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La mia storia

 

Mi chiamo Gelu Pilin'en Sul (freccia del vento) e sono un giovane elfo di 21 anni umani. Sono alto 1.70 metri, ho i capelli castani e gli occhi verdi.

Sono nato nei boschi della lontana terra di Vori. La mia famiglia faceva parte di una pacifica comunità di elfi. Da bambino passavo il tempo giocando con mio fratello minore Lori e con gli altri bambini elfici del villaggio.

Quella vita felice però durò poco: una notte il nostro villaggio fu attaccato da una tribù di elfi nemici. Nel trambusto della battaglia io e Lori riuscimmo e scappare e a nasconderci tra gli alberi; tornati al villaggio la mattina dopo trovammo solo morte e desolazione. I nemici avevano dato fuoco alle case e ucciso tutti quelli che non erano riusciti a scappare, compresi i nostri genitori.

Rimasti orfani, io e mio fratello fummo cresciuti da un soldato umano e dalla sua famiglia. Grazie e loro imparammo la lingua e la cultura degli umani e a leggere e scrivere. Egli ci insegnò inoltre a combattere con la spada e tutti i segreti dell'arte del tiro con l'arco. Presto diventammo entrambi abili arcieri. Partecipavamo a molte gare di tiro con l'arco con i ragazzi umani del paese e dei villaggi vicini, risultando quasi sempre i migliori.

Un giorno, quando compii 18 anni, decisi di partire e di girare il mondo in cerca di avventure, e Lori insistette per venire con me. Prima di separarci mio padre adottivo mi regalò una spilla di peltro raffigurante una spada come fermaglio per il mantello, in modo che mi sarei ricordato di lui e di sua moglie durante le fredde giornate invernali.

Così partimmo. Insieme io e Lori visitammo molte terre e paesi, alcuni bendisposti verso gli elfi, altri meno, ma senza incontrare un luogo che ci invogliasse a fermarci a lungo. Dopo un po' raggiungemmo il mare, e decidemmo di imbarcarci sulla prima nave in partenza, per scoprire che cosa si trovasse nelle terre d'oltremare. Durante la traversata la nave incontrò una terribile tempesta. Le onde erano altissime e presto fu chiaro che la nave non avrebbe resistito. All'improvviso un'onda più alta delle alte fece ribaltare la nave e tutte le persone a bordo finirono in mare. Incapace di fare nient'altro, mi aggrappai ad un pezzo di legno e lascai che la corrente decidesse il mio destino.

Ripresi conoscenza su una spiaggia sabbiosa. Intorno non vidi nessuna traccia di Lori nè degli altri passeggeri della nave. Mi ritrovavo di nuovo solo, e questa volta senza nemmeno il conforto di avere mio fratello accanto.

Mi misi in cammino senza una meta e dopo varie peregrinazioni arrivai al granducato di Lot, una città senza pregiudizi, dove umani, elfi, nani e molte altre razze convivono insieme e dove è possibile cominciare una nuova vita.

A Lot mi sono arruolato nell'esercito per mettere la mia abilità con la spada e con l'arco al servizio degli altri. Sono entrato a far parte del clan elfico degli Amdir e presso di loro ho ottenuto la carica di arciere della luce. Un giorno, mentre mi trovavo alle porte della città con lo sguardo perso oltre l'orizzonte, ebbi una grande sorpresa, riconoscendo il volto di mio fratello tra quelli dei viandanti in entrata.

Qui a Lot ho incontrato anche l'elfa che mi ha rubato il cuore, la dolce lady Karel