|
Software clinico per la gestione della Prevenzione e delle principali patologie croniche nell'ambito della pratica del MMG |
|
“Ai
Medici
di
Famiglia
vengono
distribuite
CARTE
DEL
RISCHIO
CORONARICO |
||
| Rischio
Coronarico informatizzato in MAINEX 1997: Popolazione monitorata: 15 milioni di persone (di cui 500 mila italiani) Items studiati: 60 (tra cui HDL e IVS) Metodo di calcolo: Automatico, Visualizzazione : grafica computerizzata Discriminazione del rischio: individuale Carte
del
Rischio
C.
Italiane
del
2001: |
![]() |
|
|
PREVENZIONE
DELL'INFARTO La
ricerca
scientifica
ha
individuato
con
certezza
il
ruolo
patogenetico
di
numerosi
fattori
di
rischio
e
attualmente
si
stanno
conducendo
studi
su
altri
fattori,
(flogosi
e
genetica)
che
forse
contribuiranno
a
superare
i
limiti
della
previsione
di
maggiore
vita
attesa
dalla
correzione
dei
principali
fattori
di
rischio. L’efficacia
degli
interventi
di
prevenzione
primaria
finora
effettuata
è
stata
spesso
scarsa
e
limitata.
Molteplici
sono
le
ragioni
dell’alta
incidenza
della
malattia
coronarica
nella
nostra
società:
tra
quelle
correlate
alla
gestione
organizzativa,
le
più
importanti
potrebbero
trovare,
a
mio
avviso,
la
soluzione
soddisfacendo
queste
tre
condizioni:
3)
Come
creare
le
condizioni
ottimali
per
favorire
una
corretta
valutazione
del
Rischio
Globale
?
Metodo
probabilistico
Numerose
Linee
Guida
sui
fattori
di
rischio
coronarici
sono
state
elaborate
dai
ricercatori
di
vari
paesi
con
lo
scopo
di
adattarle
alle
circostanze
locali.
La
maggior
parte
di
queste
si
basano
sulla
elaborazione
di
un
algoritmo
attraverso
il
quale
si
pesa
il
ruolo
di
ciascun
fattore
di
rischio.
Un
metodo
probabilistico
efficace
deve
basarsi
sul
più
ampio
numero
possibile
di
parametri:
maggiore
è
il
loro
numero
maggiore
sarà
il
valore
predittivo.
Oltre
alla
quantità
numerica
dei
fattori
di
rischio
è
molto
importante
anche
il
“peso”
che
hanno
nella
determinazione
dell’evento
coronarico. Una
breve
e
rapida
analisi
della
patogenesi
dell’Infarto
può
aiutare
a
comprendere
meglio
il
problema:
I
Radicali
Liberi
dell’Ossigeno
sono
la
causa
prevalente
del
danno
miocardico. Le
LDL
diventano
citotossiche
dopo
aver
subito
un
insulto
perossidativo. Le
pareti
vascolari
sono
candidate
a
subire
lesioni
di
tipo
lipoperosidativo
in
quanto
sono
direttamente
esposte
ad
elevate
tensioni
di
ossigeno
e
all’interazione
coi
lipidi.
La
sequenza
degli
eventi
è
questa: Riduzione del flusso di un distretto miocardico -----> ridotto metabolismo aeorobico e riduzione di fosfati ad alta energia -------------> aumento intracellulare elementi riducenti----------> Aumento della Lipoperossidazione ------------> compromissione dell'integrità di membrana della miocellula -----------> produzione di lipidi chemiotattici ed attivazione leucocitaria --------> Attivazione del complemento e rilascio di Radicali liberi ----------> rilascio di enzimi proteolitici dai granulociti----------> Morte cellulare
Da
questa
rapida
schematizzazione,
si
evince
che
gli
elementi
fondamentali
nella
determinazione
degli
eventi
sono
due
e
cioè 1)
la
Riduzione
del
Flusso
Questi
due
condizioni,
si
intuisce,
potrebbero
essere
correlate
rispettivamente
la
prima
all'IVS
e
la
seconda
alle
HDL.
L'I.V.S.
potrebbe
essere
causa
di
riduzione
del
flusso
in
quanto
all'aumento
della
massa
muscolare
del
cuore
non
si
accompagna
un
altrettanto
aumento
del
circolo
arterioso,
per
cui
viene
a
diminuire
la
quantità
di
Ossigeno
per
la
massa
muscolare
in
eccesso,
e
ciò,
indipendentemente
da
altre
cause
(aterosclerosi,
spasmo,
trombosi). Le
HDL
sono
coinvolte
nella
Lipoperossidazione
in
quanto
elemento
insostituibile
nella
formula
di
Friedwald
(LDL
=
Col.Tot
-HDL-1/5
TG)
per
il
calcolo
delle
LDL, che
diventano
citotossiche
per
l'endotelio
coronarico
dopo
il
danno
perossidativo.
PAS
(4
Items
120-140-160-180)
Questi
parametri
sono
identici
a
quelli
del
vecchio
Manuale
del
Rischio
Coronarico
del
lontano
1980,
è
migliorato
il
valore
predittivo
perché
si
è
definito
con
maggiore
obiettività
l’evento
coronarico
maggiore
riducendo
gli
equivoci
interpretativi
(eventi
coronarici
minori)
che
comportavano
un
variabile
aumento
della
stima
del
rischio.La
metanalisi
statistica
è
una
rielaborazione
dei
dati
desunti
dal
monitoraggio
degli
stessi
parametri
disponibili
nel
1970.
E’
ovvio
che
all’epoca
non
potevano
essere
oggetto
di
monitoraggio,
perché
non
ancora
disponibili
o
per
difficoltà
organizzative,
né
il
colesterolo
HDL,
né
l’IVS,
che
abbiamo
visto
essere
fondamentali
nella
patogenesi
dell’evento
ischemico. La
validità
predittiva
di
questo
modello
probabilistico
è
fortemente
limitata
da
queste
importanti
lacune
e
in
questa
sede
si
intende
promuovere
in
alternativa
uno
strumento
pratico
per
la
quantificazione
e
la
visualizzazione
del
Rischio,
che
include
il
monitoraggio
dell’HDL
e
dell’I.V.S.
Esso
è
stato
realizzato
dai
ricercatori
della
Canadian
Medical
Association
nel
1997,
sui
dati
rielaborati
dal
Framingham
Study. PAS
9
item
96-104
(-2),
105-112
(-1),
113-120
(0),
121-129
(1),
130-139
(2),
140-149
(3),
150-160
(4),
161-172
(5),
173-175
(6) Col-tot
10
item
140-150
(-3),151-165
(-2),166-180
(-1),
181-200
(0),
201-220
(1),
221-240
(2),241-260
(3),
261-290
(4),
291-315
(5),
316-330
(6) Col-HDL
15
item
25-26
(7),
27-29
(6),
30-32
(5),
33-35
(4),
36-38
(3),
39-42
(2),
43-46
(1),
47-50
(0),
51-56
(-1),
56-60
(-2),
61-66
(-3),
67-73
(-4),
74-80
(-5),
81-87
(-6),
88-95
(-7). Età
17
item
dai
30
ai
74
anni.
Diabete
Uomini
(3),
Diabete
Donne
(6),
Fumo
(4),
I.V.S.
(9) Interessante,
tra
l’altro,
è
lo
score
cumulativo
sia
dei
fattori
che
aumentano
il
rischio,
sia
di
quelli
che
lo
riducono,
per
esempio
un
HDL
alto
riduce
il
rischio
perché
somma
un
valore
negativo
e
cosi
pure
un
valore
basso
di
PAS
o
di
colesterolo
tot.,
significativo
è
anche
l’alto
punteggio
assegnato
all’IVS,
espressione
di
importante
fattore
di
rischio
per
i
motivi
suddescritti.
I
punteggi
vanno
inseriti
in
una
tabella
a
gradiente
che
rappresenta
la
curva
della
mortalità
elaborata
sui
dati
del
Framingham.
(Con
qualche
piccola
variante
si
calcola
anche
il
rischio
per
lo
stroke L’informatizzazione
di
tale
metodo
è
stata
presentata
per
la
prima
volta
ufficialmente
nel
1999
all’VIII
Congresso
della
SINV
(Società
Interdisciplinare
Neurovascolare)
svoltosi
a
Rapallo. La
modernità
del
metodo
unita
alla
facilità
d’esecuzione
operata
dalla
informatizzazione
e
l’ampio
ventaglio
dei
valori
percentuali
del
rischio
coronarico
restituiti
dal
calcolo
consentono
una
migliore
discriminazione
dei
soggetti
ad
alto
rischio
e
autorizzano
a
promuovere
l’adozione
di
tale
metodo
per
il
calcolo
del
rischio
della
popolazione
di
qualsiasi
Paese,
tanto
più
che
nell’attuale
epoca
di
globalizzazione,
il
grado
di
promiscuità
delle
popolazioni
rende
sempre
più
difficile
l'individuazione
di
etnie
pure.
E poi, diciamo la verità, che valore previsionale pratico può avere una diagnosi di rischio, come quella elaborata dalle tabelle colorate delle Linee Guida Italiane, che restituiscono per un individuo un rischio che oscilla dal 20% al 40% ? |
|
Questa
pagina
è
stata
visitata
volte