| La Mansarda di Miele |
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| Artista, donna: un profilo storico sociale | ||
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Questo viaggio nell'arte, questa ricerca continua nell'arco dei secoli delle diverse raffigurazioni del nudo femminile, mi ha fatto nascere una domanda, a cui non ho potuto non dare risposta: ma dove sono le donne artiste?
ARTISTA - DONNA
Dal chiostro alla corte Se risulta difficile ricostruire la presenza femminile in campo artistico è perché per secoli le sono donne sono "invisibili"; la loro attività si svolge tra le mura di casa o del convento, nell'ambito di arti cosiddette minori e anonime come il ricamo, la tessitura , la miniatura.
Nel Trecento, lo sviluppo dell'economia urbana sostituisce alla divisione in caste quella in ceti professionali. Le pubbliche professioni sono però riservate agli uomini e quella artistica - bassa o alta che sia - non fa eccezione: Firenze, nel 1340, l'Arte della Lana accetta le tessitrici, ma non riconosce loro alcun diritto perché non godono dell'indipendenza economica, non sono imprenditrici. Allo stesso modo, alle donne sono preclusi sia lo studio e la pratica dei saperi scientifici, sia l'apprendistato nelle botteghe, entrambi necessari alla comprensione e applicazione delle regole della prospettiva. Solo chi proviene da una famiglia di artisti riceve una formazione adeguata: della figlia di Paolo Uccello, Antonia, il Vasari dice che sapeva disegnare e che, divenuta carmelitana, alla morte venne registrata come "pittoressa".
La miniaturista fiamminga Levina Teerline (1510-1576) serve Edoardo VI, Maria ed Elisabetta I con tale successo da guadagnare ogni anno il doppio di H. Holbein il Giovane. Nel 1600 il papa Clemente VIII invita a Roma la bolognese Lavinia Fontana(1552-1614)prima donna a ricevere una commissione pubblica. Figlia e allieva di Prospero Fontana, interpretò in maniera elegante modelli di Raffaello, Parmigianino e T. Zuccari. Il genere che la rese celebre fu il ritratto, in cui emulò i modelli di S. Anguissola.
Dalle accademia ai Salons
La prima Accademia del Disegno europea sorge a Firenze nel 1562: la prima donna a entrarvi è, nel 1616, Artemisia Gentileschi, precoce esempio di artista combattiva e indipendente, anche sul piano stilistico. Un autoritratto tardo la mostra nei panni della Pittura: al raggiungimento del successo professionale corrisponde una nuova immagine dell'artista, fiera del proprio ruolo di pictrix laureata. Barbara Longhi (1552-1638), nacque a Ravenna, figlia del pittore manierista Luca Longhi.Specializzata in dipinti di piccolo formato e composto taglio classiccista, soprattutto mezze figure femminili di sante o Madonne. Un'altra celebre pittrice è la bolognese Elisabetta
Sirani: abituata a lavorare in pubblico per dimostrare di essere l'autrice dei
propri dipinti, nel 1652 avvia la sua scuola femminile d'arte. Dipinse delicati ritratti e quadri di soggetto devozionale. Mary Beale(1632-1697)ritrattista inglese, indipendente professionista con prolifica carriera. Abile sia nell'uso dell'olio, pastello che nell'acquarello. Isuoi studi sui bambini furono molto apprezzati. In Portogallo, tra i membri dell'Accademia di Lisbona spicca Josefa de Ayala (1630-84), mentre Elisabeth-Sophie Chéron (1648-1711) è la prima artista francese a varcare le soglie dell'Académie Royale, nel 1672. Nel sec. XVII, la piena affermazione
del ceto borghese sollecita, soprattutto nel Nord Europa, una produzione più
laica: la pittura olandese rende popolari i soggetti di genere, ta cui la natura
morta, nella quale eccellono pittrici come Clara Peeters (1589-1657), Maria Van
Oosterwijck (1630-93) e Rachel Ruysch. In Italia vi si dedica Fede Galizia.
L'osannata Angelica Kauffmann (1741-1807) colleziona titoli: dell'Accademia fiorentina e Clementina, dell'Accademia di San Luca e di quella di belle arti a Venezia, ma i suoi detrattori la accusano di praticare la pittura di storia senza saper disegnare. Quello dello studio dal vero, su "indecorosi " modelli nudi, resta un problema fondamentale, risolto solo in parte con l'esercitazione su gessi e statue e il confronto con le opere dei colleghi.
La svolta: scuole, associazioni, mostre La rivoluzione borghese incrementa sensibilmente il numero delle ariste, sia professionalmente sia dilettanti. Sempre più donne cercano di guadagnarsi da vivere lavorando. Questo significa poter finalmente usufruire di una formazione professionale, una visibilità e un accesso al sistema commerciale pari a quelli maschili, anche se non ancora al diritto di voto. Sin dall'inizio del sec. XIX, alle donne del popolo si schiudono le porte delle scuole di formazione professionale per artigiane (decorazione di ceramica, porcellane e carte da parati, coloritura a mano di stampe, incisioni e miniatura), corollario della rivoluzione industriale. Marie-Guillemine Benoist (1768-1826), allieva del famoso Jacques-Luis David espose nel 1800 al Solon di Parigi Ritratto di Negra ispirato all'abolizione della schivitù, riscuotendo un grande successo. Nel 1803 a Parigi viene inaugurata la pionieristica Ecole Gratuite de Dessin pour le Jeunes Filles: dal 1848 al 1859 è diretta da Rosa Bonheur, la grande animalier insignita nel 1865 della prima Legione d'Onore concessa a una donna. La capitale francese rimane la meta di studio più agognata di tutta Europa, per il clima culturale e il gran numero di atelier e accademie private, tra cui (dal 1868) l'Académie Julian, dove insegnano J.N. Robert-Fleury, W.A. Bouguerau e L. Boulanger e ogni mese vengono organizzate mostre e assegnati premi per abituare le allieve al sistema del Salon. Cresce anche il numero delle collettive di artiste, spesso promosse dalle neonate associazioni femminili. La britannica Society od Women Artists sorge nel 1856 a Londra, l'Union des Femmes Peintres et Sculpteurs nel 1881 a Parigi, organizzando un anno dopo il primo Salon des Femmes. Nel 1893, in occasione dell'Esposizione Colombiana Mondiale di Chicago, Susan B. Anthony dà impulso alla costruzione del Woemn's Building, progettata da Sophia Hayden e decorato dai murali di Mary Cassatt. M. Cassat, come Marie Bracquemond
(1840-1916) e Berthe Morisot, fa parte del gruppo impressionista parigino.
Nonostante il successo commerciale e la notorietà, per molte artiste è
difficile liberarsi dal ruolo subalterno di moglie, compagna o allieva: in tutte
le undici opere a lei ispirate, Manet non presenta mai Berthe nei panni della
pittrice professionista; la relazione quindicennale con Rodin, di cui diventa
assistente e modella, mina l'equilibrio psicologico di Camille Claudel; per
andare ad aggiornarsi a Parigi, Paula Modersohn-Becker dere resistere alle
pressioni del marito. Altrettanto complesso è coniugare impegni domestici e
attività pubblica en plein air, nei caffè, nei teatri, luoghi preclusi
alle "donne per bene". Valadon Marie-Clémantine detta Suzanne (1865-1938), madre di M. Utrillo, fece da modella a molti pittori degli anni Ottanta e ai maggiori impressionisti. Dietro il loro incoraggiamento cominciò a disegnare e poi a dipingere fondendo echi di Degas, Toulouse-Lautrec, Gauguin in una visione personale sintetica, ferma e vigorosa.
Il novecento
Pittrice di origine polacca Tamara de Lempicka (Varsavia 1898-Cuernavaca, Messico 1980) diviene famosa per i ritratti e le figure ispirate agli eleganti e mondani ambienti parigini dell'epoca e connotate da un'espressività sensuale e inquieta. Le suggestive stilizzazionidéco della sua pittura, esemplare riflesso di un gusto diffuso negli anni tra le due guerre, ne hanno favorito riscoperta e successo, anche a livello di moda e immagine pubblicitaria, nell'ultimo quarto del Novecento. La seconda metà del Novecento registra una cesura importante, soprattutto intorno agli anni Settanta, quando il movimento femminista invoca una nuova presa di coscienza da parte delle artiste.
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