Il fiume Po è da sempre il protagonista principale della vita di Roncarolo: già il nome stesso del paese deriva da “roncare”, ovvero disboscare, bonificare; infatti i terreni intorno al Po in passato erano paludosi e selvaggi, e solo la paziente opera dei nostri avi ha permesso di ottenere terre coltivabili ed abitabili.
Il fiume ha per secoli dato
da vivere agli abitanti delle sue rive: con la pesca di storioni, lucci, carpe,
pescigatto, anguille; con l’escavazione di sabbia e ghiaia per l’edilizia
(fatta a mano, con barche, pale e setacci); con il trasporto a forza di remi tra
la sponda piacentina e la sponda lombarda di merci e passeggeri.
Ai giorni nostri, ci
ricordiamo del Po solo per il rifiorente turismo fluviale - banchi di sabbia
permettendo…- (la motonave Jack
London della “Compagnia
del Po” negli anni passati ha compiuto numerose escursioni tra Piacenza e
Monticelli d’Ongina, con fermata per il pranzo proprio a Roncarolo; ora tocca
alla Calpurnia
effettuare gli
stessi percorsi) ed in occasione delle piene, spesso disastrose,
che negli ultimi anni hanno
però “graziato” il nostro paesino, merito anche dell’opera di tanti
volontari che si sono prodigati, negli autunni del 1994 e del
L’inquinamento delle acque e la costruzione dello sbarramento idroelettrico di Isola Serafini hanno impoverito la fauna acquatica, per cui i pescatori professionisti sono praticamente scomparsi; la tecnologia per l’escavazione e la costruzione di ponti stabili hanno tolto il lavoro anche a cavatori e traghettatori.
Ad opera del <Magistrato
del Po> (ora A.I.PO), ma grazie anche all’insistenza degli abitanti, costituitisi in
uno spontaneo “Comitato
per il Po”, si sta procedendo alla < messa in sicurezza >
dell’argine maestro, con la costruzione di due tratti di diaframma (muro di
cemento armato alla base dell’argine, fino a 15-
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