16. Giornate No

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[2 settembre 2003: questa è del 29 giugno scorso. E' una poesia nata più che altro dalla frustrazione derivata dal fallimento di alcuni esami. Questo mio secondo anno accademico è stato infatti più duro di quanto avessi previsto. Spesso le giornate mi sembravano troppo corte, di non aver tempo a sufficienza per fare quello che dovevo o volevo. A volte mi sembrava che, per quanto mi sforzassi di vivere onestamente, a chi invece si comportava da furbo andava anche meglio che a me. Da queste considerazioni, unite ad altre piccole sciocchezze, è nata questa poesia. La scrivo perché proprio oggi, a Messa, il Vangelo e il parroco parlavano di questo. Io non ho profonde conoscenze teologali ma son dell'avviso che tutto serva, sia le belle esperienze sia le sconfitte, sia la gioia che il dolore. Certo, è di gran lunga preferibile star sempre bene e non aver grattacapi ma, come mi pare dicesse anche il Pascoli, è attraverso il dolore e le esperienze negative che si ha l'occasione di migliorare. Questa poesia è quindi dedicata a tutte quelle giornate storte, giornate no appunto, in cui sembra andare tutto storto, in cui sembra che le persone lo facciano apposta a creare problemi, oppure in cui si è come intontiti, incapaci di dare il meglio, a corto di idee e di vitalità. Vorrei far notare poi una cosa: ad un certo punto della poesia accenno all'idea di poter tornare indietro, di poter rifare un'esperienza o, meglio, di rivivere l'attimo. Da un lato sembrerebbe una cosa stupenda ma dall'altro potrebbe rivelarsi un incubo: e se scoprissimo che quell' evento, quella frase eravamo destinati ad affrontarlo o a dirla lo stesso? E se potessimo, talvolta, rivivere qualche esperienza, come potremmo poi vivere serenamente il presente? Chi mi garantisce che qualcun altro non lo stia cambiando? Vabbé, è una cavolata lo so, potevo risparmiarmela, è che m'era venuto in mente un film che qualche anno fa ho visto in Tv, con Bill Murray e Andy McDowell, in cui il protagonista veniva “condannato” a rivivere lo stesso giorno innumerevoli volte. Bene, termino qui le note e vi lascio al testo.]

 

 

-=Giornate no=-

 

Ci sono giorni

In cui nell'aria

Non c'è abbastanza ossigeno.

 

Ci sono giorni

In cui,

per quanto tu corra,

Non riuscirai che a piazzarti

Due posti

Dietro al podio.

 

Ci sono giorni

In cui,

sebbene in piedi e vestito,

stenti a restare sveglio,

lucido e concentrato

sul presente imminente.

 

Giorni,

in cui non basta

il tempo a tua disposizione.

 

In cui le persone

E gli imprevisti

Sembrano arrivare apposta,

alla tua, spasmodica, ricerca.

 

Ci sono giorni

Che la stanchezza ce l'hai nel cuore,

e ti trascini a stento

nell'arco della giornata.

 

Ci sono giorni

In cui il cielo è sempre bigio.

 

Giorni in cui

Non si trova sui muri

Il tasto STOP, RIAVVOLGI

e RIPARTI.

Il presente è un nastro

Che va solo in avanti.

Per fortuna.

 

Ed è in questi giorni

Che è piacevole il sereno,

 

che diventa prezioso

il sorriso sincero,

 

che ogni parola è un sussurro,

un fragile respiro

da cogliere e serbare,

 

in cui l'amicizia vive

di cose non dette

 

e la fratellanza e la tolleranza

diventano le uniche armi

per rispondere al gioco del tempo.

 

Io ringrazio

Per tutti questi giorni,

perché ho ritrovato in essi

un motivo

per esaminare il mio modo di essere

e il comportamento altrui,

i sassolini della piramide

che chiamerò saggezza.

 

Le foto dei miei giorni migliori

Risultano ancora più lucenti

A fianco dei giorni

In cui credo di non aver vissuto.

 

Ricorda:

Nulla al mondo

Accade per caso.

 

 

Leonardo Colombi

 

 

 

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