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La Mansarda di Miele
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Erotismo e pornografia

 
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Se è vero che un'immagine per essere erotica non deve necessariamente avvalersi della presenza del nudo, è altrettanto vero che questo, per il fatto stesso di mostrare gli attributi sessuali primari e secondari, ha un potenziale erotico assai più pronunciato di quello di una figura coperta. Si potrà poi riflettere al fatto che non sempre il nudo sia scelto per rappresentare l'erotismo, come nel caso di "Amore sacro e Amor profano" di Tiziano, dove il nudo femminile, semplificando, simboleggia addirittura la castità. Tuttavia è indubbio che l'immagine di un uomo o di una donna nudi possano più facilmente suscitare riflessioni erotiche.
Questo, però, non vuol dire che ogni nudo possa esser considerato erotico: esso lo è soltanto se la sua condizione o situazione sia adatta ad evocare il desiderio sessuale. La condizione di nudità, infatti, non è né necessaria né sufficiente perché una data immagine possa rientrare nella categoria delle figure erotiche.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, non è il nudo impegnato nell'atto sessuale a scatenare l'erotismo. La platealità della copula è molto più vicina alla pornografia di quanto non lo sia all'erotismo.
Un nudo può essere considerato erotico quando seduce chi lo guarda. Vale la pena ricordare che "sedurre" deriva dal latino se-ducere, ossia "condurre a sé. Così il nudo seducente è erotico perché conduce nella propria area d'influenza chi è soggiogato dal suo fascino, corrompendolo e deviandolo dalla propria condizione originaria. Ma perché questo accada, il nudo erotico deve evocare piuttosto che mostrare, giacché, in questo secondo caso, i meccanismi che si scatenano sono quelli d'imitazione. Per questo può sprigionarsi erotismo anche da una figura il cui atteggiamento, non solo non ha nulla a che fare con l'atto sessuale, ma è addirittura prodotto con motivazioni del tutto diverse.
Il fatto che le linee curve e spezzate evochino sensualità ed erotismo è una realtà nota agli artisti di tutti i tempi. Questo è ampiamente dimostrato dalla cosiddetta "Allegoria del trionfo di Venere" che Bronzino dipinse per Francesco I di Francia e che fu giustamente considerata un'immagine della Lussuria. Altrimenti, non si spiegherebbe la posa a dir poco acrobatica di Cupido, il cui corpo addirittura si deforma nell'abbracciare e baciare incestuosamente Venere, sua madre. Che non si tratti di amore filiale, lo indica la mano sul seno di Adrodite.Un gesto simile a quello che ricorre in un'opera della Scuola di Fontainebleau appena più tarda: "Gabrielle d'Estrées e una delle sorelle".D'altra parte, l'abbraccio, come può essere quello dell'"Amore e Psiche" di Canova, costituisce un atto erotico vero e proprio. Non è infatti un caso che le due fanciulle in primo piano nel "Bagno turco" di Ingres si stiano languidamente abbracciando. Ma l'opera del grande artista francese, forse per esser stata dipinta su un supporto circolare che finisce per assomigliare a uno spioncino, stimola una delle componenti dell'erotismo, in arte, quella voyeuristica.
Una situazione che diviene concreta nell'ultima opera di una altro grande artista francese: Marcel Duchamp(1887-1968). Il quale fra il 1946 e il 1966 lavorò a "Dati: 1° la caduta d'acqua 2° il gas d'illuminazione. E' noto, infatti, che per contemplare l'opera conservata al Philadelphia Museum of Art bisogna avvicinarsi a una porta chiusa e sbirciare attraverso un apposito spioncino. Al di là vedremo, distesa su un cespuglio di rami secchi, una donna nuda di cui non è possibile vedere la testa, ma che tiene in mano una lampada a gas accesa. Pervasa da complessi simbolismi alchimistici, l'opera rappresenta la Grande Madre infecondabile, perché continuamente fecondata, che altro non è se non un'allegoria della Natura, come oltretutto mostra la presenza dei quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco).
Questo voler mostrare l'Eva/Natura, nuda, con il pube depilato, finisce per rimandare all'opera di un altro artista francese che si pone al limite della pornografia, "Origine del Mondo" di Gustave Courbet. E certo qui il sesso è messo in scena, con tutte le implicazioni del caso, a cominciare dal fatto che la matrice femminile è facilmente assimilabile a una grotta e, ancora una volta, la donna alla madre terra.
In questo modo Courbet era giunto alla radice del nudo e spogliando la donna di qualsiasi identità, sbalzava la nudità su un piano di grandezza cosmica, ben diverso da quello ironico e sottile frequentato da Magritte con il suo "Lo stupro" del 1934.
Per concludere possiamo affermare che il pornografico è un materiale costruito allo scopo di eccitare, il materiale erotico è costruito secondo un canone estetico. Il linguaggio erotico descrive la sessualità allo scopo di rappresentare il bello, è un'opera d'arte.
Il pornografico è qualcosa che appiattisce, l'erotico stimola curiosità e l'interesse. Il pornografico è fuori dello spazio e dal tempo, ossessivamente ripetitivo; l'erotico si distingue per la propria originalità e per la propria capacità di stimolare l'immaginario.
Ma soprattutto il confine erotico e pornografico è negli occhi di chi lo guarda.


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