I modelli
Nuova 500 Nuova 500 normale Nuova 500 sport Nuova 500 tetto apribile Nuova 500 D 500 giardiniera Nuova 500 F 500 L 500 R
cliccando sulla "stella" di ogni modello puoi visualizzare la fotografia.
|
|
Gli interni della "D" sono riconoscibili dal devioluci cromato sul piantone e dalle due spie a sinistra della strumentazione (frecce e abbaglianti) con possibilità, ruotandole, di intensificarne la luminosità. |
500 giardiniera
Sempre nel 1960 la Fiat presentò la 500 "Giardiniera"; derivata
direttamente dalla 500 D, di passo allungato. Per poter ottenere un buon piano di
carico ben sfruttabile, venne adottata la geniale trovata del motore coricato su un fianco (progetto 120.000),
cui, per la sua compattezza, venne ribattezzato "a sogliola".
Ciò permise ai progettisti di praticare un'apertura posteriore e di ottenere un piano di carico continuo. Il
portellone incorporava una parte del tetto e in questo modo consentiva di far passare facilmente i colli voluminosi.
Il piano di carico, nonostante la presenza del motore, si trovava a soli 60cm da terra e facilitava le operazioni di
carico e scarico.
La profondità del vano poteva essere incrementata abbatendo il sedile posteriore. Il
motore era subito dietro, praticamente si trovava nell'abitacolo separato solo da una botola che
poteva essere aperta in caso di interventi meccanici e che disponeva di un piccolo sportellino per le operazioni di ordinaria
manutenzione. La botola aveva alcuni strati di materiale termoisolante. La circolazione dell'aria nel vano motore avveniva
attraverso una canalizzazione abilmente dissimulata nella scatola dei montanti posteriori e impiegava una presa d'aria
per lato.
I finestrini posteriori erano più ampi di quelli della berlina e potevano essere aperti su una guida scorrevole
migliorando notevolmente l'aerazione dell'abitacolo. Anche il tetto apribile in tela era più grande di quello
della berlina. Fu migliorato anche il riscaldamento invernale: sul tunnel fu aggiunta una doppia uscita di aria calda in
corrispondenza del sedile posteriore.
Furono montati pneumatici maggiorati su cerchi con la medesima foggia e allungati i
fanalini posteriori. La 500 giardiniera era 21cm più lunga della normale 500 tetto apribile. Il
carico ammesso era di 250Kg oltre al conducente.
Nel corso della produzione la 500 giardiniera subì pochissimi miglioramenti: non fu mai modificato, però, il
verso di apertura delle porte, che rimase nel senso a "vento" fino alla fine della produzione.
La giardiniera fu costruita fino al 1967, con marchio Fiat e poi prodotto e commercializzato
dall'Autobianchi, fino al 1977. Sulla stessa base della Giardiniera,
l' Autobianchi produsse una versione naturalmente più rifinita: la "Panoramica", in listino
fino al 1969. Oltre alla linea, derivata dalla Bianchina a passo maggiorato, le sostanziali
differenze si riscontarono nel sistema di apertura degli sportelli: le portiere risultarono
già "controvento", mentre lo sportello posteriore venne incernierato al tetto e non di lato,
come invece accadde per la Giardiniera.

Nuova 500 F
La caratteristica più evidente della 500 F fu il sistema di apertura delle portiere incernierate anteriormente
e dotate di nuove maniglie con pulsante e serrature a vincolo tridimensionale. Furono aggiornati gli stampi dei lamierati
consentendo di ottenere il padiglione e il semitetto in un unico pezzo di lamiera e non più in tre pezzi imbullonati
fra loro.
Anche il parabrezza anteriore venne ampliato in larghezza e in altezza. Il vano portaoggetti centrale in lamiera
fu sostituito con una tasca di plastica. La semplificazione costruttiva riguardò anche la chiusura del tettuccio in
tela che adottò un unico gancio centrale in materiale plastico. Dello stesso materiale vennero realizzate le maniglie
interne di chisura delle portiere e le leve di comando del devioluci.
Le spie del cruscotto furono semplificate eliminando
il meccanismo interno che consentiva di variare la loro luminosità e gli interrutori disposti in fila. La fascia imbottita sotto il cruscotto venne
aumentata nello spessore e semplificata nel disegno.
All'esterno furono elimintati i fregi in alluminio lucido che si trovavano sul coperchio del cofano anteriore, sulla presa
d'aria alla base del lunotto e sulla fiancata all'altezza delle maniglie.
Il fregio anteriore in tre pezzi fu sostituito
da uno identico realizzato in un'unica stampata di plastica. Fu rivisto il disegno delle luci di posizione anteriori e
posteriori. Le borchie delle ruote vennero realizzate non più in alluminio ma in acciaio.
Dal punto di vista meccanico
le modifiche comportarono un filtro dell'aria di maggiori dimensioni, l'adozione di due molle di richiamo per ogni valvola,
un dispositivo di ricircolo dei gas di sfiato e una marmitta di scarico ottenuta per sovrapposizione di due semplici
semigusci stampati. Fu modificata la forma del serbatoio e la capacità portata a 22 litri.
Venne migliorata l'insonorizzazione
fra il vano motore e l'abitacolo e infine modificata la scala del tachimetro portandola fino a 120Km/h.
Alcune piccole differenze di allestimento interessarono la 500 F nell'arco della sua produzione durata dal 1965 al 1972. In
particolare sono da segnalare i rivestimenti interni dei sedili e dei fianchetti eseguiti in tinta unita a partire dal 1968.
La
500, dall' iniziale insuccesso, arrivò ad essere la prima vettura venduta in Italia : gli
anni 60 furono gli anni della 500! Ad ulteriore conferma della grande fortuna del modello,
bisogna ricordare come, accanto ai noti modelli sportivi proposti da Abarth e Giannini,
negli anni 60 ci fu un vero fiorire di versioni speciali realizzate in piccola serie dai
più noti carrozzieri italiani fra i quali: Vignale, Francis Lombardi, Scioneri, Moretti,
Ghia.
|
I tre interruttori (luce strumentazione, luci di posizione e tergicristallo) con ghiera in alluminio identificano la prima serie. Da notare il casseto portaoggetti in plastica e il contachilometri con scala fino a 120 Km/h. |
500 L
Accanto alla versione F, fu introdotta la versione "Lusso": la 500L.
I ritocchi con i quli fu proposta la vettura furono in realtà di lieve entità, ma il risultato fu strepitoso
poichè anni e anni di rigorosa uniformità negli allestimenti avevano provocato un'estrema sensibilità
del pubblico a ogni cambiamento.
La modifica esterna più evidente apportata al modello Lusso furono gli elementi
tubolari in metallo cromato aggiunti ai paraurti per migliorare la protezione in caso di piccoli urti. All'esterno
le altre modifiche estetiche riguardarono le modanature lucide dei gocciolatoi, i profili cromati inseriti nelle
cornici del parabrezza e del lunotto, le borchie croprimozzo di diverso disegno e la grafica delle targhette di identificazione
del modello.
Anche l'adozione in serie dei pneumatici radiali contribuì a rendere più attraente la vettura, ma
soprattutto fu utile al fine di un migliore comportamento stradale.
All'interno compariva un volante con razze metalliche e corona nera di foggia quasi sportiva.
La plancia venne rivestita di un sottile strato di vinile nero. Il nuovo cruscotto rivestito
in plastica nera con quadro portastrumenti rettangolare comprendeva l'indicatore del livello della benzina (lo stesso della
Fiat 850 normale).
Fu utilizzata della moquette per rivestire il pavimento, aggiunti un vano portaoggetti sul tunnel e vani portacarte in plastica
rigida nella parte bassa del rivestimento interno delle porte. I portacarte per la loro forma potevano essere impugnati
per chiudere le portiere. I sedili rivestiti in finta pelle con un nuovo disegno (texture a "cannelloni") furono dotati di schienale ribaltabile.
La meccanica non venne toccata. Una nuova gamma di colori fu creata apposta per la 500 Lusso. Fra questi sono da citare
il nero e il giallo ocra.
|
La strumentazione è uguale a quella della Fiat 850 con indicatore del livello carburante e il volante dalla vaga foggia sportiva. |
500 R
Dopo il 1970 il successo della 500 cominciò a mostrare i segni di un lento ma inesorabile declino. Bisognava
pensare a un modello veramente nuovo che tenesse conto degli irrinunciabili criteri di sicurezza che andavano manifestandosi
come nuova esigenza sociale. Infatti nel 1973 nacque la fiat 126
dotata di una personalità più scialba della 500, ma di impostazione decisamente più moderna.
La nascita della Fiat 126 non significò la fine della 500 che rimase in produzione in un'unica versione semplificata,
la 500 R, dove R stava per rinnovata.
La vettura presentava ruote in lamiera stampata senza coprimozzo e l'abolizione di tutti i profili cromati. All'interno
era presente un volante di plastica nero, il quadro portastrumenti circolare della F, anch'esso nero e i sedili in
tinta unita in vinilpelle liscia. Gli interruttori del centro plancia furono ridotti a due soltanto, inglobando la
funzione di luce tachimetro all'accensione delle luci esterne. Il sedile posteriore fu reso fisso.
Le novità meccaniche della R riguardarono l'adozione
del motore della 126 (modello 110.005) in versione depotenziata a 18Cv. Anche il cambio ricevette alcuni dei miglioramenti
di quello della 126.
Da segnalare l'utilizzo dei semiassi dimensionati mentre il rapporto al ponte di 8/39, lo stesso
della "Sport" e delle Abarth, in luogo del solito 8/41 consetì di sfruttare meglio la coppia del motore di 594cc per
spingere con facilità la vettura ai fatidici 100 km/h.
Furono aggiornate le sigle di identificazione romboidali poste
sullo scudo frontale e sulla coda e utilizzati dei nuovi colori con delicate tinte pastello.
Accessorio aftermarket molto richiesto all'epoca fu l'autoradio Autovox "piper Rc 232",
apparecchio estraibile che poteva essere montato a destra sotto il cruscotto senza grosse modifiche.
Le vendite della 500 R nei primi anni di produzione si portarono su valori di circa la metà di quelli degli anni di
massimo successo, poi lentamente calarono ancora finchè la
produzione negli ultimi anni fu trasferita da Torino a Desio (Autobianchi), per poi
passare definitivamente in Sicilia, a Termini Imerese (Palermo).
La straordinaria avventura
della 500 si chiude con la R il 1° Agosto 1975. Ultimo telaio: 5231518 - produzione Sicilfiat.
|
Il cruscotto monocolore si distingue dall'assenza dell'interruttore della luce strumentazione. |
|
|