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Le morti dovute ai veicoli motorizzati superano di parecchie volte quelli causati dai conflitti armati.  Ogni anno il totale dei morti a causa del traffico ammonta a oltre 1.200.000, mentre quello causato da conflitti è di circa 300.000 e i morti per azioni di terrorismo in tutto il mondo sono stati 1907 nel 2004. 

Dati del CAPFSA REPORTER (Child Accident Prevention Foundation) 
da Carmageddon: the hidden war between motor cars and people 


v. anche:  Rapporto sulla sicurezza stradale di pedoni e ciclisti 2011

  BASTA!        

 Lunedì, 12 Novembre 2012 18:53

   ... ragazza di 17 anni in bicicletta travolta e barbaramente uccisa da un SUV 
sulla strada provinciale Sordio-Bettola ...

  ... Quanto accaduto ieri va oltre il dolore, la rabbia e ogni possibilità di sopportazione. È lo scontro tra due visioni del mondo: da un lato un gruppo di scout in bicicletta, portatori di un gioioso rispetto per l'ambiente e il territorio, dall'altro il conducente di un mezzo, incongruentemente sovradimensionato, che potremmo definire un blindato, che non rispetta limiti di velocità, padrone della strada e sorpreso per la presenza di "ostacoli umani" che ne intralciano il percorso.

Sono due visioni del mondo antitetiche. Non si tratta di mostri occasionali, che possono tranquillizzarci dell'eccezionalità del caso: fanno invece parte di una assurda, patologica quotidianità che molti considerano normale. Le migliaia di morti che ogni anno si verificano sulle nostre strade, in particolare tra pedoni e ciclisti, sono vittime di una tragica normalità. Ci sono responsabilità. E molto gravi.

Responsabilità nel tollerare mezzi incompatibili con le strade che percorrono; responsabilità nel considerare i limiti di velocità come "opzionali" e nel non perseguirne sistematicamente la violazione; responsabilità nel punire blandamente o addirittura non punire affatto comportamenti palesemente criminali. 

È infatti veramente difficile non riconoscere in questa ennesima tragedia stradale la fattispecie di Omicidio Volontario, fondata sul "dolo eventuale" di chi "pone in essere una condotta sapendo che vi sono serie probabilità che essa produca un evento integrante un reato, e ciononostante accetta il rischio che tale evento si verifichi".

Se quindi il modello di riferimento che vogliamo è quello di città e paesi in cui la vita conta poco, un mondo in cui le responsabilità non esistono e la strada è "off-limits" per le persone e va percorsa con mezzi blindati che non rispettano le regole (in questo caso, i limiti di velocità), possiamo continuare a far finta di nulla, e magari persino colpevolizzare chi usa la bicicletta anziché starsene chiuso in casa.

Se invece vogliamo ritornare nel consesso europeo allora dobbiamo dire con forza da che parte stiamo, trovare inaccettabile quanto successo, punire i criminali, far rispettare i limiti di velocità sempre, senza sciocchi buonismi, ringraziare questi ragazzi per il loro messaggio di speranza e futuro e chiedere che almeno Altea non sia morta invano. 

La FIAB sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento penale che sarà aperto per questo omicidio. Ma tutti devono prendersi le loro responsabilità per cercare di cambiare, di fare in modo che questa guerra sulle strade abbia finalmente termine! 

Addio Altea. Con strazio ti chiediamo scusa per non essere riusciti a impedire questa tragica conclusione per la tua giovane vita.

Il responsabile nazionale sicurezza FIABEdoardo Galatola 

 

 

 

Ma è accettabile che in Italia,  per cause legate al traffico,  ogni anno si contino oltre 7.000 vittime (praticamente il triplo dei morti dell'11 Settembre)?

Ogni anno in Italia si contano 7.000 morti, 300.000 feriti di cui il 75% in ambito urbano. L’Italia si trova al secondo posto della pericolosità stradale in Europa ed è al primo posto in quanto incidenti mortali che coinvolgono ciclisti. Il numero di morti sulle strade è sette volte maggiore di tutte le morti sul lavoro e la prima causa di morte dei giovani fino a 34 anni. L'onere sociale stimato ammonta ad oltre 34 miliardi di euro l'anno (l'equivalente di tre medie leggi finanziarie tutti gli anni), pari a 600 euro/anno per ogni italiano (se si aggiungessero i costi sociali indotti dell’inquinamento atmosferico, rumore e gas serra il costo complessivo annuo del traffico automobilistico a carico della collettività ammonterebbe a 95 miliardi di euro...)

fonte: Cicloamici

 

  L'Italia ha guadagnato il triste primato di paese col numero più alto di morti in Europa per gli incidenti in bicicletta. Nel 2003 sono stati 325 i ciclisti morti sulle strade del nostro paese; 249 in Francia, mentre 199 sono stati i morti in Olanda, paese che tra l'altro vanta una importante tradizione ciclistica. Ma ancora più impressionante è il numero dei feriti in Italia: 10.995. Tra le vittime delle strade del Belpaese, poi, nei primi sei mesi del 2003 sono state 26 quelle nella fascia d'età compresa fra i 10 e i 14 anni. Questi sono alcuni dei 'numeri' elaborati da Centauro-Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale)...

fonte: La Repubblica 1 settembre 2005

 

Il rischio di mortalità per chi pedala è di 2.18, il più alto in assoluto: per le auto è pari a 0.78, per i camion è 0.67, per i ciclomotori 1.06 e per le moto 1.96

Ciclisti, un morto al giorno
La bici più pericolosa della moto

 

Avete presente il numero dei ciclisti che partecipano al Giro d'Italia e quelli che fanno il Tour De France? Immaginate un maxi incidente in cui muoiano tutti di colpo. E' questa la tragedia che ogni anno si consuma sulle strade italiane dove la mancanza di rispetto per chi va in bici da parte di automobilisti e soci (e il poco rispetto del codice da parte di chi pedala) sta assumendo dimensioni preoccupanti.

Ogni giorno infatti in Italia perde la vita un ciclista e 40 sono finiscono in ospedale per ferite più o meno gravi E' quanto emerge da un'inchiesta pubblicata sull'ultimo numero del Centauro, organo ufficiale dell'Asaps, che vi raccontiamo in anteprima. I numeri parlano di una vera emergenza perché secondo le statistiche nel 2007 (fonte Istat) in 15.713 incidenti sono morti 352 ciclisti, +11% rispetto al 2005, 14.535 sono rimasti feriti +16,5%. Insomma parliamo di quasi 1000 morti negli ultimi 3 anni.


E chi obietta che rispetto ai 6000 morti l'anno per incidenti stradali le vittime che pedalano sono poca cosa, sbaglia di grosso: il rischio di mortalità, calcolando come valore medio 1, per i ciclisti è 2,18, il più alto in assoluto, più del doppio rispetto al valore base. Si pensi che per le autovetture il tasso di mortalità è pari a 0,78, per i camion è 0,67, per i pullman 0,48, per i ciclomotori 1,06. Le moto fanno peggio (1,96) ma non arrivano al livello dei ciclisti.

Non solo. "La percentuale dei ciclisti - spiegano all'Asaps - fra le vittime della strada è passata dal 5,3% del 2004 al 6,9% nel 2007. Quella dei feriti è passata dal 3,7 al 4,5%. E l'analisi dei dati non è meno preoccupante perché si scopre che i bambini da 0-14 anni che hanno perso la vita con la bici nel 2007 sono stati 12 (11 maschi e 1 femmina). Due nella fascia fino a 5 anni (di cui uno trasportato), 1 in quella che va da 6 a 9. Nell'età da 10 a 14 anni si conta il numero più alto in assoluto con 9 morti, mentre le vittime fra gli over 65 sono 170 (141 maschi e 29 femmine), pari al 48%".

Le regioni che contano più vittime sono infine Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, dove circolano più bici per antica tradizione.

 

da la repubblica 11 Maggio 2009

 

 

Anzi, a leggere l'analisi di Paolo Rumiz nel seguente articolo  le statistiche ci mostrano una situazione anche peggiore 

 

...

La strada italiana è diventata un campo di battaglia e chi non ha la grossa cilindrata soccombe. Macchine sempre più potenti, fretta e frustrazione in aumento, insofferenza per chi va piano.  Ed è verosimile che i pendolari immersi tre ore al giorno nell'ossido di carbonio non siano teneri con chi si ostina a usare un mezzo pulito e rivendicare il diritto alla lentezza. È uno scontro culturale prima che urbanistico: la bici è vista un intralcio al traffico non la base per decongestionarlo. Aveva ragione Ivan Illich in quel geniale testo di economia che è "Elogio della bicicletta". C'è una guerra civile in corso tra il mondo ad alta energia e bassa comunicazione interpersonale, e il suo opposto.

È sempre peggio: le statistiche che vantano la diminuzione degli incidenti stradali sono un bluff perché riguardano solo gli automobilisti. Per pedoni e ciclisti il numero dei morti è costante, se non in aumento, e di questo non si parla. Nella terra della bici, l'Emilia e Romagna, tra pedoni e pedalatori hai un morto al mese per provincia, in posti come Ferrara, Parma e Reggio Emilia che non sono un Far West. Se poi, mi ha rivelato Claudio Pedroni della Federazione amici bicicletta, depuri il dato dagli incidenti in autostrada e quelli del sabato sera dove le bici sono assenti e il traffico a piedi pure, scopri che i ciclisti e i pedoni falciati in situazioni normali sono il cinquanta per cento e non il quindici come si afferma. Ma anche di questo non si parla.

....

da: L'Italia che pedala pericolosamente La Repubblica del 07 dicembre 2010

Ora, se si considera che i due articoli seguenti sono di circa un paio d' anni più vecchi, però, nel frattempo, il problema non solo non sembra essere sulla via di una soluzione, ma neanche pare aver suscitato, soprattutto in chi ci amministra, l'attenzione e l'allarme che merita, ...

 

E' come se tutti i partecipanti al Giro morissero ogni sei mesi.   
Dal 2003 percentuali di incidenti in continuo aumento. 
Auto e moto sempre meno attenti verso questa categoria di utenti

 

Italia, strage di ciclisti

1000 morti in tre anni

di VINCENZO BORGOMEO

Le associazioni di categoria lo dicono da tempo, ma il loro grido rimane inascoltato: per i ciclisti ormai è strage. Gli ultimi dati, elaborati come sempre dall'Asaps - associazione amici polizia stradale - parlano chiaro e dimostrano che da noi, in pratica, muoiono ogni sei mesi un numero di ciclisti pari a quelli che fanno il Giro d'Italia.

Anche qui c'è il solito problema dei numeri Istat perché l'anno di riferimento è solo il 2005, ma è l'ultimo disponibile: così si scopre che in 12 mesi sono morti 317 ciclisti, con un incremento del 5,7%, in totale controtendenza rispetto al calo generale della mortalità sulle strade che nel 2005 che è stato del 4,7%.

E non è tutto: in appena 3 anni, secondo un'inchiesta pubblicata sulla rivista il Centauro sono quasi 1.000 i ciclisti che hanno perso la vita sull'asfalto, con 12.476 feriti, (35.491 in tre anni), ossia il 6% in più rispetto agli 11.766 del 2004. Il dato generale fa segnalare invece un calo del 2,7%...

INCIDENTI AI CICLISTI - ANNI 2003/2005

 

2003

2004

Variaz. % 2003/2004

2005

Variaz. % 2005/2004

Percentuale sul totale

Morti

329

300

-8.8%

317

5.7%

5.8%

Feriti

11.249

11.766

+4.6%

12.476

6%

4%

Fonte Istat - Elaborazione Il Centauro-Asaps - ©

E sempre secondo le statistiche nel 2005 si sono contate 15 vittime fra i bambini che andavano in bici dagli 0 ai 14 anni. 13 maschi e 2 femmine. Sono state invece ben 161 le vittime fra i ciclisti over 65, pari al 50,8%. Fra gli anziani 122 erano maschi 75,8% e 39 le femmine 24,2%. La percentuale dei ciclisti sul totale delle vittime della strada è passata dal 5,3% al 5,8% dei morti e dal 3,7% al 4% dei feriti.

Tutto questo, in estrema sintesi, è la prova lampante di come automobilisti e motociclisti rispettino molto poco i poveri utenti delle biciclette...

la repubblica   Venerdì, 8 Giugno 2007   in: http://www.repubblica.it/2007/06/motori/motori-giugno-2007/motori-incidenti-ciclisti/motori-incidenti-ciclisti.html

 

 

 

In bicicletta si perde la vita 

e la politica fa finta di niente

 

Abbiamo le strade più pericolose d’Europa  (300 ciclisti muoiono ogni anno),
 ma i governi fino ad ora sono rimasti sordi alla richiesta di mobilità sostenibile. 
Solo modificando il Codice della strada si pedalerà in sicurezza

Luigi Riccardi
Direttore della FIAB
(Federazione Italiana Amici della Bicicletta)

 

In materia di mobilità ciclistica, il nostro paese, negli ultimi vent’anni del secolo scorso, ha accumulato un pesante ritardo rispetto al resto dell’Europa. […]

I comuni metropolitani rimangono lontanissimi dagli standard delle grandi capitali europee come Berlino, Monaco, Londra, Parigi, Vienna, Barcellona, per non dire di Amsterdam e Copenhagen. 

[…]

Un problema di particolare gravità  è rappresentato dagli incidenti che colpiscono i ciclisti. Nel 2005  i morti fra i ciclisti sono stati 317, di nuovo in leggero aumento, mentre i feriti sono passati da 10.554 nel 2000 a 12.476 nel 2005. Edoardo Galatola, responsabile FIAB della sicurezza stradale, segnala che le strade urbane in Italia sono fra le più pericolose d’Europa: quasi il 45% dei morti e il 70% dei feriti si registra in città. Dei morti in città la metà sono ciclisti o pedoni. […]

IL MANIFESTO 9-XI-07

 

 

 

 

Tutto ciò, naturalmente, non esime il ciclista dall'assumersi le proprie responsabilità, dato che una parte (minoritaria) degli incidenti viene causata da un suo comportamento sconsiderato; sta di fatto comunque che la colpa maggiore sembra essere (almeno agli occhi di certa opinione pubblica che gareggia nell' acquisto di SUV sempre più sicuri per sé e pericolosi per gli altri) quella di ostinarsi a rinunciare all'auto per un mezzo "indifeso" come le due ruote. E la querelle che vede contrapposti -con toni spesso violenti- pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti, SUVisti, camionisti schierati per categorie, ma rigorosamente tutti contro tutti, è quanto mai sterile, ripetitiva e soprattutto infantile, perché tende ad eludere la responsabilità individuale del singolo utente della strada.
Resta il fatto comunque che l' Italia "non è un paese per ciclisti".

 

 

7 Dicembre 2006

Il ciclista ignoto

 

 

Le città di Milano e di Nassirya si stanno gemellando. Letizia Moratti si recherà presto in Iraq in visita all’Eni. L’accompagneranno il marito petroliere Gian Marco Moratti, il cognato petroliere Massimo Moratti e la cognata verde Milly Moratti. 

 

Le due città hanno in comune i caduti per il petrolio. In Iraq per difendere i pozzi. In Italia per difendere gli utili dei petrolieri e dello Stato. 

 

I caduti civili sono molti di più dei caduti in guerra. Nella sola Milano la contabilità da inizio anno è per i ciclisti 812 feriti e 11 morti. Per i pedoni 1.290 feriti e 26 morti. 37 morti in totale, ma manca ancora il periodo natalizio. 

 

Negli ultimi giorni una ragazza è stata uccisa da un autobus dell’Atm sulle strisce pedonali. Un signore in bicicletta è stato stritolato da un autotreno in pieno centro. Un ragazzo di 13 anni è stato travolto con la sua bici da un autocarro. Ma è gente così. Che ama il rischio. Altro che i parà. E chi rischia paga.

 

Il Comune dovrebbe intervenire, fare qualcosa. Obbligare ad esempio tutti i cittadini a dotarsi di automobile. Non per circolare, ma per proteggersi. Cintura, air bag, barre laterali sono fabbricati apposta. Il tempo di percorrenza sarebbe più lungo, ma la benzina andrebbe via come il pane. E si salverebbero molte vite. 

 

Rimarrebbe il pericolo per chi, testardamente, volesse andare a piedi fino alla fermata di un mezzo pubblico. La soluzione c’è: sottopassaggi. Direttamente dal portone di casa alla fermata dell’autobus o della metropolitana.

 

Il numero di ciclisti morti per incidente è raddoppiato in un anno a Milano. Bisogna affrontare subito il problema. Vietare le biciclette. E, a monito, mettere una lapide al ciclista ignoto in ogni città. Sponsorizzata dall’Eni e dalla Fiat.

Postato da Beppe Grillo il 07.12.06 23:16 

in http://www.beppegrillo.it/2006/12/il_ciclista_ign/index.html

clicca qui per visitare  la relativa pagina del sito www.cicloamici.it 
A proposito di "lapidi al ciclista ignoto", quest'immagine si riferisce alla lodevole iniziativa del gruppo cicloecologista CICLOAMICI di Mesagne (BR), che - in parallelo a quanto fatto dal Ghostcycle team di Seattle - si propone di sollecitare l'attenzione (e la coscienza civile) degli utenti della strada soprattutto nei punti più pericolosi della rete stradale: una bici-fantasma, significativamente dipinta di bianco, viene posta nel luogo in cui si è verificato un incidente. 

 

 

 Qualche esempio tratto dalla cronaca:

Lamezia, strage di ciclisti: la città è sgomenta

5 dicembre 2010

La strage avvenuta a Lamezia sulla strada che porta a Gizzeria in località Margherita di Sant’Eufemia è senza precedenti. L’autovettura Mercedes che ha travolto un gruppo di ciclisti amatoriali che si spostavano per un tour domenicale era guidata da un extacomunitario di 21 anni Chafik Elketani con a bordo il nipote di 8 anni. Il bilancio della sciagura è stato altissimo: sette morti e alcuni feriti fra cui uno in gravi condizioni. Purtroppo c’è da registrare che gli incidenti che colpiscono ciclisti sono frequenti ma una strage di queste dimensioni in Italia – da una prima analisi storica – sembra non avere avuto sinora simili precedenti. Il giovane, arrestato con l’accusa di omicidio colposo plurimo, che era alla guida del mezzo è stato rilevato che aveva assunto sostanze stupefacenti...

fonte: Soverato News

 

Ciclisti, una strage infinita
Aumenti record per gli incidenti


L'ultima sciagura di Lamezia terme è la più grave di sempre in Europa, ma la situazione è da allarme rosso. 
E' come se in Italia ogni anno morissero il doppio dei partecipanti al Giro d'Italia. 
Le Statali e le Provinciali le strade dove il rischio mortalità  è quasi triplo

"La sciagura di Lamezia Terme, in cui un'auto ha travolto un gruppo di cicloturisti uccidendone otto e ferendone molti altri è una sorta di 11 settembre del ciclismo di cui non si ricorda paragone fra gli incidenti ai velocipedisti in Italia e in Europa.  Quella delle biciclette,  vittime seriali sulla strada, è la categoria più esposta ai rischi della circolazione, assieme ai pedoni". Così Giordano Biserni, presidente dell'ASAPS, associazione amici polizia stradale, commenta la tragica situazione dei ciclisti: secondo l'ISTAT nel 2009 quelli che hanno perso a vita sulle strade italiane sono stati in tutto 295 (quasi due gruppi di corridori del Giro d'Italia) di cui 243 uomini e 51 donne fra i conducenti, con 14.804 feriti: gli incidenti ai velocipedi rappresentano il 3,9% del totale, ma le due ruote senza motore  fanno totalizzare l'8,3% dei morti complessivi e il 5,2% dei feriti.

Rispetto al 2008, quando le vittime accertate furono 288, si è registrato un aumento del 2,4%: in quell'anno gli incidenti che hanno visto coinvolte le biciclette erano stati in tutto 15.636. Solo leggermente meno del 2007 quando gli eventi infortunistici furono, per chi pedala, 15.713.  

"Dunque  -  aggiunge il presidente dell'ASAPS  -  il netto miglioramento rilevato nel rapporto tra il 2008 e il 2007, quando le vittime erano state 352, non è stato confermato nel dato rilevato nel 2009, segno che la strada da percorrere a tutela delle utenze deboli della strada (pedoni 667 vittime e ciclisti 295), è ancora lunga". Infatti, l'indice di mortalità medio per categoria di veicolo è pari allo 0,9% mentre risulta più che doppio per le biciclette (1,9%); analogamente, l'indice di lesività per i velocipedi è pari al 93,3%, mentre quello medio è attestato al 71,3%".

Le strade statali e provinciali sono quelle più pericolose: qui nel 2009 ben 1.995 morti: 1.892 sono i decessi in ambito urbano e 350 in quello autostradale. Mentre l'indice di mortalità medio è di 2,0, e sulle strade urbane 1,2, sulle statali e provinciali raggiunge la cima di 5,1.

Da LA REPUBBLICA del 6 Dicembre 2010-12-10
Blog: http://www.repubblica.it/2009/05/motori/maggio-09/strage-ciclisti/strage-ciclisti.html

 

Muore ciclista travolto da un'auto

La vittima, un ragazzo romeno di 24 anni, è stato tamponato durante la notte da un automobilista nella periferia di Arezzo: scaraventato prima sul cofano, poi sul parabrezza , è deceduto sul colpo

Un ciclista di 24 anni, Florin Stoica, romeno, è morto durante la notte ad Arezzo, travolto da un'auto. E' accaduto poco prima dell'una sulla strada statale 73, nella zona di San Marco, alla periferia est della città.

L'auto, secondo la ricostruzione della polizia stradale, ha tamponato violentemente la bicicletta. Il giovane è finito prima sul cofano, poi sul parabrezza della vettura, infine è stato scaraventato sull'asfalto. Il decesso è stato immediato.

La polstrada ha accertato che l'uomo alla guida era sobrio. Sul posto sono intervenuti anche il 118 e i vigili del fuoco.

DA LA REPUBBLICA 11 dicembre 2010

 

Nel nome di Eva la rivolta dei ciclisti urbani

Tornava a casa dal lavoro in bici, uccisa a Roma ai Fori Imperiali.
Una fiaccolata e proteste. "Il 40% delle vittime della strada non è in auto"

6 novembre 2009

di CECILIA GENTILE

ROMA - L'ultima si chiamava Eva, tornava in bici a casa. Investita da un taxi ai Fori Imperiali.

In Italia muoiono 352 ciclisti all'anno, quasi uno al giorno. Chi prende la bicicletta per spostarsi in città rischia la vita. Non basta che faccia un favore ai concittadini liberando spazio prezioso dalle auto e muovendosi a inquinamento zero. Paga la sua scelta con un'esposizione costante al pericolo. Pedoni e ciclisti costituiscono il 40% del totale delle vittime per incidenti stradali in città. Un dato che ci discosta anni luce dall' Europa, dove la percentuale è del 20%.
"E non è colpa del ciclista - dichiara Edoardo Galatola, responsabile della Sicurezza per la Fiab, la Federazione italiana amici della bicicletta - Chi va in bicicletta muore per la velocità incontrollata delle macchine. E' la velocità il grande problema degli spazi urbani, non ci sono regole adeguate né controlli".

"I ciclisti, come i pedoni - dice Eugenio Galli, presidente di Fiab-Ciclobby di Milano - sono poco più che degli ospiti nel paesaggio urbano, dove esistono solo le macchine. Le auto occupano spazi che non competono loro: scivoli per disabili, piste ciclabili, marciapiedi, spazi pedonali. Investono i ciclisti alle spalle, come sembra sia successo ad Eva. E l'investimento alle spalle non si può proprio evitare. Però si possono prendere delle precauzioni, come luci e gilet catarifrangenti. Ma il grande problema è quello del ripristino delle regole, che vuol dire rispetto dell'utenza debole: ciclisti, pedoni, anziani, bambini. In città non c'è più spazio per loro".
Altre cifre: 14.535 ciclisti feriti nel 2007, 20.525 pedoni.
"E stiamo attenti - aggiunge Paolo Bellino, uno dei più attivi nella rete delle ciclofficine romane e di critical mass - quest'emergenza non si risolve con le piste ciclabili. Le macchine devono prima di tutto rallentare, devono dare spazio alle biciclette, che sono una componente del traffico urbano". "Ci vuole un mix di provvedimenti - riprende Galatola - zone a velocità 30, interventi di moderazione del traffico e percorsi ciclabili. Dove la velocità supera i 30 chilometri all'ora serve una separazione dei flussi".
In Italia la percentuale degli spostamenti in bicicletta è ferma al 4%. In Olanda è del 25%. La carta europea della mobilità sostenibile prescrive alle città di raggiungere almeno la quota del 15% sul totale degli spostamenti. E c'è una ragione. "Se si arriva al 15% gli incidenti in bicicletta cominciano a decrescere - spiega Galatola - perché le macchine si abituano alla loro presenza in strada e il regime di velocità cambia".
È un po' il principio di Critical Mass, la massa critica dei ciclisti che una volta al mese pedala in città: "Noi non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico".

fonte: La Repubblica   
<http://www.repubblica.it/cronaca/indici/index.html>

 

IMMIGRATO MUORE TRAVOLTO IN BICI
IL PIRATA IDENTIFICATO GRAZIE A UN VIDEO

L'autista del camion che ha travolto Zanre Kassim è stato rintracciato grazie alle immagini registrate dalle telecamere installate sulla rotonda di Casal di Principe. Nel tentativo di sviare le indagini aveva denunciato il furto del rimorchio

(19 agosto 2009)

Sono state le telecamere installate in prossimità della rotonda di Casal di Principe a permettere l'identificazione del pirata della strada che ieri mattina ha investito ed ucciso Zanre Kassim, un ragazzo immigrato dal Burkina Faso con regolare permesso di soggiorno che stava andando al lavoro in bicicletta nelle campagne di Casal di Principe, e poi è scappato senza soccorrerlo lasciandolo morire sull'asfalto.

L'autista del camion, L. A. di 22 anni, è stato arrestato questa notte dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe per omissione di soccorso e simulazione di reato perchè nel tentativo di sviare le indagini ha prodotto una falsa denuncia di furto del rimorchio del suo camion.

L'impatto è stato violentissimo. Sul posto c'erano molti connazionali del ragazzo e lui con la faccia a terra e la testa fracassata. Gli altri hanno vegliato la salma fino a quando non è stata portata all´istituto di medicina legale di Caserta per l´autopsia.

La mattina presto lo svincolo di Casal di Principe è molto trafficato perché è l´orario in cui molti operai si recano nei cantieri. Da lì passano anche molti lavoratori immigrati che vanno a lavorare in neri nei campi tra Grazzanise e Santa Maria La Fossa, proprio come Zanre Kassim.

Altri ragazzi immigrati, ghanesi, che si sono fermati sul luogo dell'incidente, non conoscono il ragazzo morto, ma non si meravigliano dell´accaduto. «Anche io un mese fa - dice un extracomunitario - ho rischiato di morire. Una macchina mi è venuta incontro a forte velocità. Se non avessi avuto la prontezza di riflessi di buttarmi con la bicicletta nel fossato della strada, a quest´ora non sarei vivo. Sembra che la gente di qui si diverta a fare male ai neri».

La mountain bike del ragazzo morto è rimasta ancora lì, appoggiata al guard-rail che delimita la rampa di uscita di Casal di Principe della superstrada Nola-Villa Literno. Nessuno ha avuto il coraggio di prenderla. Più avanti, proprio sul luogo dell´incidente, tra le macchie di sangue, qualcuno ha avuto la pietà di portare un mazzo di rose rosse con un biglietto bianco, dove c´è scritto: «A Zanre Kassim, 22 anni, martire del lavoro».


fonte: La Repubblica http://napoli.repubblica.it/dettaglio/immigrato-muore-travolto-in-bici-trovato-il-pirata-della-strada/1698681 

 Franco Volpi in bicicletta travolto come Barthes

Scrivono che Franco Volpi è morto in un incidente stradale. Precisione: è morto in bicicletta, travolto da un’auto. A Bicyclette, e mi ricorda la canzone di Montand. Forse andava più lentamente, con la lentezza che scegliamo, noi che scegliamo la bici come mezzo di mobilità eco sostenibile e non violenta. Forse lo studioso di Heidegger contemplava un dettaglio del paesaggio, un frammento di cielo, un suo pensiero da fare nascere. In bicicletta. Una macchina lo travolge. Come Roland Barthes (le statistiche dimostrano il folle incremento: più 82% rispetto al 2007 gli atti di pirateria, persino sulle strisce). Un traffico “disumano” che ti ammazza per non fare tardi, per arrivare prima. Dove? Resta solo piangere.

Fiore Murard-Yovanovitch

da Lettere a La Repubblica Aprile 2009

 

 

... e tutto questo solo nell' anno 2009, ma non è che prima le cose andassero poi tanto meglio...

 

CICLISTA  UCCISO  DA  AUTO PIRATA 
15 dic. 2008

Lecce. Ha investito un giovane di 21 anni che era in bicicletta, morto sul colpo, ed e' scappato senza soccorrerlo. E' successo la notte scorsa, dopo le 2, su via del Mare a Lecce, non lontano dallo stadio. La vittima e' Omar Monaco. Come aveva detto ai familiari, era uscito di casa per recarsi a comprare le sigarette probabilmente da un distributore automatico. La Squadra Mobile della Questura di Lecce, in collaborazione con la Polizia Municipale, intervenuti sul luogo dell'incidente, sta cercando il pirata della strada. Sul posto sono stati trovati alcuni frammenti della vettura caduti dopo l'impatto.

fonte:  Adnkronos


CICLISTA UCCISO DA AUTO PIRATA
4-nov-2008

Breda di Piave – Ennesimo incidente stradale mortale. La vittima è Luigi Zanchetta, 69 anni residente a San Biagio. L’uomo. Ex campione di ciclismo, è stato investito domenica alle 21.30 da una Peugeot 308 mentre percorreva in bici...

fonte:  oggitreviso.it    

 

E' morto all'ospedale il centauro travolto da un pirata della strada

4-nov-2008 

Il terribile incidente è avvenuto sulla Romea. Secondo la Polstrada, l’auto sarebbe una Lancia: alcuni frammenti a quanto pare sarebbero sufficienti per incastrare l'automobilista che non si è fermato a soccorrere...

fonte:  Il Resto del Carlino - libero.it 

 

PESCARA: TRAVOLTO E UCCISO UN CICLISTA SUL LUNGOMARE
2-nov-2008 

Pescara, 1 nov. - Un medico di 54 anni che lavora presso l'ospedale civile di Pescara e'stato ucciso sul lungomare tra Pescara e Montesilvano l'uomo e' stato travolto da un'auto di grossa cilindrata sulle cui tracce sono i...

adnkronos.com 

 

Foggia, auto pirata investe 2 ragazzi: un morto
1-nov-2008 

Foggia, 1 nov.- E' morto investito da un'auto pirata mentre passeggiava con un'amica lungo la strada, in periferia di Foggia. Intorno alle 4 di questa notte, i due ragazzi stavano rientrando da una festa e passeggiavano,...

 fonte:  Apcom -  virgilio.it 

 

Cremona - Travolto e ucciso da un'auto pirata

26-10-08

La vittima e' un ciclista di 47 anni. Il cadavere e' stato scoperto stamattina in una roggia lungo la provinciale Montodine-Chieve, nel cremonese, da un altro ciclista. La vittima, senza fissa dimora, era ospite della casa d'accoglienza dei Sabbioni a Crema. Secondo la prima ricostruzione, a investire l'uomo e' stato un fuoristrada: alcuni pezzi dello specchietto sono stati trovati sul luogo dell'incidente...

fonte:  AGR 

 

A bordo delle due ruote aveva esplorato le zone più sperdute del mondo

Ucciso in Grecia il pioniere dei cicloturisti

Ian Hibell travolto da un pirata della strada mentre pedalava tra Atene e Salonicco

05/09/2008

MILANO - È stato ucciso da un’auto pirata lungo una strada della Grecia, mentre era in sella alla sua adorata bicicletta. È morto così, lo scorso 23 agosto, Ian Hibell, il leggendario cicloturista inglese, che ha passato gli ultimi 40 anni della sua vita a pedalare in giro per il mondo (copriva 6.000 miglia, quasi 10.000 km, l’anno), stabilendo diversi record (si dice sia stato il primo non motorizzato a passare dall’Atraro colombiano al Darien Gap di Panama durante la TransAmerica) e raccontando le sue avventure nel libro «Into the Remote Places», considerato la bibbia per gli amanti del turismo su due ruote.

PIRATA IN FUGA - Stando a quanto racconta il Times, Hibell sarebbe stato investito sulla strada che da Atene porta a Salonicco durante una folle gara di velocità fra due auto. Il conducente del mezzo che ha urtato il cicloturista, morto sul colpo, sarebbe poi scappato, ma alcuni testimoni hanno preso il numero di targa della sua vettura e l’uomo è stato quindi arrestato due giorni più tardi.

DIECI ANNI IN VIAGGIO - Pioniere dei viaggi sulle due ruote in zone quasi ancora inesplorate come l’Antartide e l’Amazzonia, ma anche il deserto del Sahara, famoso nelle isole del Borneo e ben accetto da molte tribù africane, Hibell aveva scoperto la bicicletta durante gli anni Cinquanta, quando era nella RAF, ma era stato nel 1963 che aveva deciso di trasformare la sua passione in qualcosa di duraturo. Così aveva lascato un lavoro sicuro da impiegato a Brixham, nel Devon, per prendersi due anni sabbatici e mettersi a girare il mondo in sella alla sua bici. Ritornò dieci anni dopo, senza più un impiego ma con un bagaglio di esperienze e racconti che lo hanno trasformato in un’autentica leggenda.

Simona Marchetti

Dal Corriere della sera on line:  
 
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_05/morte_cicloturista_inglese_grecia_07d6783c-7b31-11dd-9625-00144f02aabc.shtml 

 

L'anziano stava attraversando viale Europa con la bicicletta quando è stato travolto
Ciclista 83enne travolto da un camion

22/02/2008

LODI  - Ancora un incidente mortale sulle strade di Lodi. Ancora una volta ha perso la vita un ciclista. E' successo questa mattina in viale Europa. Un anziano signore di 83 anni residente in città stava attraversando la strada con la sua bicicletta quando è stato letteralmente schiacciato da un tir in un luogo già teatro di altri incidenti. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale e poco dopo l'uomo è stato trasportato all'ospedale Maggiore.

fonte: Cronaca.qui.it

 

L’anziano, di Villa Carcina, stava attraversando la strada
Grave ciclista 81enne investito sulla Sp 19

11/02/2008

Un altro ciclista vittima di un grave incidente, a conferma di un anno iniziato male per gli utenti deboli della strada. V.C., 81 anni, abitante a Villa Carcina, è stato investito da un’auto mentre stava attraversando la Sp 19, meglio nota come via della Stella; l’anziano è stato ricoverato al Civile, in Prima rianimazione, con riserva della prognosi.

fonte:  BresciaOggi 

 

Agganciato da un camion, viene trascinato e muore ciclista 62enne

07/02/2008

Saluzzo - Ancora un lutto in Granda: dopo l'incidente sul lavoro costato la vita ad un giovane polacco, a seguito delle ferite riportate nell'incidente stradale verificatosi questa mattina, attorno alle 10, in via Torino a Saluzzo, è morto Adolfo Azzuè, 62 anni, ricoverato proprio nella città del Marchesato. L'incidente si era verificato nei pressi della rotonda dell’Autoacas, all'intersezione fra corso XXVII Aprile e corso Torino: qui - anche se la dinamica non è ancora del tutto chiara - un camion della Scavloni avrebbe agganciato la bici su cui viaggiava l'uomo, trascinandola per alcuni metri e finendo per investire lo stesso Azzuè.

fonte: Grandain.com

 

Ciclista travolto sulle strisce pedonali

05/12/2007 

Ancora un incidente sulle strade bergamasche: un ciclista ucraino di 37 anni è stato investito da un'auto sulle strisce pedonali a Bergamo, in via Zanica, di fronte alle Arti Grafiche. L'uomo, che stava andando a lavorare, è rimasto ferito ed è stato ricoverato alle Gavazzeni.

fonte: Eco di Bergamo

 

Sgorga altro sangue sulle nostre strade

Ciclista investito dall'auto muore sul colpo

28 novembre 2007

A distanza di 48 ore dalla tragedia ravennate dove, domenica, ha perso la vita il 56enne ferrarese Salvatore Crovi, ieri un’altra famiglia piange un proprio caro. La nuova sciagura è avvenuta sull’Acciaioli, praticamente non distante da Porto Garibaldi: un ciclista, Ernesto Ghirardelli 73 anni di Comacchio è stato investito dal passaggio di una macchina ed è spirato sul colpo.

fonte: Resto del  Carlino

Torino, auto pirata uccide ciclista
L'anziano alla guida poi si costituisce

15/11/2007

Un ciclista di 70 anni è morto investito da un'auto guidata da un 80enne che poi, spaventato, è fuggito. E' successo vicino a Pinerolo nel Torinese. L'anziano in bici, in seguito all'urto, è caduto in un canale che scorre parallelo alla strada. Per lui non c'è stato nulla da fare. L'uomo alla guida dell'auto non si è fermato, ma una volta tornato a casa ha raccontato l'episodio ai figli, che hanno riferito l'accaduto ai carabinieri.

fonte: TG COM

 

Albisola, ciclista investito da un’auto

23 Luglio 2007

Albisola Superiore. Un ciclista è stato travolto da un’auto mentre stava pedalando sull’Aurelia ad Albisola. L’uomo, A.S., 30 anni, di Ellera, ha riportato un trauma cranico per il quale è stato ricoverato all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. L’auto gli ha tagliato la strada uscendo da un parcheggio. L’incidente è avvenuto ieri mattina.

fonte:  IVG.it

 

Incidente mortale nel Bergamasco

20-10-2007

Incidente stradale mortale in provincia di Bergamo. Un' auto ha investito un ragazzo indiano di 24 anni lungo la strada provinciale che collega Covo a Romano di Lombardia. La vittima era in sella a una bicicletta, quando è stata travolto dall'auto. Gli agenti della polizia stradale di Treviglio sono al lavoro per chiarire la dinamica dell'incidente. L'extracomunitario è stato sbalzato in aria ed è finito a terra battendo la testa.

Fonte: SKY-TG24 

 

Scontro in bici a Gerosa: muore un 30enne di Brembilla 

01/07/2007

Continua la strage sulle strade della Bergamasca. Un giovane ciclista di Brembilla è morto nel primo pomeriggio di oggi agli Ospedali Riuniti di Bergamo dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo un gravissimo incidente stradale avvenuto a Gerosa, al confine tra la Valle Brembilla e la Valtaleggio, sulla strada provinciale 24.  [...]  sembra che l'impatto con la grossa monovolume sia avvenuto in un punto in cui la carreggiata è larga soli 4 metri. 

fonte: Eco di Bergamo 

 

Incidenti: Grosseto, bambina in bici muore travolta da auto   

21/09/2007 

Aveva solo 13 anni Batute Oueslati. La ragazzina di origine tunisina travolta e uccisa da un'auto pirata ieri sera ad Ardea, in località Tor San Lorenzo sul litorale a sud di Roma. La piccola sarebbe stata prima investita da una vettura che l'ha sbalzata nella corsia opposta, dove un'altra auto l'ha travolta. Senza fermarsi. Un'ambulanza del 118 ha portato la bambina all'ospedale Sant'Anna di Pomezia, dove è morta 10 minuti dopo il ricovero.

fonte: Adnkronos

 

Incidenti: Grosseto, bambino in bici muore travolto da auto   

21/09/2007 

Grosseto, 21 set. -  Un bambino di 12 anni ha perso la vita oggi pomeriggio, travolto e ucciso da un'auto mentre, in sella alla sua bicicletta, stava percorrendo la strada provinciale che collega Marsiliana (Grosseto) a Capalbio. M.B, queste le iniziali del nome della vittima, e' stato investito da un'auto condotta da un 29enne che procedeva in senso opposto. Il bambino e' morto sul colpo, mentre il conducente dell'auto e' rimasto ferito ed e' stato ricoverato all'ospedale di Orbetello.

fonte: Adnkronos

 

Incidenti: Reggio Emilia, ubriaco al volante investe e uccide donna in bici   

15/10/2007 

Reggio Emilia, 15 ott. - E' stato l'alcol a causare l'incidente mortale avvenuto ieri sera in via Matteotti a Rubiera, nel comprensorio ceramico reggiano, e costato la vita al 50enne Valter Corghi del posto. Dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri della locale stazione infatti e' emerso che era ubriaco il 70enne bolognese alla guida dell'autocarro Iveco Eurotek che ha investito la vittima.

Fonte: INTERFREE  - Adnkronos

 

Pisa: studente ucciso investito da auto, pirata della strada scappa   

17/06/2006 

Pisa, 17 giu.  - E' morto dopo dodici ore di agonia, investito da un'auto guidata da un "pirata della strada", che e' scappato dopo l'incidente ma che e' stato poi rintracciato e arrestato dalla polizia. E' successo oggi a Pisa. Uno studente universitario, Paolo Manes, 27 anni, di Campobasso ma da tempo residente nella città della Torre pendente, stamani alle 4.30 stava rientrando a casa in bicicletta con una amica dopo essere stato alla 'Luminaria', la festa della città: e' stato travolto da un fuoristrada che lo ha trascinato sul cofano per qualche decina di metri e che poi e' fuggito senza fermarsi.

Fonte: Portale Polizia Stradale -Adnkronos 21:11

 

Sei mesi per un omicidio colposo causato da guida in stato d'ebbrezza.

Un furgone che travolge un ciclista, alle 22 della notte del 20 novembre 2006 in via Guizza a Covolo di Pederobba, causando la morte dell'investito una settimana dopo il sinistro. Il conducente dell'autocarro aveva nel sangue 1,88 grammi /litro di alcol. La pena, chiesta dall'imputato e concordata con il pm, è stata di 6 mesi. Il minimo edittale, che il gup si è sentito chiedere ieri mattina durante l'udienza preliminare celebrata in tribunale. Sei mesi per aver travolto un ciclista causandone la morte, guidando ubriaco con un tasso alcolico quattro volte superiore al limite consentito dalla legge. [...] La sua patente gli è già stata restituita, a gennaio 2007.

Fonte: Il Gazzettino

 

VICENZA, RAGAZZO IN BICI MUORE TRAVOLTO DA PULLMAN A BASSANO

17/11/2007 

Tragedia della strada a Bassano del Grappa (Vicenza) dove un ragazzo e' stato travolto da una corriera di linea. Il giovane, uno studente di 16 anni, era a bordo della sua bici quando alle sue spalle e' sopraggiunto il mezzo pesante; quando i due si sono trovati uno affiancato all'altro il ciclista pare si sia trovato a sbattere contro la corriera. Perso il controllo della bici, cadendo a terra, il giovane studente e' finito stritolato sotto le ruote del pullman che ha proseguito la sua corsa: ignaro di quanto accaduto, inizialmente, l'uomo al volante. Inutili i soccorsi: il ragazzo e' morto sul colpo.

fonte:  Adnkronos 18:56

C i c l i s t a    t r a v o l t a    d a   u n' a u t o

"Servono urgentemente campagne per il rispetto di ciclisti e pedoni"

  Bari 24/04/05  -  Alla vigilia di una nuova giornata senz'auto (domani 25 aprile), un ennesimo incidente stradale è accaduto ai danni di una ciclista.

Una donna in bici, oggi, domenica 24 aprile alle 12 circa, è stata letteralmente travolta da un auto sul lungomare N. Sauro, all' altezza dell'INPS.   E' stata sbalzata per aria finendo sul cristallo anteriore dell'automobile.   Visibili le macchie di sangue sull'asfalto.

(fonte: FIAB

BAMBINO DI 11 ANNI UCCISO DA AUTO PIRATA NEL NAPOLETANO

Napoli, 24 agosto  -  Un bambino di 11 anni è stato travolto ed ucciso da un'auto pirata. È successo in Via Pasculli a Boscoreale, comune della zona vesuviana.  Dario Minutolo, 11 anni, stava passeggiando in bicicletta quando è stato investito da una Mercedes che si è poi allontanata a tutta velocità.

fonte Enel-magazine

 

CROTONE, CICLISTA TRAVOLTO E UCCISO DA AUTO

10/12/2007 (Adnkronos)  20:51

Un uomo e' morto questo pomeriggio dopo essere stato investito da un' autovettura sulla strada provinciale 50  che porta ad Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. L'uomo, del quale non si conoscono ancora le generalità, stava percorrendo la strada in bicicletta, quando e' stato travolto da una 'Kia Sorrento' alla cui guida c'era una donna di 43 anni insieme ai due figli minori.

fonte:  itnews

 

Moto pirata uccide bimbo di 3 anni    Era in bici su una pista ciclabile

 

Sondrio 7 Ottobre 2007 Renzo Giacomella, 3 anni, è stato investito e ucciso su una pista ciclabile da un centauro pirata della strada a Bormio (Sondrio).   La tragedia è avvenuta ieri sera alle 20, mentre il piccolo stava percorrendo in bicicletta la strada di ritorno verso casa affiancato dalla madre.   Dopo l’investimento il colpevole è scappato nell’ oscurità; la madre chiede che si costituisca al più presto

fonte:  SOSMINORI

 

Bimbo di 9 anni  falciato su pista ciclabile
Anziana in bici uccisa da auto pirata

 

Aveva passato la serata in chiesa, per la recita del rosario. Poi con la bicicletta stava tornando a casa. Poco meno di un chilometro da percorrere a Baone, in provincia di Padova. Ma era buio, e le luci della sua bici non funzionavano. È passata un'auto e l'ha travolta. Il conducente non si è fermato. Lei, Graziana Berto, 72 anni, era ancora viva quando sono arrivati i medici del 118. Ma sull'ambulanza che correva verso l'ospedale è deceduta. I carabinieri di Este stanno cercando ora di risalire al pirata. Hanno in mano pochi elementi: uno specchietto e qualche altro frammento della macchina.

Ed è scappato senza prestare soccorso anche l'automobilista che stamattina a Trecastagni nel catanese, ha travolto un uomo di 42 anni e la figlia 21enne mentre a piedi stavano andando in pellegrinaggio al santuario dei Tre santi. La ragazza è rimasta lievemente ferita. Il padre invece è grave ed è ora ricoverato in rianimazione.

Ed è in fin di vita un bimbo di nove anni investito nel pomeriggio a Glorenza, in Val Venosta, da un motociclista che in questo caso non è scappato. Ma il suo comportamento è altrettanto grave visto che l'incidente è accaduto lungo una pista ciclabile, ovviamente vietata alle moto. Il piccolo è stato portato in elicottero all'ospedale di Bolzano. La prognosi è riservata.

(TG5 30 maggio 08)

 

Un altro ciclista morto sulla strada

ALESSANDRO CORI 

Bologna. Una «pedalata», come ne aveva fatte tante, su per la salita del ponte di via Libia in sella alla sua bicicletta. Poi, all' improvviso, lo scontro con la macchina che lo segue e l' inutile corsa con l' ambulanza all' ospedale Sant' Orsola dove l' uomo, un pensionato settantaduenne, arriva già morto. Quello di ieri mattina è solo l' ultimo di una serie di terribili incidenti che negli ultimi giorni hanno visto coinvolti diversi ciclisti bolognesi e che ancora una volta porta alla luce l' importanza della sicurezza stradale e le tante pericolosità che incontra chi si muove in bici. In poco più di due settimane sono stati ben due gli investimenti mortali, più un altro incidente gravissimo in cui è rimasta coinvolta una donna [...] L' escalation di incidenti, più o meno gravi, che vede coinvolti gli appassionati della bici non si è mai fermata negli ultimi anni, come rileva anche l' osservatorio provinciale sull' incidentalità stradale, se nel 2003 infatti gli incidenti erano stati 346, sono diventati 379 nel 2005 mentre nel 2006 il numero era già salito a quota 423. L' ultima vittima della strada si chiamava Ennio Zanatta: il pensionato bolognese poco dopo le nove stava affrontando la salita del ponte di via Libia, in direzione della periferia, quando si è scontrato con una Mini Minor che procedeva nella sua stessa direzione. [...] L' incidente di ieri è avvenuto a poche centinaia di metri di distanza dal punto in cui lo scorso nove maggio, una donna di 66 anni, Alessandra Bonelli, era stata investita da un autocarro. Il mezzo procedeva su via Mezzofanti, in direzione centro, quando svoltando a destra su via Masi ha travolto la ciclista uccidendola. Il 22 maggio poi, sempre all' «incrocio maledetto», era andato in scena un incidente fotocopia. Questa volta però la ciclista cinquantottenne, anche lei investita da un camion, se l' era cavata con qualche frattura. Sull' asfalto, tra il primo e il secondo incidente, era stato anche disegnato un arco di colore giallo per segnare il limite della futura pista ciclabile, ma la precauzione si era rivelata insufficiente. Secondo i dati raccolti dall' osservatorio provinciale sull' incidentalità stradale, i pericoli per i ciclisti e i pedoni sono in continuo aumento. Chi va a piedi infatti non corre meno rischi di chi viaggia in bici, visto che anche gli incidenti che vedono coinvolti i pedoni negli ultimi anni passano da 398 (2003) a 477 (2006).

La Repubblica — 28 maggio 2008   pagina 3   sezione: BOLOGNA 

In ogni caso incidenti di questo tipo sono diventati così frequenti che, paradossalmente, anziché essere enfatizzati dai mezzi d'informazione, fanno sempre meno notizia e, quand'anche vengano riportati, sono spesso liquidati con brevi trafiletti nelle pagine più interne dei notiziari.

vedi anche in:  http://www.ciclistica.it/archives/cat_ciclovittime.html      

 

 

2 morti e 7 feriti  per un'auto impazzita in Messico (Clicca per vedere il filmato)

 

E allora? Non è forse il caso di cambiare radicalmente questo modo folle di circolare? E, prima ancora, provare a ribaltare certi luoghi comuni (un tantino ipocriti, per non dire cinici *) che contribuiscono alla dittatura delle auto?

ad esempio...
 

 C  A  P  O  V  O  L  G  I  M  E  N  T  I      S  E  M  A  N  T  I  C  I

SBAGLIATO

Andare in bicicletta in città è pericoloso perché ci sono le automobili!
Lascerò la macchina e userò la bicicletta quando non ci sarà più inquinamento!
Non vado in bicicletta perché mi manca il fiato e non sono in forma!
Non uso la bicicletta in città perché c'è troppo traffico!
Bisogna costruire più strade perché il traffico aumenta!

GIUSTO

Usare l'automobile è pericoloso per le biciclette!
Non ci sarà più inquinamento quando lascerò la macchina e userò la bicicletta!
Mi manca il fiato e non sono in forma perché non vado in bicicletta !
C'è troppo traffico in città perché non uso la bicicletta!
Il traffico aumenta  perché si costruiscono più strade!

da http://www.goffredo.ch/ciclabili/index.htm

* Cinismo: "comprarsi una macchina perché a causa della grande quantità di macchine andare in bicicletta è diventato troppo pericoloso." (Kadé Bruin) 

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà: http://it.wikiquote.org/wiki/Bicicletta 

 

          

clicca qui per leggere la petizione
Tuteliamo chi sceglie la bicicletta per andare al lavoro.Proposta di legge per il riconoscimento dell’infortunio in itinere

 

Clicca qui per andare alla campagna "Salva i ciclisti" Il Salvaciclisti

 Città 30 e lode

 

 

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