dinosauro Antonio vedi»»
Preistoria
grotta del mitreo
 |
Al
principio l’uomo preistorico abitò in questi
posti, ne habbiamo prova
dai numerosi reperti del nostro Carso. Presso Visogliano nel
“riparo
dei micro-mammiferi” furono ritrovati resti
dell’uomo erectus
(mandibole e alveolo dentale) datati tra 700.000 e i 300.000 anni,
visibili al museo Hortis. Quasi tutti gli antri scoperti hanno dato
prova di essere stati dimore dell’epoca detta del Neolitico
(grotta
azzurra, grotta dell’orso, grotta delle gallerie, grotta del
Mitreo,
grotta della tartaruga, grotta delle 3 quercie) menzione speciale
và
certamente alla grotta Pocala, un vero e proprio magazzino di resti del
Paleolitico medio, tra cui resti umani e animali datati 80.000-35.000
a.c. . Dai resti ritrovati, abbiamo anche un quadro più
chiaro della
fauna del luogo : cervi, cavalli, leoni, il bue primogenio,
l’orso
delle caverne ecc…
Nonostante
tutto,
non
possiamo
ancora parlare però di comunità abitativa, per
farlo
dobbiamo arrivare ai “ Castellieri”
|
l'età dei castellieri
Erano
villaggi sulla sommità delle cime carsiche, racchiusi da
poderose mura
in pietra, spesso in doppia o tripla cinta, sono datatabili attorno al
1200/800 a.c., ricordano le prime città greche (Micene e
anche la
stessa Atene), tanto da ipotizzare la fondazione sia dovuta a popoli
micenei, o dai Liburni (abitatori della Dalmazia sett.). Resti di
queste costruzioni si ritrovano in buona parte dell’Europa,
dalla
Russia meridionale, alla Bulgaria, e sù fino alla Germania e
ancora
sino ai paesi nordici. Tutto il Carso attorno alla città era
cosparso
di questi villaggi, da Cattinara, Montebello, Conconello, Contovello,
ecc…, (alcuni sono ancora visibili) {C. Marchesetti-i
castellieri
preistorici di Trieste e
della regione
Giulia} di alcuni si è persa la traccia, in quanto i
contadini usarono
le loro pietra per erigere i muretti di confine dei loro terreni.
E’
ipotizzabile che anche sul colle di s. Giusto ve ne fosse uno, e che
dopo la venuta romana, fosse trasformato in castro ovvero accampamento
militare, da cui piano a piano si allargarono sino al mare.
NB:
alcuni si
sono inventati la
storia che il castelliere nasca in Istria, ciò indicherebbe
che
quella popolazione fosse arrivata sino alla Germania e ancora
più in alto, come vedete, la fantasia non ha limiti.
|
sito
interessante con descrizione storica e figurata dei castellieri del
Carso : popup
| la leggenda
come
tutte le città più antiche, la data della loro
nascita si perde nella
memoria, per cui tutte fanno riferimento alla leggenda, la
più nota
certamente, spacciata ormai per verità, è quella
della nascita di Roma,
ma quella della fondazione di Trieste, molto più ricca e
molto più
antica, si rifà addirittura ai pronipoti di Noè,
quel Gomer e Javan che
colonizzarono la contrada de Carni 2118 anni prma di Cristo, per altri
agli Argonauti e al loro mirabolante viaggio alla ricerca del mitico
vello d’oro, infatti dopo la fine di Troia, quando gli argonauti,
preso
il vello d'oro, scapparono verso il Danubio , passarono nei pressi di
Trieste che già esisteva, così almeno ci racconta
Plinio. Altri
raccontano che i Colchi che inseguivano propio Giasone, quando giunsero
su questi lidi, un dio li indusse a fermarsi e quì
insediarsi.
Virgilio
cita Antenore, reduce della guerra di Troia, che sostò a
lungo sulle
rive del Timavo, ma probabilmente, la verità non la sapremo
mai, il
ricordo
è
ormai perso nel tempo
|
 |
ipotesi sul nome
gli studi
sull'origine del nome sono tutt'ora molti e vaghi, in definitiva,
nessuno certo, probabilmente non lo sapremo mai.
- la radice Ter o Tri ed
Este
: forse
voci di origine celtica, anche se Este viene cosiderata da molti come
venetico
- Strabone la nomina
come “Pagum
carnicum” ovvero villaggio/borgo dei Carni
- per il geografo
greco
Marciano il nome deriva dal dio Tergesto adorato dagli antichi
abitatori del posto
- i romani la
chiamano
Ter-geste ovvero tre volte distrutta e tre volte rifatta
- Ter : tre volte
– gesto : avuta - gestus : fatto
- probabile che
Tergeste sia la traduzione romana del nome carnico di Triopion che i
naviganti di Rodi qui trasportarono
- il nome di Tergeste
continuerà per tutto il medio-evo, nei documenti scritti in
latino, apparirà qualche volta anche il nome di Trieste
C. Buttazzoni - Archeografo
triestino vol III 1872/5

Tergeste, confine dell'Illirico
(42 d.c.)
i Celti occupano il Friuli
e Carni e Catali,
loro
tribù, si insediano a Trieste
1
tutti i nomi con radice CAR sono di origine celtica (Carso, Carnia
ecc…)
NB : Plinio
delimita il territorio istriano : i Gallo-veneti fino al fiume
Formione, gli Istri sotto, ciò indicherebbe che i tergestini
appartenevano al gruppo inteso come galli di origine veneta, e non agli
Istri come sempre ci vogliono per forza far credere, infatti lui
delimita bene il confine tra le due tribù. Per cui quando
leggete
"istri" noi non
centriamo. (vd. Barbagallo - Storia universale-
1° vol.)
------------------------
***----------------------------
CCCXC a.c.
I
Celti invadono Roma, ma ci rimangono
poco e poi ritornano
a Mediolanum (MI)
CCCI a.c.
Cleonimo Spartano navigando per
l’Adriatico ha notizia degli istri dediti alla pirateria
ILLYRIA
CCXXIX-VIII a.c.
guerra Illirica (Roma
conquista l’Illiria)
1
i suoi confini non sono molto chiari, tanto che esistono molte versioni
di questo territorio, ma pressapoco andava dai confini della Pannonia
(oggi circa Karinzia/Slovenia) scendendo per
la costa dalmata sino all’Albania, gli albanesi infatti
sarebbero
gli antichi discendenti, non occorre precisare che gli Illiri sono una
popolazione pre-romana e sono i primi abitatori della Dalmazia (per
cui, prima dei romani, prima dei veneti )-da enciclopedia : Illiria
Antica regione che nel periodo di massima espansione occupava la parte
occidentale della penisola balcanica, dal Danubio all'Epiro. Intorno al
1300 a.C., gli illiri, un popolo indoeuropeo che comprendeva anche
dalmati e pannoni, si insediarono sulle coste settentrionali e
orientali dell'Adriatico. Nel VII e VI secolo a.C. i greci fondarono
città sulla costa, e nel IV e III secolo a.C. i vicini regni
dell'Epiro
e della Macedonia conquistarono territori dell'Illiria. L'ultimo regno
illirico fu fondato nel III secolo a.C. con capitale Scodra (l'odierna
Scutari). La minaccia illirica alla libertà di navigazione
provocò una
dichiarazione di guerra dei romani, che sconfissero gli illiri nel 228
e nel 219 a.C.
CCXXI - CLXXVII
a.c.
i romani sottomettono i Celti e
muovono guerra agli Istri
CLXXX a.c.
i romani
fondano Aquileia, a caposaldo contro Istri, Giapidi, Carni
CLXXIX a.c.
il console Manlio Vulsone (via
terra) e Caio Furio (via mare) muovono
guerra agli Istri condotti da Re Epulo
1
non era il suo vero nome, bensì un soprannome dato dai
romani
unito
ai Celti di Catmelo, battaglia c/o Sistiana
approfondimento :
il console di Aquileia
si
accampò al lago di Jamiano
(Doberdò), presso
il mare giunse flotta romana con 10 navi del Duumviro C. Furio e altre
navi proseguirono verso l’Istria. Gli istri
attaccarono la coorte piacentina con l’aiuto della nebbia, il
solo M.
Licinio Stratone (collonello del 3° regg.) rimase sul posto, e
perì
nello scontro. Finita la battaglia i vincitori si misero a banchettare
con i cibi trovati, ma i romani riavutisi, ritornarono e uccisero circa
8000 istri, Re Epulo riuscì a fuggire
1
Kandler cita “Storie", di Tito Livio, libro 41°
CLXXVIII a.c.
continua
la guerra, il console Claudio al comando prende Nesazio nella bassa
Istria e la distrugge, l’Istria in mano ai romani
approfondimento : La
città di Nesazio
capitale
dell’Istria
1
tra Pola e Albona (Carlo de Marchesetti)
viene
assediata dai romani (23.000), gli viene
tagliata
l’acqua, la popolazione allo stremo compie il suicidio di
massa.
Caddero altre 2 città : Mutila e Faveria, che vengono rase
al suolo,
l’esercito romano fa 5622 schiavi
CLXXVII a.c.
alcuni storici ipotizzano che in
questa data i romani entrano a Trieste
La leggenda di Montemuliano :
tratta da una cronaca anonima rinvenuta nel 1514 nel monastero dei SS.
Martiri da Bartolomeo de Rubeis e da Francesco de Mirez notai
–
I
romani ordinano alla città di sottometersi
all’Impero, ma i triestini
si rifiutano, l’esercito muove alla volta della
città, i Mulianesi
(alcuni vogliono sia il nome dei triestini, mentre altri rivendicano il
fatto) presso Sistiana attaccano con gran impeto i romani che ripiegano
sconfitti. Altro esercito romano muove verso monteMuliano ma i
cittadini abbandonata la città si dirigono presso il fiume
detto
Lubianiza dove si fermano e fondano nuova città. Intanto
l’esercito
romano giunge a Trieste e la trova vuota, ricevono ordine dal Senato di
cercare gli abitanti ed invitarli a ritornare, promettendo
libertà,
franchezza, valore, ed onore alla loro progenie. Molti tornarono, ma
altri restarono nella nuova città detta poi Lubiana,
città della
Carniola, o dei carni di monte Muliano (per onor di cronaca ho riportato
questo scritto sul quale però tutti nutrono seri dubbi)
approfondimento :
non
sappiamo se
ci fù una cruenta battaglia o se gli abitanti aprirono le
porte, il
nome dato dai romani però, ci farebbe intendere in una aspra
guerra, ma
non possiamo appurarlo per mancanza di fondi. Come
in uso dai romani, oltre alle milizie, importarono genti dal resto
d’Italia, e dato che per conquista, 1/3 delle terre spettava
allo
stato, le spartirono ai nuovi venuti, la popolazione locale perde
potere e quasi scompare economicamente. Vengono eretti sia un porto nei
pressi dello scoglio dello Zucco
1
isolotto su cui ora è eretta la Lanterna in Campo Marzio, i
romani lo collegarono alla terra ferma
,
altro
sulle rive (oggi palazzo Costanzi)
CLXXV a.c.
i romani per salvaguardare l’impero
erigono un vallo difensivo da Aidussina fino a Fiume
CXXVIII a.c.
l’Istria
sobbillata dai Giapidi, si ribella a Roma,
Sempronio Tuditano li batte
e riduce a Provincia il territorio
erette colonie a
diritto latino di Trieste e Pola
eretto
il 1° aquedotto a Trieste
CXV a.c.
il console
romano Emilio Scauro penetra le Alpi tra Trieste e Lubiana, e
assoggetta i Carni
LVIII o LIV a.c.
Giulio Cesare sverna in Friuli con 3 legioni
tra
il LIII a.c. e LI a.c.
i
Giapidi piombano su Trieste,dal monte Nevoso,e la devastano,poi
marciano su Aquileia- Giulio Cesare chiamato in aiuto dai triestini li
caccerà
1
Giulio Cesare, de bello gallico, vol 8°,24,3 - in suo onore le
Alpi diventano Giulie
XXXXVIII a.c.
i
Dalmati rompono l’esercito del romano Gabino diretto in
Macedonia
XXXXV a.c.
l’Italia romana estesa fino al fiume
Risano
l’Istria continua nelle condizioni
di Provincia romana
XXXXII a.c.
battaglia di Filippi, Tergeste parteggia
per Augusto ma l’Istria
parteggia per Antonio, Ottaviano fà smantellare Pola dai
soldati e vi
pone nuova colonia (diventa Pietas Julia)
il confine orientale
dell’Impero fino al Formione (Tergeste appartiene alla
tribù
Pupinia)
XXXIX a.c.
Ottaviano
distrugge Pola (rifatta
nel 33)
XXXV a.c.
a Parenzo condotta da Augusto una colonia di
marinai, la colonia di Tergeste rinforzata e
coloni a Cittanova, Capodistria, Pirano.
Trieste diventa colonia a
diritto
romano
XXXIV a.c.
ancora
i Giapidi assediano Tergeste e
rompono le mura, ma Cesare Ottaviano Augusto li sconfigge
definitavamente
cessa il
proconsolato nella Gallia Cisalpina
XXXII a.c.
Augusto rifà le mura a Tergeste e Pola
eretto 2° aquedotto a Trieste (Bagnoli) vedi»»
probabile
datazione dell’arco detto di Riccardo - teorie sul suo
uso,come porta
cittadina,ad uso trionfale,o porta che dava su un tempio
1
il 33 a.c. per Fogher - in Archeografo triestino 1892
Tergeste
conglobata nella 10.a regione romana
X
d.c.
il
Comune di Tergeste alza statua in onore di Augusto al confine del
Timavo sup.
i
Dalmati si ribellano ai romani
1
piccolo pro-memoria per quelli che invocano la Dalmazia come da sempre
terra italiana, dimenticando volutamente la sua vera storia, questa
terra sarà sempre in rivolta contro le dominazioni per
secoli
XIV
d.c. - imperatore
Tiberio
i Catali
(popolazione dei Carni) vengono dati in governo a Tergeste (senza
cittadinanza nè al Governo)
il
confine d’Italia portato all’Arsa,
l’Istria conserva
la Costituzione Provinciale, Pola capitale d’Istria
l’agro di Tergeste
comprende Postumia
tra
XXIII e LXXIX
nella
Naturalis Historia (Libro III), Plinio detto il vecchio,
così cita Tergeste :
127
Carnorum haec regio iunctaque Iapudum, amnis Timavus, castellum nobile
vino Pucinum, Tergestinus
sinus, colonia Tergeste,XXXIII ab Aquileia.
ultra quam sex milia p. Formio amnis, ab Ravenna CLXXXVIIII, anticus
auctae Italiae terminus...
128
nullus enim ex Danuvio amnis in mare Hadriaticum effunditur. deceptos
credo, quoniam Argo navis flumine in mare Hadriaticum descendit non
procul Tergeste,
nec iam constat quo flumine. umeris travectam Alpis
diligentiores tradunt, subisse autem Histro, dein Savo, dein Nauporto,
cui nomen ex ea causa inter Emonam Alpisque exorienti.
133
Incolae Alpium multi populi, sed inlustres a Pola ad
Tergestis
regionem Fecusses, Subocrini, Catali, Menoncaleni iuxtaque
Carnos quondam Taurisci appellati, nunc Norici. his contermini Raeti et
Vindelici, omnes in multas civitates
divisi.
resti
romani in antiquarium di via Donota - furono scoperti negli scavi tra
il 1980 e 86, trattasi di una casa abitata circa nei primi anni del
I° sec. d.c., poi abbandonata, attorno al II° sec ma
intensamente dal IV-V sec. divento' una necropoli
XXXIII
I
Dalmati si arrendono ad Ottaviano
XL
L’Istria
passa al Triumviro Ottaviano
XLIV
l'imp. Claudio Tiberio
Druso amplia a Tergeste la colonia militare

2009
- oggi i resti sono coperti da rete verde e abbandonati
ricostruzione
della basilica forense di Tergeste
i
resti visibili davanti al castello
possibile
datazione : attorno al 50 d.c.
LVI
l’ammiraglio
di Ravenna Clodio Quirinale, nel Campidoglio di Tergeste
(s. Giusto), alza templi a Giove-Giunone-Minerva - NB: resti visibili
sotto il campanile

CXIX
Tergeste cessa di
dipendere dai Pretori di Roma, soggetta al Consolare istituito da
Adriano
CXXXIX
san Primo Rettore della
chiesa triestina
CLXIX c.a
un
esercito di Marcomanni e Quadi passa per Lubiana, attraversa le Alpi e
assedia Aquileia, poi distruggono Oderzo (Opitergium), l'imp. Marco
Aurelio e suo fratello Lucio Vero liberano Aquileia
CC c.a
leggenda del martirio del
suddiacono triestino Apollinare
CCII
leggenda del martirio di Lazzaro
diacono della chiesa tergestina
CCVI
il comune di Tergeste
sottoposto al Correttore d’Istria come a Magistrato
provinciale
CCXII
cittadinanza romana a tutti i
liberi che si trovavano nell’Impero (non dava però
diritto alle cariche)
CCXIII
novembre - decreto del Comune di
Tergeste che pone statua equestre aurata a Lucio Fabio Severo,
tergestino e senatore romano
basamento
della statua, unica cosa rimasta
| 1768
durante i lavori di allargamento dell'ospedale, poi casarma (oggi v.
Carducci) vennero rinvenute due lapidi (Mainati): |
|
P
CLODIO QVIRINAL
MILITI.
LEG.XV .APOL .ET
BLASSIAE
. L . F . PLAClDAE
VXORl
ET
.COMINIO .VERO. MlL. LEG. XIII .G
ET.
A .TVLLIO .CRYSANTO. AMICO
P .CLODIVS.
CHRESTVS.
V.
F .SIBI. ET. SVIS
CAESERNIAE
.SEVERAE
|
L
.VIBIVS. L .F
PVP.
POLLIO
FLORIA .C.
L. HILARA
VXOR.
FIERI. IVSSIT
IN.
F .P .XX .IN .AG .P .
A.
VIA .AD.
LIMITEM
|
|
Publio
Clodio Quirinali militi legionis XV Apollinaris et Blassiae Ludi filiae
Ptacidae uxori et Cominio vero militi legionis XIII Geminae et a Tullio
Crysanto amico Publius Clodius Chre stus Fivensfecit sibi et suis
Ceserniae
Severac
|
Lucius
Vibius Lucii filius Publiliae Pollio Fioria Caj Liberta Hilara uxor
fieri
jussit In front pedes XX In agro pedes A via ad limitem
|
CCLVI
martirio
delle triestine Eufemia e Tecla (leggenda vuole che sui resti della
loro casa fosse eretta la chiesetta di s. Silvestro)
CCLXXXIX
la
leggenda dice che il 7 ott. 289 d.c. cadesse dal cielo
l’alabarda e si
piantasse in mezzo alla piazza vecchia ( non sappiamo per certo che a
quel tempo esistesse già la piazza vecchia, mentre ci
vorranno ancora
900 anni per vedere la prima metà di piazza Grande),nel
tesoro di s.
Giusto c’è una (quella della leggenda) che si dice
non arruginisca !
governatore
provinciale romano della Venetia et Histria : Isteius Tertullus
[Buttazzoni]
l'alabarda
del tesoro di s. Giusto, l'originale
CCXC
4/11-
martirio di s. Justo (vuole la storia che venisse gettato incatenato a
delle pietre al largo di s. Andrea, ma il corpo sciolto dai legamenti
venisse ritrovato sulla riva del mare antistante, in memoria del fatto
venne eretta chiesa in quel punto, di s. Andrea appunto)
antica immagine del santo con la
palma e la citta' in mano sul
campanile
CCCXIII
governatore
provinciale romano della Venetia et Histria : C. Vettius Cossinus
Rufinus [Buttazzoni]
editto
di Milano - ricunosciuto il cattolicesimo e la libertà di
culto
CCCXIV
8/10-
Costantino con un armata di 20.000 uomini nuove verso la Pannonia
(verso Emona - Lubiana?) e si scontra con le truppe di Licinio e lo
batte, Licinio fugge verso la Sava. Dopo una serie di scontri si
raggiunge una pace, a Costantino rimane l'Illirio, la Macedonia, la
Grecia, la Dardaria* e la Mesia** sup. - a Licinio la Soria, l'Egitto,
la Tracia e la Mesia inf. [Muratori - Annali]
* Dardania - all'incirca l'odierna Serbia
** Mesia - localizzata
tra l'odierna Serbia e la Romania
CCCXVI
Costantino
dopo esser stato a Milano, torna in Pannonia, l'anno dopo è
a Sirmio (oggi Belgrado - YU)
CCCXX
aprile-
Costantino è ad Aquileja dove promulga nuove leggi [Muratori
- Annali]
CCCXXII
18/7
- Costantino è ad Aquileja dove promulga una legge per i
consoli, pretori e tribuni della plebe di Roma [Muratori - Annali]
CCCXXV
Concilio
di Nicea
presenzia l'imperatore Costantino I°, presenti anche
318
vescovi su 1800
- nascono i Patriarcati-
condanna dell'arianesimo
CCCXXVI
l'imperatore
Costantino ordina al figlio Crispo di andare a Pola, lo stesso padre
dara' ordine che il figlio venga giustiziato assieme ad molti cittadini
notabili
CCCXXX
rinasce
Bisanzio col nome di Costantinopoli e diventa capitale dell'impero
CCCXL
muore
ad Aquileia Costantino II° figlio dell'imperatore Costantino

mappa molto approssimativa di Tergeste
CCCXLII
Attila
unito ai Goti, ai Gepidi e ai Valani, entra nell'Illirio e lo
saccheggia [Muratori - Annali]
CCCLXIV
governatore
provinciale romano della Venetia et Histria : P. Arecorius Apollinaris
[Buttazzoni]
CCCLXXVIII
governatore
provinciale romano della Venetia et Histria : Petronius Probus
[Buttazzoni]

CCCLXXX
editto
di Tessalonica - proclamazione con
cui il cristianesimo diventa
religione ufficiale dell'impero e i culti pagani vengono banditi
governatore
provinciale romano della Venetia et Histria : Valerius Palladius
[Buttazzoni]
CCCLXXXI
Concilio
ad Aquileia, vi partecipano 32 vescovi
CCCLXXXXIV
5 e 6 sett - battaglia del Frigido (Isonzo c/o Vipacco) -
l'imperatore
cattolico d'Oriente Teodosio, sembra aiutato dalla "bora" che fermo' le
frecce nemiche, sconfigge l'imperatore d'Occidente, il pagano Flavio
Eugenio
CCCVC
DIVISIONE
DELL' IMPERO ROMANO
CCCCI
i
Goti condotti da Alarico assediano Aquileia [Cuscito]
CCCCVIII
ancora
una volta i Goti assediano Aquileia [Cuscito]
CCCCXLVII
forti terremoti
demoliscono le mura di Costantinopoli
CCCCLII
Tergeste fà parte
dell'impero d' oriente bizantino, viene assediata e distrutta dagli
unni di Attila (?)
1
pagina controversa in quanto secondo Carlo Sigonio, Attila attraversa
le Alpi dal Friuli, per lo storico Hatmano Schelder lui sale
dall'Illiria, dopo aver preso Trau, Sebenico, Belgrado, Zara,
Segna,Pola, Parenzo per dirigersi verso Aquileia, nella seconda ipotesi
è logico supporre che passasse per Trieste - il Muratori
cita l'attacco dal Friuli, ma stranamente non viene citata Cividale tra
le conquiste, ciò induce a pensare che l'attacco avvenisse
dal basso e non dall'alto
Attila dalla Pannonia entra nel Friuli, assedia e
distrugge Aquileja,
stessa sorte tocca ad Altino, Concordia e Padova, prosegue poi e prende
Vicenza, Verona e Bergamo, occupa Milano e Pavia [Muratori - Annali]
CCCCLXXVI - MEDII AEVII
inizia il
medio-evo, gli incompetenti lo definiscono il periodo buio,
ma invece nascono in questo periodo le basi di una nuova
società,
nascono i Comuni, si sviluppano le arti, nasce l'università,
le banche,
il commercio dilaga ecc...,
è forse sempre stato considerato buio in quanto gli scritti
arrivati sino a noi, sono pochi e spesso confusi, e più
spesso
perchè addentrarsi nel suo studio implica una grande mente
analitica oltre che tanta pazienza e obbiettività, ma
sopratutto
.... conoscenza della materia ! Ricordo inoltre, che la gran parte
degli storici odierni, sono specializzati in brevi epoche storiche e
quasi sempre con infarinature delle altre, ancora una supplica,
rifuggiete da giornalisti televisivi che seminano sapere ... sapeste
quante stupidaggini vi raccontano sulla Storia antica.
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