Maria! Maria!
Non è ancora tornata… è tardi! E’ quasi l’ora di cena !
Avete visto la mia bambina?
Qualcuno di voi l’ha incontrata?,per caso, giù al mercato?
…Che cielo scuro!!
Pioverà di certo …Sento …il vento e la sabbia del Sinai sulla pelle e un frastuono, come di lotta…lassù fra le stelle e qui, come un eco, su questa terra così fragile, così indifesa!
Qualcosa che intuisco e non comprendo…una minaccia tremenda e una meravigliosa speranza al tempo stesso.
Può…essere….che….
Maria! Maria!
Avete visto la mia bambina?
…Ah! Eccola!
(Arriva Maria,di corsa sul suo monopattino)
(Maria le da un bacio, e in fretta attraversa la scena.
Dove sei stata…. Guarda come sei conciata…corri a casa è quasi ora di cena…
(Maria le da un bacio e in fretta attraversa la scena
Di nuovo sola Anna riprende):
Quella è la mia bambina, Maria…avete visto quant’è graziosa?... Ma non fidatevi…sembra timida come una colomba indifesa e fragile.
Ma ha una tempra che…. io lo so….
In quel cielo oggi così scuro…
Chissà dove la porteranno le mie preghiere di madre.
Le nostre aspettative per lei….
…E allora perché tremare!
Di che cosa aver timore, se….
Maria! Maria! Vai subito a lavarti le mani!
E…che cos’è questo disordine….Guardate!!!

Il suo nome è Maria.Lo spirito divino scenderà su di lei.
Una voce di arcangelo, una luce, una musica. Le incarnerà nel seno un altro battito.
Le insegnerà l’attesa dell’amore. Sarà degna del cielo e del sole.
Della pioggia e del vento. Della vita e della tenerezza.
Un figlio! Una dolce marea. Una lieve poesia. Il suo nome è Maria
Angeli che chiudete le porte del sogno
Angeli che aprite le nostre speranze
Angeli che non avete mai terra né riposo
Perché in Dio riposate e siete il suo pensiero
Ascoltate il sollievo della terra e il respiro della materia,l’ombra della luce e i colpi della dura disperazione.
Angeli che portate ovunque il pane celeste.
Voi non avete labbra né cuore eppure siete un sogno di purissimo amore.
Ogni volta che Dio pensa, crea un angelo e lo descrive nella forma del suo pensiero. E nella sostanza dell’amore. Nella sostanza dell’amore.Nella sostanza dell’amore.
Maria,Maria, aveva ragione tua madre.
Qualcosa di meraviglioso e tremendo sta per accadere a te e a tutti noi. Niente sarà più come prima.
Ma tu, bambina,non aver paura. Preparati.
Veni Creator spiritus!
Veni ,Gabriel !

Magnificat anima mea Dominum, et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo quia respexit humilitatem ancillare suae.
Ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes quia fecit magna, quia potens est et Sanctum nomem eius et misericordia eius a progenie in progenies timentibus eum.
Fecit potentiam in brachio suo, dispersit superbos mente cordis sui, deposuit potentes de sede, et divites dimisit inanes.
Suscepit Israel, puerum suum,recordatus misericordiae suae, sicut locutus est ad patres nostros, Abraham et semini eius in saecula.
Sette sono i peccati capitali. Come resistere?
Sette sono le debolezze di questa umanità? Numero fatale.
Sette sono le occasioni di redenzione.
Sette e il perdono è semplicemente meraviglioso.
Sette sono le porte dell’Eden, sette le tentazioni,sette, come gli artigli del demonio.
Resisti,sette volte.Lei ti accoglierà con un sorriso, un buon pasto caldo e il dolce vino degli sposi.
Tu sei nei suoi pensieri e la sua voce, ascolta, è già in te.
Sette, come le ultime parole del Cristo sulla croce, che piange e prega anche per te, da quella distanza, da quella lontananza.
Oh, Maria! Quanta luce sul tuo piccolo,dolcissimo volto. Quanta fierezza! Sembra che tu conosca già tutti i misteri della vita che nutrirai nel seno. Le gioie più pure. Le battaglie più cruente. Tutto come in una notte di magia. Ed è con il calare delle tenebre, Maria, che si addensano nubi di tempesta. Che appaiono, tremende le figure del male. Sii forte, bambina. Solleva, altissimo, lo scudo della tua purezza!....

Maria fortezza inespugnabile, torre d’avorio. Maria la vittoriosa. Vedi il maligno retrocede. Non ha rifugio.La tua gloria non gli da scampo.Madre celeste. Pace Pace su questa terra feroce. Madre, pietà.
Il suo nome è Maria. Ho sognato di lei che vestita di bianco, in una notte senza luna,senza stelle,sfidava il buio e il deserto.Armata solo del suo coraggio di madre. Urla di battaglie lontane.ferite di coltello e di pietre.Sangue dappertutto.No! Lei non distolse lo sguardo.No! Lei si fermò e s’inchinò a soccorrere un soldato ferito.Un soldato bambino.Scura la sua pelle.Invocava un soccorso.E poi , con le sue lacrime… e con i suoi capelli…Gli asciugò le ferite….Lo prese tra le braccia…e stingendolo forte al suo petto di madre, gli aprì le porte del cielo,dove non abita il dolore. Dove ogni uomo si chiama fratello.Il soldato bambino dalla pelle scura si addormentò in un letto di paglia e polvere. Le ferite? Mai più.
Mai più vendette,bestemmie,insulti,fame,tradimento,illusioni ,proiettili,terrore,vergogna! Guarda! La mia città è devastata dall’odio… Guarda!La mia casa distrutta da un fuoco che chiamano amico… Guarda! Il soldato bambino dalla pelle scura. Cammina sul mare, parla con le stelle. Si chiama..Innocente! Quel bambino è mio figlio!

Oh! Palestina. Povera terra mia straziata dai venti di una battaglia senza fine!!. Com’era dolce, un tempo,riposare, in questo maestoso silenzio, con una coppa di sidro e miele fra le dita….e tranquillamente aspettare la notte insieme, al suono della cetra e dei flauti dorati, mentre i figli cantavano…e le spose danzavano la cerimonia delle stagioni e del raccolto. Il ritorno delle piogge d’autunno. Un frutto, un fiore sulle nostre labbra innamorate….al tramonto.
Al tramonto bisogna che tutte le porte di ogni casa siano sprangate. Sbarrate al nemico. Che non entri una bomba a spezzare le vite dei figli. La vita quaggiù ha un prezzo troppo alto, Palestina. Io vengo dalla città della buona aria, dal paese argentato. Abito da tanto tempo, ormai, nella piazza di Maggio. Maria, quanto amore per te in questa parte di America! Cerco mio figlio. Lo aspetto da vent’anni. E’ da vent’anni che non sento più la musica delle sue parole. Tu non sai, Maria, cosa sia perdere un figlio. Poco più di un ragazzo. Spero che tu non debba mai patire questa pena. Salvalo, ti imploro,dalle torture, se puoi. Nascondilo nel tuo manto azzurro. Portalo in un altrove qualunque, purchè io non lo veda piangere. Tu puoi capirmi, perché io vengo dal paese argentato, dalla città della buona aria, da una piazza di Maggio….Io vengo dal Tibet,vengo dal Kossovo, vengo da Hiroshima, conosco l’idrogeno e il plutonio,e la Bosnia, e le stragi del sabato sera, e i paradisi artificiali, e Beirut, e Mogadiscio,e Auschwitz. Madre …piccola madre….perchè piangi?
Il suo nome è Maria.Il mio nome è Giuseppe. La mia sposa non sa ancora parlare la lingua delle madri. Ma è già piena d’ogni grazia e il suo sguardo è chiaro come la rugiada.
Le parole verranno, veloci come piogge d’Aprile. Fresche come questi fiori e azzurre come voi, sorelle.
Le parole di una Madre hanno il profumo della vittoria.
Questo bimbo è un miracolo!
Datemi un po’ di legna. Di ginepro e asfodelo: costruirò una culla degna di un re, e un cavallo a dondolo, e una casetta sugli alberi e una trottola e cento altri giochi. Perché lui è mio figlio. E si chiama Gesù.
Maria sei ancora impaurita per quei diavoli! Dimenticali! Vedi, le sorelle,le madri, le spose,ti sostengono e poi ci sarà una bellissima sorpresa per te,per la tua gloria, il più bel canto che la mente umana abbia mai concepito……..

