Il signore del mare

parte V

 

Warning!!!

 

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"Alta marea"

 

 

Pazza...

Non c'è davvero altro modo per definirla... è impazzita.

La vacanza è scivolata via in fretta, scandita soltanto dallo stillicidio angosciante delle poche notizie che Marie riesce a dare dall'ospedale...

Il bambino sta male, il bambino non migliora... il bambino non guarirà.

Disperati, come lo si può essere per una notizia così... solidali, come lo si è con chi soffre.

Ma lei è peggio, lei fa di più...

Da quando sono tornati, non ha più requie... segue ogni mossa, lontana e discreta, abbastanza vicina per accorrere e intervenire, aiutare il loro amore a sopravvivere. Come nessun altro potrebbe e farebbe, come solo un'amica sa fare. Ruba il tempo all'ufficio, agli amici di prima e anche al sonno se occorre, scambia messaggi e combina incontri al sicuro da tutti, perché possano parlare e stare insieme, quei poveri amanti traditi dal fato... Come una vestale votata all'altare del loro amore, custodisce segreti e promesse, vigila sulle loro coscienze senza mai giudicarli, paga anche solo all'idea che un sentimento così possa sfiorarla con il suo alito.

Marie e Hans sono increduli, davvero, che fortuna incontrare sulla loro strada una amica vera...

A nonna Cleo lei ha raccontato tutta la storia, tralasciando solo qualche insulso particolare... non le ha detto quanto ammira Hans per il coraggio che mostra, solo quanto soffre per la sua amica Marie... L'anziana signora ha annuito senza parlare, studiandole il viso acceso e cercando di non guardarle troppo in fondo al cuore. Alla fine ha commentato che le dispiace per tutto e per tutti, che la vita spesso ti porta a scegliere tra amori diversi, diversamente uguali, e non vorrebbe essere quella donna cui il destino sta chiedendo il conto, ora.

Hans è stato introdotto al vecchio gruppo come un amico di Oscar, accompagnato dalla curiosità blanda che si spegne nel giro di poche chiacchiere... le ragazze hanno notato che è un bel ragazzo, cordiale e divertente, che è scapolo... i ragazzi hanno sbuffato all'arrivo di quel predone straniero, ma in fondo poco importa a tutti, stretti tra gli obblighi dello studio che li richiama agli ultimi sforzi.

Solo Alain ha notato qualcosa che forse agli altri è sfuggito, e non gli piace, non gli piace per niente. Sperava che André tornasse da Arras con un sorriso in più, e invece no... anzi è cupo e sfuggente, risponde a monosillabi e con Oscar parla pochissimo. No, non è esatto. E' lei che parla pochissimo a lui, presa com'è dall'obbligo non scritto di far da balia al nuovo arrivato. Pende dalle sue labbra, ride entusiasta alle sue battute e indugia su di lui con lo sguardo quando pensa che nessuno la guardi. Non si accorge che Alain la osserva inorridito.

E anche André, e ogni volta qualcosa dentro di lui muore.

Si aspettava che gli dicesse subito "io l'avevo detto", ma non l'ha fatto. Gli ha solo tenuto il posto accanto a lui visto che Oscar pare dimentica di tutto e tutti, e al nuovo arrivato per solidarietà non ha nemmeno stretto la mano. E André certo doveva saperlo che Alain è un suo amico e non avrebbe infierito, ma fa male lo stesso, quando tutto il suo mondo all'improvviso sembra oscurato dall'arrivo di un nuovo sole, più caldo e più luminoso. Il suo amore mai detto appassirà, pensa, se non fa qualcosa subito. Se lei non si risveglia da quell'incubo. Ma lei non vuole svegliarsi, e le piace, e ne vorrà ancora, sempre di più fino a quando la corda non si spezzerà, il mondo intero andrà in frantumi e qualcuno si farà male.

Ha perso il suo posto. Impercettibile, strisciante come le ombre al preludio di ogni tramonto quell'uomo si è insinuato nelle loro vite che prima erano una e senza chiedere ha avuto da lei più di quanto a lui non ha mai concesso. Il suo posto a tavola quando nonna Cleo lo invita a cena, Oscar ci tiene tanto... le chiacchiere e la confidenza, tra gli amici o quando da soli passeggiano e parlano di Marie, di quanto è stupenda e coraggiosa in questo periodo di sofferenza... il suo posto nel cuore della sua donna. E, pensa André con l'amaro in bocca, forse un giorno anche nel suo letto. Ed è orribile, ma è così.

Oscar spera, non sa nemmeno lei in che cosa, ma André vede i suoi occhi brillare ogni volta che può parlare con Hans anche pochi minuti. Spera che un giorno di tutto questo potrà raccogliere almeno le briciole e che basteranno, lei sceglierà di farsi bastare ciò che l'amore degli altri lascerà cadere.

Non riesce nemmeno ad odiarlo, André... sorride al destino che lo ha investito come un tifone in un pomeriggio di settembre, quando lo accoglie in casa e gli chiede come vanno gli studi appena ripresi, i nuovi colleghi in ospedale... chiacchiere stupide per non pregarlo di andarsene, andar via e non farsi vedere mai più. Invece gli versa da bere e intanto lo studia, pauroso di cogliere nel suo sguardo quel qualcosa che Oscar spera germogli, prima o poi.

Che sollievo... Niente, niente di niente, si parla di lei e non accade nulla... vorrebbe stare tranquillo André, per quel poco che sa ha capito che Hans amerà e soffrirà per Marie tutta la vita. In fondo lui lo capisce e nemmeno lo biasima, non gli importa di quello che fa. Ma con Oscar il discorso è diverso, e lei ormai ha scelto di percorrere fino in fondo quel sentiero scosceso che la porterà a soffrire come non ha sofferto mai in vita sua. Soffrirà lei, soffriranno tutti.

Dovrebbe parlarle, non lo ascolterebbe. Non lo ascolta da un po', non reagisce, vive sospesa tra i suoi sogni, tra ciò che è e ciò che vorrebbe...

Cleo osserva in silenzio, e non sa che pensare di sé. Sta venendo meno a ciò che si era promessa di non fare mai, intromettersi. Non deve e non lo farà, non ne ha il diritto, su lui e ancor meno su lei che un giorno tradendo qualche emozione di troppo le ha chiesto cosa pensa di quel ragazzo straniero così affascinante, della sua vita... Cleo ha preferito non dire che quello che vede fa tanta paura, e vorrebbe poterli fermare ora che sono in tempo.

André sembra una belva al laccio, è come invisibile al suo fianco... lei non se ne accorge e vive la vita di sempre, si guarda attorno e rassicurata dai visi consueti sente di poter osare, affrettare il passo, aggirare gli ostacoli.

Alla vigilia di quell'esame terribile arriva euforica, le manca la solita rabbia repressa che scarica senza pietà addosso al malcapitato. Ad un André stranamente cupo ha confessato che non le importa di come finirà, che scrivere articoli per le riviste la affascina e le interessa molto di più di un titolo nuovo di cui fregiarsi, e senza nascondergli niente; proprio come si fa con l'amico fidato di tutta una vita gli ha confidato che Hans le darà una mano a migliorare le sue ricerche sotto il profilo medico, e non vede l'ora di gettarsi a capofitto nella mischia. Ne parla con entusiasmo vero, come una bimba. Non si accorge che per quanto è trasparente tra un po' capiranno tutti che lei è...

André lo ha capito... lo infastidisce il pensiero, non riesce a dirlo nemmeno a se stesso. Lei parla a raffica e lui vorrebbe prenderla per le spalle e dirle soltanto "Dimentica, dimentica tutto... facciamo finta di non averlo mai incontrato, mai conosciuto, che lui non sia qui... fallo per te, e anche per me...”

Invece niente.

 

 

Al suo esame di specialità lui è arrivato nervoso e perplesso; ha studiato a strappi e non si è concesso nemmeno l'ultimo rito propiziatorio, farsi torchiare da lei... per quanto gli manca, non ce la fa davvero a farle coraggio ma per una volta lei sembra non averne bisogno. Lui sì invece, lui avrebbe tanto bisogno che lei gli prendesse la mano e lo stringesse forte e gli dicesse che va tutto bene, non è cambiato niente e non cambierà, saranno sempre e solo loro due.

"Non preoccuparti, lo ridarai e andrà benissimo...”

Oscar è un po' perplessa, non l'aveva mai visto reagire male alla prima contrarietà, André di solito si diverte a mostrare opinioni diverse da quelle scritte sui libri per poi motivarle e lasciare tutti senza parole. Ma questa volta no, sembrava stanco e svogliato e senza fare parola si è lasciato attirare in uno dei classici tranelli subdoli che spesso tendono gli insegnanti di fronte agli studenti migliori. Con il viso tirato ha abbandonato prima che la tortura finisse, e sono tornati a casa in silenzio per la prima volta dopo anni.

Nonna Cleo non ha detto nulla ma il suo grammofono è rimasto silenzioso, stavolta. Oscar un po' imbarazzata ha cercato qualche parola di conforto da offrirgli, ma si sente in colpa per quanto è felice dentro, lei...

Una rivista le ha chiesto un articolo, una ricerca che esalti la sua rara capacità di scrittura, così le hanno detto... "Scelga lei l'argomento" e ad Oscar non è parso vero di concentrarsi su qualcosa che la possa legare stretta, ancora più stretta ad Hans... la detenzione e il cervello, due gabbie simili con sbarre d'acciaio per intrappolare corpi e pensieri. E forse anche lui.

"Mi aiuteresti? Vorrei prendere esempi reali, tu potresti stilare i profili medici e il lavoro sarebbe migliore... sarebbe perfetto, con te..."

Lui ha accettato con l'entusiasmo di un bambino e nemmeno lo immagina che regalo le ha appena fatto. Un filo cui attaccarsi, una speranza da coltivare e nutrire ogni giorno... un lasciapassare per il mondo dei sogni che non ha mai conosciuto e che all'improvviso ora spalanca tutte le porte...

Di botto si sente diversa, più bella, libera.

Confusa, ma non ci fa caso. Felice, e questo le basta.

Con Hans passano giornate intere a discutere dei loro progetti comuni, spesso si congratulano con il destino che ha fatto incontrare due persone con così tante cose in comune... inutile dire che adorano le stesse letture, la stessa musica... che anche Hans pensa di aver deluso le aspettative di papà che l'avrebbe voluto a seguire gli affari di famiglia, e si è sentito solo per anni prima che gli permettessero di affacciarsi sul mondo e seguire la sua strada. Ridono e parlano di ogni cosa, e non c'è bisogno di niente, due menti in sincronia perfetta bastano a se stesse ed escludono il resto del mondo. Lui parla poco di Marie e lo fa quasi con pudore, prevale il senso di compassione per il supplizio che pare non le risparmierà la prova suprema... lei non pensa nemmeno per un istante di fare male a qualcuno, solo irradia gioia e non c'è posto per altro in questo momento nel suo cuore.

Nemmeno per André.

Distratta mentre aiutava la nonna a cucinare le ha fatto notare che ultimamente lui esce spesso e rientra quando il giorno è quasi finito...”Tu sai dove se ne va così spesso, nonna? Forse sta facendo qualche ricerca all'Istituto di Storia francese?" Ha chiesto mentre cercava di non far impazzire quella strana salsa che a Cleo viene così bene...

"Cara non ne ho la più pallida idea... pensavo lo sapessi tu, voi sapete sempre tutto l'uno dell'altra...”

Lo sguardo perso di Cleo si è specchiato in due occhi uguali ai suoi, colpiti da quel pensiero.

"Non so niente nonna, ultimamente André e io parliamo poco...”

E' turbata senza motivo... in fondo André non è tenuto a dirle dove va, cosa fa e con chi... è solo che è la prima volta che accade... forse sta studiando con qualcuno, sta preparando quel benedetto esame, ma se gliel'avesse chiesto l'avrebbe aiutato lei, l'avrebbe torturato senza pietà, come hanno sempre fatto...

Ora che ci pensa c'è uno strano profumo nell'aria, da qualche settimana... vergognandosi un po' è entrata in camera sua e lo ha ritrovato lì, più forte... è dolciastro e fastidioso, diverso... è così diverso lui, non sorride da tanto.

Oscar si chiude la porta alle spalle e pensa che forse potrebbero essere stupidi affari di cuore a turbarlo, potrebbe essere colpa di quella, la donna misteriosa. Da quella volta non ne hanno più parlato, c'è così poco tempo... E poi davvero ora lei sarebbe la persona meno adatta, con tutto quello che le turbina in testa.

Si riscuote, tra poco è ora di cena e arriverà Hans... la nonna si affaccia e con la voce spenta annuncia che André ha avvertito, tornerà tardi. Che non si preoccupino e mangino senza di lui.

Oscar la osserva e nota il suo viso un po' troppo pallido ultimamente... la nonna è stanca, da domani l'aiuterà di più... poi con un brivido di egoismo infantile afferra la spazzola e spostando i capelli da un lato del viso decide che stasera nonostante tutto vuole divertirsi senza pensare a niente, e vorrebbe tanto che Hans notasse quanto è contenta di averlo con loro. Che lui la guardasse e la trovasse diversa... che lui potesse anche solo per un istante sentire ciò che sente crescere lei, e ormai trabocca e non riesce a nascondere.

E' sicura, ne ha tutte le prove... è meraviglioso.

 

 

Non pensavo che sarebbe accaduto davvero, eppure è così.

Credevo di aver sognato, di essere immune… che avrei vissuto una vita intera all’ombra degli altri normali e felici, riflessa nel desiderio di essere amata senza poter sentire mai sulle labbra il sapore di certe parole. Parole proibite per me, troppo dolce il suono, quasi musica… Parole per tutto il creato, ma non per me.

Non è così, ora lo so e vorrei gridarle al mondo intero perché sono pazza di gioia.

Con il cuore in gola l'ho sussurrato allo specchio per capire che effetto fa, ed è bellissimo...

Io lo amo.

L’ho detto e ripetuto fino a stordirmi, con la voglia di piangere, gustando ogni sillaba come fosse miele…

Lo amo, lo amo...

Centellino gli istanti e mi domando quando è accaduto, da quando è così? Cerco, frugo nella mia mente per mettere ordine, per fissare un punto da cui partire e capire quando l’amore ha invaso il mio essere come alta marea, violando le chiuse del cuore e del corpo, sconvolte e tremanti le mani e la voce ridotta un sospiro…

Quando è stata la prima volta? La prima volta, il primo amore…

E' stato subito, certo... L’ho amato dal primo momento in cui ha posato il suo sguardo su di me, io che pensavo di essere forte, io che credevo che mai sarei stata sfiorata dai sentimenti che ti devastano e si fanno beffe di te... La mia era solo follia, l'ho atteso tutta la vita senza saperlo, è così dolce, meraviglioso, fa male eppure non vorrei mai rinunciare a soffrire per lui e chiedo ogni giorno nuovi tormenti.

Chiudo gli occhi e il deliquio annega il dolore che sordo mi afferra la gola ogni volta che lui mi guarda, che mi sorride... la gambe che cedono se per un attimo mi stringe la mano e lui lo fa così spesso, con affetto, accosta il suo viso al mio quando ha qualche segreto che vuole dividere solo con me... E io impazzisco di gioia e cerco di non arrossire, trattengo a stento la voglia di gridare al mondo quello che provo quando i suoi occhi si posano lievi su di me.

Per amore a lui non avrei chiesto altro, vivendo nell’ombra e nutrendo il mio amore di pochi sospiri e attenzioni sottratte a Marie... ma dopo quello che mi ha rivelato stasera mentre lo riaccompagnavo per un breve pezzo di strada sono senza parole, e da quell'istante il mio cuore ha cominciato a correre...

Sono ebbra di felicità, forse sono pazza...

Lui mi ha detto che lascerà Marie... è deciso, convinto com'è che sia meglio per loro, per tutti. Ne hanno parlato e sono d'accordo che la loro storia debba finire per il suo bene, che sta diventando troppo rischioso... qualcuno comincia a fare troppe supposizioni, i vicini di Marie, qualche collega curioso. Se li scoprissero sarebbe lei ad avere la peggio ed è un rischio cui non la vuole esporre... me l'ha confessato quasi piangendo, lui non ha mai paura di piangere con me... Mi ha bisbigliato "La amo, ma devo farlo... la lascio libera, cancellerò per sempre il suo nome dalla mia mente, non mi importa quanto soffrirò... dimmi Oscar, tu cosa faresti al mio posto?"

E tu povero caro chiedi a me cosa fare? Io... come posso dirti qualcosa, io che avrei un solo desiderio... di stringerti forte e asciugare l tuo pianto, cullare il tuo dolore fino a farlo svanire.. potrei riuscirci, lo so, e tu finalmente capiresti quanto ti amo... Ti implorerei di scegliere me, e sarei pronta a giurarti l'eternità.

Se tu potessi amarmi, se tu mi amassi Hans…

Sei l'unico uomo che potrei mai amare, l'unico uomo che amerò per tutta la vita...

Piove, ma non sento nulla... l'acqua che corre in rivoli scuri lungo il mio viso, e sembrano lacrime di felicità...

Sono libera... Niente più pensieri soffocati, niente più sospiri assopiti nel buio di veglie infinite passate a mettere ordine tra i miei sogni di sciagurata, perché mi parlassero con la sua voce ed avessero il suo volto. Niente più sensi di colpa per quell'amica che credevo ferita, tradita da chi come me giura e spergiura di volerle un gran bene e intanto trama alle spalle per trovare il modo più silenzioso di pugnalarla.

Niente rammarico, nessun dolore. Ora basta, voglio tutto.

 

 

Ha deciso di tornare a casa più tardi del solito, ma non fa nulla... questa cosa comincia ad impegnarlo un po' troppo è vero, ma fino al prossimo esame a gennaio non ha nient'altro da fare... ed è certo che a casa nessuno lo stia aspettando.

Non la nonna, cui ha proibito severamente di stare in piedi per causa sua... ha il viso così affaticato ultimamente, vorrebbe parlarne con Oscar ma lei sembra vivere sulla luna... chissà se almeno l'ha notato anche lei, che sicuramente stasera aveva di meglio da fare.

Piove maledizione, la giacca non servirà a ripararlo ancora per molto... tanto per come si sente... se anche venisse travolto da un fiume in piena, non potrebbe stare più male di come sta.

Alain gli ha chiesto come va... senza alludere, senza scherzare... da un po' di tempo si è accorto di quanto gli è amico quel ragazzone cui la parte dello spaccone della compagnia va stretta; gli ha detto che vorrebbe tanto fare qualcosa, ma le proposte sono state subito accantonate...

”Potrei spaccare la faccia a lui...” Ha detto con fare minaccioso facendo crocchiare le nocche...

"Non è colpa sua Alain, lui non ha fatto niente per...”

"Allora picchio lei, credimi che un paio di schiaffi le farebbero benissimo!" Ha rilanciato senza troppa convinzione, prima di andare a cambiarsi.

Cerca, aprendo la porta, di non fare troppo rumore... sente il profumo del caffè che ancora aleggia nell'aria, segno che l'ospite è andato via da poco.

Bagnato come un pulcino e con il cuore gonfio... niente male per un quasi insegnante che dovrebbe impartire nozioni e buon senso... sorridendo al riflesso nel vetro della finestra congettura sul suo di buon senso, annegato da qualche parte in fondo al mare, lui che per uno sguardo di troppo a sedici anni ora si ritrova così.

Dal corridoio filtra la luce, Oscar è ancora sveglia... la porta è solo socchiusa, e lui pensa che se fosse quella di prima, quella di qualche mese fa basterebbe affacciarsi per vederla sorridere e proporre due chiacchiere, per dormire c'è sempre tempo!

Si avvicina, per catturarla con gli occhi da quello spiraglio ed afferrare di lei quello che può...

Eccola, finalmente... Indossa uno dei suoi pigiami di foggia maschile che la fanno sembrare ancora più alta. E' seduta davanti allo specchio con il viso tra le mani, e l'espressione persa... è strano, alla fiera della vanità lei non indugia mai per più di qualche attimo, il tempo di indovinare cosa faranno i capelli oggi e poi bastano due colpi di spazzola per ridurli a più miti consigli. Ed è sempre bellissima.

Ma ora no... André aspetta con il fiato sospeso la prossima mossa, e gli fa paura quella donna che studia il suo viso come celasse, in fondo al suo sguardo, un'altra persona... lenta, senza staccare gli occhi dalla sua immagine con le dita divide i capelli in ciocche e le attorciglia sulla nuca, imprigionandole con uno dei suoi vecchi fermagli... si volta impercettibilmente di profilo, per vedere l'effetto che fa...

Un'altra persona, un'altra Oscar... André ricorda amaro quel piccolo miracolo di tanti anni prima, quando solo chiedendoglielo come un regalo le fauci del fermaglio si aprirono a liberare i suoi riccioli...

Non è più lei da tempo, e ora ne è sicuro... l'altra donna cerca l'altro uomo, e non farà un passo indietro fino a quando non lo avrà ottenuto. O fino a quando del suo rifiuto morirà.

Senza accorgersene la mano si contrae sulla maniglia, e lei trasale...

"André, non ti ho nemmeno sentito rientrare... mi hai spaventato!" Lo dice con la voce ansiosa, più alta di due toni... senza motivo arrossisce come l'avesse colta in fallo e in fretta si alza e sgancia il fermaglio...

"Ho cercato di non fare rumore... sei in vena di cambiamenti?"

"No - sta mentendo e si vede - stavo giocando un po'...” Arrossisce di più, a disagio...”E' molto tardi, mi dici dove sei stato?"

"E tu che fai ancora sveglia?" André fissandola varca la soglia, e lentamente sfila una ciocca tra due dita...”Comunque ti preferisco così, hai dei capelli bellissimi, perché vuoi imprigionarli come tanti anni fa?"

Oscar deglutisce a fatica davanti a quel complimento esplicito e detto senza un sorriso, senza il solito tono giocoso...”Non farne un affare di stato ora, e poi che ti importa?"

Lo vede scurirsi in viso e si pente subito per il tono cattivo che ha usato... Cambia gioco, e con un buffetto leggero prova a scansare l'ostacolo "C'è il caffè appena fatto, che ne dici?" E si avvia trascinandolo con sé, richiudendo la porta alle spalle...

Finge allegria mentre riempie le tazze, e il suo sguardo corre a cercare qualcosa, un appiglio... ma come è possibile, lui è André... da quando non riesce a parlare con lui?

La salva il calendario...

"Tra due settimane è Natale, ci crederesti?"

Che frase idiota... André rimane in silenzio, per una volta è in vantaggio e non vuole sprecarlo. Così tace e l'aspetta al varco.

"Pensavo di invitarvi tutti a pranzo a casa nostra, se vi va di rompere la tradizione...”

"Tutti?" André ha capito benissimo... ma vuole sentirglielo ammettere...

"Sì, tu, nonna Cleo e ovviamente tua zia... - una piccola pausa per riprendere fiato - e anche Hans, mi ha detto che non tornerà a casa e rimarrebbe da solo...”

Naturalmente, naturalmente.

André rimane pensieroso a considerare che no, lo spettacolo non gli interessa. Se vuole scendere fino alla porta degli inferi non sarà lui ad accompagnarla, e di fare la marionetta non ne ha voglia...

"La nonna che ha detto?"

"Che devi decidere tu...” Lei gli strizza un occhio, speranzosa...

"No Oscar, è meglio di no... ce la vedi mia zia Giselle a litigare con tuo padre?" La scusa è plausibile, reggerà...

"A tua zia non piaccio io, che c'entra mio padre?" Lei è infastidita, un rifiuto da lui non se l'aspettava... sola con Hans sarà più difficile nascondere... nascondere tutto.

E va bene , a carte scoperte allora...

André posa la tazza e si avvicina, piantando gli occhi nei suoi... per non farla scappare.

"Non ti sembra di esagerare Oscar?"

"Come esagerare? Ma che vuoi dire, ultimamente parli per enigmi..."

"Non sono io l'enigmista in casa... e lo sai cosa intendo! Esagerare con Hans... va bene essergli amici, ma... se volevi distogliere l'attenzione da lui e Marie ci stai riuscendo anche troppo bene direi!"

NO... vorrebbe dirglielo e che lui fosse il solito André, le desse forza, speranza... Hans lascerà Marie, ed allora sarà una storia nuova, diversa...

Ma qualcosa nel suo sguardo la avverte che lui non lo farà. Allora chiude gli occhi e ricorda quando da piccola suo padre le metteva il fioretto in mano, e le insegnava a difendersi... a tenere la guardia alta, a non soccombere...

Colpisce, affonda l'avversario che tace... con uno scatto rabbioso gli è davanti, e sibila "Avermi salvato la vita non ti dà il diritto di controllarla... quindi per favore stanne fuori e lasciami in pace... non dirmi cosa posso o non posso fare, non sono affari tuoi...”

L’eco della sua voce la colpisce e la lascia smarrita, ma chi ha parlato? E' stata lei, con quel tono cattivo? E le parole che ha usato, poi... in fondo André vuole solo proteggerla!

Lui è così pallido...

Gli afferra le mani pentita "Scusami, non volevo parlarti così è solo che io...”

China il capo, sconfitto e un po' deluso... è l'inferno davvero, forse è solo l'inizio...

"Non era certo mia intenzione offenderti né darti consigli che non vuoi più ascoltare… E' meglio andare a dormire, non credi? Buona notte Oscar..."

La lascia sola, al freddo e a fare i conti con la parte di lei che non conosceva... vorrebbe trovare qualcosa da dirgli di amaro e cattivo senza far caso al sapore ma si nasconde dietro un silenzio ostinato che spezza lui, con un sospiro rabbioso e avvilito…

"E Buon Natale".

 

 

E' stato, quello, il Natale più brutto che Cleo ricorda. Erano anni che non lasciava la sua casetta, da quando i suoi ragazzi hanno iniziato l'università.

Era bello, addobbavano l'albero tutti insieme e per permettere ai genitori di Oscar di avere la loro parte festeggiavano allegramente il Natale con due giorni di anticipo, con regali, canzoni di rito e tutto. Ed erano allegri, si separavano solo per poco con la promessa di ritrovarsi a festeggiare di nuovo, due giorni in ritardo.

Quest'anno è stato orribile, un Natale pieno di rabbia e bugie, cose dette a metà...

L'imbarazzo di Oscar che è tornata a casa tre giorni prima senza un motivo... lo sguardo spento di André che l'ha salutata senza guardarla.

Giselle ha detto al nipote che lo trova male, che le sembra stanco e molto pallido... gli ha lasciato una carezza sul viso, come avrebbe fatto sua sorella. Poi ha guardato sua madre con lo sguardo di chi accusa. Lei l'aveva detto che era tutto sbagliato.

Cleo ha provato a parlare ad André... vorrebbe dirgli che le dispiace, che si sente in colpa e che non vorrebbe vederlo soffrire mai... Lui ha sorriso al primo accenno e alzando una mano per un attimo ha spezzato il silenzio in cui si rifugia da un po'...”Non voglio perderla nonna. Non voglio perderla per niente al mondo".

E per quel grido appena sussurrato, a Cleo fa male il cuore.

Il giovane ospite di Oscar ha avuto successo, a casa Jarjayes... Hans ha accettato con gioia l'invito ed è stato assalito, le sorelle e i cognati hanno voluto sapere tutto di lui, per filo e per segno; alla fine ha avuto talmente da fare a raccontare del sole a mezzanotte e delle bellezze della sua terra che a Oscar non sono rimasti che pochi scampoli del suo tempo e qualche occhiata affettuosa. Nervosa e tesa, così occupata a non far accorgere il mondo dell'amore che prova per lui che quasi ha dimenticato il perché sono lì, insieme al cospetto del generale suo padre...

Perché lei è innamorata di Hans, certo, sicuro che lo ama! E per non sbagliare lo va ripetendo a se stessa, mentre sente di odiare il resto del mondo.

Però, però...

Corrucciata e con un po' di nostalgia per la nonna alla prima occasione si è rifugiata sulla terrazza, seguita a ruota dalla sua prima sorella ficcanaso...

"Cosa sarebbe questa novità cara?"

"Non cercare spiegazioni inutili prima sorella, è solo un amico in esilio temporaneo...” Oscar si è ascoltata mentire con disinvoltura... ormai racconta così tante bugie che nemmeno le conta.

"Non ti credo nemmeno per un secondo, sesta sorella... piuttosto stai attenta a non scottarti con tutto quel ghiaccio..." L'ha guardata allusiva picchiettandosi il petto mentre quella borbotta qualcosa di incomprensibile… e vorrebbe chiamare André Geneviève, per dirgli di venire in fretta a riprendersela, prima che combini guai...

Ma a quanto pare la piccola non demorde. Cosa crederà di fare, poi...

Con un po' di sollievo la serata è finita. Senza drammi né piatti rotti. 

Mamma non ha detto nulla, solo osservato in silenzio... la sua piccola che va in deliquio per lo sguardo di un uomo, e non è André... qualcosa che stona e i conti non tornano, se solo suo marito avesse un po' più di pudore e smettesse quell'espressione trionfale. E smettesse di proclamare tra gli sbuffi di fumo che era ora, finalmente un giovane degno al fianco della sua bambina...

"Non hai capito un bel niente mio caro - rimugina fracassando i pistacchi avanzati - non c'è proprio niente da festeggiare... è un pasticcio, solo un grosso pasticcio!"

Il Generale non vede e non sente, sorride agli angeli che pare vorranno portargli in dono il sesto genero, il migliore di tutti... e dire che sul più bello gli è toccato pure di far la voce grossa impartendo una sonora invettiva ad una delle sue nipotine... la terza, o l'ottava della nidiata nemmeno se lo ricorda... che a metà della cena ha fatto il botto, senza colpo ferire si è avvicinata cauta e ad Oscar imbarazzata ha chiesto "André quando viene?"

Madame sospira, beata innocenza, giustizia è fatta alla fine... Ma vedere la sua ragazza indomita con il viso malinconico che cerca rifugio sul fondo della tazzina fa stringere il cuore... ripassa in silenzio il passato, nessuna delle sue figlie era così complicata.

Però nessuna delle altre era come Oscar.

 

 

Sono finite anche le vacanze, finalmente!

Finalmente a casa...

Oscar è tornata volentieri nella sua camera al quinto piano; con un sospiro si è chiusa la porta alle spalle, che il mondo se ne stia fuori almeno fino a domani!

Ha rivisto con piacere indicibile persino la vecchia portiera che le ha conservato la posta e non ha mancato di aggiornarla sulle ultime vicende dei mille vicini che non conosce. Sorridendo graziosamente ha cercato di tagliar corto, e salito i gradini a due a due... biglietti di auguri, bollette, niente di che... poi le dita intercettano due buste uguali, una indirizzata a lei e l'altra ad André. Carta filigranata e costosa, sembra un invito a nozze...

Barcamenandosi tra pacchi e chiavi entra in casa, posa tutto. E' stanchissima, la tensione per quel maledetto invito a cena ormai affidato alle cronache famigliari ancora la assedia, e stringe la gola come un nodo scorsoio. Come se avesse firmato cambiali al diavolo, ipotecando il futuro, e non solo il suo[1]… Eppure è andato tutto benissimo, i suoi genitori non hanno fatto troppe domande e Hans accomiatandosi le ha detto di essere stato tanto bene, che la sua è una famiglia numerosa e bellissima e ne deve essere fiera... tante altre cose gentili e iperboli un po' inutili che il suo mal di capo le ha fatto dimenticare.

In compenso i suoi nipoti hanno protestato a gran voce che il dottore è noioso, che preferivano l'amico di prima con cui si poteva giocare per ore a Scarabeo o a battaglia navale e fare a palle di neve... Traditori pestiferi, altro che famiglia bellissima!

Le tempie pulsano in maniera insopportabile, forse se si sdraiasse solo per qualche minuto... Colpita e affondata, pensa di sé mentre guarda golosa il vecchio letto che si piega gentile ad accogliere il suo corpo indolenzito, e la mente appannata lentamente riprende a funzionare...

André e nonna Cleo non sono ancora arrivati, per fortuna... Attende impaziente piena di regali e buone intenzioni... vuole far pace, vuole che il nuovo anno inizi bene per tutti. Deve organizzarsi un bel discorso, da qualche parte nella sua mente aleggia l'idea balzana di non aver agito bene, di essere stata cattiva con loro e soprattutto con lui che avrebbe avuto bisogno di ben altro che della sonora strigliata che gli ha rifilato... Poi c'è sempre quella cosa in sospeso, manca poco... ma André darà quel maledetto esame e poi insieme penseranno al resto, le promesse fatte agli amici non si dimenticano.

Lui le è mancato tantissimo. Cose piccole e stupide che la solitudine ha amplificato fino a farla sentire una vecchia zitella inaridita. Gli auguri per il suo compleanno ad esempio, e quei biglietti che lui le infilava in tasca di nascosto pieni di affetto sincero e frasi scherzose, disegni, rime inventate al momento solo per lei. Anche a lei sono mancate le palle di neve, le sono mancate le corse a perdifiato fingendo di essere ancora la ragazzina che era, e lo sa che lui non la raggiungeva solo per fare il gentiluomo, ma era bello lo stesso... Le sono mancati i lividi e le cadute, i brividi di freddo per essere rimasti a parlare in giardino troppo a lungo o per essersi sdraiati in mezzo alla neve in quell'angolo del grande parco dove nessuno arriva mai, e il naso rosso e le lacrime agli occhi che vengono a volte solo perché si è troppo felici... Le è mancato quel pizzicorino che scuote il cuore e lo stomaco di piacere insensato ed insulso, che non ammetteresti mai nemmeno sotto tortura ma fa così bene e ti fa ringraziare di essere viva... Un elenco più lungo di quello stilato dai suoi nipoti per Babbo Natale, eppure si costringe ad ammettere che forse i suoi nipoti hanno ragione, se a lei è rimasto in bocca solo il sapore agro delle vittorie a metà… e che anche André aveva ragione, forse ha esagerato con Hans... magari solo un pochino, ma tra poco saranno insieme e con lui finalmente potrà rilassarsi, e rimediare a tutte le cose cattive che ha detto!

Ma certo, in fondo è stato solo un Natale e ne avranno altri, tutti per loro...

Per quell'armistizio firmato da sola sospira paga nel silenzio e ad occhi chiusi allunga una mano, afferra una delle due buste per capire cosa contiene quella cosa curiosa...

Le scappa un sorriso, e bravo Victor... in anticipo su tutti, come se stesse rincorrendo la vita...

"La S.V. è cortesemente invitata il diciotto gennaio prossimo venturo a partecipare alla festa in onore del neoavvocato Victor Clement de Girodel, presso...”

Il biglietto così formale è sicuramente opera di sua madre... con il doppio nome che farà la gioia di Alain, Victor gentile e compito com'è avrà invitato tutti i vecchi compagni, i nuovi amici... una festa con i fiocchi in un locale coi fiocchi.

Il diciotto gennaio... Oscar riflette, il giorno dopo André ha l'esame... Ovvio che lui non andrà, e lei nemmeno... rimarranno a casa a ripassare e ad impazzire, e finalmente quello diventerà un brutto ricordo.

Victor avrà invitato anche Hans, certo... le scappa un sospiro diverso, di troppo.

Quando si è aperta la porta ha fatto mille feste alla nonna, e atteso prima di soffocare l'ansia sottile che André le regalasse un sorriso, per poi fargli gli auguri che la sua testardaggine le ha fatto ritardare di qualche giorno di troppo...

André non ha il rancore facile, e anche lui ha sentito la sua mancanza… Solo che lui l’ha detto senza abbassare gli occhi, senza pudore. Li ha abbassati lei invece, perché il suo senso di colpa le ha chiuso la bocca e di tutte le parole di scusa e perdono mandate a memoria non è uscito niente, solo un sorriso pallido e riconoscente.

Chiacchierando ed evitando accuratamente di nominare Hans hanno sistemato in fretta i pochi bagagli, preparato la cena con Cleo relegata a dirigere i lavori e aperto la posta. André di fronte all'invito di Victor ha annuito, il dottore ha un certo stile...

"Domani avverto che non posso venire, il dovere è il dovere...”

"Anche io... restiamo a casa e facciamo le ore piccole come una volta...” Ha proposto poco convinta...

Lui è sembrato meno convinto di lei...”Perché? Vai, non hai motivo di rifiutare... non certo il mio esame. Ci saranno un sacco di amici che conosci e certo vorrai salutare, e poi Hans..."

Allora fai apposta... Perché nominare Hans, cosa c'entra? Oscar si arruffa ed è pronta a litigare anche subito, se vuole... ma lo sguardo implorante di Cleo blocca entrambi, "non credo si debba decidere adesso, no?" Con il tono che non ammette repliche, se vuole sa ancora fare la voce severa...

"Oscar non rinunciare per me, davvero!"

Forse no, forse è sincero... Più sincero di lei che a dire la verità muore dalla voglia di andare a quella festa, di andarci con Hans... meraviglioso e saggio André, che trova sempre il modo di convincerla...

"Allora vuol dire che per onore di firma e in tuo nome farò una breve apparizione e poi me ne tornerò a casa... l'ultima prova prima dell'esame sono io, ricordi?"

Cleo abbassa gli occhi, André annuisce pensieroso. Per farle cambiare idea non ha impiegato che pochi secondi.

 

 

Sono agitata e confusa[2]... non so nemmeno perché ho accettato, so soltanto che ho contato i giorni e sembrava non volessero passare mai.

Hans verrà, me l'ha detto subito quando ci siamo rivisti in istituto per controllare la bibliografia dell'articolo che stiamo scrivendo a quattro mani. Entusiasta mi ha guardata sorridendo, "Ci sarai anche tu? Meno male, non conosco nessuno oltre te... promettimi che ti ruberò un ballo!"

E' assurdo, quando siamo lontani sento di amarlo ancora di più... Dio, quanto lo amo... se solo potesse capire, accorgersi di me...

Una volta mi ha detto scherzando sul mio nome che mi avrebbe voluta come fratello, perché ci capiamo senza parlare... come ho sempre pensato io di André.

Ho abbassato gli occhi, per paura che scorgesse la mia delusione... Il suo affetto non mi basta più, non è questo che voglio da lui.

Voglio che mi ami, che la notte sogni di me... che gli manchi la voce quando mi parla, che senta che ogni minuto passato lontano da me è un minuto perso, buttato, un'occasione mancata che non tornerà...

Voglio che vicino a me si senta sospeso, nervoso e agitato... che non trovi la forza e gli manchi il coraggio, perché troppo grande è il sentimento che gli invade il cuore e domina l'anima. Che non provi a resistere ma si lasci cadere tra le mie braccia... che non provi a combatterlo ma si lasci cullare dalla dolcezza di un amore ardente e sconfinato, senza tempo e senza misura come il mio per lui. Come vorrei fosse il suo per me.

E voglio che mi desideri, e che mi insegni a desiderarlo[3]... che con gli occhi, le mani e le labbra mi aiuti a scoprire chi si nasconde dietro di me... se un fantoccio, un automa o una donna.

Se sono una donna, dimmelo tu...

Se sono una donna davvero forse saprò conquistarlo.

Ho una sera soltanto per abbagliarlo con il mio amore oppure affogare.

 

 

Ha chiesto alla nonna di aiutarla, non ne capisce molto di certe cose. Cleo non ha fiatato, non può sottrarsi. L'ha giurato di non forzare le cose e non può certo deluderla, anche se André ne soffrirà...

L'ha consigliata e insieme hanno scelto un vestito elegante, seta leggera di un bell'azzurro pallido che fa risaltare la sua carnagione, i suoi occhi color fiordaliso... è morbida, sembra un petalo, le avvolge i fianchi e danza attorno alle sue caviglie, le maniche corte che lasciano scoperte le braccia e le spalle. Qualche ritocco ed è perfetto, dovrà solo abituarsi a camminare lentamente per non franare da quelle scarpe che non sa portare, e a non inciampare...

Del resto, ha detto la sarta prendendole le misure per chiudere lo scollo un po' troppo ampio sulla schiena, quando una è bella non ci vuole molto, la natura ha già fatto tutto.

Terrorizzata e tesa, peggio, molto peggio degli esami, di tutto… Da giorni vaga per casa come uno spettro senza concludere nulla, confonde le date e gli appuntamenti e non pensa che ad una cosa… Al suo bel vestito che non sarà pronto in tempo, alla sua immagine che sembrerà solo quella di uno spaventapasseri imbellettato, e andrà malissimo…

E quanto manca, quanto manca? Tra una settimana, due giorni, poche ore…

Ha fatto le bizze per ogni cosa, la cintura è troppo stretta, le forcine fanno male… Eppure ha insistito lei per raccogliere i capelli, la nonna era dubbiosa ma Oscar vuole essere un'altra stasera... un velo sottile di cipria che fa starnutire, un'ombra azzurra sulle palpebre...

Alla fine l'effetto è stupendo, un po'di colore sul viso ed eccola...

L'altra.

"Ma vuoi proprio andare da sola, voglio dire...”

Sarebbe dovuta restare con André, ma è giusto così... Cleo non sa che dire, Oscar sembra aspetti il suo permesso per uscire e lasciarlo solo...

"André, staccati da quel libro e vieni a vedere la nostra Oscar...”

André è chiuso in camera da ore. Vorrebbe non vedere e non sentire quel tramestio fastidioso, da giorni la casa è preda di una strana euforia e lui proprio non riesce a condividere niente di quell'ansia sospesa che fa solo paura.

Tutto questo per Hans, vero? Nessuno lo dice eppure la sua presenza aleggia nell'aria come una patina umida che rende ogni cosa diversa. Ogni parola di lei, la musica che suona e che pare un inno struggente, ogni sorriso che le accende gli occhi... tutto questo per un uomo che non è lui.

L'incubo va avanti da un po’, come l'alta marea li sta sommergendo tutti e nessuno pare rendersi conto che sarà impossibile tornare indietro, poi. Vorrebbe trovare il coraggio e chiederle di non andare, impedirle di uscire, chiuderla in camera a doppia mandata e gettare la chiave, come la principessa delle favole imprigionarla nella torre più irraggiungibile del castello dove nessuno potrebbe trovarla, e sarebbe solo sua.

E invece no, a lui tocca la parte dell'amico fraterno, e degli amici non ci si innamora mai...

Sente la voce di nonna Cleo risuonare e picchiare alla sua porta, alla fiera delle vanità alla fine è arrivato persino il suo turno di cicisbeo fedele e vigliacco…

E va bene, pensa col cuore pesante, facciamola finita…

Cinque passi in corridoio, verso di lei... prova a farsi coraggio e a convincersi che in fondo forse non è così terribile, forse si troverà davanti la solita ragazza, solo bardata a festa, impacciata e un po' ridicola. Ne rideranno insieme e sarà tutto finito.

No.

Non è così, e la tortura è davvero completa. Perché ha dovuto vederla, ora che l'ha vista non potrà più vivere...

E' bella. Bella da togliere il fiato, magnifica e fulgida. Ma non è la sua Oscar... lo sguardo, persino il profumo… civettuolo e maliardo, fatto per costringere tutti a voltarsi, ad ammirarla.

Non può essere lei…

Chi sei?

Lei in piedi rimane in attesa come cercasse la sua approvazione, e con le dita nervose spiana il vestito leggero cercando di non far caso a quello sguardo che la ispeziona impietoso e le mette i brividi.

Perché André non sta guardando il vestito o la sua acconciatura complicatissima...

André guarda lei.

La guarda fissa negli occhi ed è così insistente, indescrivibile… oltre il pudore un brivido corre lungo la schiena scoperta e percuote le corde della sua anima. Ed è come se fosse nuda, davanti a lui.

Incatenata a lui.

Come se non potesse nascondersi e nascondergli niente, e per quel torto grandissimo che sta consumando ai suoi danni forse non c'è già più rimedio.

Perché fai così? Io non ti devo niente, non ti devo niente… smettila, smettila subito André io…

“Devo andare o farò tardi…” Ma le gambe si rifiutano di obbedirle stavolta, le catene tintinnano e stringono ancora più.

Lui è immobile e in silenzio... non sa bene come ma vorrebbe scuoterla e costringerla a confessare.

Dov'è lei, dove l'hai nascosta?

La sua Oscar si muove in punta di piedi sperando che nessuno la noti, questa pare una fiaccola accesa per bruciare la notte di tutti i comuni mortali che avranno la sventura di incrociare il suo sguardo, stasera...

"Sei bellissima"[4], si obbliga ad ammettere davanti a lei che senza dire niente abbozza un sorriso timido e lontano, e paga di quelle poche parole di assoluzione spegne la sua coscienza che le grida che dovrebbe stare a casa con lui.

Poi sparisce nel buio.

 

pubblicazione sul sito Little Corner dell'ottobre 2006

 

mail to: luly_thelilacat@yahoo.it

 

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[1] A volte penso che il mio lavoro mi chieda di pagar dazio un po’ troppo spesso, tra cambiali ipoteche e tutto il resto… ^__^

[2] Mi faceva sentire strana... e confusa"... Chi ha buona memoria e non solo, riconoscerà da qui in poi parole ed espressioni che appartengono a dire il vero alla Oscar e all'André del film live... solo in tale capolavoro troviamo una Oscar alquanto confusa e un André travestito da “duro” la cui presenza un po’ dubbia è magnificata dal mirabile doppiaggio italico.

[3] In due o tre parole, la mia personalissima idea circa il “primo amore di Oscar”… Cuore, sogni e sospiri, l'incarnazione di un'illusione nutrita dal calore di uno sguardo o da un sorriso, il sentimento puro e perfetto in cui passione e desiderio sono un vagheggio lontano... Oscar si guarda dentro e non trova traccia di quella passione da cui vorrebbe sentirsi pervasa, pensa che tutto sgorgherà naturalmente, con il tempo... O forse semplicemente desiderio e passione non ci sono, e sarà lei a capirlo, a sue spese...

[4] Anche questa frase è presa in prestito dal film live... chiudete gli occhi e ascoltatevi la voce di M. Rossi dire "Sei bellissima...", la frase da sola vale il film!