Modo di Informare

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-=Introduzione=-

 

Data di creazione : 10 gennaio 2005

Ultima modifica : 30 maggio 2006

 

Questo testo vuol essere una riflessione su quello che è il modo di informare di oggi, su quello che sono i telegiornali e sul loro modo di disinformare.

Di certo le mie non saranno osservazioni nuove ma “repetita iuvant!” dicevano i Latini!

 

 

-= Modo di informare=-

 

Sono stanco di questo modo di informare.

La pornografia del dolore di fronte alle tragedie umane, l'intervista coatta a chi vuol solamente esser lasciato in pace.

La telecronaca della guerra e la morte in diretta.

Mai una volta, il pacifico confronto tra due fazioni opposte: ogni volta, gli intervistati gridano a distanza, come parti di due mondi disgiunti.

La verità è relativa e, anziché informare, arriva l'interpretazione del reale.

Ogni giorno, carrellate di volti noti, di politici, di criminali e di vip.

Di volti insomma che non hanno nulla da dire.

Poi il meteo e notizie frivole, prive di valore, a cui si dedica lo stesso tempo che altrimenti sarebbe destinato al papa, all'uragano che si abbatte sulla Cina oppure alla scoperta della nuova cura per il cancro.

Giunge per ultimo l'andamento della borsa, in alcuni casi chiamato sport, e poco altro ancora.

Ogni cosa, ogni evento, viene filtrato e spiegato.

Non riportato come il giornalismo insegna.

Nemmeno indagato come servirebbe.

Ogni notizia viene mediata e presentata.

Venduta.

I fatti politici, quelli importanti almeno, sono quasi sempre coperti, nascosti da tragedie estere accadute (o appositamente create) in esatta, perfetta, contemporanea sincronia.

Ogni giorno si parla di mafia, di camorra e di pentiti. Di guerra, invece, si parla solo quando fa comodo, quando questa o quella multinazionale danno la loro esplicita approvazione.

Il Terzo mondo esiste ad intermittenza. Come le controindicazioni dei medicinali, le radiazioni dei cellulari o i problemi quotidiani.

In un certo senso meglio ancora di altre realtà di cui si parla solo nelle leggende metropolitane. I tossicodipendenti, gli alcolisti e chi si dedica al volontariato, evidentemente, non hanno ancora un valido sponsor a cui appellarsi.

Ma d'altronde, di problemi, si parla solo quando ormai è troppo tardi, quando ormai è scoppiata la tragedia. Vengono allora privati di loro stessi, svenduti come se indipendenti da tutto il resto, come eccezionali anomalie di un sistema e non come risultato di un lento e costante processo di cui siamo tutti parte.

Attiva.

O passiva.

Comunque coinvolti.

Ogni giorno tante parole e tante immagini si susseguono veloci, imprimendosi e influenzando il mio, il nostro, modo di pensare e di percepire il mondo in cui viviamo.

Vengono creati falsi bisogni, nuove architetture di pensiero, nuove paure.

Hanno girato un documentario sulla moderna violenza, un film chiamato Bowling for Colombine di un certo M. Moore.

Ma deduco che il messaggio che da esso traspare non sia mai giunto a destinazione, abbattuto in volo poiché veicolo di pericolose verità.

Eppure lo dicono anche in una loro canzone i Depeche Mode: “non puoi cambiare il mondo, ma puoi cambiare i fatti. E quando cambi i fatti, cambi i punti di vista…e se cambi i punti di vista puoi cambiare un voto…e quando cambi un voto puoi cambiare il mondo…” (da New Dress)

La reale percezione del mondo viene quindi distorta, mediata, stravolta.

Libertà di pensiero è allora una menzogna.

Saprò solo ciò che mi verrà detto.

Ricorderò solo ciò che mi verrà mostrato.

E lo prenderò per vero, incapace di ribellarmi alla moderna schiavitù mentale.

 

…personalmente, di tutto questo io sono stanco.

 

Non ho bisogno di disinformazione.

Soffocato dall'informazione perdo i contatti con il mondo.

Addirittura con me stesso e con chi mi cammina a fianco.

Scambio per reale ciò che vedo in televisione.

Quotidianamente mi aiutate a credere che il mondo sia tutto da buttare, che non ci si possa più fidare di niente e di nessuno.

Dovreste invece dimostrarmi che lo possiam migliorare, aiutarmi a capire questo presente, aiutarmi a pormi, con spirito critico, di fronte ai problemi del reale.

Dovreste aiutarmi a capire che i problemi esistono ma non per essere ignorati, visti e poi dimenticati.

Ditemi i fatti, ditemi le cause, datemi gli strumenti per essere partecipe.

Non voglio commenti, false verità o menzogne spalleggiate.

Voglio soltanto capire il presente che sto vivendo.

Voglio saper pensare.

Voglio saper scegliere.

Contribuisco anch'io, se no lo sapete,e invece voi parlate come se foste di un altro pianeta.

Sembra che nemmeno vi riguardino gli eventi che narrate.

E' come se non faceste parte di quel mondo che descrivete.

Quel mondo in cui vivo anch'io.

Quel mondo di cui, ricordatelo, siete parte anche voi.

Ma forse tutti siamo parte di un immenso progetto architettato ad arte, un grande e complesso sistema di condizionamento del pensiero.

Mi domando a che pro, tuttavia, visto che ciò che osservo è la mera svalutazione dell'uomo, della vita e di quei valori che ormai esistono solo nelle favole e nelle notizie di utopistici giornali.

Io tuttavia riconosco che tutto è destinato a cambiare: quando il pubblico smaschera i trucchi non ha più bisogno di prestigiatori.

E' questione di tempo, lentamente cambieremo.

E nel frattempo cerchiamo tutti di essere un buon esempio.

Non tanto per gli altri, per chi ci osserva o ci dipinge come paladini del nostro tempo.

Ma per chi verrà.

E per l'immagine di noi che conserviamo dentro.

 

 

 

Leonardo Colombi

 

 

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