website translation

Creative Commons License
Trieste.Storia is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

 Hosting gratuito

Hosting gratuito






Lo studio della Storia della città di Trieste non ha mai attirato grandi ricerche, tranne che per gli storici locali, la città posta in una posizione molto particolare, non è riuscita a mantenere visivamente la sua storia, prima perchè si trovava sulla porta d'ingresso delle popolazione barbariche, per cui puntualmente spogliata dall'invasore di turno, poi depredata dai veneti ad ogni occupazione, poi, anche se con le migliori intenzioni, demolite le sue antichissime mura per volere di Maria Teresa d'Austria che voleva unire la parte vecchia con la nuova, poi nel ventennio fascista, il colpo di grazia, buona parte della città antica, viene rasa al suolo per fare posto a  case di dubbio gusto nello stile dell'epoca, scompaiono così, l'intero rione di Rena, e quasi completamente il ghetto ebraico, e infine, con la scusa del piano Urban, le ultime antiche case rimaste, e che il buon Ario Tribel ci aveva descritto minuziosamente, nella più totale indifferenza, vengono spogliate delle ultime vestigia rimaste (lapidi, frontoni, affreschi, colonne, putti, e molto altro). L'indagine sul campo, molto viva al finire del '800 è totalmente assente, tranne che per occasionali scoperte durante lavori di sbancamento, ma i miseri resti, non tutelati nè valorizzati, a volte vengono ricoperti. Sussiste una teoria, secondo cui Trieste, come l'antica Troia, sia stata costruita a strati nello stesso sito, ciò sarebbe convalidato appunto dai vari ritrovamenti, peccato che arrivati al livello di epoca romana, tutto si fermi. Di tutto ciò, dobbiamo ringraziare un nazionalismo, neanche tanto strisciante, e d'importazione, che tende ad offuscare la vera Storia, troppo scomoda e non combaciante con i vari sussidiari delle scuole, ma immagino che ciò capiti anche a Trento e Bolzano, l'antico sud-Tyrol, la trascrizione "opportunistica" della Storia è iniziata un secolo fà, ma si sà, viene scritta dai vincitori.


Dopo l'occupazione delle truppe dell'impero romano, la città sarà ultimo avamposto dell'impero bizantino, viene conquistata dai Franchi di Carlo Magno, dopo altre varie vicissitudini, per volere imperiale, diventa di proprietà del suo vescovo che ne è anche principe, ma l'attrito con la laicità cittadina si aquisce sempre più, sino a che deve cedere il potere, nasce allora il libero comune, sottoposto a continue pressioni del Patriarca di Aquileia e dal conte di Gorizia, il potere comunale, barcamena appoggiandosi ora all'uno, ora all'altro, e mantenendo rapporti privilegiati con il re d'Ungheria grande potenza di allora, intanto continuano da tempo immemorabile gli scontri con Venezia e i suoi alleati, guerre assedi ed eccidi, non si contano, la città non piega mai il capo al Doge, ma puntualmente subisce le conseguenze, nonostante tutto, la lotta proseguirà per secoli e senza esclusione di colpi,nemici ad oltranza ! Il piccolo comune, stretto dalle grandi potenze intorno a lui, che ne limitano i movimenti, decide, com'era in uso a quel tempo, di offrire la sua dedizione al duca d'Austria, che non accetta subito, nonostante ci fossero già state ben due dedizioni precedenti, in quanto era probabile una rivalsa del re d'Ungheria, suo antico protettore appunto, il caso vuole che proprio allora l'ungherese muoia, Trieste diventa allora un protettorato, molto autonomo, dell'Austria. Per 560 anni, con fasi alterne la città innalzerà il vessillo austriaco assieme al suo, sia sul palazzo del comune che sulle navi, il patriziato cittadino  mantiene gli interessi imperiali verso la città, molto marginali, onde poter meglio gestire il potere, non mancheranno gli eccessi, tanto che lo stesso imperatore interviene con l'esercito. Con la nascita del porto franco nel 1700, e con la continua e innarestabile affluenza di genti  dalle parti più disparate, si fà pressante l'esigenza di ampliamento, viene creata una città nuova, che prenderà appunto il nome dalla sua sostenitrice, l'imperatrice Maria Teresa, figlia di quel Carlo VI già propugnatore dell'ampliamento della città, aveva infatti comprato le sue saline e le aveva fatte coprire per poter iniziare l'edificazione. Esplode il commercio, nascono le assicurazioni, arrivano merci da tutto il mondo, la Borsa lavora freneticamente, grandi capitali passano di man in mano, la notte la città vive come di giorno, i vari imperatori si susseguono nelle visite, il nome di Trieste è pronunciato negli angoli più remoti del globo. Nel tardo '800, con la nascita di tensioni sociali nell'impero (ma anche nel resto d'Europa), Vienna per emarginare i facinorosi spesso li trasferisce nella città considerata sempre fedele, Trieste appunto, ciò però porta alla creazione di cellule anti-austriache collegate alla massoneria che appoggia l'espansione italiana. Nonostante ciò che scrivono i vostri libri, la città rimase fedele a quell'impero che la difese dall'occupazione sino al 1918, creando uno sbarramento sul Carso che fù impenetrabile, degna di nota è la lettera alla città del Governatore austriaco in procinto di partire con le ultime truppe, con la quale augurava a Trieste di continuare la prosperità che le spettava, se solo avesse saputo ! Una piccola nota personale, ebbi la fortuna di conoscere uno dei primi soldati italiani sbarcati a Trieste, mi raccontò che gli ufficiali dissero loro che gli austriaci stavano facendo stragi, tanto fù l'orrore che quando scese sul molo san Carlo si aspettava di vedere cadaveri dappertutto e gente impiccata ai lampioni, ma non vide niente di tutto ciò e capì solo molto dopo a cosa serviva la propaganda. Oggi il porto che fù il terzo d'Europa dopo Amburgo e Marsiglia, è al 12° posto d'Italia !
...poi mi fermerò, anche se potrei continuare e ce ne sarebbero delle belle da scrivere, ma sono disgustato da "fenomeni" che si dilettano a storpiare la Storia di Trieste anche sul web, non per ultimo quello che riporta sul suo sito : le truppe di Tito nei 40 giorni di occupazione ... dimenticando che loro liberarono la città dai fascisti e dai nazisti .... fecero milioni di morti ... già mi vien da ridere ... eppure di personaggi così la mia città purtroppo ne è piena, ed hanno anche buon gioco, spesso fanatici e sovvenzionati da chi ha interessi di parte nel fomentare l'anti-slavismo e il nazionalismo italico, una certa associazione che si chiama : Lega, ma che non ha niente a che fare con la lombarda, da tempi immemori muove i fili e neanche tanto nell'ombra. Se poi riuscireste a scavare e scoprire chi sono in realtà gli autori di queste autentiche "balle", scoprireste che, se per nostra sfortuna sono nati a Trieste, i loro padri venivano da ben altri luoghi e forse a quei tempi portavano una camicia monocolore, già ... per poter parlare di Trieste, non basta esserci nati, ci vuole quello che viene chiamato : retroterra culturale dato da radici ben piantate, ovvero genitori autoctoni che tramandano da generazioni, non solo dialetto, usi e costumi, ma anche la cultura cittadina, ben diversa per storia da quella dell'Istria e da altre parti d'Italia. Per ciò che concerne le "foibe" mi limiterò a suggerire qualche link, affinchè gli italiani, che poco ne sanno, e credono alle baggianate che gli vengono raccontate, se ne facciano un idea, così scopriranno l'orrore commesso dagli italiani nell'ex-Jugoslavia, pagina dimenticata in fretta,e come i post-fascisti abbiano gonfiato a dismisura i morti delle foibe, spacciandoli tutti per innocenti !
di triestini democratici, bastonati, incarcerati e mandati a morire nel forno della Risiera di s. Sabba o nei lager nazisti ... ma ci sarebbe molto da raccontare, anche che della mia città in questi ultimi 50 anni, non ne vado fiero, ma continuo ad amare immensamente queste case e il suo mare, qui' da secoli io ho le mie radici 





dinosauro Antonio vedi»»

Preistoria
grotta del mitreo


Al principio l’uomo preistorico abitò in questi posti, ne habbiamo prova dai numerosi reperti del nostro Carso. Presso Visogliano nel “riparo dei micro-mammiferi” furono ritrovati resti dell’uomo erectus (mandibole e alveolo dentale) datati tra 700.000 e i 300.000 anni, visibili al museo Hortis. Quasi tutti gli antri scoperti hanno dato prova di essere stati dimore dell’epoca detta del Neolitico (grotta azzurra, grotta dell’orso, grotta delle gallerie, grotta del Mitreo, grotta della tartaruga, grotta delle 3 quercie) menzione speciale và certamente alla grotta Pocala, un vero e proprio magazzino di resti del Paleolitico medio, tra cui resti umani e animali datati 80.000-35.000 a.c. . Dai resti ritrovati, abbiamo anche un quadro più chiaro della fauna del luogo : cervi, cavalli, leoni, il bue primogenio, l’orso delle caverne ecc…
Nonostante tutto, non possiamo ancora parlare però di comunità abitativa, per farlo dobbiamo arrivare ai “ Castellieri”


l'età dei castellieri

Erano villaggi sulla sommità delle cime carsiche, racchiusi da poderose mura in pietra, spesso in doppia o tripla cinta, sono datatabili attorno al 1200/800 a.c., ricordano le prime città greche (Micene e anche la stessa Atene), tanto da ipotizzare la fondazione sia dovuta a popoli micenei, o dai Liburni (abitatori della Dalmazia sett.). Resti di queste costruzioni si ritrovano in buona parte dell’Europa, dalla Russia meridionale, alla Bulgaria, e sù fino alla Germania e ancora sino ai paesi nordici. Tutto il Carso attorno alla città era cosparso di questi villaggi, da Cattinara, Montebello, Conconello, Contovello, ecc…, (alcuni sono ancora visibili) {C. Marchesetti-i castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia} di alcuni si è persa la traccia, in quanto i contadini usarono le loro pietra per erigere i muretti di confine dei loro terreni. E’ ipotizzabile che anche sul colle di s. Giusto ve ne fosse uno, e che dopo la venuta romana, fosse trasformato in castro ovvero accampamento militare, da cui piano a piano si allargarono sino al mare.

NB: alcuni si sono inventati la storia che il castelliere nasca in Istria, ciò indicherebbe che quella popolazione fosse arrivata sino alla Germania e ancora più in alto, come vedete, la fantasia non ha limiti.


sito interessante con descrizione storica e figurata dei castellieri del Carso : popup




la leggenda


come tutte le città più antiche, la data della loro nascita si perde nella memoria, per cui tutte fanno riferimento alla leggenda, la più nota certamente, spacciata ormai per verità, è quella della nascita di Roma, ma quella della fondazione di Trieste, molto più ricca e molto più antica, si rifà addirittura ai pronipoti di Noè, quel Gomer e Javan che colonizzarono la contrada de Carni 2118 anni prma di Cristo, per altri agli Argonauti e al loro mirabolante viaggio alla ricerca del mitico vello d’oro, infatti dopo la fine di Troia, quando gli argonauti, preso il vello d'oro, scapparono verso il Danubio , passarono nei pressi di Trieste che già esisteva, così almeno ci racconta Plinio. Altri raccontano che i Colchi che inseguivano propio Giasone, quando giunsero su questi lidi, un dio li indusse a fermarsi e quì insediarsi.
Virgilio cita Antenore, reduce della guerra di Troia, che sostò a lungo sulle rive del Timavo, ma probabilmente, la verità non la sapremo mai, il ricordo è ormai perso nel tempo



ipotesi sul nome

gli studi sull'origine del nome sono tutt'ora molti e vaghi, in definitiva, nessuno certo, probabilmente non lo sapremo mai.

- la radice Ter o Tri ed Este : forse voci di origine celtica, anche se Este viene cosiderata da molti come venetico
- Strabone la nomina come “Pagum carnicum” ovvero villaggio/borgo dei Carni
- per il geografo greco Marciano il nome deriva dal dio Tergesto adorato dagli antichi abitatori del posto
- i romani la chiamano Ter-geste ovvero tre volte distrutta e tre volte rifatta
- Ter : tre volte – gesto : avuta - gestus : fatto
- probabile che Tergeste sia la traduzione romana del nome carnico di Triopion che i naviganti di Rodi qui trasportarono
- il nome di Tergeste continuerà per tutto il medio-evo, nei documenti scritti in latino, apparirà qualche volta anche il nome di Trieste

C. Buttazzoni - Archeografo triestino vol III 1872/5

Tutorial Photoshop

Tergeste, confine dell'Illirico (42 d.c.)
V° sec a.c.

i Celti occupano il Friuli e Carni e Catali, loro tribù, si insediano a Trieste   1

Nota (chiudi)
tutti i nomi con radice CAR sono di origine celtica (Carso, Carnia ecc…)


NB : Plinio delimita il territorio istriano : i Gallo-veneti fino al fiume Formione, gli Istri sotto, ciò indicherebbe che i tergestini appartenevano al gruppo inteso come galli di origine veneta, e non agli Istri come sempre ci vogliono per forza far credere, infatti lui delimita bene il confine tra le due tribù. Per cui quando leggete "istri" noi non centriamo. (vd. Barbagallo - Storia universale- 1° vol.)

   

------------------------ ***----------------------------

NB : cominciano le datazioni, e naturalmente comincia anche la confusione, gli storici antichi spesso indicano per i vari avvenimenti, date differenti, e a volte anche con grandi differenze, mentre gli storici moderni danno tutto per certo, ma sino a gran parte del medioevo, tutto invece è incerto, spesso pure ipotesi poichè non suffragate da documentazione, o errori di lettura, o errori degli autori stessi. Quando ci sono date, o gli stessi avvenimenti, sono dubbi troverete "?", e quando le date sono molteplici, se possibile le riporterò ugualmente

Ancora una precisazione, le notizie riguardano esclusivamente Trieste, solo ogni tanto, per comprendere meglio il periodo storico, vi saranno delle aggiunte colorate, di avvenimenti importanti o vicini alla città.


------------------------***------------------------------------

Ci sono vari modi per raccontare la Storia, solitamente il divulgatore lo fà elogiando la parte che più ammira, e denigrando o rimarcando i lati negativi della parte avversa, lo fanno tutti dai tempi remotissimi, daltronde anche gli storici, sono di parte, per non dire poi di quelli che sono stati pagati dal padrone di turno per raccontare verità inesistenti, oggi poi, più che mai. C'è una cosa però che gli antichi avevano, non nascondevano mai efferatezze, stragi, ruberie, e quant'altro, ne facevano un vanto, la morale allora era ben diversa, grazie ai loro scritti, sappiamo per esempio che i romani, crearono un impero, non per bisogno, ma per sete di potere, che trucidarono intere popolazioni che volevano rimanere libere, che fecero milioni di schiavi, ma la storiografia ufficiale non vi parlerà mai di queste cose, ma delle belle strade, dei bei ponti, delle leggi romane (copiate dai greci), tralascieranno di spiegarvi che la gran parte dell'impero era povera gente, sottomessa, e che ingrassava i nobili  che ieri come oggi, si arricchivano sempre di più. In egual misura trattano tutti i despoti che per fondare un grande impero, hanno decimato intere popolazioni (Alessandro Magno - Attila - Gengis Kan ecc ...), ma sembra che la cosa elogiabile sia solo un "impero", vi abbaglieranno parlandovi della splendida Venezia, ma si guarderanno bene dal dirvi come divenne grande, eppure i loro libri, scrivono tutto, stragi, schiavitù, oppressione, repressione, furti e saccheggi, non si sono fatti mancare nulla, che dire poi di Napoleone, tutti i vostri libri di storia lo descrivono come un "grande", ma ci sarebbe molto da ridire, per esempio non vi raccontano che il generale nella campagna d'Italia, diede personalmente il nulla osta al libero saccheggio fatto dalle sue truppe, che razziarono i beni più preziosi che riuscivano a trovare, ma anche i viveri che dovevano sfamare i poveri contadini, ancora oggi il Louvre è pieno delle opere d'arte che il "grande "rubò nelle sue campagne militari, e a Trieste non si fece scrupoli tutte le volte che l'occupò ! Oggi poi, che tutti si arrogano il diritto di parlare della Storia, spesso senza nessuna cognizione, chi ascolta o legge, è spesso tratto in inganno e manipolato, per cui ... state attenti

------------------------***------------------------------------

Nel mio giornaliero peregrinare negli archivi, troppo spesso ho scoperto verità indicibili in merito ai cosidetti "esperti" di storia locale, sia quelli che hanno sfornato serie lunghissime di libri, che però non hanno scritto loro, ma che si sono limitati ad apporre la loro importante firma in calce, sia quelli che hanno modificato alcuni passaggi per far contento lo sponsor, o quelli che hanno riempito intere pagine di sciocchezze inventate e spacciandole per verità, quelli che hanno raccolto ciò che altri hanno scritto, miscelato ben bene, e rifatto. Per fortuna, ho conosciuto anche storici seri, ovvero quelli che scrivono libri che risultano noiosi ai più, ma che sono vangelo per chi studia la materia, ma ..... sono davvero pochi (forse una decina, anche meno!) e spesso sono sconosciuti al grande pubblico, se così si può dire, visto che poco interessa di noi fuori la cerchia cittadina, sono poco prolifici in quanto un loro libro è frutto di anni di studi e verifiche, ma l'amore per la verità, la Storia e la città è fuori discussione, gente che non si vende per una copia in più, conosco i loro nomi e, a loro tutto il mio rispetto e ammirazione e la gratitudine per aver qualche volta dibattuto col sottoscritto, semplice ricercatore privo di attestati, questioni, situazioni, avvenimenti storici, aiutandomi ad addentrarmi nella materia.



 CCCXC a.c.  

I Celti invadono Roma, ma ci rimangono poco e poi ritornano a Mediolanum (MI)



 CCCI a.c. 

Cleonimo Spartano navigando per l’Adriatico ha notizia degli istri dediti alla pirateria



ILLYRIA

 CCXXIX-VIII a.c. 

guerra Illirica (Roma conquista l’Illiria)    1 

Nota (chiudi)
i suoi confini non sono molto chiari, tanto che esistono molte versioni di questo territorio, ma pressapoco andava dai confini della Pannonia (oggi circa Karinzia/Slovenia) scendendo per la costa dalmata sino all’Albania, gli albanesi infatti sarebbero gli antichi discendenti, non occorre precisare che gli Illiri sono una popolazione pre-romana e sono i primi abitatori della Dalmazia (per cui, prima dei romani, prima dei veneti )-da enciclopedia : Illiria Antica regione che nel periodo di massima espansione occupava la parte occidentale della penisola balcanica, dal Danubio all'Epiro. Intorno al 1300 a.C., gli illiri, un popolo indoeuropeo che comprendeva anche dalmati e pannoni, si insediarono sulle coste settentrionali e orientali dell'Adriatico. Nel VII e VI secolo a.C. i greci fondarono città sulla costa, e nel IV e III secolo a.C. i vicini regni dell'Epiro e della Macedonia conquistarono territori dell'Illiria. L'ultimo regno illirico fu fondato nel III secolo a.C. con capitale Scodra (l'odierna Scutari). La minaccia illirica alla libertà di navigazione provocò una dichiarazione di guerra dei romani, che sconfissero gli illiri nel 228 e nel 219 a.C.




 CCXXI - CLXXVII  a.c. 

i romani sottomettono i Celti e muovono guerra agli Istri



 CLXXX a.c. 

i romani fondano Aquileia, a caposaldo contro Istri, Giapidi, Carni



  CLXXIX a.c.

il console Manlio Vulsone (via terra) e Caio Furio (via mare) muovono guerra agli Istri condotti da Re Epulo   1 

Epulo (chiudi)
non era il suo vero nome, bensì un soprannome dato dai romani
  unito ai Celti di Catmelo, battaglia c/o Sistiana

approfondimento : il console di Aquileia si accampò al lago di Jamiano (Doberdò), presso il mare giunse flotta romana con 10 navi del Duumviro C. Furio e altre navi proseguirono verso l’Istria. Gli istri attaccarono la coorte piacentina con l’aiuto della nebbia, il solo M. Licinio Stratone (collonello del 3° regg.) rimase sul posto, e perì nello scontro. Finita la battaglia i vincitori si misero a banchettare con i cibi trovati, ma i romani riavutisi, ritornarono e uccisero circa 8000 istri, Re Epulo riuscì a fuggire    1 

Epulo (chiudi)
Kandler cita “Storie", di Tito Livio, libro 41°



 CLXXVIII a.c.

continua la guerra, il console Claudio al comando prende Nesazio nella bassa Istria e la distrugge, l’Istria in mano ai romani

approfondimento : La città di Nesazio capitale dell’Istria   1 

Nesazio (chiudi)
tra Pola e Albona (Carlo de Marchesetti)
 viene assediata dai romani (23.000), gli viene tagliata l’acqua, la popolazione allo stremo compie il suicidio di massa. Caddero altre 2 città : Mutila e Faveria, che vengono rase al suolo, l’esercito romano fa 5622 schiavi 




 CLXXVII a.c.   

alcuni storici ipotizzano che in questa data i romani entrano a Trieste

La leggenda di Montemuliano : tratta da una cronaca anonima rinvenuta nel 1514 nel monastero dei SS. Martiri da Bartolomeo de Rubeis e da Francesco de Mirez notai –

I romani ordinano alla città di sottometersi all’Impero, ma i triestini si rifiutano, l’esercito muove alla volta della città, i Mulianesi (alcuni vogliono sia il nome dei triestini, mentre altri rivendicano il fatto) presso Sistiana attaccano con gran impeto i romani che ripiegano sconfitti. Altro esercito romano muove verso monteMuliano ma i cittadini abbandonata la città si dirigono presso il fiume detto Lubianiza dove si fermano e fondano nuova città. Intanto l’esercito romano giunge a Trieste e la trova vuota, ricevono ordine dal Senato di cercare gli abitanti ed invitarli a ritornare, promettendo libertà, franchezza, valore, ed onore alla loro progenie. Molti tornarono, ma altri restarono nella nuova città detta poi Lubiana, città della Carniola, o dei carni di monte Muliano (per onor di cronaca ho riportato questo scritto sul quale però tutti nutrono seri dubbi)

approfondimento : non sappiamo se ci fù una cruenta battaglia o se gli abitanti aprirono le porte, il nome dato dai romani però, ci farebbe intendere in una aspra guerra, ma non possiamo appurarlo per mancanza di fondi. Come  in uso dai romani, oltre alle milizie, importarono genti dal resto d’Italia, e dato che per conquista, 1/3 delle terre spettava allo stato, le spartirono ai nuovi venuti, la popolazione locale perde potere e quasi scompare economicamente. Vengono eretti sia un porto nei pressi dello scoglio dello Zucco   1 

Zucco (chiudi)
isolotto su cui ora è eretta la Lanterna in Campo Marzio, i romani lo collegarono alla terra ferma
,  altro sulle rive (oggi palazzo Costanzi)



 CLXXV a.c.

i romani per salvaguardare l’impero erigono un vallo difensivo da Aidussina fino a Fiume


 CXXVIII a.c.

l’Istria sobbillata dai Giapidi, si ribella a Roma, Sempronio Tuditano li batte e riduce a Provincia il territorio

 erette colonie a diritto latino di Trieste e Pola

eretto il 1° aquedotto a Trieste



 CXV a.c.

 il console romano Emilio Scauro penetra le Alpi tra Trieste e Lubiana, e assoggetta i Carni


 LVIII o LIV  a.c.

Giulio Cesare sverna in Friuli con 3 legioni



tra il  LIII a.c.  LI a.c.

Tutorial Photoshop

i Giapidi piombano su Trieste,dal monte Nevoso,e la devastano,poi marciano su Aquileia- Giulio Cesare chiamato in aiuto dai triestini li caccerà   1 
nota (chiudi)
Giulio Cesare, de bello gallico, vol 8°,24,3 - in suo onore le Alpi diventano Giulie





 XXXXVIII a.c.

i Dalmati rompono l’esercito del romano Gabino diretto in Macedonia


 XXXXV a.c.

l’Italia romana estesa fino al fiume Risano
l’Istria continua nelle condizioni di Provincia romana


 XXXXII a.c.

battaglia di Filippi, Tergeste parteggia per Augusto ma l’Istria parteggia per Antonio, Ottaviano fà smantellare Pola dai soldati e vi pone nuova colonia (diventa Pietas Julia)
 il confine orientale dell’Impero fino al Formione (Tergeste appartiene alla tribù Pupinia)


 XXXIX a.c.

Ottaviano distrugge Pola (rifatta nel 33)


 XXXV a.c.

a Parenzo condotta da Augusto una colonia di marinai, la colonia di Tergeste rinforzata e coloni a Cittanova, Capodistria, Pirano.
 Trieste diventa colonia a diritto romano


 XXXIV a.c.

ancora i Giapidi assediano Tergeste e rompono le mura, ma Cesare Ottaviano Augusto li sconfigge definitavamente
cessa il proconsolato nella Gallia Cisalpina



 XXXII a.c.

Augusto rifà le mura a Tergeste e Pola
eretto 2° aquedotto a Trieste (Bagnoli)  
vedi»»

probabile datazione dell’arco detto di Riccardo - teorie sul suo uso,come porta cittadina,ad uso trionfale,o porta che dava su un tempio 
  1 
nota (chiudi)
il 33 a.c. per Fogher - in Archeografo triestino 1892





 XXVII a.c.

l’Istria viene annessa all’impero romano


 VII a.c.

 l’Italia divisa in 11 regioni Tergeste appartiene alla 10.a, Venetia   1 
Venetia (chiudi)
il nome si riferisce alla popolazione dei veneti, per la nascita di Venezia ci vorranno ancora più di 5 secoli
  et Histria

premi sull'immagine

Hosting gratuito


 Tergeste conglobata nella 10.a regione romana

 X d.c.

 il Comune di Tergeste alza statua in onore di Augusto al confine del Timavo sup.
i Dalmati si ribellano ai romani
  1
nota (chiudi)
piccolo pro-memoria per quelli che invocano la Dalmazia come da sempre terra italiana, dimenticando volutamente la sua vera storia, questa terra sarà sempre in rivolta contro le dominazioni per secoli





 XIV d.c. - imperatore Tiberio 

i Catali (popolazione dei Carni) vengono dati in governo a Tergeste (senza cittadinanza nè al Governo)
il confine d’Italia portato all’Arsa, l’Istria conserva la Costituzione Provinciale, Pola capitale d’Istria
l’agro di Tergeste comprende Postumia




tra XXIII e LXXIX


nella Naturalis Historia (Libro III), Plinio detto il vecchio, così cita Tergeste :

127

Carnorum haec regio iunctaque Iapudum, amnis Timavus, castellum nobile vino Pucinum, Tergestinus sinus, colonia Tergeste,XXXIII ab Aquileia. ultra quam sex milia p. Formio amnis, ab Ravenna CLXXXVIIII, anticus auctae Italiae terminus...

128

nullus enim ex Danuvio amnis in mare Hadriaticum effunditur. deceptos credo, quoniam Argo navis flumine in mare Hadriaticum descendit non procul Tergeste, nec iam constat quo flumine. umeris travectam Alpis diligentiores tradunt, subisse autem Histro, dein Savo, dein Nauporto, cui nomen ex ea causa inter Emonam Alpisque exorienti.

133

  Incolae Alpium multi populi, sed inlustres a Pola ad Tergestis regionem Fecusses, Subocrini, Catali, Menoncaleni iuxtaque Carnos quondam Taurisci appellati, nunc Norici. his contermini Raeti et Vindelici, omnes in multas civitates divisi.





 
Hosting gratuito  Hosting gratuito  

resti romani in antiquarium di via Donota - furono scoperti negli scavi tra il 1980 e 86, trattasi di una casa abitata circa nei primi anni del I° sec. d.c., poi abbandonata, attorno al II° sec ma intensamente dal IV-V sec. divento' una necropoli





 XXXIII

I Dalmati si arrendono ad Ottaviano




   XL  

L’Istria passa al Triumviro Ottaviano




   XLIV  

l'imp. Claudio Tiberio Druso amplia a Tergeste la colonia militare

2009 - oggi i resti sono coperti da rete verde e abbandonati




ricostruzione della basilica forense di Tergeste
i resti visibili davanti al castello
possibile datazione : attorno al 50 d.c.





   LVI  

l’ammiraglio di Ravenna Clodio Quirinale, nel Campidoglio di Tergeste (s. Giusto), alza templi a Giove-Giunone-Minerva - NB: resti visibili sotto il campanile





 LXXVIII


l' imp. Vespasiano erige la via Flavia   1
via Flavia (chiudi)
l'odierna via a Trieste, ricalca in certi punti l'antica via romana




premi tasto ds. mouse e visualizza immagine

   LXXX  

nel Campidoglio (s.Giusto) si alza statua equestre a Calpetano (governatore di Spagna e Pannonia)




Hosting gratuito
Hosting gratuito





    CV    

Petronio Modesto (triestino, governatore di Spagna per Trajano) edifica il teatro(Romano) (nel museo lapidario presente epigrafe ritrovata negli scavi (1937/8), in onore ai gladiatori Decorato e Ceruleo che lì combatterono) conteneva almeno 6000 spettatori e si affacciava al mare

il teatro romano negli anni '30  Quinto Petronio Modesto (busto)


Software Grafica Photoshop   

lapide che si trovava sull'antico teatro romano trafugata dai veneziani nel 1509, nel 1800 era in casa fam. Obizzi

Q-PETRONIVS-C-F-PUP-MODES
TVS-P-P-BIS-LEG-XII-FVLM
ET-LEG-I-ADIVTRIC-TRIB
MIL-COH-V-VIG-TR-COH-XII
VRB-TRIB-COH-V-PR-PR-DIVI
NERVAE-ET-IMP-CAES-NERVAE
TRAIANI-AVG-GERM-PROVIN
HISPANIAE-CITER-ASTVRIAE
ET-GALLECIARVM-FLAMEN
DIVI-CLAVDI-DEDIT-IDEMQVE
DEDICAVIT

Software Grafica Photoshop
probabile palco che stava anteriormente al teatro romano





   CXIX  

Tergeste cessa di dipendere dai Pretori di Roma, soggetta al Consolare istituito da Adriano




   CXXXIX  

san Primo Rettore della chiesa triestina




   CLXIX c.a  


un esercito di Marcomanni e Quadi passa per Lubiana, attraversa le Alpi e assedia Aquileia, poi distruggono Oderzo (Opitergium), l'imp. Marco Aurelio e suo fratello Lucio Vero liberano Aquileia





    CC c.a    

leggenda del martirio del suddiacono triestino Apollinare




   CCII  

leggenda del martirio di Lazzaro diacono della chiesa tergestina




    CCVI    

il comune di Tergeste sottoposto al Correttore d’Istria come a Magistrato provinciale




   CCXII  

cittadinanza romana a tutti i liberi che si trovavano nell’Impero (non dava però diritto alle cariche)




   CCXIII  

novembre - decreto del Comune di Tergeste che pone statua equestre aurata a Lucio Fabio Severo, tergestino e senatore romano

basamento della statua, unica cosa rimasta


1768 durante i lavori di allargamento dell'ospedale, poi casarma (oggi v. Carducci) vennero rinvenute due lapidi (Mainati):

P CLODIO QVIRINAL

MILITI. LEG.XV .APOL .ET

BLASSIAE . L .  F . PLAClDAE VXORl

ET .COMINIO .VERO. MlL. LEG. XIII .G

ET. A .TVLLIO .CRYSANTO. AMICO

P .CLODIVS. CHRESTVS.

 V. F .SIBI. ET. SVIS

CAESERNIAE .SEVERAE

L .VIBIVS. L .F

PVP. POLLIO

FLORIA .C. L. HILARA

VXOR. FIERI. IVSSIT

 IN. F .P .XX .IN .AG .P .

A. VIA .AD. LIMITEM 

Publio Clodio Quirinali militi legionis XV Apollinaris et Blassiae Ludi filiae Ptacidae uxori et Cominio vero militi legionis XIII Geminae et a Tullio Crysanto amico Publius Clodius Chre stus Fivensfecit sibi et suis Ceserniae Severac 

Lucius Vibius Lucii filius Publiliae Pollio Fioria Caj Liberta Hilara uxor fieri jussit In front pedes XX In agro pedes A via ad limitem 



   CCLVI  

martirio delle triestine Eufemia e Tecla (leggenda vuole che sui resti della loro casa fosse eretta la chiesetta di s. Silvestro)



   CCLXXXIX   

la leggenda dice che il 7 ott. 289 d.c. cadesse dal cielo l’alabarda e si piantasse in mezzo alla piazza vecchia ( non sappiamo per certo che a quel tempo esistesse già la piazza vecchia, mentre ci vorranno ancora 900 anni per vedere la prima metà di piazza Grande),nel tesoro di s. Giusto c’è una (quella della leggenda) che si dice non arruginisca !
governatore provinciale romano della Venetia et Histria : Isteius Tertullus [Buttazzoni]

l'alabarda del tesoro di s. Giusto, l'originale


   CCXC  


4/11- martirio di s. Justo (vuole la storia che venisse gettato incatenato a delle pietre al largo di s. Andrea, ma il corpo sciolto dai legamenti venisse ritrovato sulla riva del mare antistante, in memoria del fatto venne eretta chiesa in quel punto, di s. Andrea appunto)

antica immagine del santo con la palma e la citta' in mano sul campanile


   CCCXIII  

governatore provinciale romano della Venetia et Histria : C. Vettius Cossinus Rufinus [Buttazzoni]
editto di Milano - ricunosciuto il cattolicesimo e la libertà di culto


 

   CCCXIV  

8/10- Costantino con un armata di 20.000 uomini nuove verso la Pannonia (verso Emona - Lubiana?) e si scontra con le truppe di Licinio e lo batte, Licinio fugge verso la Sava. Dopo una serie di scontri si raggiunge una pace, a Costantino rimane l'Illirio, la Macedonia, la Grecia, la Dardaria* e la Mesia** sup. - a Licinio la Soria, l'Egitto, la Tracia e la Mesia inf.  [Muratori - Annali]

* Dardania - all'incirca l'odierna Serbia
** Mesia -
localizzata tra l'odierna Serbia e la Romania


   CCCXVI  

Costantino dopo esser stato a Milano, torna in Pannonia, l'anno dopo è a Sirmio (oggi Belgrado - YU)



   CCCXX  

aprile- Costantino è ad Aquileja dove promulga nuove leggi [Muratori - Annali]



   CCCXXII  


18/7 - Costantino è ad Aquileja dove promulga una legge per i consoli, pretori e tribuni della plebe di Roma [Muratori - Annali]



   CCCXXV  

Concilio di Nicea
 presenzia l'imperatore Costantino I°, presenti anche 318 vescovi su 1800
- nascono i Patriarcati
- condanna dell'arianesimo



   CCCXXVI  


l'imperatore Costantino ordina al figlio Crispo di andare a Pola, lo stesso padre dara' ordine che il figlio venga giustiziato assieme ad molti cittadini notabili




   CCCXXX  

rinasce Bisanzio col nome di Costantinopoli e diventa capitale dell'impero




   CCCXL  


muore ad Aquileia Costantino II° figlio dell'imperatore Costantino





mappa molto approssimativa di Tergeste



   CCCXLII  


Attila unito ai Goti, ai Gepidi e ai Valani, entra nell'Illirio e lo saccheggia [Muratori - Annali]




   CCCLXIV  

governatore provinciale romano della Venetia et Histria : P. Arecorius Apollinaris [Buttazzoni]




   CCCLXXVIII  

governatore provinciale romano della Venetia et Histria : Petronius Probus [Buttazzoni]



   CCCLXXX  

editto di Tessalonica - proclamazione con cui il cristianesimo diventa religione ufficiale dell'impero e i culti pagani vengono banditi
governatore provinciale romano della Venetia et Histria : Valerius Palladius [Buttazzoni]



   CCCLXXXI  


Concilio ad Aquileia, vi partecipano 32 vescovi






   CCCLXXXXIV  

5 e 6 sett - battaglia del Frigido (Isonzo c/o Vipacco) - l'imperatore cattolico d'Oriente Teodosio, sembra aiutato dalla "bora" che fermo' le frecce nemiche, sconfigge l'imperatore d'Occidente, il pagano Flavio Eugenio

Hosting gratuito




   CCCVC    


DIVISIONE DELL' IMPERO ROMANO



   CCCCI    

i Goti condotti da Alarico assediano Aquileia [Cuscito]




   CCCCVIII    

ancora una volta i Goti assediano Aquileia [Cuscito]






   CCCCXLVII  

forti terremoti demoliscono le mura di Costantinopoli




   CCCCLII  

Tergeste fà parte dell'impero d' oriente bizantino, viene assediata e distrutta dagli unni di Attila (?)   1
Note: (chiudi)
pagina controversa in quanto secondo Carlo Sigonio, Attila attraversa le Alpi dal Friuli, per lo storico Hatmano Schelder lui sale dall'Illiria, dopo aver preso Trau, Sebenico, Belgrado, Zara, Segna,Pola, Parenzo per dirigersi verso Aquileia, nella seconda ipotesi è logico supporre che passasse per Trieste - il Muratori cita l'attacco dal Friuli, ma stranamente non viene citata Cividale tra le conquiste, ciò induce a pensare che l'attacco avvenisse dal basso e non dall'alto


Attila dalla Pannonia entra nel Friuli, assedia e distrugge Aquileja, stessa sorte tocca ad Altino, Concordia e Padova, prosegue poi e prende Vicenza, Verona e Bergamo, occupa Milano e Pavia [Muratori - Annali]





CCCCLXXVI - MEDII AEVII

 
inizia il medio-evo, gli incompetenti lo definiscono il periodo buio, ma invece nascono in questo periodo le basi di una nuova società, nascono i Comuni, si sviluppano le arti, nasce l'università, le banche, il commercio dilaga ecc..., è forse sempre stato considerato buio in quanto gli scritti arrivati sino a noi, sono pochi e spesso confusi, e più spesso perchè addentrarsi nel suo studio implica una grande mente analitica oltre che tanta pazienza e obbiettività, ma sopratutto .... conoscenza della materia ! Ricordo inoltre, che la gran parte degli storici odierni, sono specializzati in brevi epoche storiche e quasi sempre con infarinature delle altre, ancora una supplica, rifuggiete da giornalisti televisivi che seminano sapere ... sapeste quante stupidaggini vi raccontano sulla Storia antica.   

Hosting gratuito