Cypripedioideae, ultime novità


Una scusa per i "neofiti" delle orchidee: questo articolo è pieno zeppo di nomi strani, parolone difficile e termini più o meno tecnici, quindi la leggibilità per i "non addetti ai lavori" può risultare ... insoddisfacente (per dirla alla Nero Wolfe).

Partiamo con i Phragmipedium.

Phragmipedium besseaeAllora, si può dire senza ombra di dubbio che il genere Phragmipedium è uno dei più amati del momento. Questo grazie alla facilità di coltivazione, alla robustezza e vitalità delle piante, ma soprattutto alla scoperta (datata 1981) del Phragmipedium besseae che mise a suo tempo in grande agitazione il mondo orchidofilo.

In realtà gli orchidofili sono forse ancora più agitati adesso dei primi anni novanta, quando le prime piante iniziarono a comparire sul mercato a prezzi quasi assurdi (intorno al mezzo milione per una divisione).
Infatti, pur continuando ad essere una pianta assai costosa, il suo prezzo è adesso alla portata di tutte le tasche e con 40/50.000 si riescono a trovare piantine a uno/due anni dalla fiorita. Ciò ha permesso anche agli appassionati meno facoltosi di poter comunquePhragmipedium Olaf Gruss (besseae x pearcei) avere questa pianta nella loro collezione.
Inoltre si è già sviluppato un discreto mercato degli ibridi primari (che tra l'altro costano anche meno, dalle 50 alle 100 mila lire per una pianta in fiore) e sono già comparsi gli ibridi di seconda generazione.

Phragmipeidum Andean Fire (besseae x lindleyanumNegli ultimissimi anni poi si sono aggiunte un paio di nuove specie, il P. fischeri (molto simile al P. schlimii ma con colori più accesi e spostati più verso il violetto che verso il rosa) e il Mexipedium xerophyticum (ex Phragmipedium xerophyticum), pianta di piccole dimensioni con graziosissimi fiorellini bianchi (molto piccoli a dire la verità, 1-1,5 centimetri ).

Gli ibridi di P. besseae, comunque, stanno avendo un grande successo, dovuto agli straordinari colori che vanno dal rosa salmone, al color pesca ai toni rossi-aranciati ed alle dimensioni dei fiori che pur non essendo straordinarie sono comunque generose.
Insomma, queste piante spiccano sempre in ogni collezione.

Phragmipedium SchroederaeL'isteria causata dal P. besseae inoltre ha portato ad una generale riscoperta e rivalutazione di tutto il genere. Questo si vede facilmente guardando il numero di ibridi.

141 sono gli ibridi di Phragmipedium registrati dal 1873 (P. Sedenii = P. longifolium x P. schlimii) al 1998, di questi 37 registrati fino al 1906, uno nel 1912, 7 tra il 1960 ed il 1987, poi ben 95 tra il 1991 (quando è stato registrato il primo ibrido di besseae dalla "Eric Young Foundation" P. Eric Young = P. besseae x P. longifolium) ed il 1998. E non vi è dubbio che il numero continuerà ad aumentare notevolmente nei prossimi anni.

Come si vede bene da queste statistiche, dagli inizi del secolo, fino agli anni '70 le potenzialità di questo generePhragmipedium Sorcerers Apprentice sembravano oramai esaurite ed i Phragmipedium erano oramai relegati ad un limbo di pochi amatori, spesso come curiosità da affiancare ai ben più noti e ricercati Paphiopedilum. Dopo la scoperta del P. besseae invece si è avuta una vera e propria corsa alla riscoperta delle specie e dei vecchi ibridi. Il P. Sedenii ed il P. Schroederae (P. caudatum x P. Sedenii) sono due tra gli ibridi più belli e ricercati. Inoltre sono stati ultimamente registrati anche molti nuovi ibridi tra specie precedentemente cadute nell'oblio, come il P. schlimii innanzitutto, ma anche il P. pearcei, il P. sargentianum, il P. boisserianum. Molto probabilmente anche questi nuovi ibridi verranno reincrociati con il besseae. P. Green Hornet = P. longifolium x P. pearcei - 1996 - ad esempio è già stato usato per creare il P. Cotton Candy (= P. Green Hornet x P. Hanne Popow).

Phragmipedium Hanne PopowMolto promettente è la linea di ibridi che vede tra i genitori il besseae e lo schlimii (come specie e come ibridi vecchi e nuovi). Le due specie, gli ibridi primari del besseae, il P. Hanne Popow (besseae x schlimii, 1991), Il P. Sedenii, il P. Schroederae stanno iniziando ad essere reincrociati tra di loro (P. Elizabeth Castle = P. Hanne Popow x P. Mem. Dick Clements, 1997) e con altre specie e ibridi, il tutto per ottenere fiori di dimensioni più generose ma più rotonde e con sfumature dal rosa al rosso-arancio. Ricordiamoci infatti che il P. besseae ha un fiore piuttosto piccolo (sui 5/6 cm) ed il P. schlimii è ancora più piccolo (2/3 cm).

Insomma, ancora non si hanno le idee ben chiare. Il besseae è stato incrociato (o è in procinto di esserlo) con un po' tutte le altre specie e gli altri ibridi. Ed anche per le altre specie sta accadendo più o meno la medesima cosa. Tutto viene ibridato con tutto il resto. E meno male che il genere non conta molte specie. Phragmipedium Don Winber (Eric Young x besseae)

Tutto sommato, poi, il besseae ha portato ai sui discendenti tutte le sue cose migliori: colori vivaci e sfumature dai toni caldi, la forma armoniosa del fiore e il portamento compatto della pianta (la maggior parte dei Phrag. infatti ha piante di dimensioni ragguardevoli, anche lo schlimii ha foglie che arrivano a 40 cm).

P. besseaeIn tutto questo si è insinuato un ulteriore elemento di confusione. E deriva proprio dal P. besseae. Infatti del fiore conosciamo due forme: la forma peruviana e quella Colombiana (di Zamorano). Le differenze morfologiche hanno portato recentemente a dividere la forma di Zamorano in una nuova specie chiamata P. dalessandroi (O. Gruss 1996). A questo punto non si sa più quali siano gli ibridi del besseae e quelli del dalessandroi, anche se presumibilmente avranno caratteristiche leggermente diverse. Probabilmente verrà deciso di mantenere il nome P. besseae per gli ibridi anche se sarà usato il P. dalessandroi (un po' come la denominazione Brassocattleya per gli ibridi della Brassavola digbyiana oramai riconosciuta come Ryncholaelia digbyiana).

P. dalessandroi

Del besseae inoltre conosciamo adesso almeno altre due varietà P. besseae var flavum (di color pesca uniforme) e P. besseae var. aureum (di colore giallo limone), in più si vocifera di una varietà color avorio (ma ... saranno besseae o dalessandroi ?). Tra l'altro sono già in commercio (ovviamente :-) ibridi creati con queste nuove varietà.

E' poi stato registrato da poco il primo ibrido del P. fischerii (P. Barbara Le Ann = P. fischerii x P. besseae) e come ci si poteva aspettare il fiore è molto simile al P. Hanne popow ma dai colori più pronunciati e spostati sul violetto, mentre ancora non so nulla su ibridi di Mexipedium xerophyticum.

Adesso parliamo un po' di Paphiopedilum.

Paphiopedilum Magic LanternTra Paphiopedilum e Phragmipedium sono stati tentati più volte ibridi intergenerici, ma i risultati non sono stati per ora incoraggianti. Infatti gli ibridi intergenerici traPaphiopedilum Screaming Eagle Phragmipedium e Paphiopedilum (X Phragmipaphium) sono solo 4 e con molta probabilità (scusate, ma su questo non sono sicuro) sterili: Phrphm. Malhouitri (Phrag. schlimii x Paph. Harrisianum 1912), Phrphm. Confusion (Phrag. Albopurpureum x Paph stonei 1960), Phrphm. Hane's Magic (Phrag. Grande x Paph. Mem. J H Walker 1983) e Phrphm. Charming Daughter (Phrag. Longifolium x Paph. Henryanum 1995). Questi gli ibridi registrati. Tuttavia molti hanno legittimi dubbi sulla validità di tale ibridi, in quanto dagli esami cromosomici risulterebbero o completamente paphiopedilum o completamente phragmipedium. Inoltre è noto come alcune orchidee riescono a "fregarsene" completamente dei geni altrui, sviluppando capsule e semi buoni pur con polline che assolutamente non può entrare in gioco. E' Paphiopedilum Honey (primulinum x philippinense)il caso ad esempio di alcuni Zygopetalum che se ibridati con Cymbidium, Dendrobium e chi più ne ha più ne metta, producono capsule e semi dalla perfetta germinabilità, ma le piante che si otterranno sono *assolutamente* Zygopetalum in tutto e per tutto. Quindi rimane il (legittimo) dubbio anche sui Phragmipaphium.

Nuovi ed esaltanti invece sono gli ibridi del sottogenere parvisepalum che vedono come protagonisti il P. micranthum, il P. emersonii, il P. armeniacum ... spesso ibridati con le specie del sottogenere polyantha come il rothschildianum, il kolopakingii, il philippinense ed il sanderianum. Gli ibridi tra queste due sezioni del genere, sono veramente particolari, anche molto diversi dai soliti Paphiopedilum che vediamo normalmente in commercio. Spesso sono piante di una discreta stazza, con foglie di anche 40-50 cm con steli multifiorali e grandi fiori dai colori che variano dal giallo al verde al rosa. Quindi anche per i Paphiopedilum abbiamo una nuova linea di ibridazioni. Se fino ad un po' di tempo fa venivano preferiti i fiori grandi e rotondi (tutto sommato spesso anche "pesanti") che si ottenevano incrociando le specie del gruppo dell'insigne con le specie del gruppoPaphiopedilum Gold Dollar (armeniacum x primulinum) brachypetalum (niveum e bellatulum in particolare), adesso la tendenza è quella di avere piante con steli multifiorali di dimensioni anche non esagerate ma dalle forme e dai colori particolari, che stupiscano ed incantino.

Inoltre è stato recentemente riscoperto in Vietnam il P. delenatii che non era più stato ritrovato in natura dal 1932. Tra l'altro una delle forme scoperte ha un fiore di dimensioni decisamente più grandi rispetto ai "vecchi" delenatii. Ed altre specie sono state scoperte recentemente, sparse in qua e la nel sud-est asiatico, dalla Cina al Borneo appartenenti ai vari sottogeneri. Il genere Paphiopedilum dovrebbe, quindi, contare adesso una settantina abbondante (boh? ho perso il conto) di specie valide.

Ah, una curiosità: qui, potete vedere un Paphiopedilum completamente nero (perlomeno così appare in foto).

Cypripedium

Anche qui negli ultimi anni ci sono state delle novità importanti. La prima e più importante è che qualcuno è riuscito a riprodurre per via asimbiotica (ehi che Cypripedium x ventricosum (calceolus x macranthum, ibrido naturale)parolone!! Vabbè, diciamo riprodurre in vitro) il Cypripedium calceolus che fino ad allora si era sempre mostrato refrattario. Visto che questo qualcuno è un italiano vi rimando direttamente alla sua ricerca (tra l'altro esauriente e ricca di particolari) che potete trovare su Orchidee ti Racconto ...

Da questo molti hanno tratto spunto e finalmente, da un paio d'anni a questa parte, il C. calceolus è acquistabile legalmente da alcuni vivai europei che lo riproducono per seme. Stessi vivai che d'altro canto stanno riproducendo (sempre per seme) alcune delle più belle orchidee spontanee europee (oltre ad altre orchidee terrestri da clima temperato). Anche molti altri Cypripedium vengono riprodotti in vitro, ed è possibile acquistare giovani piante da diversi vivai. Naturalmente ciò non vuol dire che i Cypripedium siano diventati di facile coltivazione, tutt'altro. La loro coltivazione è ancora difficile e problematica, tuttavia adesso è possibile sperimentare la coltivazione in cattività di un C. calceolus senza ricorrere alla raccolta in natura che stava portando questa specie all'estinzione (particolarmente in Europa). Inoltre, dopo il difficile inizio dei primi ibridi tralla fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, adesso l'ibridazione dei Cypripedium è una realtà, e pur se sono ancora pochi (pochissimi se confrontati con gli altri due generi, solo un paio di decine credo), possono diventare una bellissima (anche se impegnativa) alternativa per l'amatore.

Basta così sennò vi annoio :-)

Buona coltivazione

Giulio Farinelli

Note:
1) I link più interessanti che conosco riguardo a Paphiopedilum, Phragmipedium e Cypripedium:
Antec Laboratory. Nursery americana specializzatissima in Paphiopedilum e Phragmipedium, con tonnellate di foto, informazioni, notizie colturali.
Dr. Tanaka Home Page. Sito di un giapponese iperinformatissimo sui Paphiopedilum soprattutto per quanto riguarda specie e varietà appena scoperte.
Cypripedioideae News : Sito dove periodicamente appaiono le nuove scoperte nel campo delle cypripedioideae. Se volete sapere le ultime specie scoperte di Cypripedium, Paphiopedilum, Phragmipedium
G. Torelli Home Page. Uno degli specialisti italiani di orchidee. L'autore dello studio sul C. calceolus
Riboni Orchidee. Vivaista italiano sempre aggiornato sulle ultime novità di Paphiopedilum e Phragmipedium, sia specie che ibridi.
Rareplants Co. Nursery che vende piante e seedlings di Cypripedium. Questa è inglese.
2) Le foto di specie ed ibridi (Phragmipedium e Paphiopedilum) citate possono essere viste su Antec LaboratoryDr. Tanaka Home Page e Cypripedioideae News,  ad esclusione dei x Phragmipaphium per i quali non ho trovato una sola immagine in rete.
Anzi, se qualcuno si imbattesse per caso su internet in una foto di questi ibridi intergenerici mi farebbe la cortesia di informarmi? Grazie ;-)


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