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Numero unico di cicloturismo e varia dis-umanità Riflessioni semiserie e a ruota libera sulla bicicletta,
sui problemi del traffico e dell' ambiente e socio fondatore, segretario, presidente, redattore capo e unico iscritto : PiCo |
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background music: Ciclisti in città di
A. Di Bella e G. Bosisio
Pensandoci su...
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In un mondo sempre più invaso
da arroganti e protervi utenti di una tecnologia spesso elevata a
metro di civiltà e a strumentale pretesto per soffocare le altrui
libertà; in un mondo in cui il bilancio dei Infine, una considerazione e qualche
domanda: se un' auto aspetta pazientemente dietro un ciclista il
momento buono per passare, si può star sicuri che è guidata da
stranieri, mentre se strombazza petulantemente, non c'è bisogno di
controllare la targa per scoprire che si tratta di italiani; d'altra parte
basta confrontare come i problemi del traffico (e del conseguente degrado
ambientale) siano affrontati e risolti all'estero
e come in Italia. Ma davvero siamo, in maniera così irrimediabile
(e umiliante), tanto lontani antropologicamente da danesi, austriaci o
olandesi? Perché anche tra gli amanti Ma un altro mondo, da noi, non è proprio possibile?
Eppure, sulla scia di quanto si vede nel Nord Europa (come
si fa a non invidiare la "normalità" del ciclismo urbano di Copenhaghen? o la
progettazione nientemeno che di Superstrade Ciclabili nel cuore di Londra?), anche da noi realtà locali, seppure ancora isolate, come Ferrara, Modena, Reggio Emilia
o la realizzazione di ciclopiste urbane o di
percorsi protetti per bambini che si recano a scuola in bici o a
piedi (i recenti Bici-Pedi-Bus del reggiano)
lasciano sperare che qualcosa
finalmente abbia preso a
muoversi nella direzione giusta... Ma è forse nello sviluppo di una rete di ciclopiste extraurbane che si registra un ancor più incoraggiante segnale di cambiamento di mentalità con riflessi positivi sull'ambiente, la salute, il tempo libero e perfino l'economia (come mostra il numero crescente di pagine su siti web e riviste dedicate al turismo su due ruote: bici predisposte e accessori, abbigliamento specifico, Bike-Hotel, agriturismi o B&B, itinerari ciclistici, trasporti bici-treno/aereo, agenzie e servizi appositi...). Si sta infatti pian piano affermando
una nuova coscienza ecologica, a cui contribuiscono in varia misura anche
il risorgere dello spirito d'avventura, il gusto di sfidare i propri
limiti psico-fisici, il piacere di scoprire ed assaporare dal sellino di
una bici particolari inafferrabili dall'interno di un'auto a 100 km/h e
-non ultimo- la possibilità di risparmiare, facendo del bene al proprio
portafoglio, oltre che al proprio corpo e all'ambiente; ciò sta spingendo
un numero sempre maggiore di cittadini a sostituire i pistoni a
idrocarburi dei motori con quelli a carboidrati delle proprie gambe al
Parallelamente, per fortuna, la presa di coscienza dei costi della (in)civiltà delle macchine, anche in termini di degrado ambientale e invivibilità delle città, ha favorito la diffusione a macchia di leopardo di organizzazioni di ciclisti consapevoli dei propri diritti -oltre che doveri- ben decisi a farsi vedere e far valere le proprie ragioni.
Da queste motivazioni, da questa spicciola filosofia a pedali, nasce la scelta di intitolare "IL CICLOSOFISTA" questa pagina WEB, dedicandola a quanti ne condividono l'ispirazione, come ad esempio il mitico Alberto che ne incarna il prototipo e che più d'ogni altro merita il titolo di "sofista" (prima ancora di filosofo) della bicicletta.
Ma poi siamo proprio sicuri che in un'epoca così (apparentemente) tecnologica un mezzo a trazione muscolare così (apparentemente) antico come la bicicletta sia desueto e fuori posto? E sono davvero poche e irrilevanti le persone che nella loro vita ci hanno lasciato qualche traccia del loro rapporto - fuggevole o profondo che fosse - con le due ruote? Ecco quello che un po' di curiosità ed il supporto di Google hanno fatto emergere a proposito di personaggi del mondo della storia, della politica, della cultura e dello sport:
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