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 "VANTAGGI E SVANTAGGI DELL’AVVIAMENTO PRECOCE ALL’ATTIVITÀ SPORTIVA AGONISTICA"  

 


con la collaborazione del 
Dottor Eugenio Albini
Medicina dello Sport - A.U.S.L.  RIMINI 

 

 


Prendendo in considerazione i tempi e i modi dell'avviamento all'attività sportiva, possiamo a riguardo porre alcune semplici, ma significative domande:

 

1.  I bambini devono cominciare presto a fare sport?

2.    È necessario specializzarli sin dall’inizio?

3.  Si possono somministrare ai bambini carichi di lavoro elevati ?

4.  L’attività fisica fa sempre bene?

5.  L’attività sportiva fa sempre bene?


 

Federazione Italiana Nuoto

Tesserati agonisti 1997

8-13 anni                85%

> 13 anni                15%

Finalisti campionati assoluti F.I.N. 1997

Già vincitori campionati giovanili      3%
Già sul podio campionati giovanili     8%

  Quindi il 92%  di quelli che vincono nelle categorie giovanili non consegue risultati nei campionati assoluti  (o abbandona) e di conseguenza, quasi sempre chi nel nuoto raggiunge risultati nella fase di maturità atletica non era  un “vincente” da piccolo.

PERCHÈ ?

 

Sono così possibili due ipotesi:

1.Abbandono precoce

2.“Blocco” prestativo

 

CAUSE DI ABBANDONO PRECOCE

1.    MODIFICAZIONI MORFOLOGICHE SFAVOREVOLI

precocità maturativi         (utile oggi, dannosa domani …)

trasformazioni adolescenziali

parametri antropometrici sfavorevoli

in realtà, anche i precoci dovrebbero emergere se non fosse trascurata la formazione coordinativa, che non è recuperabile.

2.    “CATTIVO “ ALLENAMENTO

A.    SPECIALIZZAZIONE PRECOCE

problemi di tecnica per eccessiva stabilizzazione (lavoro eccessivo e/o stereotipato)

problemi psicologici del “successo precoce”

stress da allenamento e/o gara

B.    ECCESSO DI CARICO DI LAVORO

richieste inadeguate a capacità e disponibilità

C.    COMPETIZIONI INADEGUATE

eccesso di selettività

criteri e modelli di scelta troppo simili a quelli degli adulti

D.    ECCESSO DELL’ IMPORTANZA ATTRIBUITA ALLA QUANTITÁ RISPETTO ALLA  QUALITÁ

“troppo = male”

3.    ASPETTI PSICOLOGICI

mancanza di successo

mancanza di gioco e divertimento

lavoro e sacrificio” invece di “sfida e piacere

pressioni ed aspettative eccessive (famiglie e tecnici)

frustrazioni (cambi di categorie agonistiche ….)

4.    CAUSE ESTERNE

occasionali: cambio residenza ….

problemi scolastici : “ … allora non fai sport!!

problemi di salute

problemi logistici

tentazioni ambientali ed affettive

 

RIMEDI ALL’ABBANDONO PRECOCE

1.    CULTURA DELLO SPORT DEI BAMBINI

non sono degli adulti-atleti piccoli !

2.    MULTILATERALITÀ DELL’ALLENAMENTO

3.    RITARDO NELLA SPECIALIZZAZIONE

4.    IMPOSTAZIONE DELL’ALLENAMENTO SU BASE PLURIENNALE

 

IN PRATICA:

1.    FORMAZIONE DI BASE MULTILATERALE

gamma più ampia possibile di esperienze motorie

2.    PROGRESSIVITÀ DEI CARICHI

3.    RECUPERI AMPI

4.    CAUTELA NEI CARICHI DI FORZA RAPIDA

5.    AMPIA GAMMA DI ESERCIZI DI COORDINAZIONE A DIFFICOLTÀ CRESCENTE

6.    IMPOSTAZIONE LUDICA CON FREQUENTI RINFORZI POSITIVI


LE FASI SENSIBILI

Non è possibile un allenamento delle capacità coordinative e condizionali che abbia la stessa efficacia in qualsiasi età: nessuna capacità può essere infatti allenata nella stessa misura in qualsiasi età (Israel 1976)

 Quindi i periodi dello sviluppo nei quali c’è un’allenabilità molto favorevole per una determinata capacità motoria o classe di compiti sportivi (ad esempio sviluppo della mobilità articolare, perfezionamento della tecnica sportiva) vanno considerati fasi sensibili per quella classe di compiti.

Allo stesso tempo è presente una stessa sensibilità anche verso metodi di allenamento inadeguati o sbagliati.

Ad esempio, se non si utilizzano gli anni dell’infanzia più favorevoli per la formazione della coordinazione e della tecnica sportiva, o si permette che in essi si formino comportamenti atletici errati, le conseguenze negative saranno sicuramente più vistose e quindi più durature che in altri periodi.

 

CAPACITÀ PRECOCI

CAPACITÀ COORDINATIVE

RAPIDITÀ DI REAZIONE E DI FREQUENZA MOTORIA

MOBILITÀ ARTICOLARE PASSIVA

CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO MOTORIO  
(con compiti di apprendimento che non richiedano presupposti elevati di forza massima o di forza relativa)

 

CAPACITÀ INTERMEDIE

Verso la fine del periodo scolare elementare e per tutta la prima fase puberale vanno allenate con attenzione crescente

MOBILITÀ ARTICOLARE ATTIVA

FORZA RAPIDA

RESISTENZA ALLA FORZA

RAPIDITÀ DI MOVIMENTO (ACICLICO), DI LOCOMOZIONE E ACCELERAZIONE

 

CAPACITÀ TARDIVE

FORZA MASSIMA

CAPACITÀ DI RESISTENZA ANAEROBICA

Sono qualità da esercitare in periodi meno precoci anche la FORZA RAPIDA e la RESISTENZA alla FORZA se esercitate contro opposizioni elevate

 

CAPACITÀ NEUTRE

RESISTENZA AEROBICA

È possibile svilupparla già dall’età prescolare per essere continuate nelle successive tappe evolutive, sino a giungere al periodo di “spinta” puberale che in base alle attuali conoscenze sembra essere quello più favorevole.

 

 


A cura del Dr. Danilo Gambarara
Facoltà Scienze Motorie - Università degli Studi di Urbino
Medicina dello Sport - A.U.S.L.  RIMINI

riminisportmedicina@libero.it
ultimo aggiornamento 28 ottobre 2002

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