VIAGGIO A VILLACH
(27 - 28 APRILE 2006)
Finalmente si fa il primo viaggio di gruppo (3 persone, ma meglio che niente) con il CN. Vabbè, facciamo un piccolo tragitto, solo 270 km, giusto per vedere se si regge ai ritmi di marcia, e soprattutto per vedere come risponde il mezzo ad un uso che va oltre la semplice passeggiatina domenicale. Si parte in tre, su due ETV1000, delle due la mia in semi assetto da combattimento (con tre bauletti, per stare via solo una notte, vedi te......). Un'ultima controllata ai mezzi e si parte. Prima tappa, il bar dell'angolo, il "Dorf Cafè" (vabbè, faccio un pò di publicità gratuita a Dario): senza colazione non si può partire. Ma già qualcosa va storto: c'è un solo cornetto ! Cacchio, alle 10 del mattino non ci sono più cornetti, magari è perchè è troppo tardi. Una semplice informazione chiesta alla ragazza del bar fuga ogni dubbio; la risposta è, semplicemente, che stamattina, stranamente, sono stati mangiati ben 5 (dico cinque) cornetti, e quello era l'unico rimasto. Ma come, un bar con solo 6 cornetti ??? Vabbè, ci si dimenticava che siamo in Alto Adige, la cultura del cappuccino e cornetto è ignota (e quando se ne trova un pò, te la fanno pagare anche cara). Dobbiamo ripiegare su una fetta di torta (di quelle prefabbricate...lasciamo perdere...). In ogni caso si parte leggermente di malumore; ed il tempo non è che aiuti molto, ma comunque, pioggia, neve o grandine, si va lo stesso. Cominciamo la salita verso il primo passo alpino (e pure l'unico), a quota 2000; fa un freddo cane (5°) e la visibilità è alquanto ..... scarsa, per usare un eufemismo. Comunque, facciamo la prima pausa (e sono appena 20 km di viaggio...) al rifugio in cima al passo, e si fa fuori la prima birretta. Purtroppo, una telefonata al cellulare dà un altro colpo al morale: c'è stato un altro attentato a Nassirja, in Iraq, dove hanno perso la vita 2 Carabinieri, un terzo Carabiniere è grave, un ufficiale della Folgore anche è rimasto ucciso insieme ad un militare rumeno. Uno dei due Carabinieri rimasti uccisi aveva lavorato con uno di noi, quindi per lui il colpo è stato peggiore. Il buonumore forzato che ci eravamo procurati dopo la crisi della colazione cede il passo ai propri pensieri in merito alla vicenda, con lo sguardo che si perde nelle nebbie del passo. Riprendiamo il viaggio; pochi km oltre il passo, le nebbie si diradano e la temperatura inizia a salire. Fermo su una piazzola laterale notiamo un mezzo che forse, visti i presupposti, sarebbe più utile per proseguire il viaggio; facciamo alcune prove, ma alla fine decidiamo di dare comunque una chance alle nostre ETV1000, per cui riprendiamo il viaggio, direzione la Val Pusteria. Dopo Bressanone, decidiamo di fare una deviazione verso S. Vito Braies, il tempo per il momento sembra non creare tanti problemi, anche se l' "umidità" è alquanto fastidiosa. Tappa al laghetto che si trova a S. Vito, ancora ghiacciato; ci si avventura sulla superficie del lago, ma dopo neanche 3 metri il ghiaccio fa strani rumori, per cui desistiamo e torniamo alle moto. Si scopre in quel momento che il bauletto superiore della mia ETV ha una funzione ben specifica: la cambusa!!! Da buoni italiani in viaggio, non mancano i generi di conforto, per cui si dà l'assalto a ciò che il bauletto contiene; ma ci si accorge che ci siamo dimenticati gli attrezzi del mestiere, per cui si improvvisa. Si lascia il lago e ci dirigiamo su una strada laterale, verso un rifugio (e siamo già alla seconda sosta in neanche 100 km), dove si tracanna la seconda birra e si aggiunge il dolce al frugale pasto di poco fa. Il tempo è sempre più inclemente, anzi, una volta ripartiti ci si ferma dopo neanche 500 metri per indossare le tute antipioggia, che poi toglieremo solo giunti alla meta. Nonostante la pioggia, una sosta alla residenza estiva di "Lui" è d'obbligo, così come il doveroso omaggio (anche se l'abbandono dove versano i nostri luoghi storici, nel bene o forse nel male, ci lascia l'amaro in bocca), dopodichè ci lasciamo alle spalle S. Vito Braies. Finalmente dirigiamo verso il confine, ed una volta attraversatolo, si nota subito che non siamo più in Italia: la benzina costa ben 0,2 Euro in meno !! Anche il paesaggio cambia, nonostante l'Alto Adige vanti radici austro ungariche, ma alla fin fine è tutta un'altra storia. Sempre sotto la pioggia, che alterna schizzi a goccioloni, raggiungiamo Lienz, approfittando ogni tanto per "palleggiarci" il passeggero da una moto all'altra; e, data la mole del passeggero, viaggiare da soli fa notare la differenza. In ogni caso, pioggia o non pioggia, si riesce anche a scherzare, ognuno lo fa a modo suo, e si riesce sempre a sorridere. Dopo Lienz è la volta di Spittal, quindi l'ennesima sosta per la birrozza di rito, e finalmente Villach. Giungere al residence è leggermente difficoltoso, visto che i cartelli sembrano leggermente beffardi, ma alla fine, dopo circa 9 ore di viaggio siamo dentro la stanza, meritata doccia e riposo. Un veloce risotto ai funghi, quindi ci dirigiamo verso il centro di Villach (ovviamente sempre sotto la pioggia). Raggiungiamo il centro (chissà come, a naso ovviamente) e dopo aver girato e rigirato come idioti per mezz'ora ritroviamo finalmente il locale intravisto circa mezz'ora prima, con una discreta presenza di avventori. Passiamo tutta la serata là dentro; bella gente, completamente il contrario dei bacanoidi a cui siamo abituati, gente che si diverte ma non si ubriaca a manetta. Già entrando notiamo qualcosa di strano, c'è musica dal vivo e cantano una canzone italiana. Sarà un caso...... Invece nel corso della serata quasi l'80 % della musica sarà italiana, vecchie e nuove glorie. La cameriera è una bella ragazza dal viso sorridente e cordiale, Mery, slovacca; gli altri due, stufi di sentire parlare e dover parlare in tedesco (colpa del luogo dove lavoriamo) lasciano a me il duro compito di esprimermi nell'idioma locale. Ma, a differenza del luogo in cui viviamo e lavoriamo, qui non mi pesa parlare in tedesco, anzi, mi diverte anche. Il primo giro, come d'obbligo vista la notizia della mattina, è in ricordo di chi non c'è più, per cui il brindisi iniziale va in Loro onore..... Al terzo giro che ordino, decido di lasciare il contenuto alcolico delle bevande e chiedere qualcosa di più "sobrio". Ma non mi viene in mente come spiegarlo alla Mery, così sovrappensiero mi domando ad alta voce come si dica una certa cosa in tedesco; alchè lei mi fa notare, sempre sorridendo, ma stavolta quasi a prendermi in giro, che volendo posso parlare benissimo italiano. Rimango basito, ma la prendo a ridere e da lì lei ogni volta che passa si ferma a scherzare con noi. Notiamo anche che ogni tanto da dietro al bancone brinda verso di noi con il suo bicchiere di un qualcosa di rosato, cosa che non fa con gli altri clienti. Dentro di noi ci diciamo che in fondo in fondo gli italiani sono sempre un passo avanti. Cominciamo anche a dissertare sui vari presenti del locale; si nota quasi subito che c'è un certo gusto nel vestire, ben diverso dallo stile cui siamo abituati nella nostra valle di lacrime dove trascorriamo la nostra attuale vita, o anche dal "forzato" tentativo dei nostri nativi di adeguarsi, invano, allo stile di un italiano verace. E ci viene confermato che molti di loro effettivamente sono italiani, del resto il Friuli è alle porte; allora, ripensando alla Mery che ride e scherza con noi, ci diciamo che esistono anche italiani e italiani. Inevitabilmente ci sovviene anche l'assurdità che stiamo vivendo: all'estero, in un posto dove la lingua nazionale è il tedesco, parlano tranquillamente l'italiano, a differenza della valle, e non solo, dove olte a rifiutarsi di conoscere l'italiano, addirittura ti si rinfaccia che tu con loro DEVI parlare tedesco. Soprassediamo. Dopo la Mery è la volta anche del barista, ovviamente parla anche lui italiano, con il quale si scambiano due chiacchiere. Dopo qualche ora trascorsa in un'atmosfera piacevole e rilassante, nonchè diversi giri dopo (dopo la gaffe linguistica ho deciso di non limitare il contenuto alcolico come mi ero ripromesso), ma sempre mantenendo i limiti che la nostra dignità ci impone (adesso sarebbe d'obbligo la citazione della valle, ma non mi va e poi sarebbe superfluo, per chi sa), lasciamo il locale, che si avvia alla chiusura. Il barista ci avvisa che la polizia austriaca è abbastanza fiscale, quindi mi premuro di rammentare ai due compagni d'avventura che tornando al residence (3 km di strada) sarebbe il caso di non dare tanto nell'occhio. Infatti io parto tranquillamente, e dopo due secondi vedo (eufemismo) il secondo CN sfrecciarmi affianco nel suo "discreto" rombo bicilindrico. E sempre sotto la pioggia.....Vabbè, speriamo bene.... Fortuna audax iuvat (traduco per chi sconosce - e ometto anche stavolta ovvi richiami valligiani - : la fortuna aiuta l'audace) e giungiamo incolumi al residence. Spaghettata di rito delle 3 di notte, e poi tra i postumi della spaghettata e delle birre, ci si ritrova tutti e tre nello stesso letto matrimoniale, rigorosamente a sedere all'ingiù, che non si sa mai; ma ci conosciamo bene, niente.....deviazioni. Si fanno le ultime due chiacchiere, a volte a sè stanti, a volte cercando di abbozzare un dialogo sensato (ma non ci si riesce), tra giudizi sul viaggio, sulle disavveture della vita passata (e mi sa di aver fatto un monologo), sulle speranze del futuro (chi siamo, dove andiamo, etc, etc, e pure qua devo aver monologato), dopodichè si crolla, non prima però di aver reindirizzato chi di dovere al letto singolo. Il giorno dopo ci si alza con qualche postumo, e qualche rischio corso; il "polacco" mi avvisa, bontà sua, che tempo prima si era svegliato e quasi istintivamente mi stava allungando un bel bacio, abituato a trovarsi la sua ragazza affianco. Meno male che ha desistito........ Tempo fa ero piacevolmente abituato anche io a prima mattina ad accarezzare il sedere della mia ragazza, ma non per questo mi è venuto da maneggiare a lui le chiappe a prima mattina..... E' quasi mezzogiorno ormai, il tempo di preparare i quattro bagagli, di superare la "batosta" economica del residence (a dire il vero inaspettata), quindi si riparte. Ovviamente sempre sotto la pioggia. Sosta direttamente a Spittal, dove decidiamo di pranzare al Mc Donald (alla faccia della teutonicità), faccio benza (scambiando quattro chiacchiere con la cassiera, sempre in tedesco, e ribadisco che qui non mi pesa), poi è la volta di Lienz, nuovamente, quindi la Val Pusteria: e sì, siamo di nuovo in Italia, siamo di nuovo nel posto che tutti noi abbiamo.....non vorrei dire in odio, ma non trovo altro termine, ed il benvenuto lascia alquanto a desiderare (comunque si ricambia). Verso Brunico, sosta birra, è la prima del ritorno. Sorpresa, la cameriera ci parla in italiano....Si sarà sbagliata.....Infatti gli altri avventori ci ricordano ben di essere dove siamo, con il loro bel dialetto. Quasi quasi torniamo indietro, ma non si può, domani si deve lavorare. Il resto è tutta una tirata, fino a Vipiteno, dove mangiamo ad un imbiss e tristemente dobbiamo "farci capire" per ordinare un wurstel ed una birra. Torniamo indietro??? Gli ultimi 40 km e siamo di nuovo a casa. Casa...si vabbè.....
|
Torna alla Home page |
Torna a On TherRoad |
'); //-->