I vasi erotici della cultura Moche

Alla cultura Moche sono stati attribuiti i più interessanti tra i "vasi erotici" rinvenuti nel Perù Precolombiano.
Tra le tante immagini di rapporti sessuali, sono comprese scene di masturbazione, di fellazione e soprattutto di
sodomia; quest'ultima era ancora praticata intensamente all'epoca incaica, come si apprende dalle narrazioni dei cronisti, cariche
di disappunto.

Questi vasi che sono fonti rivelatrici di una sessualità che pareva perduta e che invece parla a tre dimensioni.
Vero che si incontrano cunnilinguo, fellatio, atti omosessuali, masturbazioni, incontri tra "scheletri" e umani,
ermafroditi, copule tra animali; ma sono solo naturali e non peccaminose tappe di una cultura che non aveva avuto voci
se non quelle tardive dei "cronisti della conquista" che avevano parlato, con naturalezza, fino al XVII secolo, per esempio,
dell'uso tutto andino di una convivenza prematrimoniale di una coppia, prima dello sposalizio.

Vasi non distrutti come invece capitò per colpa dei conquistatori spagnoli ad altre testimonianze,
i "quipu", per esempio (i libri formati da cordicelle intessute e annodate) si salvarono solo perchè finiti,
decine di secoli prima nelle tombe; luoghi che gli spagnoli non pensarono nemmeno di scavare,
devastati come furono dall'avidità delle tonnellate d'oro e di argento disponibili in mano incaica o nelle facili miniere.

Il loro significato abbraccia bene parte delle idee religiose e filosofiche.
Il fatto che si incontrano vasi nei quali lo scheletro vive e sta per incamminarsi felice fino al più in là,
comprova che gli antichi mochica non credevano che tutto finisse con la morte del corpo.

Pensavano che con la morte cominciasse una nuova vita e per questo credevano anche che il sesso -
meraviglioso organo nella sua funzione vitale e non solo generatore di lussuria - non moriva con la morte dell'individuo,
che invece prolungava con tutto il suo essere i piaceri nella vita extraterrena".

Le relazioni sessuali tra vivi e morti sono tutte orientate a gesti che non sono legati all'attività riproduttiva.
Ma resta sempre la domanda: perchè? Perchè tanta attenzione per il mondo sessuale?
I riti magici propiziatori di fertilità nacquero dalla constatazione che la produzione degli alimenti non era dovuta solo allo sforzo umano,
ma che dipendeva in ultima analisi da poteri soprannaturali, occulti, che potevano produrre calamità.
Con lo sviluppo della popolazione e la quantità ridotta del territorio coltivabile, soprattutto nella zona andina,
oltre alle formidabili azioni del Nino e della Nina i riti magici, soprattutto di carattere sessuale, sono andati via via intensificandosi.