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TOMO I



Trieste.Storia di G.L.Lo studio della Storia della città di Trieste non ha mai attirato grandi ricerche, tranne che per gli storici locali, e poco o nulla per i suoi abitanti odierni, e totalmente sconosciuta al resto della nazione che fino a ieri pensava che un ponte la collegasse a Trento, i piu' eruditi hanno sentito parlare di un epopea austriaca, ma non sanno che duro' ben 560 anni, non sanno dei fasti che dopo innumerevoli guerre raggiunsero i tergestini, per poi finire del dimenticatoio . La città posta in una posizione molto particolare, non è riuscita a mantenere visivamente la sua storia, prima perchè si trovava sulla porta d'ingresso delle popolazione barbariche, per cui puntualmente spogliata dall'invasore di turno, poi depredata dai nobili veneti ad ogni occupazione, poi, anche se con le migliori intenzioni, demolite le sue antichissime mura per volere di Maria Teresa d'Austria che voleva unire la parte vecchia con la nuova, poi nel ventennio fascista, il colpo di grazia, buona parte della città antica, viene rasa al suolo per fare posto a  case di dubbio gusto nello stile dell'epoca, scompaiono così, l'intero rione di Rena, e quasi completamente il ghetto ebraico, e infine, con la scusa del piano Urban, le ultime antiche case rimaste, e che il buon Ario Tribel ci aveva descritto minuziosamente, nella più totale indifferenza, vengono spogliate delle ultime vestigia rimaste (lapidi, frontoni, affreschi, colonne, putti, e molto altro). L'indagine sul campo, molto viva al finire del '800 oggi è totalmente assente, tranne che per occasionali scoperte durante lavori di sbancamento, ma i miseri resti, non tutelati nè valorizzati, a volte vengono nuovamente ricoperti o fatti scomparire per non bloccarei lavori. Sussiste una teoria, secondo cui Trieste, come l'antica Troia, sia stata costruita a strati nello stesso sito, ciò sarebbe convalidato appunto dai vari ritrovamenti, peccato che arrivati al livello di epoca romana, tutto si fermi, in alcuni casi poi, non si arriva neppure all'epoca medievale. Di tutto ciò, dobbiamo ringraziare un nazionalismo, neanche tanto strisciante, e d'importazione, che tende ad offuscare la vera Storia, troppo scomoda e non combaciante con i vari sussidiari delle scuole, ma immagino che ciò capiti anche a Trento e Bolzano, l'antico sud-Tyrol, la riscrizione "opportunistica" della Storia è iniziata un secolo fà, ma si sà, viene scritta dai vincitori. Trieste non puo' vantare come Roma o Venezia, storie di colonie o conquiste, i suoi abitanti non ambirono mai all'oppressione di altri popoli, ma l'idole di commercianti che li contraddistinse, fece si' che fossero in contatto pacificamente con etnie del nord Europa, della Slavia, balcaniche ecc ... sin da tempi remotissimi, i latini-romani e i greco-bizantini giunti poi, si fusero a queste genti, dando una connotazione particolare alla citta'.




Dopo l'occupazione delle truppe dell'impero romano, la città cambia il suo aspetto, la vicinanza con la grande Aquileia fa' si' che gruppi di famiglie di commercianti latini, vi si insedino, con l'invasione barbarica e la conseguente caduta dell'impero d'occidente, dopo mille tribolazioni e distruzioni, sarà ultimo avamposto dell'impero bizantino, viene poi conquistata dai Franchi di Carlo Magno, dopo altre varie vicissitudini, per volere imperiale, diventa di proprietà del suo vescovo che ne è anche principe, ma l'attrito con la laicità cittadina si acuisce sempre più, sino a che deve cedere il potere (ma anche dietro un renumerativo compenso), nasce allora il libero comune, sottoposto a continue pressioni del Patriarca di Aquileia e dal conte di Gorizia, il potere comunale, barcamena appoggiandosi ora all'uno, ora all'altro, e mantenendo rapporti privilegiati con il re d'Ungheria grande potenza di allora, intanto continuano da tempo immemorabile gli scontri con Venezia e i suoi alleati, guerre assedi ed eccidi, non si contano, la città non piega mai il capo al Doge, ma puntualmente subisce le conseguenze, nonostante tutto, la lotta proseguirà per secoli e senza esclusione di colpi,nemici ad oltranza ! Il piccolo comune, stretto dalle grandi potenze intorno a lui, che ne limitano i movimenti, decide, com'era in uso a quel tempo, di offrire la sua dedizione al duca d'Austria, che non accetta subito, nonostante ci fossero già state ben due dedizioni precedenti, in quanto era probabile una rivalsa del re d'Ungheria, suo antico protettore appunto, il caso vuole che proprio allora l'ungherese muoia, Trieste diventa allora un protettorato, molto autonomo, dell'Austria. Per 560 anni, con fasi alterne la città innalzerà il vessillo austriaco assieme al suo, sia sul palazzo del comune che sulle navi, il patriziato cittadino  mantiene gli interessi imperiali verso la città, molto marginali, onde poter meglio gestire il potere, non mancheranno gli eccessi, tanto che lo stesso imperatore interviene con l'esercito. Con la nascita del porto franco nel 1700, e con la continua e inarrestabile affluenza di genti  dalle parti più disparate, si fà pressante l'esigenza di ampliamento, viene creata una città nuova, che prenderà appunto il nome dalla sua sostenitrice, l'imperatrice Maria Teresa, figlia di quel Carlo VI già propugnatore dell'ampliamento della città, aveva infatti comprato le sue saline e le aveva fatte coprire per poter iniziare l'edificazione. Esplode il commercio, nascono le assicurazioni, arrivano merci da tutto il mondo, la Borsa lavora freneticamente, grandi capitali passano di man in mano, la notte la città vive come di giorno, i vari imperatori si susseguono nelle visite, il nome di Trieste è pronunciato negli angoli più remoti del globo. Nel tardo '800, con la nascita di tensioni sociali nell'impero (ma anche nel resto d'Europa), Vienna per emarginare i facinorosi spesso li trasferisce nella città considerata sempre fedele, Trieste appunto, ciò però porta alla creazione di cellule anti-austriache collegate alla massoneria che appoggia l'espansione italiana. Nonostante ciò che scrivono i vostri libri, la città rimase fedele a quell'impero che la difese dall'occupazione sino al 1918, creando uno sbarramento sul Carso che fù impenetrabile, degna di nota è la lettera alla città del Governatore austriaco, il barone Alfred von de Fries-Skene in procinto di partire con le ultime truppe il 31/10/1918, con la quale augurava a Trieste di continuare la prosperità che le spettava, se solo avesse saputo ! Una piccola nota personale, ebbi la fortuna di conoscere uno dei primi soldati italiani sbarcati a Trieste, mi raccontò che gli ufficiali dissero loro che gli austriaci stavano facendo stragi, tanto fù l'orrore che quando scese sul molo san Carlo (oggi Audace) si aspettava di vedere cadaveri dappertutto e gente impiccata ai lampioni, ma non vide niente di tutto ciò e capì solo molto dopo a cosa serviva la propaganda. Oggi il porto che fù il terzo d'Europa dopo Amburgo e Marsiglia, è al 12° posto d'Italia !





dinosauro Antonio 

Preistoria
grotta del mitreo


Al principio l'uomo preistorico abitò in questi posti, ne habbiamo prova dai numerosi reperti del nostro Carso. Presso Visogliano nel riparo dei micro-mammiferi furono ritrovati resti dell'uomo erectus (mandibole e alveolo dentale) datati tra 700.000 e i 300.000 anni, visibili al museo Hortis. Quasi tutti gli antri scoperti hanno dato prova di essere stati dimore dell'epoca detta del Neolitico (grotta azzurra, grotta dell'orso, grotta delle gallerie, grotta del Mitreo, grotta della tartaruga, grotta delle 3 querce) menzione speciale và certamente alla grotta Pocala, un vero e proprio magazzino di resti del Paleolitico medio, tra cui resti umani e animali datati 80.000-35.000 a.c. . Dai resti ritrovati, abbiamo anche un quadro più chiaro della fauna del luogo : cervi, cavalli, leoni, il bue primogenio, l'orso delle caverne ecc
Nonostante tutto, non possiamo ancora parlare però di comunità abitativa, per farlo dobbiamo arrivare al tempo dei  Castellieri


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l'età dei castellieri

Erano villaggi sulla sommità delle cime carsiche, racchiusi da poderose mura in pietra, spesso in doppia o tripla cinta, sono databili attorno al 1200/800 a.c., ricordano le prime città greche (Micene e anche la stessa Atene), tanto da ipotizzare la fondazione sia dovuta a popoli micenei, o dai Liburni (abitatori della Dalmazia sett.)ma a tutt'oggi l'origine di questi antichissimi abitatori, e' avvolta dal mistero. Resti di queste costruzioni si ritrovano in buona parte dell'Europa, dalla Russia meridionale, alla Bulgaria, e sù fino alla Germania e ancora sino ai paesi nordici. Tutto il Carso attorno alla città era cosparso di questi villaggi, da Cattinara, Montebello, Conconello, Contovello, ecc, (alcuni sono ancora visibili) {C. Marchesetti-i castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia} di alcuni si è persa la traccia, in quanto i contadini usarono le loro pietra per erigere i muretti di confine dei loro terreni. E' ipotizzabile che anche sul colle di s. Giusto ve ne fosse uno, e che dopo la venuta romana, fosse trasformato in castro ovvero accampamento militare, da cui piano a piano si allargarono sino al mare, altra teoria e' che al tempo dell'occupazione dei legionari, Tergeste (per alcuni gia' Tri-este)fosse gia' sviluppata come citta' mercato, avendo da tempo perso le connotazioni del castelliere, tutte e due le teorie sono valide, ma purtroppo le scarne e confuse notizie giunte sino a noi, e la totale noncuranza verso una ricerca sul campo, non ci danno chiarimenti in merito .

NB: alcuni si sono inventati la storia che il castelliere nasca in Istria, ciò indicherebbe che quella popolazione fosse arrivata sino alla Germania e ancora più in alto, come vedete, la fantasia non ha limiti.

non tutti i castellieri vennero eretti con la pietra calcarea del Carso, alcuni in zone dove cio' non era possibile, ovvero nella parte pre-carsica, venne usata la pietra chiamata Flysch, pietra usata poi anche in epoca medievale.


sito interessante con descrizione storica e figurata dei castellieri del Carso :




la leggenda


come tutte le città più antiche, la data della loro nascita si perde nella memoria, per cui tutte fanno riferimento alla leggenda, la più nota certamente, spacciata ormai per verità, è quella della nascita di Roma, ma quella della fondazione di Trieste, molto più ricca e molto più antica, si rifà addirittura ai pronipoti di Noè, quel Gomer e Javan che colonizzarono la contrada de Carni 2118 anni prima di Cristo, per altri agli Argonauti e al loro mirabolante viaggio alla ricerca del mitico vello doro, infatti dopo la fine di Troia, quando gli argonauti, preso il vello d'oro, scapparono verso il Danubio , passarono nei pressi di Trieste che già esisteva, così almeno ci racconta Plinio. Altri raccontano che i Colchi che inseguivano propio Giasone, quando giunsero su questi lidi, un dio li indusse a fermarsi e quì insediarsi. Secondo lo storico Appiano di Alessandria (II° sec. d.c.) Trieste era nata nel 2121 a.c..
Virgilio cita Antenore, reduce della guerra di Troia, che sostò a lungo sulle rive del Timavo, ma probabilmente, la verità non la sapremo mai, il ricordo è ormai perso nel tempo



ipotesi sul nome

gli studi sull'origine del nome sono tutt'ora molti e vaghi, in definitiva, nessuno certo, probabilmente non lo sapremo mai.

- la radice Tero Tried Este : forse voci di origine celtica, anche se Este viene cosiderata da molti come venetico
- Strabone la nomina come Pagum carnicum ovvero villaggio/borgo dei Carni
- per il geografo greco Marciano il nome deriva dal dio Tergesto adorato dagli antichi abitatori del posto
- i romani la chiamano Ter-geste ovvero tre volte distrutta e tre volte rifatta
- Ter : tre volte - gesto : avuta - gestus : fatto
- probabile che Tergeste sia la traduzione romana del nome carnico di Triopion che i naviganti di Rodi qui trasportarono
- il nome di Tergeste continuerà per tutto il medio-evo, nei documenti scritti in latino, apparirà qualche volta anche il nome di Trieste

 

imm. sopra : C. Buttazzoni - Archeografo triestino vol III 1872/5

 

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Tergeste, confine dell'Illirico (42 d.c.)1

mappa della distribuzione dei popoli di stirpe illirica


1 - nota ambigua, non precisa se Tergeste fosse parte dell'Illiria o se ne fosse confinaria, inoltre cio' ci farebbe presupporre che l'antica popolazione degli Istri, fosse forse parte del grande popolo illirico. E' certo che il territorio illirico subi' una contrazione con l'arrivo dei Celti e dei Carni che si insediarono nella sua parte superiore (oggi Carinzia, Carnia e parte della Carniola) sino nel Carso triestino, ma non si tratto' di guerre di conquista, bensi' di pacifica invasione e coesistenza
V° sec a.c.

i Celti occupano il Friuli e Carni e Catali, loro tribù, si insediano a Trieste 1

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la distribuzione delle varie popolazioni secondo il Kandler premere l'immagine

 

universita' di Trieste - siti di interesse archeologico dell'alto Adriatico   



IV° sec a.c.

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elmo trovato in localita' Monrupino datato IV sec. a.c.

 CCCXC a.c.  

I Celti invadono Roma, ma ci rimangono poco e poi ritornano a Mediolanum (MI)



 CCCI a.c. 

- Cleonimo Spartano navigando per l'Adriatico ha notizia degli istri dediti alla pirateria1

1 - nota : la pirateria allora, era un modo di vivere di tutti i paesi che davano sul Mediterraneo, la facevano anche i romani 




ILLYRIA

 CCXXIX-VIII a.c. 

- 1.a guerra Illirica (Roma conquista l'Illiria e sconfigge la regina Teuta) 1



  CCXIX a.c. 

- 2.a guerra illirica, Roma ancora una volta sconfigge la regina Teuta e sottomette gli Illiri

l'Illiria conquistata dai romani




 CCXXI - CLXXVII  a.c. 

- i romani sottomettono i Celti e battono agli Istri 1



  CLXXX a.c. 

- i romani fondano Aquileia, a caposaldo contro Istri, Giapidi, Carni

- situazione degli avanposti romani



  CLXXIX a.c.

il console Manlio Vulsone (via terra) e Caio Furio (via mare) muovono guerra agli Istri condotti da Re Epulo 1 unito ai Celti di Catmelo, battaglia c/o Sistiana

 

approfondimento :il console di Aquileia si accampò al lago di Jamiano (Doberdò), presso il mare giunse flotta romana con 10 navi del Duumviro C. Furio e altre navi proseguirono verso l'Istria. Gli istri attaccarono la coorte piacentina con l'aiuto della nebbia, il solo M. Licinio Stratone (colonnello del 3° regg.) rimase sul posto, e perì nello scontro. Finita la battaglia i vincitori si misero a banchettare con i cibi trovati, ma i romani riavutisi, ritornarono e uccisero circa 8000 istri, Re Epulo riuscì a fuggire 2



 CLXXVIII a.c.

- continua la guerra, il console Claudio al comando prende Nesazio nella bassa Istria e la distrugge, lIstria in mano ai romani

approfondimento :La città di Nesazio capitale dell'Istria (tra Pola e Albona -Carlo Marchesetti) viene assediata dai romani (23.000), gli viene tagliata l'acqua, la popolazione allo stremo compie il suicidio di massa. Caddero altre 2 città : Mutila e Faveria, che vengono rase al suolo, l'esercito romano fa 5622 schiavi  - fine degli antichi istri



 CLXXVII a.c.  

alcuni storici ipotizzano che in questa data i romani entrano a Trieste

 

La leggenda di Montemuliano : tratta da una cronaca anonima rinvenuta nel 1514 nel monastero dei SS. Martiri da Bartolomeo de Rubeis e da Francesco de Mirez notai 

I romani ordinano alla città di sottomettersi all'Impero, ma i triestini si rifiutano, l'esercito muove alla volta della città, i Mulianesi (alcuni vogliono sia il nome dei triestini, mentre altri rivendicano il fatto) presso Sistiana attaccano con gran impeto i romani che ripiegano sconfitti. Altro esercito romano muove verso monteMuliano ma i cittadini abbandonata la città si dirigono presso il fiume detto Lubianiza dove si fermano e fondano nuova città. Intanto l'esercito romano giunge a Trieste e la trova vuota, ricevono ordine dal Senato di cercare gli abitanti ed invitarli a ritornare, promettendo libertà, franchezza, valore, ed onore alla loro progenie. Molti tornarono, ma altri restarono nella nuova città detta poi Lubiana, città della Carniola, o dei carni di monte Muliano (per onor di cronaca ho riportato questo scritto sul quale però tutti nutrono seri dubbi)

approfondimento :non sappiamo se ci fù una cruenta battaglia o se gli abitanti aprirono le porte, il nome dato dai romani però, ci farebbe intendere in una aspra guerra, ma non possiamo appurarlo per mancanza di fondi. Come  in uso dai romani, oltre alle milizie, importarono genti dal resto d'Italia, e dato che per conquista, 1/3 delle terre spettava allo stato, le spartirono ai nuovi venuti, la popolazione locale perde potere e quasi scompare economicamente. Vengono eretti sia un porto nei pressi dello scoglio dello Zucco 1 altro sulle rive (oggi palazzo Costanzi)



 CLXXV a.c.


- i romani per salvaguardare l'impero erigono un vallo difensivo da Aidussina fino a Fiume



 CXXVIII a.c.

- l'Istria sobillata dai Giapidi, si ribella a Roma, Sempronio Tuditano li batte e riduce a Provincia il territorio

- erette colonie a diritto latino di Trieste e Pola

- eretto il 1° acquedotto a Trieste



 CXV a.c.


- il console romano Emilio Scauro penetra le Alpi tra Trieste e Lubiana, e assoggetta i Carni



 LVIII o LIV  a.c.


- Giulio Cesare sverna in Friuli con 3 legioni



tra il  LIII a.c. LI a.c.


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- i Giapidi (popolo illirico) piombano su Trieste,dal monte Nevoso,e la devastano,poi marciano su Aquileia- Giulio Cesare chiamato in aiuto dai triestini li caccerà 1





 XXXXVIII a.c.

- i Dalmati rompono l'esercito del romano Gabino diretto in Macedonia  1


 XXXXV a.c.

- l'Italia romana estesa fino al fiume Risano

- l'Istria continua nelle condizioni di Provincia romana



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 XXXXII a.c.

- battaglia di Filippi, Tergeste parteggia per Augusto ma l'Istria parteggia per Antonio, Ottaviano fà smantellare Pola dai soldati e vi pone nuova colonia (diventa Pietas Julia)
 
- il confine orientale dell'Impero fino al Formionea (Tergeste appartiene alla tribù
Pupinia)
- Plinio delimita il territorio istriano, i gallo-veneti sino al Formione, gli istriani sotto [Barbagallo - storia universale]
a
- odierno torrente Risano in Istria


 XXXIX a.c.

- Ottaviano distrugge Pola (rifatta nel 33)


 XXXV a.c.

- a Parenzo condotta da Augusto una colonia di marinai, la colonia di Tergeste rinforzata e coloni a Cittanova, Capodistria, Pirano.
 
- Trieste diventa colonia a diritto romano



 XXXIV a.c.

- ancora i Giapidi assediano Tergeste e rompono le mura, ma Cesare Ottaviano Augusto li sconfigge definitivamente

- cessa il proconsolato nella Gallia Cisalpina



 XXXII a.c.

- Augusto rifà le mura a Tergeste e Pola

- eretto 2° acquedotto a Trieste (Bagnoli)
 


- probabile datazione dellarco detto di Riccardo - teorie sul suo uso,come porta cittadina,ad uso trionfale,o porta che dava su un tempio, altra teoria vorrebbe fosse parte dell'aquedotto (secondo il Fogher, 33 a.c. in Archeografo triestino 1892)



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Bagnoli : resti dell'antico aquedotto l'arco detto di Riccardo nel 1800




 XXVII a.c.

- l'Istria viene annessa all'impero romano


 VII a.c.

 l'Italia divisa in 11 regioni Tergeste appartiene alla 10.a, Venetia et Histria 1

premi sull'immagine

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 Tergeste conglobata nella 10.a regione romana

 X d.c.

-  il Comune di Tergeste alza statua in onore di Augusto al confine del Timavo sup.

- i Dalmati si ribellano ai romani*

* = piccolo pro-memoria per tutti quelli che la spacciano per terra italiana, dimenticando volutamente la sua storia, prima del latino, li' si parlo' l'illirico e prima del veneto, lo slavo ! scomoda eeee la storia ...



 XIV d.c. - imperatore Tiberio 

- i Catali (popolazione dei Carni) vengono dati in governo a Tergeste (senza cittadinanza nè al Governo)

- il confine d'Italia portato all'Arsa, l'Istria conserva la Costituzione Provinciale, Pola capitale d'Istria


- l'agro di Tergeste comprende Postumia





tra XXIII e LXXIX


nella Naturalis Historia (Libro III), Plinio detto il vecchio, così cita Tergeste :

127

Carnorum haec regio iunctaque Iapudum, amnis Timavus, castellum nobile vino Pucinum, Tergestinus sinus, colonia Tergeste, XXXIII ab Aquileia. ultra quam sex milia p. Formio amnis, ab Ravenna CLXXXVIIII, anticus auctae Italiae terminus...

128

nullus enim ex Danuvio amnis in mare Hadriaticum effunditur. deceptos credo, quoniam Argo navis flumine in mare Hadriaticum descendit non procul Tergeste, nec iam constat quo flumine. umeris travectam Alpis diligentiores tradunt, subisse autem Histro, dein Savo, dein Nauporto, cui nomen ex ea causa inter Emonam Alpisque exorienti.

129

Histria ut paeninsula excurrit. latitudinem eius XL, circuitum CXXV prodidere quidam, item adhaerentis Libruniae et Flanatici sinus, alii CCXXV, alii Liburniae CLXXX. nonnulli in Flanaticum sinum Iapudiam promovere a tergo Histriae CXXX, dein Libruniam CL fecere. Tuditanus, qui domuit Histros, in statua sua ibi inscripsit: AN AQVILEIA AD TITIVM FLVMEN STADIA MM. oppida Histriae civium Romanorum Agida, Parentium, colonia Pola, quae nunc Pietas Iulia, quondam a Colchis condita; abest a Tergeste CV. mox oppidum Nesactium et  nunc finis Italiae  fluvius Arsia. ad Polam ab Ancona traiectus CXX p. est.

133

 
Incolae Alpium multi populi, sed inlustres a Pola ad Tergestis regionem Fecusses, Subocrini, Catali, Menoncaleni iuxtaque Carnos quondam Taurisci appellati, nunc Norici. his contermini Raeti et Vindelici, omnes inmultas civitates divisi.





 trieste.storia di g.l.  trieste.storia di g.l.  

resti romani in antiquarium di via Donota - furono scoperti negli scavi tra il 1980 e 86, trattasi di una casa abitata circa nei primi anni del I° sec. d.c., poi abbandonata, attorno al II° sec ma intensamente dal IV-V sec. divento' una necropoli
(immagini ridimensionate- tasto ds - visualizza imm.)

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  XXXIII

- I Dalmati si arrendono ad Ottaviano




   XL  

- L'Istria passa al Triumviro Ottaviano




   XLIV  

- l'imp. Claudio Tiberio Druso amplia a Tergeste la colonia militare



 
Image      Image



2009/10 - oggi i resti sono coperti da rete verde e abbandonati (premi l'immagine)

studio dei ritrovamenti di epoca romana negli scavi del piano Urban (pdf)  


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ricostruzione della basilica forense di Tergeste
i resti visibili davanti al castello
possibile datazione : attorno al 50 d.c.


dal sito del giornale il Piccolo, le foto di ritrovamenti romani nel sottosuolo 




   LVI  

- l'ammiraglio di Ravenna Clodio Quirinale, nel Campidoglio di Tergeste (colle s. Giusto), alza templi a Giove-Giunone-Minerva - NB: resti visibili sotto il campanile





 LXXVIII


l' imp. Vespasiano erige la via Flavia 1


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   LXXX  

- nel Campidoglio (s.Giusto) si alza statua equestre a Calpetano (governatore di Spagna e Pannonia)










    CV    

Petronio Modesto (triestino, governatore di Spagna per Trajano) edifica il teatro(Romano) (nel museo lapidario presente epigrafe ritrovata negli scavi (1937/8), in onore ai gladiatori Decorato e Ceruleo che lì combatterono) conteneva almeno 6000 spettatori e si affacciava al mare, era esterno alle mura romane

il teatro romano negli anni '30  Quinto Petronio Modesto (busto)


   

lapide che si trovava sull'antico teatro romano trafugata dai veneziani nel 1509, nel 1800 era in casa fam. Obizzi

Q-PETRONIVS-C-F-PUP-MODES
TVS-P-P-BIS-LEG-XII-FVLM
ET-LEG-I-ADIVTRIC-TRIB
MIL-COH-V-VIG-TR-COH-XII
VRB-TRIB-COH-V-PR-PR-DIVI
NERVAE-ET-IMP-CAES-NERVAE
TRAIANI-AVG-GERM-PROVIN
HISPANIAE-CITER-ASTVRIAE
ET-GALLECIARVM-FLAMEN
DIVI-CLAVDI-DEDIT-IDEMQVE
DEDICAVIT




probabile palco che stava anteriormente al teatro romano busto dea Minerva ritrovato


ricostruzione in video 3D dell'antico teatro (dal sito del : il Piccolo) 



   CXIX  

- Tergeste cessa di dipendere dai Pretori di Roma, soggetta al Consolare istituito da Adriano




   CXXXIX  

- san Primo Rettore della chiesa triestina




   CLXIX c.a  


- un esercito di Marcomanni e Quadi passa per Lubiana, attraversa le Alpi e assedia Aquileia, poi distruggono Oderzo (Opitergium), l'imp. Marco Aurelio e suo fratello Lucio Vero liberano Aquileia





    CC c.a    

- leggenda del martirio del suddiacono triestino Apollinare




   CCII  

- leggenda del martirio di Lazzaro diacono della chiesa tergestina




    CCVI    

- il comune di Tergeste sottoposto al Correttore dIstria come a Magistrato provinciale




   CCXII  

- cittadinanza romana a tutti i liberi che si trovavano nellImpero (non dava però diritto alle cariche)




   CCXIII  

novembre - decreto del Comune di Tergeste che pone statua equestre aurata in onore di Lucio Fabio Severo, tergestino e senatore romano


basamento della statua, unica cosa rimasta


1768 durante i lavori di allargamento dell'ospedale, poi casarma (oggi v. Carducci) vennero rinvenute due lapidi (Mainati):

P CLODIO QVIRINAL

MILITI. LEG.XV .APOL .ET

BLASSIAE . L .  F . PLAClDAE VXORl

ET .COMINIO .VERO. MlL. LEG. XIII .G

ET. A .TVLLIO .CRYSANTO. AMICO

P .CLODIVS. CHRESTVS.

 V. F .SIBI. ET. SVIS

CAESERNIAE .SEVERAE

L .VIBIVS. L .F

PVP. POLLIO

FLORIA .C. L. HILARA

VXOR. FIERI. IVSSIT

 IN. F .P .XX .IN .AG .P .

A. VIA .AD. LIMITEM 

Publio Clodio Quirinali militi legionis XV Apollinaris et Blassiae Ludi filiae Ptacidae uxori et Cominio vero militi legionis XIII Geminae et a Tullio Crysanto amico Publius Clodius Chre stus Fivensfecit sibi et suis Ceserniae Severac 

Lucius Vibius Lucii filius Publiliae Pollio Fioria Caj Liberta Hilara uxor fieri jussit In front pedes XX In agro pedes A via ad limitem 



   CCLVI  

- martirio delle triestine Eufemia e Tecla (leggenda vuole che sui resti della loro casa fosse eretta la chiesetta di s. Silvestro)



   CCLXXXIX   

- la leggenda dice che il 7 ott. 289 d.c. cadesse dal cielo l'alabarda e si piantasse in mezzo alla piazza vecchia ( non sappiamo per certo che a quel tempo esistesse già la piazza vecchia, mentre ci vorranno ancora 900 anni per vedere la prima metà di piazza Grande),nel tesoro di s. Giusto c'è una (quella della leggenda) che si dice non arruginisca mai !1

- governatore provinciale romano della Venetia et Histria : Isteius Tertullus [Buttazzoni]


l'alabarda del tesoro di s. Giusto, l'originale


1 - sull'alabarda, simbolo della citta', vedi anche pag. Agenda > A


   CCXC  


4/11- martirio di s. Justo (vuole la storia che venisse gettato incatenato a delle pietre al largo di s. Andrea, ma il corpo sciolto dai legamenti venisse ritrovato sulla riva del mare antistante, in memoria del fatto venne eretta chiesa in quel punto, di s. Andrea appunto)

- governatore provinciale romano della Venetia et Histria : Eunomius e poi Manacius [Buttazzoni]

approfondimento : sembra, secondo recenti studi, che la venerazione del santo, sia nata appena attorno al XI°-XII° sec, se l'antichissimo vescovado, non fosse stato distrutto dai veneziani, avremmo potuto trovare tracce di precedenti eventuali santi forse di stampo bizantino



antica immagine del santo con la palma e la citta' in mano sul campanile


   CCCXIII  

- governatore provinciale romano della Venetia et Histria : C. Vettius Cossinus Rufinus [Buttazzoni]

- editto di Milano - riconosciuto il cattolicesimo e la libertà di culto



 

   CCCXIV  

8/10- Costantino con un armata di 20.000 uomini nuove verso la Pannonia (verso Emona - Lubiana?) e si scontra con le truppe di Licinio e lo batte, Licinio fugge verso la Sava. Dopo una serie di scontri si raggiunge una pace, a Costantino rimane l'Illirio, la Macedonia, la Grecia, la Dardaria* e la Mesia** sup. - a Licinio la Soria, l'Egitto, la Tracia e la Mesia inf.  [Muratori - Annali]

* Dardania - all'incirca l'odierna Serbia
** Mesia - localizzata tra l'odierna Serbia e la Romania >>>


   CCCXVI  

- Costantino dopo esser stato a Milano, torna in Pannonia, l'anno dopo è a Sirmio



   CCCXX  

aprile- Costantino è ad Aquileja dove promulga nuove leggi [Muratori - Annali]


   CCCXXII  

18/7 - Costantino è ad Aquileja dove promulga una legge per i consoli, pretori e tribuni della plebe di Roma [Muratori - Annali]


immagine : come si presentava allora la grande citta' di Aquileia, quarta citta' dell'impero, cinta da mura e con torri altissime, tratta dalla : tavola Peutingeriana (Wien)



   CCCXXV  

- Concilio di Nicea  presenzia l'imperatore Costantino I°, presenti anche 318 vescovi su 1800

- nascono i Patriarcati- condanna dell'arianesimo




   CCCXXVI  

- l'imperatore Costantino ordina al figlio Crispo di andare a Pola, lo stesso padre dara' poi ordine che il figlio venga giustiziato assieme ad molti cittadini notabili





   CCCXXX  

- rinasce Bisanzio col nome di Costantinopoli e diventa capitale dell'impero


   CCCXL  

- muore ad Aquileia Costantino II° figlio dell'imperatore Costantino


   CCCLXIV  

- l'imperatore Valentiniano e' ad Aquileja [Kandler -l'Istria V]





mappa molto approssimativa di Tergeste

   CCCXLII  

- Attila unito ai Goti, ai Gepidi e ai Valani, entra nell'Illirio e lo saccheggia [Muratori - Annali]




   CCCLXIV  

- governatore provinciale romano della Venetia et Histria : P. Arecorius Apollinaris [Buttazzoni]




   CCCLXXVIII  


- governatore provinciale romano della Venetia et Histria : Petronius Probus [Buttazzoni]- Sextus Anicius Petrnius Probus






   CCCLXXX  


- editto di
Tessalonica - proclamazione con cui il cristianesimo diventa religione ufficiale dell'impero e i culti pagani vengono banditi

- governatore provinciale romano della Venetia et Histria : Valerius Palladius [Buttazzoni]




   CCCLXXXI  


- Concilio ad Aquileia, vi partecipano 32 vescovi





   CCCLXXXXIV  


- 5 e 6 sett - battaglia del
Frigido (Isonzo c/o Vipacco) - l'imperatore cattolico d'Oriente Teodosio, sembra aiutato dalla "bora" che fermo' le frecce nemiche, sconfigge l'imperatore d'Occidente, il pagano Flavio Eugenio

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   CCCVC    


DIVISIONE DELL' IMPERO ROMANO



   CCCCI    


- i Goti condotti da Alarico assediano Aquileia [Cuscito]

- governatore provinciale romano della Venetia et Histria : Cornelius Gaudentius [Buttazzoni]



   CCCCVIII    


- ancora una volta i Goti assediano Aquileia [Cuscito]






    CCCCXLVII  


- forti terremoti demoliscono le mura di Costantinopoli




    CCCCLII  


Tergeste fà parte dell'impero d' oriente bizantino, viene assediata e distrutta dagli unni di Attila (?) 
1

- Attila dalla Pannonia entra nel Friuli, assedia e distrugge Aquileja, stessa sorte tocca ad Altino, Concordia e Padova, prosegue poi e prende Vicenza, Verona e Bergamo, occupa Milano e Pavia [Muratori - Annali]





CCCCLXXVI - MEDII AEVII 
inizia il medio-evo, gli incompetenti lo definiscono il periodo buio, ma invece nascono in questo periodo le basi di una nuova società, nascono i liberi Comuni, si sviluppano le arti, nasce l'università, le banche, il commercio dilaga ecc..., è forse sempre stato considerato buio in quanto gli scritti arrivati sino a noi, sono pochi e spesso confusi, e più spesso perche' addentrarsi nel suo studio implica una grande mente analitica oltre che tanta pazienza e obbiettività, ma sopratutto .... conoscenza della materia ! Ricordo inoltre, che la gran parte degli storici odierni, sono specializzati in brevi epoche storiche e quasi sempre con infarinature delle altre, ancora una supplica, rifuggite da giornalisti televisivi che seminano sapere ... sapeste quante stupidaggini vi raccontano sulla Storia antica.

 






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