Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” 

[Mt 24:35, Mc 13:31, Lc 21:33]

Sito creato nel Novembre 2004  -  Copyright  2004-2011  -  Autore:  Gianluigi Bastia

 

 

 

 

 

Un sito sui documenti più antichi del Cristianesimo

 

 

 

Presentazione

 

Queste pagine, pubblicate per la prima volta in internet nel Novembre del 2004, contengono una rassegna dei documenti più importanti e antichi del Nuovo Testamento. Oggi siamo abituati a prendere il Vangelo, aprirne una pagina e leggerne il contenuto direttamente nella nostra lingua madre, l’italiano, non pensando a tutto quello che sta dietro ad un gesto in apparenza così semplice e spontaneo. In realtà dalla data di stesura dei Vangeli e del resto del canone del Nuovo Testamento sono passati qualcosa come duemila anni di storia, nel I secolo non esisteva la stampa e le lingue utilizzate dai primi cristiani in Palestina erano l’ebraico, l’aramaico, prevalentemente parlato, oppure il greco quando si volevano destinare gli scritti ad un pubblico più vasto e dotto (il greco infatti era la lingua internazionale del Medio Oriente a quel tempo, un po’ come l’inglese oggi). Il Nuovo Testamento è quindi giunto fino a noi grazie ad un processo manuale di trasmissione e copiatura dei testi che per forza di cose – in tanti anni – ha creato vari problemi: errori di trascrizione da una copia all’altra, tentativi di armonizzazione dei testi, modifiche, integrazioni inserite a vario titolo, ecc… Oggi le fonti originali di quei testi sono andate perdute e non sono disponibili così noi non sappiamo più con certezza né quando sono stati scritti veramente i Vangeli (I secolo? II secolo? Prima o dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C.?) e il resto del Nuovo Testamento, né cosa essi contenessero esattamente in origine. Per rispondere a queste e ad altre simili domande occorre rivolgersi all’archeologia e in particolare alla papirologia, la scienza che si occupa dello studio degli antichi documenti manoscritti. E’ infatti dallo studio e dall’analisi dei documenti più antichi, delle concordanze e delle contraddizioni tra gli stessi, che è possibile tentare di risalire a quello che poteva essere il testo originario: di questo processo si occupa in particolare la critica testuale. Fino al XIX secolo la situazione sul fronte della ricerca e dei ritrovamenti archeologici era assai poco entusiasmante, praticamente esistevano pochi documenti molti antichi e quelli che si conoscevano non venivano studiati a fondo, il materiale di cui si disponeva – pur essendo molto ampio – era relativamente tardo e lasciava aperte tutte le ipotesi più svariate sulla nascita e sulla redazione dei testi sacri del cristianesimo. Inoltre era (ed è tuttora) opinione che nel IV secolo, a causa della situazione relativamente tranquilla che viveva il cristianesimo, fossero state preparate delle “recensioni” dei testi del N.T. ovvero rielaborazioni più o meno massicce dei testi che potevano aver corrotto in modo sostanziale i testi originari. Dal XIX secolo gli studiosi si sono messi ad esaminare approfonditamente i codici più antichi (in particolare il Codex Vaticanus e il Codex Sinaiticus, quest’ultimo ritrovato verso la metà del XIX secolo) con l’obiettivo di depurare il NT dalle possibili interpolazioni accumulatesi nel corso dei secolo e inoltre si è cominciato a scavare a fondo in Palestina, in Egitto e in tutto il Medio Oriente e non solo sul fronte della ricerca delle fonti cristiane. Dalla notte dei tempi, grazie agli scavi archeologici, sono così emersi resti importantissimi che testimoniano dell’esistenza dei Vangeli e degli altri scritti neo testamentari veramente a ridosso del I secolo e di conseguenza sono molto importanti per comprendere in che misura quello che oggi leggiamo dopo duemila anni è affidabile. I reperti ritrovati sono molto spesso piccoli e con poche lettere eppure in molti casi è possibile risalire esattamente a quale passo neo testamentario appartenessero in origine. Altri papiri contengono invece per intero i Vangeli e le lettere di Paolo e vengono utilizzati a fondo dalla moderna critica testuale per ricostruire il testo del NT nel modo più fedele possibile. Nell’attesa che si verifichi prima o poi la vera scoperta sensazionale, cioè il ritrovamento di un frammento neo testamentario il più possibile ampio e sicuro nella attribuzione e databile con certezza al I secolo, idealmente prima della distruzione del tempio di Gerusalemme (70 d.C.), presentiamo quindi questa rassegna con una presentazione delle relative problematiche e anche numerosi spunti per l’approfondimento. [G.Bastia, aggior. testo 23/07/2006]

 

In rilievo

   

Lettera a Teodoro 

Barabba

Vang. segreto di Marco

   

Le sezioni del sito

1 I Codici
2 I Manoscritti più antichi del Nuovo Testamento
3 Oxyrhynchus
4 Qumran
5 Antico Testamento, la versione dei LXX
6 Critica testuale
7 La lingua dei Vangeli, teoria di J. Carmignac
8 Messianismo
9 Palestina nel I secolo dopo Cristo
10 Elementi di papirologia
11 Storicità di Gesù Cristo dalle fonti extra cristiane
12 Site Map e Fonts
 
 

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Informazioni sui diritti di pubblicazione

 

   

 

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Di cosa si parla in queste pagine

 

Queste pagine intendono presentare la situazione degli studi sul fronte dei più antichi reperti dei testi cristiani e accennare ai complessi dibattiti che in molti casi si sono accesi dietro ad attribuzioni, datazioni e classificazioni. Il taglio che si è volutamente cercato di dare a queste pagine non è apologetico, ma piuttosto si è pensato di dare spazio alle più svariate opinioni e posizioni avendo ben presente che in questo settore escono continuamente nuovi studi. Siamo particolarmente grati ai lettori che ci vorranno segnalare aggiornamenti e integrazioni a quanto qui proposto. Questi argomenti sono presentati in particolare nelle prime cinque sezioni (1-5) dove si presentano i principali codici greci della Bibbia, i frammenti più antichi del Nuovo Testamento, i frammenti di Qumran della Bibbia greca dei LXX o che hanno qualche attinenza con il cristianesimo. Questo sito è nato nel Novembre del 2004 con particolare riferimento alle problematiche di identificazione dei frammenti qumranici 7Q4 e 7Q5 a passi neo testamentari.

 

Presentati codici, papiri e frammenti più importanti del NT e della versione greca dei LXX dell'Antico Testamento viene accennato il complesso argomento della critica testuale (o filologia) e del problema della ricostruzione del testo originale del NT. Questa operazione consente di risalire a quello che doveva essere con buona probabilità il testo del NT in greco conosciuto all’inizio del II secolo. Il modo di interpretare i documenti antichi, il grado di fiducia che possiamo dare a una classe di manoscritti piuttosto che ad un’altra è stato ed è tuttora fonte di dispute e polemiche tra gli studiosi, alle quali si accennerà nella sesta sezione (6) di questo sito.

 

Nella settima sezione (7) compare una presentazione degli studi di frontiera sulla lingua dei Vangeli e i possibili collegamenti con il I secolo attraverso le teorie linguistiche di Jean Carmignac ed altri studiosi. E’ un dato di fatto che non esistono frammenti del NT databili con assoluta certezza al I secolo, se si escludono il frammento 7Q5 rinvenuto a Qumran, la cui attribuzione non è accettata dalla totalità degli studiosi, e il frammento di Magdalen P64 la cui datazione al I secolo è oggetto di discussione. Inoltre tutti i frammenti che conosciamo sono scritti in greco e su codice. In questa sezione si esamina la possibilità che i Vangeli fossero originariamente scritti in una lingua semitica (l’ebraico) e quali possono essere i metodi per dimostrarlo partendo dai testi greci.

 

La sezione 8 contiene alcune discussioni riguardanti il concetto di Messia, sia con riferimento alle profezie dell’Antico Testamento, sia con riferimento ai manoscritti di Qumran. Nella sezione 9 viene dato un rapido accenno alla storia della Palestina dei tempi di Gesù attraverso le opere dello storico ebreo Giuseppe Flavio, vissuto nella seconda metà del I secolo dopo Cristo. La sezione 10 è una sorta di appendice papirologica e descrive i tipi di supporto che venivano utilizzati per scrivere nel periodo di nostro interesse, essenzialmente il papiro e la pergamena e contiene alcuni fondamenti di papirologia utilizzati nel resto del sito ove necessario.

 

Nell'Agosto del 2006 è stata aperta una sezione (11) riguardante la storicità di Gesù Cristo così come appare dalle fonti documentali extra cristiane. Esiste infatti un notevole e complesso dibattito circa l'attendibilità delle fonti esistenti al difuori del Nuovo Testamento così come ci sono pervenute da Giuseppe Flavio, Tacito, Svetonio, ecc... Questa sezione intende presentare questo tema, illustrando un po' tutte le ipotesi che sono state avanzate relativamente a queste problematiche.

 

NOTA I punti più importanti di queste pagine presentano link a varie discussioni ed approfondimenti, sia ad integrazione di queste pagine che collegamenti ad altri siti, che si invita a consultare e, perché no, a prendere come spunto per ricerche ancora più approfondite. Per visualizzare correttamente i caratteri in greco occorre scaricare il file greek.ttf se non presente nel direttorio c:/windows/fonts del proprio computer. Sono disponibili alcuni articoli di approfondimento (formato Acrobat .pdf) scaricabili direttamente da queste pagine. [G.Bastia, aggior. testo 23/07/2006]

 

 

 

 

 
         
 

 

 
         

Nota: questo sfondo è stato costruito a partire da una pagina del papiro P46 (fine II – inizio III secolo d.C.)

 

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