Dietro la ripetizione di uno stesso soggetto da parte di un grande artista c'è sicuramente la favorevole accoglienza dello stesso da parte del pubblico.
E' questo il caso della "Danae" di Tiziano, replicata ben sei volte.

La storia ce la racconta Ovidio nelle Metamorfosi. Si tratta di uno degli acrobatici amori di Giove che, per unirsi alla bella Danae tenuta prigioniera dal padre Acrisio (cui avevano predetto la nascita di un nipote che sarebbe stato la sua rovina), si trasformò in pioggia dorata.
L'unione andò a buon fine e Danae partorì Perseo che avrebbe reciso la testa di Medusa poi inavvertitamente guardata dal nonno che ne fu pietrificato.

Per comprendere quanto sia grande l'innovazione di Tiziano, basterà confrontare la tela di Napoli, realizzata per Ottavio Farnese, con un quadro di Jan Gossaert dal medesimo soggetto, dipinto poco meno di vent'anni prima.
La Danae dell'artista tedesco, posta al centro di un'architettura ottagonale, sembra essere contenuta in una clessidra che lasci cadere la sabbia verso il basso. l'effetto è suggestivo, ma non è paragonabile alla sensualità che promana dalla Danae di Tiziano, distesa su un oletto come un'amante in trepida attesa. Dovette essere questo il motivo di tanto successo.

Gossaert Jan - Danae - 1527

Correggio - Danae - 1531

Tintoretto - Danae - 1565

Orazio Gentileschi - Danae - 1610

Artemisia Gentileschi - Danae - 1612

Rembrandt - Danae - 1636

Glotzius Hendrick - Danae

Antonio Bellucci - Danae -1726

Giovanni Battista Tiepolo - Giove e Danae - 1733

Klimt - Danae - 1900

Saturno Buttò - Danae - contemporaneo