo che all'interno v'era il "banco del maleficio", ovvero dove il giudice processava e condannava i colpevoli, il 12/6 si menziona la nuova piazza, dietro al palazzo, il 4/12 scopriamo che il primo dei negozi che si trovavano sotto il porticato, era vicino alla ..janua magna palaci com. ..., nel gennaio del 1335 si effettuano lavori ai coppi del tetto, alle 2 grandi porte dietro al palazzo, in due addizioni del 1342 dello Statuto, scopriamo che la "basta" si trovava al primo piano, e che il "fondaco" si trovava dietro al palazzo nella parte nuova, nel maggio 1345 scopriamo che il postribulo (già da molto tempo menzionato) era situato dietro al palazzo del comune e addossato alle mura, tra il 15 e il 16/12/1347 viene deciso il restauro del palazzo che deve essersi bruciato, o almeno in parte (scarne le notizie intorno a questo fatto), il 31/5/1348 si menziona la stalla dei cavalli del Podestà, sita sotto il palazzo vecchio, il 14/9/1352 si eseguono lavori ad un balcone, agli altri si mettono dei teli di lino (tende), si lavora alla basta, sul tetto, sulle grondaie e alla campana, nel luglio del 1359 si menziona nuovamente il leone in pietra sulle scale (per maggior comprensione ai profani, Trieste non accettava la bandiera di s. Marco tanto da fare una guerra, immaginate il leone alato! era probabilmente un leone alla bizantina), viene anche pagato quello che scopo' il palazzo grande, in sett/ott il pittore dipinse la camera del Podesta', il 3/6/1362 un doc. ci dice che sulle scale era scolpita la misura autorizzata delle armi, il 21/7/1362 vengono pagati i 4 candelabri in ferro che erano stati sistemati, in agosto ancora spese per il pittore che vi aveva dipinto, il 23/1/1363 si parla della ringhiera del palazzo, il 13/3/1368 scopriamo che le carceri ora erano situate sotto la parte vecchia dell'edificio, 8/6/1371 ancora il leone in pietra.
Tra il 1371 e il 1378, tempo dell'occupazione veneziana, si perdono le notizie sull'edificio, sino al dicembre del 1384 in cui si accenna alla sala superiore del palazzo, nel sett. del 1398 ci sono tutta una serie di lavori, sia pittori che apporto di pietra per il balcone, in ottobre, si fecero pure dei lavori al forno sotto il palazzo, e si pagò il pittore che dipinse l'arma sotto la grondaia, nel genn. del 1399 si cita il .. palazzo magno ... , nel 1414 viene pagato il piombo messo alle finestre, nel 1417  ..nel palazzo magno presso il banco della Cancelleria .... e sotto il palazzo davanti al carcere. Nel 1418 e 1420, scopriamo che c'era sia una magna sala che una parva sala nel nuovo palazzo, nel 1428 scopriamo anche, che nella magna sala c'era il banco del maleficio,  nel 1431 si parla di magna scalis palati, ciò farebbe pensare che ce ne fosse anche una piccola. Lo storico Jenner ci assicura che nel 1435 viene eretto un nuovo palazzo, ma perdonatemi, io trovo solo lavori al tetto, nel 1494 il comune paga le piere cotte (mattoni) che si usarono per chiudere la porta del comune, nel 1497 altra serie di lavori : nuova la serratura della porta che dà alla torre, e si ripara la porta del palazzo che ci dicono era tutta fracassata (?), in agosto dell'anno dopo, un frate dipinge (affresca?) le mura interne ed una ancona, vengono inoltre poste 4 aste per bandiere sulle colonne, nel luglio del 1499 una nota ci avvisa che sotto il palazzo c'era la Muda ovvero la dogana, nel 1505 riceve 8 soldi Baptista de Perman che aveva lavorato alle campane, altre note poi ci ricordano che sulla facciata veniva dipinto lo stemma della città e sia della casa d'Austria che quello del Capitano, nel 1537 si cita ancora la scala piccola del palazzo e nel 1540 quella grande, nel 1545 vengono poste sugli angoli (cantoni) delle lumiere (?), e vengono sistemati i tappeti, l'anno dopo, si posero 300 coppi sul tetto, nel 1551 vengono poste 4 ornelle ad uso orinatoi all'interno, una nota del 1559 così dice : fatto il modello del palazzo (disegno? modellino?), ridipinto lo stemma della città, e rifatta la facciata del palazzo piccolo. Nel 1563, con 7 lastroni di pietra viene coperto il canale che si trovava esattamente dietro il palazzo,verso le mura, e pagato il legname per rifare i balconi del palazzo,  nel 1577 il m° Pietro Gushic dipinge le figure (?) sotto la Loggia e sotto il palazzo, nel 1592 viene apposta l'arma del Cobenzel capitano della città, i lavori di manutenzione, sono continui, lavori alle porte in legno, alle pareti, al tetto, ai balconi ecc.
- la sala grande del Consiglio(prima del 1690) aveva molte piccole statue e armi con i loro cimieri antichi, con sotto lettere tedesche (?) alcune sono dei grandi Sig.i venuti a Trieste [Archeografo Triestino-v. 1°-231-dal Libro su Trieste di Giac. Filippo Tommasini vesc. Cittanova]
L' 8 febbraio del 1690 il palazzo si incendia, bruciano così carte e documenti antichi che verranno persi per sempre, purtroppo gli incendi all'epoca erano frequenti e comportavano dolorose perdite, secoli di memorie persi in un attimo.
il secondo palazzo comunale
Nel 1691 iniziarono subito i lavori per farne un altro con pietra di Basovizza, in giugno venne demolito ciò che restava della vetusta torre del vecchio comune, il nuovo, seppur bello e di cui ci rimangono varie stampe che lo illustrano, non durerà molto con questo scopo, nel 1751  le prigioni sotto adibite a negozi, nel 1784 sono già presenti là sotto sia la Borsa che le Assicurazioni, nel 1790 verrà ampliato e restaurato, ma nel 1822 verà demolito.
Il Kandler ci racconta che l'edificio antecedente al 1790 portava una serie di affreschi esterni, il pianterreno tutto ad arcate ospitava botteghe.
atti 12A 2/17 :

9/8- si decide di abbattere solo il primo piano del teatro
16/8/1822- si allontanano i rivendicoli sotto le arcate del teatro
25/8- si decide per abbattere tutto l'edificio
25/8- ordinato lo sgombero della bottega nel teatro
19/10- crolla il pilastro del volto sin del teatro (ds stando in faccia)

misurazioni del palazzo :

pianterreno
largo - 14,3 (14,16) Kl
profondo - 13,56 Kl
h - 3,24 Kl
primo piano
largo - 16,36 Kl
profondo - 7,30 (8,2) Kl
h - 4,56 Kl

NB : le misurazioni in questione, se esatte, darebbero l'dea di un edificio stretto sotto e largo sopra, cosa alquanto strana

continua


Hosting gratuito a sin. ; ricostruzione del palazzo comunale del 1300, in verità, non molto esatta, manca infatti uno scalone in pietra che andava al primo piano, all'inizio c'era un leone in pietra, una grande finestra e mancano tutti i balconi, e per finire, se uno era detto piccolo, ci sarà stato un motivo.
 a ds. : la parte posteriore del palazzo comunale nel 1300, ovvero quella che dava al mare, dall'unica immagine che abbiamo tratta da un affresco della cattedrale, notate i due differenti stili delle finestre del palazzo, eretto in due tempi, la torre rappresentata bassa (è possibile fosse parte delle mura più antiche, atterrate dai veneziani), i merli sono alla guelfa, le tre torri sono tutte con porta, a differenza di Venezia che apriva i varchi nelle cortine delle mura. Hosting gratuito
Hosting gratuito il secondo palazzo comunale, eretto nel 1691, sarà trasformato in teatro e poi demolito
fondamenta del vecchio palazzo comunale (quello sopra) tornate alla luce nel 1926 Hosting gratuito
Hosting gratuito il terzo palazzo comunale, con la loggia sotto ad un arcata, l'orologio e sul tetto ci sono le 3 campane










Hosting gratuito






Software Grafica Photoshop






 il mistero della via scomparsa  

chissà quante volte ci passate davanti ma non ve ne accorgete, un intera via e' stata fatta scomparire
ma dove? in via Carducci, in pieno centro !
quando scendete per la via, oltrepassate l'incrocio con la via s. Francesco, il prossimo incrocio che incontrerete sarà quello con la via del Coroneo, ma non vi siete accorti che ce n'era un altra prima, ma non la vedete. La via è stata completamente occupata dal negozio di Godina, e si trova tra un negozio di scarpe e Godina stesso, quando ci ripasserete, dateci un occhiata, per intanto vi offro una mappa in cui era ancora esistente



il rettangolo rosso è la via in questione, già che ci siete date un occhiata alla piazza della Legna, oggi Goldoni, notate che il lato verso la via Carducci, non aveva ancora case






note storiche su alcune delle case della città
palazzo dei Burlo (Barcola): v. Illesberg 7/1, già presente nel 1400
casa Marenzi v. dei Rettori (del 1400) in verità potrebbe essere anche più antico, la famiglia ancora vivente (a Vienna) lo stà restaurando, nel 2008 dovrebbe essere finito
casa dei Juliani v. Malcanton di fronte a quella dei Marenzi, di sicuro già dal 1400
casa dei Giuliani (Barcola): v Nicolodi 11, già nel 1600 (a forma di torre con 3 piani)
palazzo del Belvedere (circa v. Udine) 13/5/1681 della famiglia Argento [non più esistente]
palazzo Brigido (n° 1 pozzo del mare) 5e 6/9/1734 - Il palazzo del conte Brigido è  (quasi ) finito, ed è già affittato - 12/12/1734, non ancora finito, ma vi abita già il mercante Grossl, e il sign. Regelfest di Lubiana - 1737 (il 29/30 ap. 1797 vi soggiornò Napoleone Bonaparte) - marzo 2001, il palazzo restaurato nel lato v. s. Sebastiano, diventa museo orientale
come da sempre in uso, il comune nel 2009 intende destinarlo ad uffici, nonostante ci sia il vincolo della donazione, chi se ne frega no? donate donate al comune ......
casa Conti eretto nel 1735, fù già della fam. Francol, era stato rotto nel bombardamento del Forbin nel 1702 (demolita negli anni '30)
villa Baiardi  del settecento, si trovava allo sbocco della via in alto (n°29 di str. nuova per Opicina), demolita nel 1962
villa Necker-Monfort nel 1750 di Strohlendorf, 17/2/1790 Antonio Cassis Faraone, 17/1/1820 Gerolamo de Monfort (Bonaparte), 31/5/1827 ditta Necher & co. . 1/2/1851 Erario marina di guerra austriaca – oggi circolo ufficiali
villa
Mon Bijou
str. di Fiume - nel 1776 residenza estiva del governatore Zinzendorf, fu' poi del conte Pompeo Brigido, acquistata dal commendator Paximadi, nel 1958 diventa proprieta' di Socrate Stravolpulos, sara' poi trattoria "da Urbano"
palazzo Nussa di Demetrio del 1785 (ang. v. Ghega-v.Filzi-Geppa)
villa Murat alla fine del 1700 appartiene al gen. russo Psaro (?), che la vende 7/2/1825 al principe Felice Baciocchi, dal 1815 prende questo nome - 31/12/1825 alla contessa Carolina de Lipona, 20/9/1852 alle 2 principesse Murat, 4/5/1888 a Giorgio Haggi Costi, 2/5/1889 a Gioachino del fù Gaetano conte Murat .... ecc. fino a 1° pilatura del riso – villa Murat: possedeva una chiesa - oggi al suo posto eretta la sede del giornale “il Piccolo”
casa v. F. Venezian n° 9 (casa n° 1119), del 1788
casa Sauli-Pepeu (v.Cavana); fù sede del consolato francese 
villa Sartorio fù eretta nel 1791 dal negoziante Haim Camondo, secondo alcune voci sopra dei soterranei che appartenevano alla'antico monastero dei fratelli della misericordia, passa poi alla contessa Tecla vedova del ricchissimo Antonio Cassis Faraone. nel 1830 passa a Carlo d'Ottavio Fontana, la di cui figlia, la porta in dote al marito Pietro Sartorio - viene donata alla città e oggi è un polo museale- nel 1999 il proff. Veronese trova sotto la villa i resti di una provabile batteria di ben 28 cannoni murata. 
casa Zazarango v. s. Nicolo 2 - eretta attorno al 1797 dal Carciotti, poi della ditta Caracolo & Zazarango
palazzo Carciotti  (rive): eretto tra il 1799-1805 dal commerciante Demetrio Carciotti- poggia su una serie di palafitte - fù sede della Capitaneria di porto, al suo ritorno al comune non si trovarono più numerose suppellettili antiche (come mai?) - per il maestoso palazzo si ipotizzava sede museale, ma oggi 2010, parte e' ancora in stato di abbandono
villa Lazzarovich fù abitazione dell’imp.e Maximiliano (n° 1338) - 11/5/1802 del Giovanni Saver, poi vari, Cassis Faraone, 23/8/1849 a Nicolo Marco Lazzarovich, poi al figlio, poi ad Annamaria Mayer (nata Lazzarovich) ..
casa Nussa p.zza Dalmazia 1 - della fine del '700, nel 1817 passa in proprietà ai greci Nussa, nel '800 venne rialzato un piano, sulla facciata è visibile il ritratto in pietra di Antonio Nussa, l'aspetto attuale e datato 1873
palazzo Vescovile (v.Cavana) ; 14/10/1803 era di Vicco Antonio, dal 5/5/1814 a Loehley Teodoro, Carolina q. Teodoro 18/10/1820, a Giovanni Rajovich 21/2/1821, all’Erario 11/8/1834, Mensa Vescovile 13/10/1895 - (NB: prima c’era l’antico ospedale dell’Annunziata)
di Chiozza (il 1°) eretto dalla famiglia omonima tra il 1801/2, nel 1856 viene rialzato e definitivamente demolito nel 1927 e rifatto ex novo , era su triplice arcata sotto, aveva sotto 2 caffè
palazzo della borsa posa della prima pietra il 18/5/1802, è tutto su palafitte in quanto copre il vecchio canal piccolo, l'anno dopo è finito, nel 1816 viene collocata al suo interno la meridiana del Sebastianutti, nel 1821 il pittore Bevilaqua dipinge il soffitto con il trionfo di Nettuno e Galatea, al primo piano si trovavano i ritratti ad olio di : Ciriaco Catraro, Aaron Parente, Taddeo e Costantino de Reyen, Antonio de Vicco, Pasquale Revoltella, C. Regensdorff, de Sartorio, Elio de Morpurgo, Davinos, E. Escher, Haggeriaver, ecc ... la borsa in quel palazzo viene aperta 8/9/1806, nel 1850 cessa la borsa mercantile e subentra la Camera del Commercio [A. Tribel - 2F8]
Rotonda Pancera angolo v. s. Michele, eretta tra il 1804/5 (possiede dei sotterranei)
villa Pompeiana (a Cattinara) dal 1805 appartiene al bar. Geremia de Zanchi
casa Fontana v.del Pesce (Cavana) eretta nel 1828 - sul sito c’era casa Petazzi, convertita poi in magazzino dei Sali, di fronte c’era il fondo dei Ranfi (vd. famiglie)
villa Ara dal 1828 era di Isach Guetta, dal 1857 ai Coen – durante l’occupazione tedesca, fù comando militare, ha sotterraneo che la collega al tribunale
palazzo Stratti p.zza Unita' 5/7 - eretto nel 1839 dal negoziante greco Nicolo Stratti, progetto di Antonio Butazzoni (allievo del Pertsch) - nel 1846 e' di proprieta' delle Assicurazioni Generali - nel 1872 vengono apposte delle statue - dalla sua fondazione e' presente il caffe' degli specchi
casa Costanzi eretta nel sito dell’antica vicedomineria (1840?)
Tergesteo (su sito ex palazzo della Dogana)- disegno di A. Buttazzoni, arch. Valle, la donna in alto raffigura Trieste, al suo fianco Mercurio getta frutti, e un putto...- eretto nel 24/8/1842
Dogana vecchia (palazzo esistente prima del Tergesteo) al 1° p. c’era il Tribunale Civile, al 2° p. abitava Gio. Batta Pascottini, il tribunale passa poi in casa Gattorno (contr. Casino di Sanità)
Monte di Pietà istituito ap. 21/11/1846 (prima si trovava nella chiesa del Rosario e anche c/o l'antico vescovado a san Giusto)
 palazzo Ralli  in p.zza Scorcola 1 - eretto nel 1851, progetto di Giuseppe Baldini, residenza della famiglia greca Ralli, saliti al ramo di baroni dell'impero
villa Revoltella eretta dal barone tra il 1853 e il 60
villa Bottacin vic. dei Roveri 16, eretta nel 1854 dal Bottacin
villa de Rin eretta nel 1854, c/o le Beatitudini (str. Nuova per Opicina) oggi solo rovine
casa Berlam v. Madonnina 4, eretta nel 1857
palazzo Gopcevich  (canale Grande): eretto da Giov. Berlam tra il 1858 -1859 - fu sede delle scuole di avviamento al lavoro - oggi polo museale
Ferdinandeo eretto tra 1856/8
casa Sposi F. Severo, 1863 – donata da Ambrogio Ralli (greco) alle coppie appena sposate
casa Bizantina (casa Sardotsch, Barriera vecchia) eretta 1875 da arch. Nicolo Sardotsch, demolita poi nel 1935 (dara' origine all'odierno l.go barriera vecchia)
casa Mauroner v. Battisti 8 – eretta nel 1876
Stazione centrale costruita nel 1878 (è praticamente sopra il mare)
casa Panfili eretta nel 1879
casa Deseppi v. Diaz 2 – eretto tra il 1879/80 - alle fondamenta si trovò resti di mura considerate del castello Amarina
palazzo
del Lloyd
(p.zza Unita): opera dell'arch. Heinrich von Ferstel, nel 1879 il Comune cede il fondo per la sua costruzione - 6/12/1880 posa 1.a pietra ad opera del bar. Marco Morpurgo (presidente della soc.)– finito nel 1883 (prima c'era lo squero, poi eretta pescheria)
palazzo Diana p.zza s. Giovanni, 1882/4 , del commerciante M. Diana (progetto del triestino Enrico Holzner) - prima esisteva un lavatoio pubblico
scuola Julia finita 1882
palazzo Generali p.zza grande - eretto nel 1886, opera degli architetti Zabeo e Geiringer
villino Bazzoni v. Bazzoni 4, eretto 1888
villa (castelletto) Geiringer 1896 eretto dal suo proprietario ing. Eugenio (nato a TS il 1843-m. nov. 1904), su presistente costruzione, di sua proprietà dal 1888, nel 1980 ceduto dagli eredi abitanti a Roma, al monastero s.Cipriano - oggi sede di un asilo nido e dell' European School of Trieste
villa Stavropulos in costiera al n° 35 (Socrate 1882-1960)
villa russa viale Miramar - detta anche villa delle cipolle - eretta nel 1896 dal prete Antonio Jakic, forse collegato allo Zar di Russia, le cupole in legno sono opera dell'artigiano Francesco Gasperini
casa Berlam v. Piccardi 36, eretta nel 1903
casa Vianello (p.za Oberdan 1) costruita nel 1903/5
palazzo Ritmeyer  10/11/1903, che la famiglia nel 1914 dona al Comune e diventa Tartini (conservatorio): (Benvenuto Fantin)
monte di Pietà (v. Pellico) 1905
R.A.S.  (pzza Repubblica): dal 1914
grattacielo Berlam (grattanuvole,rive) 1928, sul sito che fù casa Oesterreicher (arch. Giov. Bobolini)
Stazione Marittima (molo bersaglieri) 1927/30
Mercato Coperto (L.go Barriera): inaugurato 28/10/1936
palazzo INAIL genn 1939 - presentato il progetto per il nuovo palazzo dell'INAIL in corso littorio (v. teatro romano), per erigerlo si demoliranno numerose case, per un totale di 1500 abitanti da trasferire in altre sedi
Stazione delle corriere inaugurato maggio 1947 (oggi trasformata in teatro)












VERGOGNOSO

Non credo che altre citta' nel mondo, abbiano dedicato vie o piazze a coloro che furono loro nemici, solo Trieste puo' vantare questo triste primato, la citta' alla fine del '800, con l'arrivo di dubbi personaggi dall'Istria e dall'Italia, fomentati dalle cellule massoniche, spinti alle alte cariche comunali, iniziarono l'opera di stravolgimento storico, aiutati anche da una Vienna dormiente, ebbero gioco facile nel creare nei nuovi venuti, ostilita' verso quella parte di popolazione autoctona che parlava altre lingue, anche perche' fedeli all'impero, nasce l'anti-slavismo  che continuera' poi con l'anti-ebraismo ecc ... il tutto portera' alla fine della pacifica convivenza delle genti, orgoglio secolare di questa citta', e con cio' al decadimento di quella che fu' una metropoli. Purtroppo, ancora oggi, nel 2009, nessuno ha mai cercato di correggere questi errori, e nonostante tante belle parole, coloro che la comandano e ne decidono il destino, sono piu' interessati ai loro ricavi monetari e per niente alla citta' che glieli procura, tanto un giorno ci sara' sicuramente qualche "fenomeno" che gli intitolera' una via !!

via E. Dandolo = doge di Venezia, nel 1202 finge una crociata in terra santa, ma invece usa le truppe francesi imbarcate sulle sue navi per assoggettare, prima Trieste e Muggia, poi Zara e infine conquista e depreda Costantinopoli, veramente un "eroe" ! 

via Mansanta = nato a Trieste nel XIII° sec., da buon traditore, servi' la Serenissima, probabilmente fu' anche bandito dalla sua citta'

via V. Pisani = ammiraglio di Venezia, nel 1379, dopo aver assediato, bombardato, Capodistria, con la flotta tenta la conquista di Trieste, ma per fortuna, gli va' male

via Santo Gavardo = altro avventuriero al soldo dell'esercito veneto, comando' squadracce istriane che seminarono il terrore nel territorio comunale, nel 1463 comanda l'armata di Capodistria che assedia Trieste, anche in questo caso, il comune grato gli intitola una via !

via d'Alviano = generale di ventura al soldo di Venezia, nel 1508 assedia e bombarda Trieste, per tre settimane la citta' resiste, poi alla fame e con le strade disseminate di morti, deve cedere, non pago, chiede al comune 15.000 ducati di taglia per non subire il saccheggio. Bel personaggio, non c'è che dire, e grati di tanta magnanita', questo comune in tempi sospetti, gli dedica una via !

via Cappello = non ancora sazio, il comune intitola una via a ricordo di colui che nel 1509, agli ordini di Venezia, prende il potere a Trieste, sara' un despota, fara' impiccare, frustare, torturare. Gruppi di triestini oppressi, si rifugiano a Lubiana, per tutta risposta, il "buon" Cappello, sequestra donne e bambini appena nati e li deporta a Cherso, ordina che non si possa camminare in piu' di due persone per la strada, divieto di affacciarsi alla finestra e molto altro ancora.








1957 - assegnazione di nomi alle vie a vari personaggi (NB) - tratto da : rivista mensile della città di Trieste 1957 p. 10 naturalmente continua la saga delle medaglie d'oro dei volontari nell'esercito italiano della grande guerra, da notare come nel 1957 dopo l'instaurazione della Repubblica, la messa al bando del partito fascista, a Trieste si intitolano vie ad eroi del fù esercito fascista e di qualche camicia nera, come se non fosse successo nulla, il bello è, che la cosa continua tutt'ora




Carlo Archi: dal 1938 - fù Podesta dal 1927 al 28 - nominato da Vittorio Emanuele su proposta di Mussolini - ammalato muore in carica 9/4/1928 - gli succede Giorgio Pitacco - G.Nobile, s. Buffa, Porta Orientale 27, 1957 p. 253/5 - F.Pagnacco, S. Buffa, Porta Orientale 19, 1949 p.3/7

Carlo Banelli: dal 1969 - n. TS 1858, membro partito Liberal-nazionale - attivo propagandista e organizzo campagne politiche 1911- nel 1921 si da da fare per trovare i resti di Oberdan dopo il 1918 vice-presid. Federazione italiana irredenti -m 1938
Camber - Barni: dal 1968 - TS 24/12/1891 - Univ. Vienna, avvocato - 1a guerra volontario nell’ es. ital. - ferito 2 volte ebbe croce e medaglia - cambia il cognome in Barni per non essere riconosciuto in caso di cattura - nel 1919 era stato uno dei fondatori del fascio di Trieste - volontario nel 2° conflitto, muore cadendo da cavallo in Albania 24/11/1941 - il cognome Camber, vi ricorda qualcuno?
Brandolin Aldo: dal 1962 - n a TS 24/5/1910 - med. oro al valor militare - partecipa alla guerra di Spagna come tenente (esercito fascista) - allo scoppio della 2 guerra, promosso Cap°, muore in Bosnia 22/1/1942 - NB: da leggersi la poetica motivazione scritta -F.Pagnacco, Porta Orientale 28, 1958 p 413/4
Castro Bruno: dal 1962 - n. TS 24/8/1918 - m. nel cielo del Mediterraneo 14/6/1942 - medaglia oro pilota caccia
Codermatz Mario: dal 1962 - n. TS 31/3/1914 - Università a PD - volontario esercito nel 1933, scuola allievi uff.li MI - nel 1935 volontario per l’Africa Orient. - promosso tenente nel 1938 - nel 1941 membro del battagl. alpino - cade in Somalia combattendo 22/3/1941 - vd. poetica motivazione -Nobile, Porta Orientale 23, 1953 p.77/80

Crisciani Armando: dal 1962 - n. TS 18/3/1902 - m. mar Rosso 3/4/1941 - med. oro uff. cacciatorpediniere Marin, durante un attacco suo, affondava.

Dardi Ferruccio : dal 1962 - n. TS 2/9/1912 - accademia militare - sottotenente di cavalleria - nella 2a guerra come Cap° in Egitto - m. 9/7/1942 mentre attaccava con carri armati - vd poetica motivazione

Lorenzetti Lorenzo: dal 1940 - nato in Friuli 1893, fu anche Podestà a Vipacco- morto nella guerra di Spagna ,volontario, 1939 med. oro valor militare fascista - “morì col nome del duce sulle labbra” fù centurione della MVSN

Pitacco Giorgio – nato a Pirano 25/4/1866, laureato a Graz, 1891 assunto al Comune, nel 1905 Assessore alla Presidenza municipale, 1892 segr. generale della Lega Nazionale, deputato Parlamento a Vienna sino al 1907, rieletto 1909, nel 15/18 combatte con l’Italia, nel 1922 eletto sindaco di Trieste, fino al 1926, Podestà dal 1928 al 1933 - nel 1924 riceve la tessera “ ad honorem” del partito Nazonale fascista - m. nel 1945
Protti Arrigo - n TS 24/1/1898, nel 15/18 bersagliere esercito italiano, 1919 partecipa impresa di Fiume, poi in Libia, muore nel 9/11/1936 sul fronte in Africa
Salata Francesco - n a Ossero 17/9/1876, studia a Capodistria e Graz, giornalista per molti giornali - addetto affari civili es. italiano 1919 - nel 1936 fu ministro plenipotenziario a Vienna - nel 1940 promosso pres. di sezione del Cons. di Stato

Sartori Rodolfo – n. a TS 30/6/1914, aviazione italiana, medaglia per azioni di guerra nel 2° conflitto

Sonnino Sidney - Pisa 1847 - lavora c/o ambasciate, capo del centro-destra nel 1901 fonda il giornale d’Italia, varie volte ministro, m a Roma 1924

Stiepovich Danilo - TS 1912, m. nel 1941 in guerra nel Oceano Atlantico, medaglia oro -vd motivazione poetica

Valerio Alfonso - TS 1852, podestà varie volte , nel 1918 assume presidenza Comitato Salute pubblica, firmatario del manifesto del Fascio nazionale, fino al 1919 fu 1° sindaco di Trieste, convinto fascista, m a TS dic. 1942
Zelik Bruno - TS 1903, cap° di corvetta, si distingue nella 2° guerra, m. nel 1942 cap° di sommergibile nel Mediterraneo - vd poetica motivazione
Pietro Zorutti - poeta friulano che fece parte delle truppe napoleoniche (contenti friulani e triestini!)
Laghi Sergio -  dal 1939, combatte nell'esercito fascista e muore in Africa 
de Berti, Antonio - dal 1962, n. Pago (Dalmazia) 1889, nel 1911 interviene a Capodistria al congresso del fascio giovanile istriano, l'anno dopo è a Pola dove fonda il periodico "la fiamma" - dopo il 1943 aderisce al socialismo e diventa oppositore del fascismo, verrà incarcerato  dai tedeschi, collaborerà col C.L.N.
Almerigo Grilz - spacciato per giornalista, ma noto a Trieste come picchiatore del Fronte della Gioventu', noto alle cronache cittadine per atti di pestaggi e vandalismo, muore in Mozambico nel 1987 durante una sparatoria tra l'esercito regolare e i guerriglieri della Renamo col quale lui si trovava, naturalmente il comune affranto dalla perdita intitola via a Barcola - per ragguagli QUI
scala Granbassi -  2009 nonostante le forti opposizioni il comune di Trieste, retto dalla destra, intitola la scala Revere al giornalista morto nella guerra di Spagna combattendo per il dittatore Franco contro i repubblicani, sdegno tra i triestini democratici e naturalmente gran parte della Spagna
ce ne sarebbero ancora molti di questi toponimi di cui parlare, da schiere di istriani che niente ebbero a che fare con Trieste, a pseudo-triestini (spesso figli di veneti o istriani) assunti agli onori per aver combattuto nell'esercito italiano in una delle due guerre, la propaganda nazionalista non si e' mai fermata, continua ancora oggi, la Storia di Trieste, e' una storia scomoda !

La città in mano alla lobby degli architetti e dei costruttori, da 50 anni almeno subisce la crescita indisturbata di mostruosità spesso inutili, costruite senza  la minima cura per il verde cittadino, coprendo rivi naturali, disboscando alberi centenari, demolendo antichi siti spacciandoli per crolli (vd corte Trauner), o facendo sparire le prove di reperti antichi trovati negli scavi (vd. ultima pavimentazione del cortile del castello di san Giusto) mentre chi dovrebbe controllare tutto ciò, si gira dall'altra parte, a salvaguardia della comoda e remunerativa poltrona, sembra proprio che i loro genitori non siano stati dei buoni maestri, non hanno insegnato loro cos'è la vergogna !
NB : ancora una nota, oltre che a deliziarci con delle baggianate colossali, quali l'improvviso ritrovamento di stanze romane affrescate in rosso pompeiano nella piazzetta Barbacane, avvenuta alcuni anni fà, nei lavori per il piano Urban, che ci è costato la perdita di numerosi reperti antichi fatti sparire in silenzio, ce l'hanno spacciata per una nuova scoperta ! peccato che nel 1910, e ci sono le fotografie a ricordarlo (dal libro : i rioni di Trieste), le avevano già trovate, tanto per farvi capire che gente incompetente viene consultata per le antichità, e per finire ..... avete mai visto che tutti i reperti romani trovati in città, vengono stranamente datati del I° sec. dopo Cristo? ma i resti dei 2 secoli precedenti, dove sono? e più sotto dei resti romani qualcuno ha mai scavato? non mi risulta ...  mah ....... fate voi
queste pagine sono in continuo aggiornamento







le immagini sono state caricate dal sito