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L'apposizione di un cartello di "pericolo", con l'implicito divieto di transito...

 

 

Le prime tre foto sono state scattate all'apertura della stagione venatoria 2007 nella zona della montagna pistoiese assai frequentata dai cacciatori. Esse dimostrano come sia comune tra queste persone assumere atteggiamenti da "padroni del territorio", giungendo ad asservirlo al proprio tornaconto, non esitando a ricorrere alle minacce, e a vere e proprie azioni delittuose, sicuri dell'impunità e senza tener conto delle altrui necessità.
Questi comportamenti sono molto più diffusi di quanto si pensa comunemente e la distinzione tra cacciatore e bracconiere è in realtà assai, assai sottile. Tutto questo molto spesso grazie alla scarsa attenzione posta dalle forze politiche a tutti i livelli (vedi le "leggi in deroga" a quelle europee, in pratica una vera presa per i fondelli tutta italiana) in quanto i cacciatori rappresentano ancora una discreta riserva di voti, sia per la Destra che per la Sinistra. E così, nella comune indifferenza, gli animali continuano ad essere oggetti di spasso senza alcuna cura per la loro sopravvivenza come specie.

 

 

 


Qui è stata posta la solita "delimitazione" ma con scritte che, balordamente, "invitano" il pubblico ad entrare e
ad assaggiare dolciumi...!
Per vedere i particolari, click tasto destro del mouse sull'immagine
e scegliere "Mostra immagine".

 


Zona "vietata al pubblico", senza alcun'altra indicazione,
con cartelli apposti su alberi e segnali stradali.

Così un alunno dell'Istituto d'arte di Firenze sintetizzava
il rapporto tra caccia "sportiva" e finanze pubbliche:
l'Italia, infatti, è costantemente multata dall' Unione
Europea perchè non si conforma alla normativa venatoria
.


E' molto comune all'isola d' Elba vedere cacciatori in assetto di guerra aggirarsi nei territori del Parco senza tema d'essere denunciati.

E questa è un'altra prova di cosa siano capaci i cacciatori quando qualcuno si lamenta per la loro invadenza: l'immagine documenta la scritta "W LA CACCIA" ottenuta sfregiando con un oggetto appuntito le imposte di una finestra. Il proprietario della casa presentò denuncia ai Carabinieri del Comune di Marliana (PT) per aver dovuto subire, in tre episodi successivi, una pioggia di pallini sulla sua proprietà a seguito di colpi esplosi a distanza certamente non regolamentare e in presenza di bambini. A distanza di una settimana ci fu la "spedizione punitiva" con lampioni rotti, vasi da fiori distrutti, sedie da giardino scaraventate sugli alberi e, appunto, la scritta a lato documentata e ancora intatta a memoria futura e perenne.