INDIA

Di tutte le civiltà asiatiche quella che più delle altre asegna un posti di rilievo al tema dell'erotismo
è sicuramente la terra nella quale è nato il
Kama Sutra, ovverosia l'India.

Il "Trattato dell'Amore" (kama è "eros" e sutra è "libro") venne scritto fra il IV e il V secolo d.C. ed è
tradizionalmente attribuito a Vatsayayana Mallanaga.
L'opera fa parte di una vasta letteratura di trattatistica erotica che eleva la tematica a dignità di scienza.
In opere come queste, infatti, si teorizza sulle modalità del rapporto erotico e ci si abbandona a classificazioni
e disamine che hanno carattere di vera e propria indaginem oltre che di manualistica e catalogazione.

Il Kama Sutra si divide in sette libri che indagano, di violta in volta, le caratteristiche dell'uomo galante,
i tipi femminili e le caratteristiche del "cittadino raffinato" (I libro); le modalità di accoppiamento e i rapporti
sessuali, oltre agli artifici che amplificano piacere e desiderio (II libro); le forme di corteggiamento nei confronti

delle giovani in erà da marito (III libro); i modi di comportarsi fra uomo e donna una volta sposati, obblighi e ruoli
(IV libro); gli espedienti per conquistare le donne altrui e le arti della seduzione (V libro); le pozioni magiche
e afrodisiache che migliorano la passione amorosa (VII libro).

Ora, è evidente che tali attenzioni al tema dal punto di vista letterario, abbiano un corrispettivo artistico figurativo.

Il rapporto sessuale, infatti, nella visione induista si colora di simbolismi e valori religiosi espressi dalla proliferazione
di gruppi erotici sulle pareti esterne di templi come, per esempio, quello del Sole di Konarak o quello di Kandariya
Mahadeva dove procaci divinità femminili si accoppiano con dei paricolarmente dotati.

Naturalmente non si tratta di pornografia gratuita, ma di un modo di rappresentare la potenza vitale che attraversa l'universo.
Visivamente la tipologia femminile dell'India può ben essere rappresentata da figure come la
yakshi, ossia la ninfa,
che generalmente orna l'entrata degli stupa, templi a tunulo, gianisti o buddhisti.
Bella, formosa, per quanto adornata da collane e cinture, la yakshi è sempre, praticamente, nuda.
Infine non si può fare a meno di ricordare la moltiplicazione delle tese e/o degli arti a indicare la moltiplicazione
della potenza divina.